News di progetto

“ColtiviAmo l’Integrazione”: i primi risultati di un progetto di cooperazione a tutte le latitudini

“ColtiviAmo l’Integrazione” sta proseguendo con risultati davvero importanti. Il progetto (PROG-1979), finanziato a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione del Ministero dell’Interno…

"ColtiviAmo l’Integrazione", un progetto di agricoltura urbana e integrazione finanziato dal Ministero dell'Interno

Coinvolte quattro città: Perugia, Milano, Firenze e Ragusa Illustrazione del progetto e avvio selezione beneficiari Da Tamat: “Sicurezza e integrazione: l'inclusione e il lavoro sono gli strumenti…

News di progetto

Aspettando il 18 settembre… una giornata dedicata al progetto DRC

Tamat con le scuole: Istituto Comprensivo Perugia 4, Istituto Comprensivo Gentile da Foligno e Istituto Comprensivo Bevagna-Cannara Never too young to be… super Cittadini Digitali! Mercoledì 18…

News di progetto

Tamat apre la sua sede in Mali e incontra la delegazione UE in Mali e il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana

Tamat e Le Tonus presso il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana con Boulaye Keita, Consigliere Tecnico del Ministero Lo staff di Tamat con gli stagisti della ong locale Le…

AwArtMali: esperti italiani della ONG Tamat in missione in Mali

Una nuova missione per la mappatura degli stakeholder e l'identificazione delle opportunità di auto-sviluppo in Mali a favore delle persone a rischio migrazione 29 Luglio, riunione con agenzia di…

Tamat all'interno della mostra fotografica "Oltre i Confini" di Riccardo Truffarelli con AwArtMali

PERUGIA - Da domenica 14 a domenica 21 luglio dalle ore 12.00 alle ore 20.00, Tamat sarà presente al CERP - Centro espositivo della Rocca Paolina, nel centro storico della città di Perugia,…

Un progetto europeo per contrastare l'immigrazione gestita dai trafficanti e offrire opportunità in Mali

Esperti italiani della ONG Tamat e dell’agenzia di comunicazione Giusti Eventi già operativi sul terreno Da sabato 28 aprile a martedì 7 maggio una missione di esperti italiani dell’Ong Tamat e…

AwArtMali: contrastare l’esodo gestito dai trafficanti con informazione e cultura

Conclusa con successo la prima missione operativa di coordinamento a Bamako. Al via il progetto di Tamat Ong in Mali

AwArtMali: al meeting di Bruxelles inizia il progetto di Tamat

Dopo una fase di studio, si metteranno in campo le azioni di informazione attraverso le testimonianze della diaspora maliana in Europa

NEWS di Progetto

Tamat con le scuole: Istituto Comprensivo Perugia 4, Istituto Comprensivo Gentile da Foligno e Istituto Comprensivo Bevagna-Cannara

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Never too young to be… super Cittadini Digitali! Mercoledì 18 settembre, doppio appuntamento al Centro Mater Gratiae di Montemorcino, a Perugia, per una giornata dedicata all’uso del digitale nelle scuole, individuando le fake news, scoprendo la natura in modo interattivo attraverso “frottage” e scatti fotografici, con attività di agricoltura urbana… e molto altro!

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Il 18 settembre, a partire dalle ore 9.30, si terrà presso il Centro Mater Gratiae di Montemorcino, a Perugia, l’evento conclusivo del progetto DRC - Digital Responsible Citizenship in a Connected World. Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea e partito nell’ottobre del 2017, è stato portato avanti da un partenariato internazionale tra Cipro, Grecia, Irlanda e Italia. In Italia, ha coinvolto gli Istituti Comprensivi: Istituto Comprensivo Perugia 4, Istituto Comprensivo Gentile da Foligno e Istituto Comprensivo Bevagna-Cannara, con l’obiettivo di sviluppare le competenze e il livello di alfabetizzazione in campo digitale dei giovani studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, per renderli cittadini digitali responsabili nel nostro nuovo mondo interconnesso.

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Sulle scuole coinvolte

L’Istituto comprensivo di Perugia 4 annovera un riconoscimento nazionale in materia di problem solving, avendo partecipato al concorso Le Olimpiadi del Problem Solving, ed essendosi posizionata sul podio nelle categorie di: primo posto nella Gara a Squadre per la Scuola Primaria; terzo posto nella Gara a Squadre per la Scuola Secondaria di Primo Grado; terzo punteggio nazionale per la Gara Individuale. La Scuola Secondaria di primo grado Carducci Purgotti ha inoltre partecipato alla Settimana del Coding Europea (CodeWeek.org).

La Scuola Media Gentile da Foligno vanta un’ampia esperienza nel campo del digitale, avendo partecipato a progetti, concorsi ed eventi a livello nazionale. Uno fra tanti, il progetto Penelope to Code, che coniuga esperienze di programmazione e attività manuali come il ricamo, il disegno, la danza e la musica, ed è rivolto non solo agli studenti dai 3 ai 14 anni, ma anche alle loro famiglie e agli insegnanti delle scuole. Il progetto è stato presentato all’evento nazionale #FuturaGenova2019, settimana dedicata alla comprensione e attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale.

La Scuola Primaria di Cannara presenta un approccio multidisciplinare volto a costruire un legame con il territorio, condividendo i progetti e le conoscenze sviluppati nel corso del lavoro scolastico con la comunità di Cannara. Il contributo della scuola al progetto DRC si è incentrato sull’uso consapevole dell’acqua come risorsa, nell’ottica di promuovere gli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030, e nello specifico gli obiettivi 6 - Acqua pulita e servizi igienico-sanitari e 12 - Consumo e produzione responsabili.

