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Nel racconto dell’incontro di Giorgio Donati con gli allievi del secondo e terzo anno dell' Ecole Supérieure de Théâtre nello spazio culturale Gambidi in Burkina ci si sente per dirla con le parole di Thomas Sankara come uno che é lì per osare inventare l’avvenire. Gambidi è uno spazio creato a Ouagadougou nel 1996 da Jean Pierre Guingane, drammaturgo, regista e attore burkinabé fondatore del Teatro della Fraternità. Si tratta di un luogo di incontri, di scambio, di creazione e produzione, uno dei tanti dedito alla diffusione dell’arte e del teatro della capitale.

Giorgio Donati, attore, autore, regista e formatore ha esplorato con gli allievi dell' Ecole Supérieure de Théâtre il linguaggio del corpo poetico del mino narratore nell’incontro con la continua ricerca delle radici della vita, indagate nella natura e nella natura umana attraverso il movimento – «il movimento con la M maiuscola!» come diceva Jacques, ricorda Giorgio ex-allievo dell’ École internationale de theatre Jacques Lecoq.

La pedagogia di Lecoq, fondata sulla pratica diretta dello sguardo e dello scambio e l’esperienza trentennale di un ex-allievo diretto, si coniugano con la sperimentazione di linguaggi e tecniche attoriali portate avanti all'Ecole e all’interno di un teatro burkinabé pienamente contestualizzato in Africa. E’ così che nella recente produzione del Mercante di Venezia trasformato in Aïcha de Toumbouctou dal regista Luca Fusi amico e collega di Giorgio Donati, l’ebreo diventa un musulmano salafista, i cristiani diventano sunniti e Venezia diventa il grande mercato di Ouagadougou.

Giorgio ci parla dell' Ecole Supérieure de Théâtre dove insegna Luca Fusi, quale laboratorio culturale con una pedagogia creativa lontana da modelli e tecniche prescritti, dove molti allievi trovano la loro strada, nel rispetto delle loro differenze, secondo la loro cultura, la loro storia, la loro immaginazione, le loro possibilità e il loro talento. Del resto questo é il Burkina: un paese in cui convivono 60 diverse etnie, altrettante lingue, e tre religioni, la cristiana, la musulmana e l’animista. Il Burkina è casa di rinomati festival di arti visive come Les Récréâtrales, il Festival International des Masques et des Arts (FESTIMA) e il Festival Panafricain du Cinéma de Ouagadougou, il più grande festival di cinema del west Africa con una sua versione fringe promossa quest’anno dal nostro partner locale ICCV/Nazemse nel quartiere periferico di Cissin .

Nel gruppo di allievi di Giorgio Donati in una fascia d’età compresa tra 24 e i 34 anni ci sono: una neo-mamma, che affida il figlio alla cuoca della mensa del centro Gambidi durante le lezioni; una giovane donna in stato avanzato di gravidanza; una coppia sposata; e due ragazzi dal Togo e dal Benin. Gli allievi pagano una retta mensile (Giorgio non ha potuto confermare l’ammontare) ed hanno l’obbligo di frequenza. Il Centro si sta dotando di alloggi per ospitare studenti e docenti.

Alcuni degli allievi dell'Ecole Supérieure de Théâtre trovano lavoro in televisione anche fuori del Burkina o nella tante compagnie teatrali attive nel paese. Le compagnie che si mantengono facendo teatro sono circa duecento, nonostante il Burkina Faso sia il sesto paese più povero al mondo. Il teatro burkinabé è un teatro di intervento sociale grazie all’incontro tra gli anni Settanta e Ottanta dell’ Atelier Théâtre burkinabé, primo grande centro teatrale di Ouagadougu, con il Teatro dell’Oppresso di Augusto Boal.

Ascoltando Giorgio e scorrendo le immagini del suo viaggio sorge la gioia di un’evidenza ritrovata nelle parole di Jacques Lecoq, che rende tutto più semplice e chiaro:

 

Tutto si muove.

Tutto evolve, progredisce.

Tutto rimbalza e si riverbera.

Da un punto a un altro, non c’è linea retta.

Da un porto a un porto, un viaggio.

 

Jacques Lecoq

estratto da Belle-Ile-en-Mer, agosto 1997

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