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Ingresso a Orto Sole durante ‘ORTICULTURA URBANA’, PRIMA EDIZIONE DI ORTINFIORE Perugia, Aprile 2017

‘Vogliamo fare degli orti aperti al quartiere, alle scuole e al mondo per scoprire insospettabili vicinanze con mondi e culture’. Queste le parole della signora Ida dell’associazione Vivi il Borgo, che dal 2015 ha preso in gestione gli spazi verdi del complesso San Matteo degli Armeni, luogo che eredita dal suo passato una ricchezza unica!

Prunus Armeniaca, melograno e mirabolano sono solo alcune delle piante che verranno piantate qui per raccontare questo luogo: la chiesa di San Matteo degli Armeni, probabilmente l'edificio sacro più antico in Italia dove oggi si svolgono funzioni con rito orientale (fu edificato nel 1273 da monaci armeni arrivati in Umbria per sfuggire alle persecuzioni dei saraceni). Mentre parliamo con Ida la vita attraversa con slancio questo luogo di accoglienza e solidarietà: il rito della Pasqua ortodossa, bambini a caccia di uova colorate tra l’erba, e un matrimomio presso la biblioteca, centro di documentazione della pace.

Assaggiamo la borragine e il nasturzio e ci avviciniamo ai piaceri della cucina che ritroviamo in tante di quelle erbe commestibili dei luoghi e delle comunita’ con le quali lavoriamo nel mondo e che qui troviamo solo nei negozi e mercatini “etnici”.   Suggeriamo a Ida di piantare l’okra, chiamata in Africa “gombo”, molto utilizzata dall’Africa ai Balcani, parente di malva e ibisco e oggi coltivata anche in Sicilia. Ida rilancia con varietà di fiori da mangiare.

Orto e cibo quindi. La produzione di cibo è sempre stata considerata in termini rurali, in relazione a politiche non interconnesse con la pianificazione territoriale urbana, eppure già oggi in tutto il mondo circa 200 milioni di agricoltori urbani forniscono cibo a 700 milioni di cittadini (fonte: Fao). Trattare le questioni legate al cibo nell’ambito urbano implica realizzare una vera e propria governance alimentare in grado di integrare le molteplici funzioni del cibo in rapporto alle caratteristiche dei luoghi e ai processi sociali e produttivi, così come già si sta facendo in molte aree urbane nell’ambito dell’Urban Food Planning.

In Europa i primi esempi di orti urbani nacquero in Gran Bretagna, nel distretto di Todmorden, dove alcuni cittadini decisero di mettere a disposizione i prodotti dei loro orti per i concittadini meno abbienti (Food to share). A Berlino, un appezzamento abbandonato di 6.000 m2 venne trasformato in orto urbano (Nomadisch Grun); a Parigi sono nati i Jardins Partagés (JPs), giardini collettivi, creati e gestiti da associazioni di quartiere in piccoli appezzamenti di terreno messi a disposizioni dal Comune.

In Italia, il fenomeno degli orti urbani ha registrato un forte sviluppo negli ultimi decenni. L’importanza di questa risorsa è dimostrata dal fatto che gli orti urbani sono entrati a far parte degli indicatori qualitativi sul verde urbano. Secondo il rapporto Istat 2014 sulla qualità dell’ambiente urbano, ben 57 amministrazioni hanno attivato orti urbani. Dal 2011 al 2013 la superficie di orti urbani è triplicata, arrivando a coprire 3,3 milioni di m2

I nuovi orti, coniugando i criteri agronomici con il progetto urbano, superano la logica degli orti come recinto chiuso e propongono un impianto in grado di organizzare spazi aperti, flessibili e modificabili nel tempo, che incrementano la valenza ecologica e paesaggistica delle singole aree attraverso l’uso di materiali innovativi ed attenti all’ambiente e realizzano luoghi di scambio ed apprendimento sui temi della coltivazione locale e biologica degli alimenti, sulla biodiversità delle colture e sul consumo sostenibile del cibo.

E sulla via di Porta Sole   a Perugia ritroviamo l'orto nuovo che coniuga, ambiente, salute e comunità . Il signor Gianfranco dell’ Associazione Orto Sole, disponibile come sempre, ci apre la porta e parla dell’orto recuperato e trasformato con tanto lavoro e passione. Un orto sociale, di circa 1200 mq immerso in una mare di bottoni d’oro, di murales e tanti spazi aperti coltivati in permaculture per formazione, incontro e scambio.

Coltivare con le proprie mani ortaggi e verdure in città. Coltivare in città per l’integrazione e la solidarietà.   Coltivare prospettive di sviluppo per orticultura e socialità. Coltivare con le donne di Paesi Terzi. Queste le nostre attività all’interno del progetto europeo transnazionale urbagri4women insieme ai nostri partner europei in Austria, Cipro, Francia, Grecia, Inghilterra e Portogallo e all’interno del progetto, finanziato dalla Commissione europea (DG Migration and Home Affairs) nel quadro del Fondo Asilo, migrazione e integrazione. 

Per la galleria di immagini della giornata di domenica 23 aprile "Orti in fiore" clicca qui

#urbagri4women #ortisenzafrontiere #contamat

Tamat ringrazia l'Associazione Orto Sole e l’ Associazione Vivi il Borgo.

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