Sull’evento

L’evento del 18 settembre sarà una giornata dedicata all’inclusione del digitale nelle scuole, e prevederà:

● La presentazione dei progetti che Tamat porta avanti con le scuole del territorio, con focus specifico sul progetto DRC e su ciò che le scuole hanno realizzato nel corso del suo svolgimento;

● Interventi da parte di:

○ Sonia Montegiove, della Rete Animatori Digitali Umbria;

○ Michele Carpentieri, del Telefono Azzurro, che racconterà il progetto Vivi Internet al meglio, in merito a cittadinanza digitale per un uso consapevole e maturo della rete;

○ Alessandro Moretti, Presidente di ACLI Perugia, che presenterà il concorso per le scuole “Naturalmente Bambini 2019”

● Visita guidata del parco agro-solidale creato all’interno del progetto ColtiviAmo l’Integrazione, finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione del Ministero degli Interni, e coordinato da Tamat insieme alla start up SE Lambe’ gestita da giovani migranti e rifugiati;

● Due attività laboratoriali per gli studenti delle scuole primarie e secondarie a cura della Cooperativa DENSA:

1. Se vedo, credo? Per contrastare la diffusione di false notizie.

2. Paesaggi Personali - Per la composizione visiva e la realizzazione di brevi animazioni video a tema naturalistico.

Sui partner del progetto

Il progetto DRC - Digital Responsible Citizenship in a Connected World, è frutto della collaborazione di un partenariato internazionale: CARDET, partner cipriota e coordinatore del progetto, InnovADE Ltd. partner cipriota, Tamat NGO partner italiano, La Scuola Primaria di Rafina partner greco e Future in Perspective Limited partner irlandese.

 

LA SCHEDA PROGETTO

 

Waiting for… DRC multiplier events!

Never too young to be... super Digital Citizens! Wednesday the 18th of September, a double appointment at Mater Gratiae Center of Montemorcino Perugia, for a day dedicated to the use of digital technology in education, with detecting fake news, frottage and photography, unplugged urban agriculture activities… and much more!

On September 18th, starting at 9:00 a.m., a double appointment for the DRC Project will take place at the Mater Gratiae Center of Montemorcino, Perugia. The project, Digital Responsible Citizenship in a Connected World, financed by the European Commission, begun in October 2017, and was led by an international partnership connecting the European countries of Cyprus, Greece, Ireland and Italy. In Italy, the project involved primary and secondary school students from the 3 different comprehensive institutions of IC Perugia 4, IC Gentile da Foligno and IC Bevagna-Cannara, with the aim to develop their competences and digital literacy, making them responsible digital citizens of our new connected world.

About the Schools involved

Istituto comprensivo Perugia 4 achieved national recognition in the field of problem solving, for its participation in the national contest Olympics of Problem Solving. The Institute positioned itself on the podium for the following categories: first place for the Team Competition for Primary School category; third place for the Team Competition for Secondary School of Primary Degree category; third place for the Individual Competition category. The Secondary School of First Degree Carducci Purgotti also participated to the European CodeWeek.

The secondary school (middle school) of IC Gentile da Foligno has extensive experience in the field of digital education, having participated in projects, contests and events at national level. One of the many projects that can be mentioned in Penelope to Code, that combines programming with hands on activities such as embroidery, drawing, dancing and playing music, and is addressed not only to students aged 3 to 14, but also to their families and the teachers of primary and secondary school. The project was presented within the event #FuturaGenova2019, a week dedicated to understanding and enacting the Italian National Plan for a Digital School (Piano Nazionale Scuola Digitale).

The Primary School of Cannara adopts a multidisciplinary approach aimed at building a connection with its territory, by sharing projects and knowledge matured within the scholastic year with the community of Cannara. The contribution given to the DRC project by the school focused on the aware use of water as a resource, promoting the 2030 Agenda and its Sustainable Development Goals (SDGs), and specifically SDG 6 - Clean Water and Sanitation - and SDG 12 - Responsible Consumption and Production.

About the events

September 18th will be a day dedicated to the use of digital tools in the school, and it foresees:

  • A presentation of the projects that Tamat carries on together with the schools of the territory, with a specific focus on the DRC project and on the results of the works of the schools;

  • Interventions by:

  • Field activities Creating seed bed and sowing seed in the community agriculture park , organized by ACLI Perugia and Tamat;

  • A guided tour of an urban agriculture lab within the project ColtiviAmo l’Integrazione funded by the Fondo Asilo Migrazione e Integrazione of the Italian Ministry of the Interior coordinated by Tamat with the start up SE Lambe’ led by young migrants and refugees

  • 2 workshops for primary and secondary school students, organized by DENSA Cooperative:

  1. If I see, do I believe? Workshop dedicated to the use of tools for collecting proof, in order for the young students to develop abilities to identify and prevent the spread of fake news;

  2. Personal Landscapes - workshop dedicated to recognizing and classifying the natural elements, through visual composition and by making short animated videos.

Costruzione della recinzione del sito di progetto 2Costruzione della recinzione del sito di progettoIl 13 giugno scorso, con la prima missione del personale internazionale in Burkina Faso composto dallo zootecnico Luca Piottoli, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari dell’Università degli studi di Perugia e Piero Sunzini, agronomo senior, è stato ufficialmente avviato il progetto denominatoAllevamento contrattuale e agricoltura familiare: sostegno alle resilienza delle popolazioni più vulnerabili della zona rurale di Loumbila (già Komsilga)”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dello Stato italiano con il fondo dellotto per mille dellIRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale per lanno 2014.

Costruzione della recinzione del sito di progetto 3Costruzione della recinzione del sito di progetto Il progetto, tra i cui partner coinvolti anche ARCS Culture Solidali, mira a sostenere i piccoli avicoltori e agli agricoltori delle famiglie vulnerabili di Loumbila, un comune rurale a due passi dalla capitale del Burkina Faso, Ouagadougou, con lo scopo di creare unintegrazione tra avicoltura contrattuale e agro-ecologia familiare, facilitando così l'accesso ai prodotti agroalimentari, al pollame e alle uova per la popolazione più povera e vulnerabile della zona.

Costruzione della recinzione del sito di progetto 4Costruzione della recinzione del sito di progetto A fine giugno è stata condotta una formazione agli agronomi locali sui moderni metodi di allevamento e macellazione di pollame e definite le attività riguardanti le produzioni vegetali da implementare nei mesi prossimi.

incubatrice uova 2019 08 26 at 10.39.04Incubatrice di uova Nel mese di luglio, la capo progetto, insieme con la rappresentante paese Tamat in Burkina Faso e il supporto del coordinatore locale, hanno individuato due groupement di donne, riconosciute ufficialmente come associazione nella zona rurale di Loumbila, da inserire tra i beneficiarie del progetto insieme alle loro famiglie.

