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L’intervista a Giovanni Santi Laurini membro attivo del gruppo di acquisto solidale di TAMAT Ong realizzato all’interno del progetto co-finanziato dall’Unione Europea Social Start Ups. Il progetto ha coinvolto quattro realtà in quattro diversi paesi (Facoltà di Social Business della Plymouth University - UK, il Comune di Verteneglio (Croazia), l’ONG Amsed (Francia), il Parco Tecnologico 3-A. Il tutto con il coordinamento di Tamat Ong. Giovanni ha partecipato alla formazione su Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.) come piattaforme per l’acquisizione di competenze chiave per l’avvio all’autoimpiego e a supporto dell’imprenditorialità sociale.

Perché un gruppo di persone decide di partecipare ad un progetto come Social Start Ups? Cosa li spinge a investire tempo ed energie?

Dal mio punto di vista che è di sostenitore/osservatore per quanto riguarda la Social Start Ups trovo piacevole mettere a disposizione le mie conoscenze e le capacità personali per progetti che hanno finalità nell’ambito del sociale.

Inoltre la qualità di vita all’interno del quartiere è migliorata sensibilmente da quando sono state create iniziative del genere, la presenza di esperienze di questo tipo influenza positivamente la comunità ed aiuta la nascita di attività parallele ed affini.

Cosa diresti a qualcuno che volesse entrare a far parte del Gruppo d’Acquisto ma fosse preoccupato per i costi che comporta la logica del “mangiare sano aiutando i piccoli produttori locali”?

Prima di tutto farei notare che l’incremento, se realmente esiste è dell’ordine massimo di un 10-20% e solo su alcuni prodotti, inoltre se lo scopo del GAS si riduce solo ad un concetto legato ai costi gli direi che forse non è una scelta che fa al caso suo.

Pagare qualcosa di più rientra nella logica di sostenere piccoli produttori che potranno migliorare e diversificare i prodotti da offrire e quindi nel medio termine anche chi usufruisce del GAS ne trarrà vantaggio.

In che modo pensate che le iniziative come i GAS possano competere con la grande distribuzione? I costi e la comodità di andare al supermercato sono elementi che offrono grandi vantaggi al modello che voi sfidate.

È impensabile che i GAS mettano in difficoltà la grande distribuzione, ragionare con questa ottica fa nascere il GAS da presupposti errati (logica del minor costo etc..).

Lo scopo del GAS oltre chiaramente a fornire il più vasto assortimento possibile di alimenti è anche creare comunità, un gruppo di persone che credono in alcuni valori, li condividono e sono disposti ad investire del tempo per creare un servizio che oltre ad essere utile diventa l’occasione per incontrarsi e relazionarsi tra le persone.

Pensi che i GAS siano iniziative che continueranno anche nei prossimi anni o le ritieni mode del momento?

Credo che se un GAS nasce con dei presupposti corretti e riesce veramente a fare gruppo tra le persone in termini di relazione e condivisione ha la possibilità di durare nel tempo, dall’esperienza che abbiamo avuto finora serve anche l’impegno costante, anche piccolo, di ogni componente, lo scambio di idee motiva i partecipanti a proseguire l’esperienza che altrimenti va lentamente ad esaurirsi.

Quali sono le vostre prospettive future che derivano dal progetto Social Start Ups?

Sinceramente al progetto Social Start Ups non ho partecipato molto attivamente, colpa mia sicuramente forse i troppi impegni, forse non ho avuto chiara la visione del progetto inoltre non ho visto un soggetto forte trainante (a parte Tamat) che avesse veramente voglia di mettersi in gioco.

Personalmente sono disposto a mettere sul tavolo le mie conoscenze per agevolare la nascita del progetto, ma è chiaro che il mio tempo, come quello di ciascuno di noi, è prezioso e voglio spenderlo nella maniera più opportuna, ad oggi non ho riscontrato l’energia giusta per far si che che il progetto spicchi il volo.

Questo è il mio sentimento e vuole essere una critica positiva chiaramente, credo che dovrò confrontarmi con Tamat per avere più chiare le finalità del progetto. Per quanto riguarda le prospettive sul progetto posso parlare dal punto di vista del residente del quartiere e dico che la qualità di vita ad oggi è migliorata sensibilmente e questo grazie ad una serie di attività che si sono create, ognuna persegue obiettivi differenti, ma il filo comune che le contraddistingue è l’unità d’intenti io sono fiero e felice di vedere che le attività che sono partite anni fa grazie all’impegno di tutti noi, anche il mio personale, sono ancora in piedi anche se tra mille difficoltà, questo ripaga di tutto il tempo speso a beneficio di quelli che usufruiscono degli spazi ed oggi mi permette di vivere in un quartiere migliore di quello che ho trovato e di riconoscermi in questa piccola comunità. Per questi motivi sarei felice di offrire il mio piccolo contributo al vostro progetto.

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