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Pauline Aicha ZoeringreICCVNazemse

Per l'8 marzo ci piace ricordare come Thomas Sankara, l'uomo che Compaoré esautorò nel 1987 per diventare presidente del Burkina Faso, «Le donne reggono l'altra metà del cielo». E lo facciamo con questa intervista alla burkinabé Pauline Aïcha ZOERINGRE, responsabile della logistica e assistente manager programmi operativi per Initiative Communautaire Changer la Vie /NAZEMSE. Pauline ha lavorato per il progetto RASA  Rete d’Acquisto per la Sicurezza Alimentare  co-finanziato dal Ministero degli Affari Esteri MAECI, e sarà impegnata nel progetto RASAD Reti d’Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora burkinabè d’Italia,  progetto triennale  co-finanziato dalla nuova Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.

Come hai cominciato questo genere di lavoro e qual è stato il tuo ruolo principale nel progetto RASA?

Ho cominciato a lavorare presso ICCV come volontaria nel 2014. Durante il mio tempo libero, ho dato una mano nella ricerca di pro-forma e nella classificazione dei documento contabili. Tra le altre cose, ho dato un contributo importante nella gestione delle questioni relative al Ministero degli Affari Esteri e alla documentazione di riconoscimento di TAMAT come ONG operativa in Burkina Faso.

Inoltre, ho contribuito alla concezione del progetto RASA e alla preparazione del budget (ricerca prezzi, contatti con i fornitori, incontri con i produttori per selezionare i “groupements”).

All’interno del progetto RASA mi sono occupata principalmente della gestione logistica.

A proposito della banca dei cereali, il mio ruolo consisteva in:

-        Avviare gli ordini

-        Gestire lo stock

-        Approvvigionare la boutique

-        Seguire la trasformazione agroalimentare

-        Verificare la qualità dei prodotti

-        Animare i gruppi di acquisto solidale (consigliare sui prezzi e pianificare gli acquisti)

Per quanto riguarda l’amministrazione, il ristorante ed il mondo rurale, il mio ruolo consisteva in:

-        Pianificare gli ordini e gli acquisti

-        Acquistare il materiale

-        Seguire la manutenzione

-        Gestire la dotazione del materiale

-        Gestire la pianificazione delle missioni di terreno

-        Garantire il mantenimento de la qualità del prodotto in connessione con la filosofia di RASA

Quali sono le difficoltà che hai incontrato e gli obbiettivi che sono stati raggiunti alla conclusione del progetto RASA?

Nel progetto RASA le difficoltà che ho riscontrato sono:

-        La mancanza iniziale di fondi di progetto che potessero far coincidere l’approvvigionamento degli stock con il periodo del raccolto, così da ottenere dei prodotti meno cari; per questa ragione il primo approvvigionamento è iniziato solo a fine marzo, un periodo in cui i prezzi dei cereali sono già abbastanza alti;

-        L’incomprensione delle procedure di acquisto da parte dei contadini, dei commercianti e delle donne che non sono sempre abituati a concetti quali fatture, ricevute, timbri. Ho dovuto quindi prima di tutto spiegare loro queste nozioni e fare della formazione informale per aggiornare i partner di progetto;

-        Nel progetto non è stato previsto l’acquisto di un’automobile. Fortunatamente, il Coordinatore di ICCV ha permesso l’utilizzo della sua auto personale per le missioni realizzate nei villaggi;

-        La sfida della differenza culturale tra italiani e burkinabé. Ho avuto bisogno di un po’ di tempo per adattarmi e farmi comprendere dai colleghi italiani.

Gli obbiettivi raggiunti :

-        Le champ de la ville” è operativo, tutti gli attori del progetto conoscono ora l’importanza delle procedure logistiche;

-        La collaborazione è perfetta con tutti i miei colleghi burkinabé e italiani: abbiamo creato una bella famiglia.

Quali sono gli obbiettivi inerenti il progetto RASAD per i prossimi tre anni?

- Rendere autonoma la banca dei cereali e renderla sostenibile entro la fine del progetto

- Rafforzare la nozione di agricoltura contrattuale come leva di partenariato città-campagna

- Ottimizzare la logistica per “le champ de la ville “ al fine di farlo diventare una vera e propria unità di produzione e trasformazione agroalimentare

- Fornire al ristorante “la Jardinière” più prodotti sostenibili e aiutarlo ad ottenere un marchio di qualità

- Offrire una collaborazione di qualità tra la diaspora (accoglienza, installazione e monitoraggio dei loro bisogni, ecc.), i contadini e i nuovi partner di progetto

Cosa ne pensi della partecipazione della diaspora nel progetto?

Si tratta di un’ottima idea perché in materia di sviluppo tutti sono importanti. La diaspora è un’opportunità che può fornire nuove competenze e una maggiore apertura al progetto: una nuova forza che porterà novità allo sviluppo locale.

Cosa pensi del rapporto tra ICCV/NAZEMSE e TAMAT?

Ho avuto la possibilità di lavorare con altri partner stranieri ma posso dire con piacere che il rapporto tra TAMAT e ICCV è un rapporto trasparente e benefico che ha costituito e continua a costituire una base solida del processo di sviluppo sociale in Burkina Faso. Si tratta di un matrimonio felice, una vera collaborazione umana fatta di rispetto, fiducia e dialogo tra culture

Una battuta sul ruolo ed il lavoro della cooperazione internazionale allo sviluppo in Burkina Faso? Ad oggi, quali sono le lezioni apprese? Quali sono le sfide future?

La cooperazione internazionale ha giocato un ruolo importante nello sviluppo del Burkina Faso. Si tratta di una leva fondamentale per Tamat e ICCV per servire meglio le popolazioni beneficiarie.

La sfida più grande consiste nell’aiutare ancora meglio il Sahel a svilupparsi e a creare lavoro, contrastando così il terrorismo e il fenomeno migratorio verso l’Europa.

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