Contestualmente, sono iniziati i lavori nel sito di progetto, con la costruzione del pozzo profondo dotato di pannelli fotovoltaici ed equipaggiato con quattro bacini per la raccolta dell’acqua, fondamentali per il pieno funzionamento e la sostenibilità del Centro Avicolo e per la produzione orticola della zona che sarà messa a coltura con la tecnica delle buttes sandwich, già utilizzata con successo nel progetto triennale co-finanziato dall’AICS di cui Tamat è capofila, denominato RASAD AID 10912 - Reti d’Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il con il supporto della Diaspora Burkinabé d’Italia.

Pannello FotovoltaicoPannello FotovoltaicoÈ stata inoltre realizzata lintera recinzione del perimetro del sito di progetto di 17.500 metri quadrati di terreno e al momento si stanno ultimando i lavori per la costruzione del Centro Avicolo con la suddivisione della struttura tra zona dei riproduttori e quella dello svezzamento e ingrasso dei polli con i vari ricoveri e pacchetti all’aperto annessi, oltre all’ufficio, al magazzino e alla zona macellazione. Sono state già acquistate alcune attrezzature necessarie (come incubatrice e camera di schiusa per le uova) e predisposti materiali tra cui mangiatoie e abbeveratoi con sistema goccia a goccia.

 

 

Pannello Fotovoltaico 2Pannello Fotovoltaico PozzoPozzo

 

A metà settembre, a lavori ultimati, è prevista la messa in funzione del centro avicolo con l’arrivo delle 130 galline di razza sassò e i 15 galletti di razza locale, e l’avvio del primo ciclo di allevamento dei polli e produzione delle uova per la futura commercializzazione.

 

 

 

pozzo profondo con serbatoio e pannello fotovoltaico 2019 08 26 at 10.39.08 1Pozzo profondo con serbatoio e pannello fotovoltaico

 

 

 

 

     

 

2019 07 31Nikiema Boukare con il fratelloSi chiama Boukaré Nikiema, era partito da Karpala, un quartiere periferico di Ouagadougou, nel 2007 si è fermato con le sue valigie in Italia, a Monza, in cerca di una vita migliore. La motivazione principale della sua partenza per l’Italia era quella di unirsi alla sua compagna dell'epoca, un'italiana conosciuta a Ouagadougou che nel frattempo era tornata in Italia per dare alla luce il loro bambino.

Inizialmente viaggia tra l'Italia e il Burkina Faso, ma dopo un po' di tempo Bouba (diminutivo che la sua famiglia utilizza affettuosamente per chiamarlo) decide di stabilirsi in Italia. Ottiene qualche lavoro stagionale e poi il suo primo lavoro in un'azienda che opera nel settore dell'imballaggio alimentare. Passano più di dieci anni, la relazione con la madre di suo figlio cambia e l'idea iniziale di costruire una famiglia viene pian piano abbandonata. La nostalgia del Burkina Faso si fa sempre più forte e l'idea di tornare inizia sempre più a prendere forma. Come lui stesso ci ha detto: "Può sembrare strano che dopo anni in Italia scegliamo di tornare in un villaggio senza elettricità o acqua corrente, lasciando un lavoro retribuito e un ambiente di lavoro familiare”. Boukaré NIKIEMA oggi è uno dei cinque migranti selezionati per il progetto pilota di rientro volontario e reinserimento socio- economico portato avanti all’interno del progetto RASAD - "Reti d’Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora burkinabé d’Italia" coordinato da Tamat e co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Rientrato in Burkina Faso, dopo un primo momento di formazione prevista dal progetto, in microimpresa, tecniche agro-ecologiche e allevamento ha ricevuto il contributo a fondo perduto di € 1.500,00 per l’avvio dell’attività imprenditoriale autonoma, per l’acquisto di attrezzature, consulenza e/o manodopera, il 12 settembre 2018. Da dx Denisa Savulescu Responsabile Tamat e Nikiema BoukareDa dx Denisa Savulescu Responsabile Tamat e Nikiema BoukareRispetto ai 7 polli iniziali, Bouba ha oggi nel suo pollaio più di 250 pulcini che crescono sotto la sua supervisione e quella del fratello quando lui si reca in Italia. L'obiettivo è raggiungere almeno 300 polli le cui uova possono essere rivendute e ampliare l’allevamento a piccoli ruminanti. Per consentirgli di sviluppare le sue attività Bouba ha richiesto anche un microcredito di 2.000 euro, previsto dal progetto, che gli è stato consegnano dalla capo progetto di RASAD e Rappresentante paese Tamat in Burkina Faso e Mali, Raluca Denisa Savulescu, il 29 luglio scorso. Tamat, attraverso il progetto RASAD, continuerà a sostenere i membri della diaspora burkinabé rientrati dall’Italia, per il loro reinserimento socio-economico nel loro territorio.

“ColtiviAmo l’Integrazione”  sta proseguendo con risultati davvero importanti. Il progetto (PROG-1979), finanziato a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione del Ministero dell’Interno 2014-2020 – Obiettivo Specifico: 2.Integrazione / Migrazione legale – Obiettivo nazionale: ON 3 – Capacity Building lett. m) – Scambio di Buone Pratiche – Inclusione sociale ed economica SM, vede come capofila Tamat Ong, coinvolge le città di PerugiaMilano e Ragusa, in collaborazione con la Fondazione ISMU di Milano, l’Associazione I Tetti Colorati la Robert F. Kennedy Human Rights Italia ed ha la finalità di integrare, attraverso il lavoro, ragazzi e ragazze provenienti da paesi terzi. Proprio i tre lab di Perugia, Milano e Ragusa in questi mesi estivi stanno lavorando con grande entusiasmo.

