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Urbagri4Women1 copiada sinistra: Domenico Lizzi, coordinatore del progetto urbagri4women (Tamat), Rossella Ferretti (Associazione OrtoSole) e Elio Morettini (Caritas) presso OrtoSole durante l'evento pubblico "i Venerdi' Con Tama: storie di Cooperazione Internazionale allo Sviluppo" (22/09/2017)

 Il progetto coordinato da Tamat URBAGRI4WOMEN finanziato dalla DG Home and Migrants Affairs dell'Unione Europea coinvolge 7 associazioni in 7 paesi europei, si rivolge alle donne immigrate e nel contesto italiano e regionale alle donne residenti nella provincia di Perugia, dove attraverso formazione linguistica e tecnica professionalizzante in orticoltura e sensibilizzazione verso le condizioni e il contesto dell’accoglienza, si vuole favorire un inserimento e una integrazione con un dialogo aperto con le donne immigrate tenendo conto delle loro esigenze.

Domenico Lizzi coordinatore del progetto ci racconta in dettaglio le sfide e le opportunità di realizzazione e la sostenibilità dell’azione europea nel contesto locale.

URBAGRI4WOMEN è un progetto che prevede laboratori in 7 paesi diversi, per quanto riguarda l’Italia come si è deciso di strutturare queste attività, e chi è stato coinvolto a livello locale nel progetto?
I laboratori di orticoltura urbana nei 7 paesi sono stati adattati ai singoli contesti; nel caso della Francia i partner già gestiscono un orto urbano in cui lavorano per fare conserve, a Cipro ci si è orientati più sul guerrilla gardening, nel nostro caso abbiamo scelto di lavorare un po’ diversamente. Per iniziare, ho visto chi stava lavorando con le donne migranti a Perugia, ovvero Cooperativa Perusia e Caritas di Perugia, poi ho cercato chi si stava occupando di interessanti esempi di orticoltura urbana, quindi Orto Sole e Acli di Montemorcino. Con loro si è cercato di capire cosa fare insieme, anche andando a Strasburgo per capire quali iniziative interessanti ci sono da questo punto di vista, e nell’ultimo mese abbiamo lavorato nel definire un piano di formazione da poter presentare alle donne, abbiamo calendarizzato le attività ed individuato le aree in cui svolgerle: Acli e Orto Sole.

 

Urbagri4Women2 copiaOrtoSole: presso l'orto nel cuore del centro storico di Perugia

Com’è strutturato questo corso di formazione?
Innanzitutto sarà un corso di formazione della durata di 20 settimane ed ogni settimana avrà un argomento preciso. Tutte le settimane sono strutturate nello stesso modo: si inizierà con una lezione dedicata all’aspetto linguistico, che tratterà del lessico base dell’orticoltura; si proseguirà con una lezione sulle tecniche di agricoltura, in cui ci si focalizzerà sulle tipologie di ortaggi e verdure o sulla stagionalità del prodotto e, infine, le conoscenze acquisite nelle prime giornate verranno messe in pratica negli orti oppure verranno organizzati incontri con imprenditori che lavorano in questo settore. I laboratori partiranno il 27 Novembre prossimo.

Quindi sarà unn esperienza tanto teorica quanto pratica?
In realtà sarà un’esperienza più pratica che teorica. Nelle prime settimane ci sarà forse bisogno di più teoria ma poi quasi tutto il lavoro viene svolto direttamente sull’orto. In più da Gennaio/Febbraio in poi noi prevediamo di fare una piccola formazione di impresa, in cui verrà replicata tutta la metodologia che abbiamo sviluppato nel progetto Social Start Ups. Faremo una sorta di gioco di ruolo in cui le donne dovranno provare ad ideare la loro impresa relativamente al settore di produzione e trasformazione agroalimentare. Ed anche queste attività saranno molto pratiche.

Sono già state identificate le beneficiarie?
Sì, con la Cooperativa Perusia, Caritas e Arci sono state identificate circa 25 donne che si sono mostrate interessate a prendere parte a questa iniziativa. La nazionalità delle beneficiarie è per la maggior parte nigeriana, per il restante irachena. Altre donne che parteciperanno ai laboratori fanno parte della Diocesi di Assisi che si è mostrata interessata al progetto.

 

Urbagri4Women3 copiaOrtoSole

In termini pratici, quale sarà l’impatto che questi laboratori avranno sulle beneficiarie?
L’obiettivo di queste attività è migliorare le competenze di queste donne cosi che possano spenderle anche al di fuori di questo progetto. La maggior parte delle beneficiarie infatti sono richiedenti asilo e non sappiamo quante resteranno qui e quante saranno costrette a tornare nel loro paese di origine; la formazione la stiamo pensando in questa ottica: dare competenze che poi loro possano spendere anche nel caso di rimpatrio. Ad esempio, l’importanza dell’irrigazione viene evidenziata nel corso di formazione, anche perché nei loro paesi c’è una scarsità d’acqua, quindi si parlerà di particolari tecniche, come la permacultura, che sono riutilizzabili anche in paesi molto caldi.

Qual è la sfida principale che questo progetto apre nel contesto attuale?
Secondo me la sfida principale è riuscire a creare un percorso che poi sia replicabile anche alla fine del progetto URBAGRI4WOMEN. Questo è il modo di vedere che ho sempre quando gestisco un progetto. Se questa esperienza muore con la fine del progetto ha un impatto limitato. Se invece Cooperativa Perusia, Acli, Orto Sole e Caritas Perugia proseguono dopo la fine del progetto, allora potremo dire di aver raggiunto un risultato reale. Altra sfida è quella di avviare una cooperativa, una piccola start up o un’associazione con le donne che inizieranno questo percorso.

Urbagri4Women5 copiaVista da OrtoSole

Invece, a livello personale, nel gestire questo progetto, quali sfide hai incontrato?
A livello personale, il tema dell’agricoltura l’ho già affrontato in altri progetti, però quello delle donne migranti è un tema che disconosco totalmente, penso che sia un ambito molto delicato e lo vedo come una sfida importante, perché alla fine di questo progetto probabilmente avrò una conoscenza maggiore delle problematiche legate al contesto di accoglienza  e quello migratorio .

Di più su Urbagri4Women sul sito e canali social dedicati al progetto, sviluppati dal partner AIDGLOBAL (Portogallo).

 

Intervista di

Sonia Bianconi, stagista Tamat

Università per Stranieri Di Perugia

Corso di laurea triennale in Comunicazione internazionale e pubblicitaria, indirizzo internazionale.

Foto di Giorgia Giordani

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