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sostienesankara 796x530 copiafoto: dal libro "Sostiene Sankara. Racconti disegnati di felicità rivoluzionarie" (Becco Giallo, 2014)

Riprendiamo alcuni dei temi trattati nel numero di Maggio 2017 di Africa e Affari sul Risveglio del Burkina Faso a 30 anni dalla morte di Thomas Sankara. “50 mesi di governo per una visione ecologica della vita, per lo sviluppo dell’agricoltura, per la promozione della cultura come mezzo di crescita della nazione e valorizzazione del ruolo della donna”. Queste le riflessioni contenute nell’articolo a firma di Adrien Cleophas Dioma scrittore e documentarista, coordinatore del gruppo “Migrazioni e Sviluppo” Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo (CNCS) del MAECI, Presidente dell’Associazione Culturale Le Réseau, fondatore e direttore del festival Ottobre Africano.

Ma “quello che più colpisce è come la visione socio-politica di Sankara sia completa, globale, riuscendo a contenere tutti gli aspetti della vita non solo di un paese, da illuminato statista, ma anche degli individui che lo abitano, da illuminato essere umano”. Nessun altro leader africano ha più incarnato il sogno di un vero riscatto civile del continente. Sankara e il bagliore di un mondo diverso, possibile e concialiabile con gli scenari attuali: crisi delle politiche miratorie, sostegno alle Dispore per creare sviluppo all’interno di intese che funzionino tra l’Europa e i Paesi Africani.

Con lo sguardo rivolto verso il furturo approfondiremo questi temi con Joséphine OUEDRAOGO GUISSOU, Ministro dello Sviluppo Familiare e della Solidarietà Nazionale nel governo di Sankara (1984-1987) e ambasciatore del Burkina Faso in Italia da dicembre 2016, nella sua prima visita ufficiale nella nostra regione in occasione del convegno Il ruolo della diaspora africana nella nuova cooperazione internazionale”.

Il convegno promosso e organizzato da Regione Umbria, Servizio Affari Europei e Relazioni Internazionali è in occasione del lancio ufficiale del progetto RASAD, Reti di Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il Supporto della Diaspora burkinabé d’Italia, co-finanziato da Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo progetto di Tamat con partner la Regione Umbria, Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo (ENEA), Organizzazione Umanitaria Bambini nel Deserto ONG, ItalWatinoma, Psicologi per i Popoli nel Mondo , Association Watinoma e Initiative Communaitaire Changer la Vie Nazemse (ICCV).

Ricostruire il sistema agricolo e alimentare per mangiare quello che si coltiva e coltivare quello che si mangia, questo il lavoro iniziato con RASA (2015-2016) Rete di Acquisto per la Sicurezza Alimentare, una rete dalla quale costruire Reti di Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il Supporto della Diaspora burkinabé d’Italia - RASAD e per il triennio 2017-2020.

In sei anni, dal 2009 al 2014, grazie al Fondo europeo rimpatri, dall'Italia sono partite 3.919 persone. Dopo un blocco di un paio di anni l'Ue ha finanziato un nuovo Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami 2014-2020), per 3 mila nuovi posti da giugno 2016 a marzo 2018, in diversi programmi di ritorni volontari assistiti. Occorre aumentare il respiro economico di questi inteventi. Molti migranti vogliono investire nei loro Paesi in vista di un ritorno. Secondo la Banca Mondiale, nel 2016 i migranti hanno mandato a casa 442 miliardi di dollari. La sfida e’ come convogliare parte di queste rimesse verso attivita’ imprenditoriali.

 

MADI SAKANDE copiafoto: Madi Sakande il vincitore del premio MoneyGram Award all’imprenditore immigrato dell’anno. Nato in Burkina Faso, Sakande vive a Calderara di Reno (Bologna)

Il convegno di mercoledì 12 luglio vuole essere una iniziativa faro per conoscere e far conoscere percorsi di avvicinamento attraverso il lavoro di Tamat con le comunità locali e la valorizzazione del ruolo delle diaspore. Avvicinare i territori quelli periferici dell’Umbria a quelli rurali del Burkina Faso. Avvicinare i temi della migrazione di rientro in Africa Occidentale all’esperienza di rientro con il progetto Brain Back in Umbria. Avvicinare la cooperazione internazionale al privato profit per un modello di business inclusivo che permetta lo “sviluppo di nuove soluzioni, che rispondono in maniera sostenibile e duratura ai bisogni locali inespressi”.

A livello Europeo vale la pena citare il Consenso Europeo sullo Sviluppo/Agenda 2030 che ribadisce l’importanza di un approccio basato sui diritti umani che inquadri i temi di sviluppo e cooperazione internazionale, ribadendo il ruolo fondamentale del profit e delle dinamiche di mercato nel perseguire la prosperità come finalità di crescita e miglioramento delle condizioni di vita dei paesi in via di sviluppo. A livello Italiano, il riferimento istituzionale chiave è la legge di riforma della Cooperazione Internazionale allo sviluppo, legge 125/2014, che per la prima volta include anche le aziende profit tra i possibili soggetti della cooperazione Italiana aprendo a nuovi scenari di interazione tra profit/non-profit/attori pubblici e privati.

Mercoledì 12 luglio incontreremo due imprese umbre impegnate in settori altamente ricettivi al business inclusivo - ICT/digital, innovazione e agricoltura, quali Agricolus con l’agricoltura di precisione  e Netvalue con strumenti per la crescita delle PMI e reti d’impresa.

Durante il convegno avremmo modo, attraverso un progetto di cooperazione internazionale, RASAD nato in Umbria e frutto del costante e continuo ascolto per costruire un modello di sviluppo condiviso con i partner locali, di conoscere e approfondire “percorsi di avvicinamento” del tessuto imprenditoriale della Regione Umbria, al business inclusivo attraverso l’operato di Tamat e dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e degli altri soggetti tecnici e istituzionali parte dell’ecosistema di attori pubblici ed intermedi che saranno chiamati ad affiancare il profit nella realizzazione di progetti di cooperazione.

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