Montemorcino Perugia la pacciamaturaMontemorcino, Perugia, la pacciamatura

 

 

A Perugia, dopo le prime coltivazioni, i destinatari del progetto, con il sostegno di agronomi, hanno praticato la pacciamatura dei terreni della curia a Montemorcino, cioè è stata passata la paglia tra le piante per evitare la ricrescita di erbacce e per trattenere l'acqua sul terreno.

 

 

Milano laboratorio di cucinaMilano, laboratorio di cucina

 

Milano non solo proseguono le lezioni di agronomia che vengono messe in pratica con il laboratorio di falegnameria e orto, ma vengono anche insegnate le tecniche della cucina italiana.

 

 

 

Ragusa i primi ortaggiRagusa, i primi ortaggi

 

 

Ragusa sono nati i primi ortaggi, frutto dell'impegno a delle cure dei destinatari e dello staff del progetto. 

 

 

 

Questi sono i primi risultati concreti di un progetto capace di costruire reti territoriali e di stare nelle comunità locali attraverso il lavoro, la cultura, il dialogo. Un vero e proprio modello di cooperazione a tutte le latitudini.  

gregge berberina 3Si è tenuta la prima riunione del Comitato d’Indirizzo del progetto “Berberina in Tunisia – Sviluppo dell’allevamento ovino come azione di resilienza delle giovani generazioni di Sidi Bouzid per contrastare la povertà e la migrazione – AID 11421”, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Tamat, capofila dell’iniziativa, è stata rappresentata dal Direttore Generale, Piero Sunzini, e da Francesco Lorenzini, responsabile del progetto in Tunisia.

Inoltre, hanno partecipato all’incontro in qualità di rappresentanti dei partner italiani di progetto:

  • Massimiliano Brilli e Stefano Briganti, rispettivamente amministratore unico e responsabile dell’unità progetti Internazionali del 3A Parco Tecnologico Agro-alimentare dell’Umbria (3A-PTA). Nel quadro del progetto, 3A-PTA si occuperà delle attività inerenti alla registrazione della Denominazione di Origine Controllata che certificherà la qualità della carne ovina prodotta dai beneficiari del progetto sotto il marchio “Agnello di Sidi Bouzid”;

  • Wladimiro Boccali, Presidente di Solving BFM s.r.l, società commerciale con esperienza nel settore dell’internazionalizzazione delle imprese italiane all’estero. Solving BFM faciliterà i contatti tra imprenditori tunisini e italiani delle filiere agricole interessate dal progetto, organizzando degli incontri specifici sia in Tunisia che in Italia;

  • I Professori Francesco Panella e Francesca Sarti del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali (DSA3); Il Prof. Oliviero Olivieri ed il ricercatore Gabriele Acuti in rappresentanza del Dipartimento di Medicina Veterinaria. Le due strutture dell’Università degli Studi di Perugia si occuperanno nello specifico della formazione in loco dei beneficiari del progetto;

  • Ugo Francia, presidente della Onlus D.A.S.S ed esperto zootecnico responsabile del monitoraggio degli allevamenti a Sidi Bouzid.

La riunione ha avuto come obiettivo l’organizzazione delle attività che i vari partner realizzeranno in Tunisia nel corso del I anno di progetto. Infine, il Comitato d’Indirizzo ha stabilito la data di inaugurazione del progetto in Italia, che si terrà il 30 ottobre 2019 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia. Per l’occasione, Tamat e i due dipartimenti dell’Università organizzeranno un seminario centrato ad evidenziare le opportunità di cooperazione tra Italia e Tunisia nel settore dell’allevamento ovino, al quale parteciperanno anche personalità di spicco del panorama zootecnico tunisino.

 

LA SCHEDA PROGETTO 

IL SITO DEL PROGETTO

67550888 892689371078736 2787404947283509248 nTamat e Le Tonus presso il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana con Boulaye Keita, Consigliere Tecnico del Ministero

Lo staff di Tamat con gli stagisti della ong locale Le TonusLo staff di Tamat con gli stagisti della ong locale Le TonusIl 29 luglio il Ministero dell'amministrazione territoriale e delle decentralizzazione del Mali ha ufficialmente riconosciuto Tamat come associazione straniera senza scopo di lucro.

Rappresentata da Denisa R. Savulescu, nella figura di Rappresentante paese Mali e Burkina Faso, la nostra Ong ha aperto la sua sede locale nel comune di Kati, a 15 chilometri dalla capitale Bamako.

Inoltre la presenza di una delegazione di Tamat nel paese per una missione d’implementazione del progetto AwArtMali, è stata l’occasione per presentare ufficialmente Tamat, insieme al partner locale di sostegno Le Tonus, alla Delegazione dell’Unione Europea in Mali e al Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana, che hanno accolto con molto entusiasmo il riconoscimento ufficiale di Tamat, dichiarando il loro pieno appoggio al progetto in corso.

Nello specifico il 1 agosto a Bamako, presso la sede della Delegazione della Commissione Europea, lo staff di Tamat composto da Simone Foresi, capo progetto AwArtMali, Nadia Zangarelli, esperta di Cooperazione Internazionale allo Sviluppo e Amadou Doumbia, direttore esecutivo della Ong maliana Le Tonus sono stati ricevuti dal Liason Officer per le politiche sulle Migrazioni e da Anne Catherine Claude, responsabile per i progetti in Mali per il fondo fiduciario di urgenza per l’Africa.

 

67583766 892689347745405 4441412495244001280 nSimone Foresi (capo progetto AwArtMali) presso il il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione AfricanaIl 2 agosto Tamat insieme a una delegazione di Le Tonus composta questa volta oltre al direttore esecutivo Ahmadou Doumbia anche dal coordinatore locale per il progetto AwArtMali Moussa Souleymane è stata ricevuta da Boulaye Keita, Consigliere Tecnico del Ministero per le politiche in tema di migrazioni presso il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana a Bamako.

Nell’incontro è stato presentato il progetto AwArtMali ed illustrato nel dettaglio il piano strategico di comunicazione elaborato in collaborazione con l’agenzia maliana di comunicazione Wabaria definendo la campagna che dovrà essere svolta a partire dal mese di agosto tra le popolazioni maliane del Cercle di Kati.

