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GenderPlus copia

Da Paramaribo, Repubblica del Suriname con Patrizia Spada, presidente Tamat, Ylanga Blinker della Ong Stichting Bureau e la giornalista Merredith Bruce del quotidiano dwtonline.com

 

SDG5 - raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

Lo conferma una nuova analisi della società di consulenza McKinsey appena pubblicata, con un titolo che non lascia dubbi "The power of parity: How advancing women’s equality can add $12 trillion to global growth". La povertà mondiale è purtroppo anche una questione di genere. Il 70% circa dei poveri è donna. Il “differenziale retributivo di genere” è in media del 23% e alle donne vengono concessi prestiti con difficoltà.

Se tutti i Paesi nel mondo si adeguassero anche solo agli standard dei migliori fra loro in termini di parità di genere, il beneficio che si otterrebbe nel mondo in dieci anni sarebbe pari a 12 trilioni di dollari, quindi quasi 11 trilioni di euro di aumento del PIL, "praticamente pari alla somma del PIL attuale di Germania, Giappone e Regno Unito" nelle parole di Anu Madgavkar una delle autrici dello studio. Lo scopo della ricerca: effettuare una mappatura della disuguaglianza di genere nel mondo il più completa possibile e quantificare il potenziale economico che deriverebbe dal suo superamento. Gli scenari illustrati nel report si spingono fino all'utopistica condizione di un mondo con una perfetta uguaglianza tra uomo e donna. In questo caso il PIL salirebbe a 28 trilioni di dollari, ovvero circa 25 trilioni di euro. "Pressapoco come le economie di Cina e Stati Uniti combinate assieme".

I nostril progetti di cooperazione internazionale vede quali attori e beneficiari diretti le donne: Marisa, Arianna, Tamara, Kental, Shalama, Mercedes, sono donne che sostengono le loro famiglie nei loro paesi di origine. Spesso si uniscono in gruppo per sostenersi vicendevolmente. Lavoriamo in modo constante con questi gruppi di donne, per aiutarle a sviluppare una cultura di crescita e sviluppo ad alto impatto sociale.

Per noi è fondamentale coinvolgere e lavorare con queste donne in una rete virtuosa di soggetti, che possono attraverso l’accesso a risorse e strumenti adeguati, crescere in modo sostenibile. Esperti in finanza etica, progettisti, agronomi, medici, comunicatori sociali, formatori, sono alcune delle figure coinvolte per garantire la sostenibilità dei progetti, che portiamo avanti attraverso la lente della parità di genere.

Con un approccio integrato e attraverso 7 edizioni di attività di microcredito e di coinvolgimento comunitario in Burkina Faso con RASA - Rete di Acquisto per la Sicurezza Alimentare cofinanziato dal Ministero Italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e RASAD - Reti d’Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora burkinabè d’Italia, progetto triennale co-finanziato dalla nuova Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo , abbiamo avviato e consolidato un percorso di autonomia e di auto-impresa per molte donne.

Accanto al modello del microcredito, si sono  sviluppati nuovi strumenti, tra i fondi impact, ad esempio, vi sono diverse esperienze legate al protagonismo delle donne nell’imprenditoria sociale. Nel biennio 2017-2018 con il progetto GenderPlus in America meridionale nella Repubblica del Suriname co-finanziato dal programma europeo EuropeAid, insieme a Stichting Bureau voor de dienstverlening aan NGO’s, Arrimage Good’iles, associazioni locali e università usiamo l’imprenditorialità e l’impresa sociale come strumenti di sensibilizzazione, crescita e sviluppo di processi di empowerment femminile.

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