IMG 672212 set '18. Sede Tamat a Ouagadougou (Burkina Faso). Il migrante (membro della diaspora burkinabé d'Italia) e futuro micro-imprenditore Gérard Gouba e la capo progetto di RASAD Denisa Savulescu. 

Diverse sono le interpretazioni che si possono dare alla (inflazionata) espressione "aiutare i migranti a casa loro”.

Per Tamat non significa altro che tutelarne la dignità e supportarne l'auto-sostentamento, quindi realizzare progetti di auto-sviluppo nei paesi d'origine e favorire il rientro volontario di chi è emigrato.

E proprio all'interno del progetto pilota di rientro volontario inserito nel quadro di RASAD, lo scorso 12 settembre, Tamat ha erogato un contributo a fondo perduto per l’avvio delle attività imprenditoriali autonome dei due migranti di ritorno Boukaré Nikiema e Gérard Gouba.

Terminate la formazioni teorico-pratiche in tecniche agro-ecologiche, allevamento bio e micro-impresa (realizzate lo scorso agosto), con i rispettivi business plan in mano, Boukaré e Gérard hanno ricevuto, infatti, presso la sede Tamat in Burkina Faso - alla presenza della capo progetto RASAD Denisa Savulescu e la responsabile della comunicazione Tamat Nadia Zangarelli - € 1.500,00, da investire nella propria attività, nell'acquisto di attrezzature, consulenza e/o manodopera.

IMG 6729Da sinistra, Nadia Zangarelli (responsabile comunicazione RASAD per Tamat), Boukaré Nikiema, Gérard Gouba e Denisa Savulescu. 

 

I progetti in campo avicolo e nell'allevamento di suini dei due futuri micro-imprenditori, non rappresentano solo una strada verso l'auto-impiego, ma anche un impegno nella promozione dell'agro-ecologia del Burkina Faso: la loro patria natia, da cui sono dovuti emigrare, ma nella quale sono tornati con il desiderio di poter viverci in modo stabile e soprattutto dignitoso.

Reti d'Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora Burkinabé d’Italia (RASAD): progetto Tamat co-finanziato dall'AICS.

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