 

 

67952252 892689477745392 6243461462749085696 nLo staff di Tamat e quello di Le Tonus impegnati nel porgetto AwArtMaliSia il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana che la delegazione UE hanno espresso il proprio compiacimento per le azioni di progetto finora svolte e per l’ufficializzazione della presenza operativa di Tamat nel paese. Allo stesso tempo questi incontri hanno permesso di creare le condizioni per una fattiva collaborazione con le istituzioni europee e maliane per la realizzazione del progetto, mettendo a disposizione dello staff di progetto tutte le conoscenze in proprio possesso.

Tamat, insieme all’Ong maliana Le Tonus sviluppa ormai da molti anni progetti a supporto delle popolazioni locali per lo sviluppo sostenibile in ambito sociale, culturale ed economico. Ricordiamo a questo proposito il progetto La Dignità ha il volto di Donna (DVD) del 2014, cofinanziato dall'Otto per Mille della Chiesa Valdese il cui obiettivo è stato quello di identificare due gruppi di donne, uno proveniente dalla zona rurale di Kambila e una dalla zona urbana di Kati, per la concessione di microcredito per lo sviluppo dell’orticoltura, da una parte, e la produzione/vendita di prodotti alimentari trasformati, dall’altra.

E oggi AwArtMali – Awareness raising and info through art on irregular migration risks in Mali, un progetto cofinanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (AMIF) della Commissione Europea il cui obiettivo è contribuire al cambiamento di percezioni e di comportamenti dei maliani riguardo alla migrazione irregolare rendendoli consapevoli e informandoli sulle alternative legali alla migrazione e sulle opportunità economiche in Mali.

Sia DVD che AwArtMali sono realizzati con la fruttuosa collaborazione con la Ong locale Le Tonus con la quale la nostra organizzazione si augura di continuare a collaborare in futuro.

Una nuova missione per la mappatura degli stakeholder e l'identificazione delle opportunità di auto-sviluppo in Mali a favore delle persone a rischio migrazione

29 Luglio Riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria29 Luglio, riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria

 

29 Luglio Riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria II29 Luglio, riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria Dal 25 luglio al 2 agosto 2019, una équipe della ong Tamat ha svolto una missione in Mali nel Cèrcle de Kati , regione di Koulikoro, nell’ambito del progetto europeo AwArtMali, coordinato da Tamat NGO e finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (AMIF) della Commissione Europea il cui obiettivo principale è quello di sensibilizzare le popolazioni del Mali sui rischi dell’immigrazione irregolare e contemporaneamente informare sulle opportunità socioeconomiche disponibili nel paese africano.

Durante la missione l'equipe di Tamat composta da Simone Foresi (capo-progetto) e Nadia Zangarelli (esperta di cooperazione internazionale) hanno incontrato gli animatori della ong maliana Le Tonus e insieme lavoreranno per la mappatura degli stakeholder locali e per l'identificazione delle possibili opportunità di auto-sviluppo a beneficio di persone a possibile rischio migrazione. Il progetto AwartMali infatti, vuole trasmettere alla popolazione maliana attraverso una campagna di comunicazione mirata non solo informazioni sui rischi della migrazione irregolare, ma un panorama delle opportunità possibili per decidere di restare in Mali.29 Luglio Riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria III29 Luglio, riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria

Obiettivo ulteriore della missione è stato quello di preparare le attività di futuri workshop da tenere nelle comunità locali con stakeholders in grado di costruire un network sempre più solido di soggetti in grado di affrontare la problematica della migrazione a partire dalle sue radici che sono nella mancanza di opportunità valide e solide per i giovani oggi intenzionati a intraprendere il viaggio verso un futuro migliore. Entro il mese di agosto verrà messa a punto e avviata la campagna di comunicazione del progetto che sarà multicanale: i contenuti viaggeranno attraverso spot radio, affissioni, divulgazione di materiale informativo. Nel mese di luglio inoltre, dal 14 al 21, il progetto in Italia ha goduto di un'importante vetrina all'interno della mostra “Oltre i Confini - photography and audiovisual exhibition” dell'artista perugino Riccardo Truffarelli, mostra tenutasi durante uno dei più importanti festival di musica jazz in Italia e in Europa: Umbria Jazz. Per l'occasione Tamat ha presentato un'esposizione fotografica con alcuni scatti di Paolo Saglia, fotografo dell’agenzia di comunicazione partner di progetto Giusti Eventi, sulle attività che il progetto sta sviluppando in Mali. Un modo per raccontare attraverso volti, luoghi, momenti di vita quotidiana, il mondo di quei giovani che vogliono partire.

Foto 1Cerimonia d’inaugurazione - Da sinistra verso destra: Ali BRAHMI - Presidente URAP (Unione Regionale Agricoltori e Pescatori di Sidi Bouzid); Mohamed Sedki BOUAOUN - Governatore di Sidi Bouzid; Francesco Lorenzini - assitente capo progetto; Piero Sunizini – Direttore di Tamat; Laura Burani – Rural development officer AICS Tunisi ; Omran BEN JEMAA - Responsabile Direzione Sviluppo dell’Allevamento Intensivo di OEP

Foto 2Cerimonia d’inaugurazione – Il Presidente di Green Univiersity, ONG tunisina controparte locale di Tamat nel progetto, mostra al Governatore di Sidi Bouzid un gregge di pecore razza “Berberina”Mercoledì 10 luglio 2019 alle ore 10, presso la Comunità di Jmel (Municipalità di Faidh, Governatorato di Sidi Bouzid) si è tenuta la cerimonia d’inaugurazione del progetto “Berberina in Tunisia – Sviluppo dell’allevamento ovino come azione di resilienza delle giovani generazioni di Sidi Bouzid per contrastare la povertà e la migrazione – AID 11421” gestito dall’ONG Tamat e cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). La presenza delle autorità locali tunisine è stata del massimo livello: Mohamed Sedki BOUAOUN (Governatore di Sidi Bouzid), Chaouki ELBOUZIDI (sindaco della Municipalità di Faidh) e Omran BEN JEMAA (Responsabile Direzione Sviluppo dell’Allevamento Intensivo dell’Office de l’Elevage e des Pâturages – OEP -del Ministero dell’Agricoltura tunisino), insieme agli esponenti delle agenzie regionali coinvolte nell’iniziativa. Come ente finanziatore del progetto, AICS ha inviato Laura Burani e Enrica Hoffer, responsabili rispettivamente dei settori sviluppo rurale e educazione in Tunisia.

