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foto Francesco Capponi Certame delle Zuppe

Il valore costante delle relazioni che certifica la sostenibilità economica nelle parole di Paolo Tamiazzo (ARCI-ARCS e Forum Nazionale del Terzo Settore), la capacità paradigmatica di ricombinare bisogni e fattori produttivi, di ibridarsi tra modello associativo, cooperativo e d’impresa, l’esempio virtuso de La Semente. Il mix di competenze all’interno di un gruppo che si associa per riqualificare un’area urbana, per migliorarne la qualità della vita e creare servizi per il quartiere, nell’intervento di Giovanni Santi Laurini dell’Associazione Fiorivano le Viole.

Questi alcuni dei temi e degli interventi della Open Talk all’interno della seconda giornata di lavori per A tutto Social! Social Start Ups due giornate di riflessioni, laboratori ed eventi per fare dei Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.) come piattaforme per l’acquisizione di competenze chiave per l’avvio all’autoimpiego e a supporto dell’imprenditorialità sociale. Temi e discussioni contestualizzati nella fase di profonda trasformazione che l’impresa sociale e il non profit stanno vivendo in Italia. E le parole chiave su cui si è soffermato Carlo di Somma presidente di Federsolidarietà-Confcooperative, sulla forte discontinuità tra cooperazione sociale e istituzioni con un richiamo al mondo cooperativo di ritrovare il proprio mandato che deriva dal porre al centro il “sociale”.

A seguire all’interno del Social Lab, spazio dedicato alle associazioni della Regione Umbria con: Associazione Orto Sole, Cooperativa Sangiustinese, Fabbrica Moderna-Associazione Effetto Cinema, Music Farm e PostModernissimo. Tutti protagoinisti di nuovi paradigmi nell’affermazione del “sociale” dentro nuove forme di economia collaborativa, di cittadinanza attiva, nella rigenerazione delle periferie, nella vocazione sociale di molte start-up, nei modelli organizzativi e di business delle imprese, nell’uso sostenibile delle risorse.Realtà regenerativediun nuovo ecosistema, che comporta “la produzione come fatto sociale” (Becattini, 2016) ossia la centralità della società e dei territori.

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