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Un'immagine di Aquarius, la nave che pochi giorni fa ha soccorso 623 migranti nelle acque del Mediterraneo.

Si parla di questo al momento: negare l'accesso ai migranti, respingere persone.

Persone per le quali noi, Tamat, ci impegniamo ogni giorno, localmente, con l'integrazione e inclusione delle donne migranti attraverso l'agricoltura urbana di Urbagri4Women e a livello internazionale, con i nostri progetti di cooperazione volti a creare le basi necessarie alla costruzione di comunità resilienti, autosufficienti e indipendenti, nelle quali non vi sia più necessità di fuggire. Come RASAD in Burkina Faso, fedele al paradigma della sicurezza alimentare e dello sviluppo economico locale attraverso un rapporto diretto consumatore-produttore; Gender Plus in Suriname, votato a supportare l'empowerment delle donne e a rafforzare le competenze delle organizzazioni della società civile sulla parità di genere; EnTOURèe, progetto appena iniziato che lega Italia, Martinica a Madagascar attraverso la mobilità e formazione transnazionali per supportare la formazione di imprese al femminile nel turismo comunitario; Ter-Re, finalizzato a supportare la micro-imprenditoria rurale e a creare occasioni di socialità e incontro a favore delle donne della regione di Tataouine (Sud della Tunisia)

Una decisione che ha ad oggetto persone: persone che, lasciando le coste del proprio paese, attraversano il Mediterraneo su un barcone, per approdare su altre coste, di un altro stato, nella speranza di cambiare la propria vita, ma senza avere la certezza di arrivare.

Non è un segreto il numero drammatico di bambini, donne e uomini che quelle “altre coste” non le vedranno mai. Ma quando arrivano?

Recente la presa di posizione del Ministro dell'Interno Matteo Salvini:negare l'accesso e respingere verso Malta. Una manovra che non poteva lasciare indifferente il nostro mondo, quello delle Ong e la risposta della Presidente dell'Associazione delle Ong Italiane (AOI), di cui siamo soci, Silvia Stilli non è tardata infatti ad arrivare.

acquarius 121Aquarius.

11 giugno 2018. Roma- 623 disperati, anche bambini, raccolti nel Mediterraneo dalla nave Aquarius, sono bloccati davanti alle nostre coste: in fuga da morte e sofferenze, guerre, povertà e fame, scampati a lunghi viaggi nel deserto, sfuggiti talvolta alle torture nei centri di detenzione in Libia, con i segni nel corpo e nell’anima delle violenze degli scafisti.

Nessun rispetto delle regole dell'accoglienza. A loro il nuovo Ministro dell’Interno Matteo Salvini sta negando la speranza di vivere, respingendoli verso Malta, ma sapendo che in verità si tratta di un atto di sfida verso l’Unione Europea che potrà costare la vita nell’immediato a chi é in condizioni gravissime. Non vi é nessun rispetto per le regole dell’accoglienza; é la negazione dei principali diritti umani, in particolare dei profughi e rifugiati. Questo respingimento da parte del Ministro Salvini segue di poco le sue dichiarazioni minacciose di questi giorni rivolte contro le Ong. Mi auguro che subito sia pubblicamente e unitariamente espresso il rifiuto a sottoscrivere questa decisione da parte dei Sindaci di quelle città italiane coinvolte nel divieto a far entrare nei loro porti la nave Aquarius con i suoi 623 immigrati salvati dalla morte in mare.

Aspettiamo il dissenso del presidente della Camera.Sono certa che il Presidente della Camera dei Deputati, l’onorevole Roberto Fico, esprimerà il suo dissenso rispetto alle scelte dell’attuale Ministro dell’Interno, soprattutto dopo il suo recente incontro con Medici Senza Frontiere e le seguenti dichiarazioni di apprezzamento per chi salva disinteressatamente vite umane. La più alta carica della nostra Repubblica, il Presidente Sergio Mattarella, ha ricordato alle forze di questo Governo appena nominato che la Costituzione italiana ci impegna ad affermare e tutelare i diritti e a garantire l’accoglienza e la difesa dei più deboli e sofferenti. Papa Francescosi è “scusato” con i disperati a nome di chi non si adopera per l’aiuto e l’accoglienza, prima di tutto nel nostro Paese.

Il presidente Conte faccia un richiamo al ministro Salvini.Il Ministro Matteo Salvini deve essere richiamato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte al rispetto di questi principi su cui si basa la democrazia, la dignità e l’autorevolezza del nostro Paese nei consessi europei e internazionali. Le organizzazioni della società civile impegnate nel soccorso in mare e nell’aiuto umanitario, nell’assistenza e accoglienza agli immigrati e rifugiati hanno da sempre denunciato il disimpegno sostanziale dell’Unione Europea nell’emergenza dei fenomeni migratori nel Mediterraneo, soprattutto dopo la chiusura delle operazioni di salvataggio di “Mare Nostrum” e l’esperienza fallimentare di Frontex.

E' tornata l'estata calda del Mediterraneo.Le Ong hanno proposto e sollecitato varie volte un dialogo fattivo e sereno con il nostro Governo, fin da quando a dirigere il  Dicastero dell’Interno era Marco Minniti. L’”estate calda” del Mediterraneo é ritornata, gli accordi con la Libia hanno dimostrato la loro inefficacia: non vogliamo più veder scorrere sangue di persone innocenti e assistere alla criminalizzazione di chi cerca di salvarle. Il Ministro dell’Interno deve togliere subito il blocco all’entrata delle navi umanitarie nei nostri porti e sedersi a parlare con i Comuni e le organizzazioni impegnate nei soccorsi in mare e nell’accoglienza.

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