 

 Foto 4Cerimonia d’inaugurazione – Per l’apertura della cerimonia, la comunità ha organizzato dei giochi equestTamat ed il suo partner locale, Green University (ONG tunisina), erano rappresentati da Piero Sunzini (Direttore di Tamat) e Francesco Maria Lorenzini, assistente del capo progetto Ugo Francia, e da M’naouer DJEMALI (Presidente di Green University). L’evento di lancio ha visto la partecipazione di tutta la comunità di Jmel ed ha rappresentato un momento di aggregazione attorno al progetto attraverso la manifestazione di danze e canti tradizionali ed uno spettacolo di cavalieri in sella a cavalli arabi. Al termine della presentazione, sempre a Jmel, i rappresentanti di Tamat e Green University, nella conferenza stampa organizzata dal Sindaco di Faidh, hanno risposto alle domande dei giornalisti, rappresentanti le principali testate giornalistiche tunisine e provenienti da diverse realtà del Paese. La cerimonia si è poi conclusa con un pranzo conviviale.

 

Foto 5Conferenza stampa – Al termine della cerimonia d’inaugurazione è stata organizzata una conferenza stampa alla presenza delle principali testate nazionali tunisine. Da sinistra verso destra: Mohamed ZOUARI – Direttore regionale di APIA; Omran BEN JEMAA - Responsabile Direzione Sviluppo dell’Allevamento Intensivo di OEP; M’naouer DJEMALI – Presidente dell’ONG tunisina Green University; Piero Sunzini – Direttore di Tamat; Chaouki ELBOUZIDI - sindaco della Municipalità di FaidhIl progetto “Berberina in Tunsia” si propone di sostenere il miglioramento delle condizioni socio-economiche di giovani e donne del Governatorato di Sid-Bouzid, contrastando al contempo la disoccupazione e la conseguente migrazione verso l’Europa, attraverso la razionalizzazione dell’allevamento di agnelli di qualità della razza “Berberina “e lo sviluppo della filiera corta.  

 

AwArtMali cover FBPERUGIA - Da domenica 14 a domenica 21 luglio dalle ore 12.00 alle ore 20.00, Tamat sarà presente al CERP - Centro espositivo della Rocca Paolina, nel centro storico della città di Perugia, all'interno della mostra "Oltre i Confini- PHOTOGRAPHY AND AUDIOVISUAL EXHIBITION" di Riccardo Truffarelli, fotografo, videomaker, documentarista e regista perugino. Non è la prima volta che l'artista decide di coniugare il suo lavoro a buone cause portate avanti da realtà del mondo no profit collaborando con Emergency, Caritas, Amnesty International, Survival International e Unicef solo per citarne alcune. Quest'anno ha scelto di dedicare uno spazio ad AwArtMali, progetto coordinato dalla Ong Tamat e cofinanziato dall'Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF) della Commissione Europea il cui obiettivo è quello di contribuire attraverso una campagna di comunicazione, che si svilupperà anche attraverso l'arte e il teatro, al cambiamento della percezione e dei comportamenti delle persone che in Mali guardano alla migrazione irregolare verso l'Europa come unica soluzione ai loro problemi sociali ed economici. Focus group con la comunità locale di YlkbougouFocus group con la comunità locale di YlkbougouAllo stesso tempo ha lo scopo di sensibilizzare e informare circa le alternative legali inerenti alla migrazione e alle opportunità economiche disponibili nel loro paese. Tamat ha deciso di rispondere all'invito dell'artista perugino partecipando con unaesposizione fotografica di Paolo Saglia, fotografo dell’agenzia di comunicazione partner Giusti Eventi, sulle attività che il progetto sta sviluppando in Mali. Un modo per raccontare attraverso volti, luoghi, momenti di vita quotidiana, il mondo di quei giovani che vogliono partire, a metà strada tra immaginario e reale.
Non ci resta che darvi appuntamento domenica 14 luglio alle ore 18 per la vernissage. NOTE: Oltre i Confini Cittadino del mondo, profondo conoscitore degli angoli più reconditi della terra (dal cuore dell’Amazzonia all’Africa Nera), l'artista Riccardo Truffarelli in questa mostra immersiva riesce a offrire uno straordinario spaccato di vita. Uno spaccato fatto di storie di bellezza e povertà, di natura dirompente, di sguardi e sorrisi che rappresentano la summa del suo girovagare per il pianeta nei suoi 40 anni di carriera.

La mappa dei percorsi di migrazione ridisegnata dai partecipanti al focus group di YlkbougouLa mappa dei percorsi di migrazione ridisegnata dai partecipanti al focus group di Ylkbougou

Il 13 giugno scorso è stato ufficialmente avviato il progetto denominato “Allevamento contrattuale e agricoltura familiare: sostegno alle resilienza delle popolazioni più vulnerabili della zona rurale di Loumbila”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dello Stato italiano con il fondo dell’otto per mille dell’IRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale per l’anno 2016.

Luca Piottoli agronomo produzioi animali e Piero Sunzini agronomo produzioni vegetali insieme ad alcuni esperti agronomi locali durante la formazione su metodi moderni di allevamento avicolo Burkina Faso giLuca Piottoli, agronomo produzioni animali, e Piero Sunzini, direttore Tamat, insieme ad alcuni esperti agronomi locali durante la formazione su metodi moderni di allevamento avicolo in Burkina Faso

Questo progetto, tra i cui partner coinvolti vede anche ARCS Culture Solidali, si rivolge ai piccoli avicoltori e agli agricoltori delle famiglie vulnerabili di Loumbila, in Burkina Faso, un comune rurale a due passi dalla capitale Ouagadougou. Vuole essere un sostegno all’avicoltura contrattuale e agro-ecologia familiare, con lo scopo di creare un’integrazione tra allevatori e agricoltori, facilitando così l'accesso ai prodotti agroalimentari, al pollame e alle uova per la popolazione più povera e vulnerabile della zona. Prodotti sani e buoni a prezzo equo per i consumatori e guadagno etico per i produttori!

