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Italia Africa2016

foto: dalla Conferenza ministeriale Italia-Africa organizzata a Roma il 18 maggio, 2016 © VITA.it

Il presidente emerito di Intersos e policy advisor di Link 2007, Nino Sergi, fa una breve analisi su ciò che è contenuto nel DEF (Documento Economia e Finanza 2017).

Il Consiglio del Ministri ha approvato martedì 11 aprile 2017 il DEF, Documento di Economia e Finanza 2017 (DEF). Nella sezione1, “Programma di stabilità per l’Italia”, il Focus sull’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) sintetizza l’impegno per riallineare gradualmente l’Italia agli standard internazionali per la cooperazione allo sviluppo.

Il testo riprende dagli anni passati la terminologia “Aiuto pubblico allo sviluppo” mentre la legge di riforma 125/2014 parla ormai (e non è solo una questione terminologica) di Cooperazione Pubblica allo Sviluppo (CPS). Nel DEF viene confermata la previsione del graduale aumento degli aiuti pubblici allo sviluppo dell'Italia. Ma il focus sugli Aps evita di dire che buona parte dei fondi stanziati sono in realtà destinati all’accoglienza dei rifugiati in Italia e per il controllo delle frontiere nei paesi di provenienza e transito.

‘Viene sottaciuto’, scrive Nino Sergi ‘quanto lo scorso DEF invece affermava: “in questo percorso di riallineamento influirà ovviamente anche la quota delle spese per l’assistenza ai rifugiati che potrà essere contabilizzata come APS” (Focus 2016). Si tratta di un’omissione non di poco conto dato che, pur essendo passati dai complessivi 4 miliardi di dollari del 2015 ai 4,85 miliardi del 2016 (stanziamenti a Ue, a Banche e Fondi internazionali, a iniziative multilaterali, a iniziative bilaterali), una grande parte delle risorse è stata spesa per l’accoglienza dei rifugiati in Italia e per il controllo delle frontiere nei paesi di provenienza e transito, anziché per iniziative di sviluppo con i paesi partner. “Parliamo del 34% delle risorse complessive; in termini assoluti si passa da 983 milioni di dollari allocati nel 2015 ad oltre 1,66 miliardi del 2016, pari ad un incremento del 69%”, come ha recentemente analizzato Oxfam Italia.

Nel 2014, con 195,29 milioni di euro, tale spesa ha rappresentato il 34% della componente ”bilaterale” mentre oggi, con più di 1,5 miliardi, rappresenta una spesa tre volte maggiore della cooperazione bilaterale gestita dall’Agenzia e dalla Dg Cooperazione allo Sviluppo. Il diritto di asilo, riconosciuto dall’articolo 10 della nostra Costituzione e l’accoglienza dei rifugiati ai sensi della Convenzione di Ginevra, pur sacrosanti e doverosi, non erano mai stati materia di “aiuto bilaterale” o di “cooperazione allo sviluppo”, né la nuova legge l’ha previsto. Tale inclusione, per una cifra così rilevante, fa sorgere il serio dubbio che il Governo italiano, al di là delle affermazioni, stia ormai tradendo le finalità della legge voluta con voto unanime dal Parlamento solo 32 mesi fa e la visione di cooperazione e di partnership per un comune sviluppo che l’ha ispirata. Il tutto avviene, poi, senza una formale ed esplicita posizione parlamentare che deliberi questo radicale cambiamento rispetto alle decisioni assunte non molto tempo fa. Un ulteriore sforzo di trasparenza politica sarebbe ora doveroso’. (fonte: R.it 23 aprile 2017). 

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