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“Aprite le città” è una trasmissione radiofonica in 8 puntate  di Radio Orvieto Web, una produzione all’interno del progetto UmbriaMiCo  “Festival del Mondo in Comune” coordinato da Tamat e sostenuto da Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Le puntate sono incentrate sulle storie che verranno raccontate da soggetti migranti di antico e nuovo insediamento, per lo più nel comprensorio dell' orvietano. Riflessioni, ricordi, speranze, difficoltà, emozioni.

In questa puntata Tiziana Rastelli intervista Emanuela, responsabile del Centro Airone Lab (coop. Soc. “il Quadrifoglio”) e Henry ed Edosa, due ospiti migranti in fuga dalla Nigeria che frequentano le attività laboratoriali dell’Airone, soprattutto quelle legate alla lavorazione del cuoio. Un esempio positivo di integrazione e di buona accoglienza.

L’Airone Lab è uno spazio laboratoriale nato nel 2004 all’interno della “Comunità terapeutica l’Airone” della “Cooperativa Sociale “il Quadrifoglio”). Sin dall’inizio si è occupato della lavorazione del cuoio, per poi passare anche a carta, legno e stoffa, ispirato alla filosofia del riciclaggio e del recupero.

Nel tempo si è trasformato in uno strumento di relazione con il resto del territorio, attraverso l’allestimento di bancarelle dei prodotti creati dal gruppo all’interno di mercatini, esposizioni ed associazioni. Per farsi conoscere l’Airone Lab ha incrementato il numero di incontri con cittadini (orvietani e non).

 

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È cosi che il gruppo dell’Airone Lab ha conosciuto Henry e Edosa, due ragazzi che hanno iniziato a frequentare il laboratorio nell’ottica di tenersi occupati, imparare un mestiere ed entrare in relazione con altre persone. Questa conoscenza ha arricchito sia il gruppo che i due ragazzi: Henry ed Edosa hanno apportato un contributo concreto, ricevendo in cambio amicizia e affetto da parte di Airone Lab (gruppo di 6-7 persone).

Henry e  Edosa: sono diventati degli  esperti nel cuoio e stanno lavorando per portare i loro prodotti ai mercatini di Natale che si faranno dal 3 al 10 dicembre e dal 18 al 24 dicembre al centro commerciale di Porta d’Orvieto.

Henry vive a Monterubiaglio, si trova in Italia da un anno e tre mesi; dice di trovarsi molto bene all’interno del gruppo e che gli piace molto lavorare il cuoio. Henry spera di trovare un buon lavoro qui in Italia. Racconta di essere fuggito dalla Nigeria perché temeva per la sua vita e che la sua famiglia è scappata a Cotonou (Benin) dopo la sua partenza. Vorrebbe portare i suoi figli e sua moglie in Italia ma per farlo ha bisogno, oltre ai documenti,di un buon lavoro.

Edosa è in Italia da un anno e quattro mesi; anche lui dice di  trovarsi bene nel laboratorio. La sua aspettativa è: “a better life”. Dice di essere fuggito dal suo paese perché temeva per la sua vita; qua sta imparando un lavoro e spera un giorno di poter portare sua madre e sua sorella qui in Italia.

Henry e Edosa parlano ai microfoni in inglese ma all’Airone Lab studiano l’italiano 4 volte a settimana.

Emanuela: “ È stato bello parlare lingue diverse però riuscire comunque a parlarci. Credo sia davvero significativo; è una bella esperienza quella che stiamo vivendo insieme, un’esperienza che ci ha dato modo di conoscerci anche sul piano personale e caratteriale, e capirci, nonostante non abbiamo una lingua in comune”.

Emanuela dice che non le viene in mente nulla di negativo da quando Henry e Edosa sono venuti a lavorare con il gruppo e che al contrario hanno portato stimoli importanti.

Emanuela vorrebbe che Airone Lab diventasse un’occasione di effettivo inserimento lavorativo per persone come Henry e Edosa; le piacerebbe acquisire autonomia cosi da poter mettere a disposizione delle borse lavoro e dei contributi per i ragazzi che partecipano al laboratorio.

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Altra cosa che ha positivamente colpito Emanuela è stata la capacità di adattamento di Henry e Edosa che  sono arrivati all’Airone Lab per lavorare un materiale che non conoscevano,il cuoio, hanno acquisito le conoscenze tecniche molto  rapidamente, mettendosi in gioco senza nessuna paura e sperimentando quanto è stato messo loro di fronte, tutto ciò con ottimi risultati. “Penso debbano essere un modello per noi, che spesso prima di fare qualcosa ci facciamo mille problemi, loro sono diretti e spontanei” sottolinea Emanuela.

Tiziana evidenzia quanto siano importanti attività come quelle che sta portando avanti Airone Lab, e spera che siano di esempio per altre associazioni per poi concludere la puntata con: “Mi raccomando, aprite le città.”

Ascolta Aprite le Città  e partecipa!

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