Tra gli obiettivi centrali dell’iniziativa ci sono quelli della lotta contro l'insicurezza alimentare, il degrado del suolo e la malnutrizione infantile, ma anche il contrasto alla disuguaglianza di genere, attraverso il coinvolgimento delle famiglie nel progetto e la generazione di reddito derivanti dalle attività.

 

Il progetto che vede Tamat capofila si pone in linea con il piano di sviluppo del Consiglio Comunale di Loumbila, presieduto dal Sindaco Paul Taryam Ilboudo, ed è ben legato al programma per uno sviluppo sostenibile del comune volto al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione particolarmente vulnerabile.

Luca Piottoli agronomo produzioi animali incontri con aziende agricole e visite di terreno Burkina Faso giugno 2019Luca Piottoli agronomo produzioni animali: incontri con aziende agricole e visite di terreno, Burkina Faso giugno 2019

Per raggiungere questi obiettivi, saranno messe in atto molteplici attività, tra cui la selezione e la formazione tecnica di oltre cento piccoli avicoltori sui moderni metodi di allevamento e macellazione di pollame, la selezione e la formazione tecnica di un centinaio di famiglie vulnerabili sui metodi di produzione agro-ecologica, oltre alla formazione di tutti i beneficiari di progetto sulla creazione di micro-impresa e gestione del micro-credito, che verrà erogato ai richiedenti per lo sviluppo della propria attività di piccola trasformazione agro-alimentare o commercializzazione in loco di carne e uova.

In questo momento è in corso la prima missione del personale internazionale in Burkina Faso: lo zootecnico Luca Piottoli, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari dell’Università degli studi di Perugia con il prof. Cesare Castellini, si sta occupando della parte avicola, mentre Piero Sunzini, come agronomo senior, sta definendo le attività riguardanti le produzioni vegetali. Insieme con Denisa Raluca Savulescu, rappresentante paese Tamat in Burkina Faso, stanno già lavorando con riunioni di inquadramento, visite di terreno e di gruppo, incontri con aziende agricole, scambi con i professionisti del settore e le prime formazioni tecniche.

Polli Burkina Faso progetto PCM TAMAT

 

Con il supporto dell’agronomo e del coordinatore locale, sotto la supervisione del capo progetto, si stanno ora definendo i prossimi step per l’implementazione delle attività di questa iniziativa appena avviata grazie al finanziamento dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dello Stato italiano con il fondo dell’otto per mille dell’IRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale per l’anno 2016.

Esperti italiani della ONG Tamat e dell’agenzia di comunicazione Giusti Eventi già operativi sul terreno

Missione3

Da sabato 28 aprile a martedì 7 maggio una missione di esperti italiani dell’Ong Tamat e dell'agenzia di comunicazione italiana Giusti Eventi ha soggiornato in Mali per lo sviluppo di una campagna di comunicazione a favore delle popolazioni maliane sui temi del contrasto all’immigrazione gestita dai trafficanti verso l’Europa.

Missione1La delegazione, composta dal capo progetto Simone Foresi e da Denisa Savulescu, rappresentante paese per il Mali dell’ONG italiana Tamat, insieme ad Elena Elia e Paolo Saglia, esperti dell’agenzia di comunicazione Giusti Eventi di Torino, è stata supportata nelle attività in loco dallo staff di progetto di una Ong maliana.

Sono stati svolti tre focus group a Kati (comune urbano), a Yélékébougou e a Kambila (comuni rurali del circondario di Kati).

I tre focus hanno permesso di coinvolgere, dialogare e interagire con persone già migrate di ritorno nel paese, con giovani che desiderano prendere la via dell’emigrazione, ma anche con persone che non hanno per niente voglia di lasciare il Mali.

Questi focus group sono stati animati in francese ed in lingua Bamanan e si sono basati su attività interattive allo scopo di incrociare “immaginario e reale” con questionari di sociometria. L'obiettivo è stato quello di conoscere in profondità il desiderio reale di ogni partecipante utile per poi elaborare una campagna di comunicazione per il contrasto all'immigrazione gestita dai trafficanti.

La discussione ha permesso di far emergere il carattere estremamente pericoloso dell'immigrazione e la necessità di mettere gradualmente fine a tali comportamenti.

Missione2Gli immigranti di ritorno al paese hanno avuto l'opportunità, durante le attività, di spiegare le loro differenti disavventure sia intraprendendo la “via terrestre” con il lungo viaggio attraverso il Sahara, sia la “via mediterranea” a bordo soprattutto di imbarcazione più o meno di fortuna, per avviarsi a raggiungere l’Europa.

I partecipanti hanno affermato di avere vissuto e condiviso il “calvario” con numerosi migranti, vedendo morire donne e uomini sia nella traversata del Sahara che in quella mediterranea. Hanno raccontato degli imprigionamenti, delle torture e di avere subito pratiche razziste, non solo in Europa ma anche nei centri di detenzione e nei paesi di transito del Nord Africa. La delegazione di esperti italiani ha potuto mettere a profitto il soggiorno anche per visitare le famiglie delle persone emigrate che hanno deciso di tornare, volontariamente, in Mali.

Momenti molto forti e emozionanti che hanno permesso agli esperti e cooperanti italiani di conoscere meglio e in maniera più profonda la vita di queste persone che nonostante tutto non hanno perso la speranza e che continuano a condurre la propria vita in Mali.

