PAC1 copiadalla mostra AFRICA. Raccontare un mondo. PAC di Milano

“Definire l’Africa, oggi, significa saperla raccontare. In equilibrio tra Occidentalità e Africanismo, tra post-colonialismo e migrazioni, l’arte africana contemporanea pone infatti questioni essenziali, politiche, economiche, religiose e di genere che investono il futuro di uno fra i continenti più complessi del nostro pianeta” Questo quanto si legge sul sito del PAC di Milano in occasione della mostra AFRICA. Raccontare un mondo (27 giugno – 11 settembre 2017).

Partiamo da Milano per arrivare a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, sede del Fespaco, il festival panafricano del cinema, la città teatro di una delle più appassionanti utopie cinematografiche quando, fra il 1983 e il 1987 e su impulso del presidente Sankara, il festival diventa il simbolo della rinascita culturale dell’intero continente africano e della ricerca di autonome e originali vie d’espressione. L’autore tunisino Mohamed Challouf racconta tutto questo nel bel documentario Ouaga capitale del cinema, con la precisione di uno storico e la passione di un testimone.

 

FESPACOFESPACO manifesto della XXV ed.

Ouaga è una delle più povere città del mondo, ma non è questo che interessa raccontare a Tamat e la sua équipe impegnata a rafforzare la rete per la sicurezza alimentare costruita nel quartiere periferico di Cissin con il progetto RASA, alla costruzione di nuove reti con RASAD. Nella municipalità rurale di Koubrì  costruiamo insieme a Watinoma, associazione creata nel 2004 da migranti burkinabè e italiani, in sinergia con il loro lavoro e progetti in Burkina Faso; con Bambini nel Deserto ONLUS lavoriamo per potare “il sole che irriga” a favore di 600 agricoltori nei comuni rurali di Koubri, Komsilga, Komki Ipala; con Psicologi per i popoli nel Mondo mettiamo in relazione supporto psico-sociale a interventi di aiuto e cooperazione internazionale per lo sviluppo di programmi volontari di rientro e supporto tecnico alla formazione e al capacity building degli operatori sul campo; con ENEA lavoriamo con gli agricoltori e sul rapporto tra pesticida e pianta e valorizziamo conoscenze pedologiche attraverso collaborazioni con l’Institut de l'Environnement et des Recherches Agricoles (INERA) del Burkina Faso; e con Regione Umbria e la nuova dirigente ai Rapporti Internazionali e Cooperazione, Anna Ascani, mettiamo la nostra regione sulla mappa della nuova cooperazione italiana per costruire una rete di cooperazione territoriale facendo leva su competenze e risorse tecniche proprie del nostro territorio in agricoltura, ambiente e salute.

 

studio logo rasadstudio logo del progetto RASAD di Donato Colangelo

Reti che vanno a ricostruire sistemi agricoli e alimentari. Reti tese a ricucire i punti di approdo e gli spazi delle origini con la creazione di un nuovo spazio partecipe e attivo tra Italia e Burkina Faso e viceversa grazie al ruolo della diaspora burkinabé all’interno del progetto. Questo l’impianto altamente dinamico e fecondo del logo di RASAD realizzato dall’artista e amico Donato Colangelo: ricucire lo scollamento di due territori in un volto chiaramente omaggio all’africanità per riabbraciarne la complessa vastità e diversità, per creare nuove narrative di sviluppo.  

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