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 Burkina Faso: registrazioni nelle scuole e nei Centri sanitari nella Provincia del Sanguié dal programma BRAVO!

 Cooperazione, collaborazione e solidarietà per costruire reti a difesa delle minoranze e del dialogo interreligioso, sono un leitmovit nella carriera di Roberto Zuccolini, giornalista e portavoce della Comunità di Sant’Egidio. E la sua sensibilità alle cause umanitarie si è incrociata con l’impegno di Tamat, in Sahel come in altri Paesi in difficoltà.

Lo scorso 13 agosto Piero Sunzini (direttore di Tamat), che da 30 anni lavora in Burkina Faso per progetti che hanno la sovranità alimentare come stella polare di ogni scelta, si trovava nel caffè-ristorante turco “Aziz” durante l’attacco terroristico che ha fatto 18 morti. L’incontro con Zuccolini è stato inevitabile. Il giornalista due giorni dopo l’attentato prende le distanze dall’indifferenza della stampa nazionale, fatta eccezione per l’Avvenire, esortando lettori e lettrici del suo blog su huffingtonpost.it, ad avvicinarsi al Burkina Faso, “stato strategico nella lotta al terrorismo insieme a Mali, Niger e Nigeria. E' ormai questa, la fascia sahelica subsahariana, non più il Mediterraneo, la frontiera dell'Europa, come dimostrano anche le vicende dei flussi migratori. E' lì che l'Europa deve intervenire, aiutare, rafforzare l'impegno a favore della pace”.

Lo spirito di Zuccolini è riscontrabile nel suo libro “Shahbaz Bhatti. Vita e martirio di un cristiano in Pakistan” del 2012. Shahbaz Bhatti,ministro per le Minoranze del Pakistan, fu ucciso nel marzo 2011 mentre attraversava senza scorta il centro di Islamabad. "Di questo martire mi ha colpito molto il suo essere una persona ordinaria, non un eroe temerario. Un uomo coraggioso, autentico testimone della fede, che mai ha rinunciato a spendersi per i poveri e i deboli", disse in occasione della presentazione del libro scritto insieme a Roberto Pietrolucci, responsabile della Comunità di Sant’Egidio in Pakistan, questi fu l’ultima persona a parlare al telefono con Shahbaz prima dell’attentato. Ed è proprio dai grandi e audaci esempi della cristianità, che Zuccolini si ispira, attraverso la Comunità di Sant’Egidio, di cui è portavoce, in un tempo il nostro dove molte sono le “zone grigie” fonte di paura, di spaesamento, dove occorre riappropriarsi della democrazia in nome di libertà e convivenza.

Attualmente la Comunità di Sant’Egidio è impegnata anche in Burkina Faso col progetto “BRAVO!”: un programma di registrazione anagrafica gratuita che vuole combattere i conflitti alimentati dall’instabilità socio-politica degli individui, quindi gli abusi sessuali, il reclutamento nelle forze armate, il lavoro giovanile, i matrimoni precoci, ecc. La registrazione alla nascita è un diritto sancito dall’articolo 7 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo (CRC) del 1989 e la Comunità di Sant’Egidio vuole tutelarlo.

La visione di Roberto Zuccolini sulle prospettive del Burkina Faso, il lavoro e l’impegno della Comunità di Sant’Egidio per il futuro della cooperazione saranno alcuni dei temi della conversazione aperta di domenica 8 ottobre a Fa' la Cosa Giusta Umbria 2017 padiglione 9 Sala Giulio Regeni dalle ore 14. L’evento dal titolo “Burkina Faso paese di frontiera - Mito, realtà e futuro della cooperazione (1987-2017 il pensiero "lungo" di Thomas Sankara sui rapporti sud-nord)” a cura di Tamat, vede la partecipazione anche di Sandro Cappelletto, La Stampa.

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