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Pubblico

Profonde le riflessioni che sono emerse dalla conversazione aperta per l’evento “Burkina Faso paese di frontiera - Mito, realtà e futuro della cooperazione (1987-2017 il pensiero "lungo" di Thomas Sankara sui rapporti sud-nord)” a cura di Tamat domenica 8 ottobre ’17.

“Il vero aiuto è quello che aiuta ad uccidere l’aiuto”, Sandro Cappelletto, La Stampa torna più di una volta sulla via africana di Thomas Sankara e le sue parole rivelatrici alla luce dell’aumento delle diseguaglianze, “terreno fertile per l’integralismo che vuole disseminare e distruggere” anche in Europa.

E per comprendere il malfunzionamento di un certo tipo di cooperazione internazionale, che non solo non funziona, ma è anche uno specchio di un sistema di sviluppo insostenibile dallo stesso occidente e mortificante per l’Africa, che è bene ancora una volta “volgere lo sguardo agli anni del governo di Thomas Sankara ” continua Cappelletto, Presidente del Burkina Faso tra il 1984 e il 1987 assassinato assieme a dodici soldati della sua guardia del corpo, trent’anni fa il 15 ottobre del 1987.

Siamo con il pubblico della quarta edizione di Fa' la Cosa Giusta Umbria 2017 nella sala “Giulio Regeni” anche lui barbaramente ucciso da un regime e dal silenzio di una democrazia.

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L’obiettivo di Sankara è sempre stato quello di rendere il paese autosufficiente e gestito con le proprie risorse. Sankara ereditò un Paese che da decenni conviveva con colpi di stato, scioperi selvaggi, una miseria dilagante, analfabetismo e carenza di risorse.

In soli quattro anni il suo Governo portò avanti serrate campagne di vaccinazione contro morbillo, meningite e febbre gialla. Enormi apprezzamenti dall’UNICEF per l’immunizzazione del 60% dei bambini del Paese in meno di tre settimane. In ogni villaggio, nuove scuole. E la percentuale di bambini scolarizzati del Burkina Faso salì di un terzo.

Ad Addis Abeba Sankara, di fronte alla platea dell’Organizzazione per l’Unità Africana, invitò i Paesi africani a non pagare il debito estero per permettere alla politica economica di colmare il ritardo imposto da decenni di dominazione coloniale. Una via africana, un affrancamento sociale ed economico dalle ex madrepatria coloniali.

A Thomas Sankara venne data sepoltura in fretta e furia la sera stessa della sua morte. La sua salma riposa a Dagnoën, dentro una tomba sbrecciata e senza fiori, in un quartiere nella zona orientale di Ouagadougou. “La sua tomba appare oggi desolatamente disadorna e semi abbandonata” ricorda Cappelletto – questa vista fu l’inizio di un viaggio al contrario, orizzontale e l’ispirazione per l’opera Il paese degli uomini integri, “nome con il quale Thomas Sankara intendeva infondere nella popolazione un sentimento di identità”, un racconto di Sandro Cappelletto scritto per la musica di Fausto Sebastiani.

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E sempre sulla via africana e da più di trent'anni Piero Sunzini, direttore di Tamat racconta quello che Tamat sta costruendo in Burkina Faso con le comunità e le associazioni locali, la società civile e le AL per concretizzare l’automina economica attraverso il ripristino di un sistema per la sicurezza alimentare lungo tutta la filiera con il progetto RASA - Rete di Acquisto per la Sicurezza Alimentare prima, e RASAD - Reti di Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il Supporto della Diaspora burkinabé d’Italia, poi - finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e co-finanziato da Otto per Mille della Chiesa Valdese, tra cui partner la Regione Umbria.

L’impegno e il lavoro di Tamat in Burkina Faso per il dopodomani di cooperazione e sviluppo su principi condivisi con la Comunità di Sant'Egidio presente all’incontro con Mira Gianturco e il progetto AIUTAMI AD ESISTERE: sostegno alla modernizzazione dello stato civile in Burkina Faso attraverso il Programma BRAVO! (Birth Registration for All Versus Oblivion).

Iniziato nel 2015, l’intervento mira ad incidere sul miglioramento della qualità degli atti, su una qualche semplificazione amministrativa e su una più motivata adesione della popolazione, col conseguente aumento delle iscrizioni nei termini di legge (60 giorni), al fine di tutelare maggiormente i minori e le loro famiglie. Con il programma a tutela della registrazione alla nascita un diritto sancito dall’articolo 7 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo (CRC) del 1989, si è puntato sul coinvolgimento degli organi elettivi locali, soprattutto sui Sindaci (ufficiali di stato civile), responsabili dell’organizzazione del sistema. Ad oggi il 91,7% dei bambini che nascono nei centri sanitari dove è presente il programma BRAVO! viene registrato immediatamente. Sono risultati sorprendenti, considerando che in media solo il 20% dei bambini riceve subito il certificato di nascita nel paese.

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Come la musica con l’empatia sa creare e aiuta a ritrovare un’identità, Burkina Faso paese di frontiera è stata un’occasione per avvicinarci attraverso l’ascolto e l’incontro con esperienze di cooperazione e solidarietà al paesaggio umano e culturale del Burkina Faso, trovarsi a viaggiare via terra in un taxi collettivo, per ridarci un senso di giustizia delle distanze di questo mondo.

 

Colomba Damiani

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