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28 set '18. Sede di Tamat a Ouagadougou (Burkina Faso). Un momento della riunione di inquadramento.

Nei cinque siti dediti alla produzione e alla promozione dell’agricoltura biologica nel quadro di RASAD, i groupment di produttori stanno portando avanti le diverse attività. E se alcuni sono alla loro terza raccolta, altri hanno accusato dei ritardi dovuti a innumerevoli difficoltà. Lo stesso vale per i centri multifunzionali.

Per prevenire e soprattutto trovare soluzioni a queste difficoltà, è stata convocata quindi una riunione d’inquadramento, monitoraggio e condivisione di informazioni presso la sede di Tamat, lo scorso 28 settembre, che ha visto riunirsi: i responsabili dei groupment, di RASAD e dei Centri Multifunzionali, oltre che gli animatori e le risorse umane del progetto. Di fronte ad essi, il consulente incaricato del monitoraggio e la valutazione, Moulaye Traore.

Traore e l’agronomo Yacouba Zi, in particolare, hanno visitato i siti di progetto (Koubri, Loumbila, Lougsi, Komsilga e Lao), al fine di condividere informazioni, analizzare le difficoltà e proporre soluzioni. E ciò che ne è emerso è incoraggiante.

IMG 7154Un altro momento della riunione di fine settembre nella sede Tamat in Burkina Faso.

A livello dei due centri multifunzionali, gli incontri di sensibilizzazione in materia di salute e nutrizione sono stati organizzati per madri e studenti, sviluppando temi fondamentali (come l’igiene, l’alimentazione, la malaria, pianificazione familiare, sessualità). In merito a La Maison de la Femme di Koubri e quella di Cissin, le cifre emerse dai rapporti sono soddisfacenti: i prodotti non trasformati rappresentano il 67,36 % dell’intero giro d’affari, quelli finiti il 19,17% e, infine, i cibi locali il 13,47%. Soddisfacente e incoraggiante anche l'evoluzione di ognuno dei 5 siti di produzione agro-ecologica.

Non è mancata però la segnalazione di problemi, tra cui quelli relativi ad alcuni bacini idrici riguardo l’approvvigionamento di concime organico, che hanno colpito le vendite delle derrate deteriorabili (es. il pomodoro) di alcuni agricoltori, causando loro perdite. Così come non sono mancati i suggerimenti per risolverli. In questo caso, la proposta di installare un’unità di trasformazione, anche in prospettiva di una vendita di prodotti bio a livello di siti.

A chiudere l'incontro, i consigli e gli incoraggiamenti della capo progetto Denisa Savulescu. 

RASAD – Reti d'Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora burkinabè d'Italia è un progetto Tamat co-finanziato da AICS.

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