pdfBilancio 2016

pdf Bilancio 2015

pdf Bilancio 2014

pdfBilancio 2013

pdf Bilancio 2012

pdf Bilancio 2011

 

 

 

acquarius 702x336

 

foto: http://firenzeurbanlifestyle.com/mediterraneo-downtown/

Alla luce del susseguirsi dei gravi episodi e azioni di violenza, che hanno visto prima  l’attacco alla sede dell”OIM di Roma e poi  l’irruzione del panel a cui partecipava anche lo studioso islamista Oliver Roy al mediterraneodowntown.it, all’interno della polemica che vede da settimane sul banco degli imputati le ong, che operano per il salvataggio dei migranti, accusate di collusione con i trafficanti di vite umane, riportiamo l’articolo uscito proprio sul sito di mediterraneodowntown.it dalla conferenza di venerdì 5 Maggio scorso presso il Centro Per L’arte Contemporanea Luigi Pecci.

Presentata in anteprima a “Mediterraneo Downtown“ la ricerca “Search and Rescue”, la comunicazione delle operazioni di soccorso di migranti nel mar Mediterraneo e il riflesso mediatico”, a cura dell’ Osservatorio di Pavia, Carta di Roma e COSPE.

Un tema particolarmente sensibile che registra una notevole virata proprio negli ultimi mesi: “Se fino a tutto il 2016 – dice Paola Barretta dell’Osservatorio di Pavia – i media si concentravano sul racconto di eventi tragici, negli ultimi mesi si sono invece concentrati sul presunto “scandalo” dei salvataggi e il ruolo delle ong”.

Tutto nasce da un rapporto di inizio anni fatto da Frontex, in cui si parlava di un cosiddetto “pull factor” delle migrazioni nelle nave dei soccorsi: ovvero la presenza di navi di soccorso vicino alle acque territoriali libiche rappresentava un’attrazione per i migranti e un ‘agevolazione per gli scafisti. “Da questo sospetto lanciato dal rapporto – dice ancora la Barretta – e non comprovato da veri dati si è montato il caso che è arrivato fino ad oggi con l’apertura di un fascicolo di indagini da parte della Procura di Catania”.

“I dati anzi dicono altro – continua Valeria Brigida, giornalista freelance che qualche mese fa è stata a bordo di una di queste navi-  solo il 20% dei salvataggi in mare sono fatti dalle navi delle ONG il restante 80% dalle navi militari. La vera differenza tra questi tipi di salvataggi? Le ONG hanno anche il compito di raccontare e testimoniare quello che accade e quello che vedono.

Sono 5000 i morti nel mar mediterraneo l’anno scorso. Evidentemente ancora i salvataggi non sono sufficienti. Ma cosa è cambiato davvero nei media? Si è passati dalla criminalizzazione dei migrati, a quella della solidarietà”.

Non a caso il panel di Mediterraneo Downtown, che ha visto anche la partecipazione di Martina Chichi dell’associazione Carta di Roma, Vittorio Bugli, assessore della Regione Toscana, Vittorio di Trapani di Usigrai/FNSI e Valeria Calandra , di SOS Mediterranèee,  si intitolava provocatoriamente “Da eroi a trafficanti”.

Da questa narrazione rimane fuori sempre un fattore: il motivo per cui le persone decidono di partire. “ E’ su questo – conclude Barretta- che le ong dovrebbero spostare il discorso. Non entrare nel merito della polemica che finisce per alimentare stereotipi, come il fatto che le migrazioni costituiscano un’emergenza improvvisa e pericolosa e invasiva per l’integrità europea, così come tante fake news”.

Un ulteriore dato che esce da questo intenso incontro è che la Unione Europea, con il programma contro la tratta dei migranti, Sophia, ha stanziato 200 milioni di euro di cui 90 solo per la Libia: questi fondi vanno nella formazione della guardia costiera libica. Il tentativo di de- responsabilizzarsi e lasciare la gestione delle migrazioni in mano a un governo instabile come quello libico, e in un paese in cui le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno, è un fatto gravissimo. E questo è solo un esempio della gestione scellerata delle politiche migratorie da parte dell’Ue.

Usiamo cookies per migliorare l'esperienza di navigazione. Per conoscere i cookies usati da questo sito, vi invitiamo a leggere la nostra privacy policy.

Accetto i cookies da questo sito.