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 Mario Giro a UnistraPg copia

 "Lavorare nella Cooperazione Internazionale": il Vice Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Mario Giro illustra le opportunità offerte ai giovani dalla cooperazione nella Sala Goldoni dell'Università per Stranieri di Perugia

Inizia alle 11,30 di martedì 5 dicembre, con i saluti del Rettore dell'Università per Stranieri di Perugia , prof. Giovanni Paciullo, il seminario “Lavorare nella Cooperazione Internazionale” del Vice Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Mario Giro, nella Sala Goldoni dell’Università per Stranieri di Perugia: una tappa del progetto "Cooperazione internazionale - Il nostro futuro nel mondo", in vista della Prima Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo. Con l'iniziativa, il Vice ministro parla ai giovani interessati al mondo della cooperazione internazionale, illustrandone le opportunità e offrendo loro strumenti per rispondere alle domande del mondo del lavoro.

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I momenti iniziali della conferenza: il Rettore dell'Università per Stranieri di Perugia, prof. Giovanni Paciullo (a destra), saluta i presenti e passa la parola al Presidente del CdL RICS, prof. Emidio Diodato (a sinistra), che presenta il Vice Ministro (al centro)

Terminata una breve introduzione e presentazione da parte di Emidio Diodato, Presidente del Corso di Laurea RICS – Relazioni Internazionale e Cooperazione allo Sviluppo , il Vice Ministro inizia il suo intervento affrontando la questione della cosiddetta fuga dei cervelli, sottolineandone la dimensione globale ed extra-temporale: un fenomeno che non investe solo l’Italia né del quale si ha conoscenza solo ora, ma che al contrario esiste da sempre e che ha trovato nella globalizzazione degli ultimi decenni il terreno fertile per accentuarsi. Mario Giro, però, mostra una via percorribile per invertire la tendenza, quella della cooperazione internazionale, che rende possibile “partire senza andarsene”. "Tante le opportunità che la cooperazione offre ai giovani, laureati o meno, in Italia come all’estero" continua il Vice Ministro, che illustra anche diverse piste per andare in giro per il mondo, programmandosi una carriera ancor prima dell’università. Piste di inizio necessarie a farsi un curriculum, opportunità nel mondo dell’Unione Europea, dell’Onu, della politica diplomatica italiana e del mondo della cultura. Volontariato, Servizio Civile Nazionale, Campi di lavoro internazionali e Servizio Volontario Europeo sono alcuni esempi. 

Dopo aver invitato gli studenti interessati a partecipare alle Job Fair di Roma e Milano (in cui tutte le organizzazioni internazionali si presentano ai giovani italiani e spiegano cosa significa lavorarvi) e alla Prima Conferenza Nazionale della cooperazione allo sviluppo che si terrà a Roma nel 2018 (grande evento in cui si farà una sintesi degli obiettivi raggiunti in questo settore negli ultimi anni con uno sguardo verso il futuro), il Vice Ministro Giro da spazio alle testimonianze di studenti ed ex- studenti dell’Università per Stranieri di Perugia che hanno fatto carriera in questo settore, tra i quali Domenico Lizzi di Tamat.

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L'intervista durante la quale di Domenico Lizzi condivide l’evoluzione della sua carriera, dai primi giorni di volontariato a Tamat a quelli di oggi, che lo vedono coordinatore di Urbagri4Women e membro del Comitato Tecnico di Tamat. Nella foto: al tavolo, da sinistra, Anna Ascani (Regione Umbria), Mario Giro (Vice Ministro  degliAffari esteri e della cooperazione internazionale), prof. Giovanni Paciullo (Rettore dell'Università per Stranieri di Perugia); in piedi, prof. Emidio Diodato (Presidente del CdL RICS); sullo schermo, Domenico Lizzi (Tamat)

Data l’impossibilità ad essere presente, viene proiettato il video dell'intervista durante la quale Lizzi condivide l’evoluzione della sua carriera. Oggi coordinatore del progetto transnazionale Urbagri4Women - finanziato da European Commission (DG Migration and Home Affairs)e membro del Comitato Tecnico di Tamat, Domenico ha raccontato il suo percorso lavorativo, a partire dai primi giorni da volontario.

Ed è proprio “volontariato” il termine scelto dal Vice Ministro nella fase finale dei lavori, esortando i giovani a farlo, al fine di sviluppare capacità relazionali imparando ad aiutare gli altri: tanto apprendere una professione quanto instaurare legami interpersonali sono elementi determinanti per la crescita di ognuno di noi. Chiude la conferenza spronando i ragazzi a non avere paura del mondo ad esplorarlo, a non commettere l’errore di chiudersi; e la cooperazione non è altro che una strada con cui farlo.

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