Elena Elia e Paolo Saglia hanno approfittato, anche, della loro presenza nel Mali per incontrare i responsabili della Radio Bèlèkan di Kati, degli artisti locali e dirigenti dell'Associazione Maliana per l’Assistenza degli Espulsi (AME). Gli scambi hanno riguardato la strategia di creazione della campagna di comunicazione contro l'immigrazione clandestina. Tutti gli interlocutori incontrati hanno annunciato la loro disponibilità a dare il proprio contributo al progetto AwArtMali.

missione4Il progetto AwArtMali rappresenta un'azione congiunta tra i partner di Italia, Spagna e Cipro, con l’assistenza e il supporto dell’agenzia maliana Le Tonus, che ha l'obiettivo di contribuire al cambiamento delle percezioni e del comportamento dei cittadini maliani, che considerano l’immigrazione verso l’UE come l’unica soluzione ai loro problemi economici e sociali. Il progetto si prefigge di informare i maliani sui rischi della migrazione gestita dai trafficanti e sulle possibili alternative sicure di migrazione.

 

 

 

 

Missione 5

Coinvolte quattro città: Perugia, Milano, Firenze e Ragusa 

Illustrazione del progetto e avvio selezione beneficiari 1Illustrazione del progetto e avvio selezione beneficiari

 

Da Tamat: “Sicurezza e integrazione: l'inclusione e il lavoro sono gli strumenti migliori”

Agricoltura urbana per favorire l'integrazione economica e sociale dei cittadini di Paesi terzi presenti in Italia. Si stanno selezionando in questi giorni i beneficiari che dal mese di giugno avvieranno una vera e propria coltivazione nel cuore della città. A Montemorcino sorgerà infatti l'orto urbano per la coltivazione di prodotti bio che ha la finalità di integrare, attraverso il lavoro, ragazzi e ragazze provenienti dall'Africa presenti a Perugia.

Un progetto, promosso da Tamat Ong, in collaborazione con la Fondazione ISMU di Milano, finanziato dal Ministero dell'Internobasato su un modello già sperimentato a Perugia con successo dalla Ong perugina grazie ad una precedente iniziativa (Urbagri4women) e di cui Coltiviamo l'integrazione rappresenta la continuazione e lo sviluppo. Sviluppo perché la nuova azione coinvolgerà 4 città italiane e favorirà lo scambio e l'implementazione di buone pratiche tra luoghi diversi del Paese. Nei giorni scorsi si è tenuto a Montemorcino il primo incontro utile a individuare i beneficiari dell'iniziativa e a illustrarne le finalità.

Il progetto punta al rafforzamento delle competenze tecniche e relazionali dei cittadini presenti in Italia attraverso azioni di agricoltura inclusiva in città e attraverso un percorso di formazione che include anche lo studio della lingua italiana.

Con la supervisione della Fondazione ISMU di Milano si arriverà a definire, attraverso l’esperienza di progetto, un modello di agricoltura inclusiva replicabile in altri contesti.

Visita sullarea dove sorgerà lorto 1Montemorcino, visita sull'area dove sorgerà l'orto

Coltiviamo l'integrazionecoinvolgerà 45 beneficiari diretti. Ben quattro le città coinvolte: Perugia, Milano, Ragusa e Firenze. Il progetto ColtiviAmo l’Integrazione (PROG-1979) è finanziato a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione del Ministero dell'Interno 2014-2020 - Obiettivo Specifico: 2.Integrazione / Migrazione legale - Obiettivo nazionale: ON 3 – Capacity Building lett. m) – Scambio di Buone Pratiche – Inclusione sociale ed economica SM.

Come spiegano da Tamat: “Questa prima fase sarà fondamentale per costruire reti territoriali che supportino il progetto e ne aumentino l’impatto nelle comunità locali”.

L'area del Sahel luogo chiave per la nuova strategia dell'Italia

Incontro presso un centro polifunzionale del progetto Rasad che coinvolge 600 donne in agricoltura

Vice ministro VicemInistro con alcune donne beneficiarie del progetto RASAD, Ouagadougou (Burkina Faso), 05.05.2019

FOTO 6 Vicemnistro con alcuni mebri dello staff e beneficiari del progetto RASAD Ouagadougou Burkina Faso 05.05.2019Viceministro con alcuni membri dello staff e beneficiari del progetto RASAD, Ouagadougou (Burkina Faso) 05.05.2019

La Vice Ministra agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re, durante la sua visita in Burkina Faso il 4 e 5 maggio scorsi, è stata ricevuta dal Presidente Roch Kaborè, con cui ha affrontato i temi delle relazioni bilaterali Italia-Burkina Faso e dell’impegno italiano nel Paese. “Sicurezza, cooperazione allo sviluppo, ambiente, collaborazione economica, sono i campi principali in cui ci impegneremo”, ha dichiarato la Vice Ministra al termine del colloquio. Concetti ripresi nei diversi incontri avuti con membri del governo di Ouagadougou: il Ministro degli Esteri e quelli dell’Agricoltura, della Salute, del Commercio e dell’Artigianato, della Donna e il Ministro della Sicurezza. La Vice Ministra ha poi incontrato i rappresentanti in loco della diaspora burkinabè d’Italia. “Quella tra Italia e Burkina Faso è innanzitutto una relazione umana derivante dalla consolidata presenza delle ONG italiane qui e dalla laboriosa presenza nel nostro Paese della più grande diaspora burkinabè d'Europa”, ha sottolineato.

FOTO 3 Vicemnistro e capoporgettto RASAD davanti ai prodotti dei siti orticoli di progetto Ouagadougou Burkina Faso 05.05.2019Viceministro e capoprogettto RASAD davanti ai prodotti dei siti orticoli di progetto, Ouagadougou (Burkina Faso) 05.05.2019La Vice Ministra ha quindi incontrato le ONG italiane che operano nel Paese. Tra queste, Tamat, Ong attiva da 20 anni proprio nella “Terra degli uomini integri” (questo significa Burkina Faso). Tamat è impegnata proprio in Burkina con il progetto Reti d’Acquisto per Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora burkinabé d’Italia (RASAD/AID 10912) - cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Rasad rappresenta un grande progetto di micro-credito in agricoltura che coinvolge 600 tra donne e uomini – con un occhio di riguardo verso i giovani. Il progetto prevede la creazione di due centri polifunzionali, costituiti ciascuno da una boutique sociale di cereali e ortaggi e da un ristorante pedagogico comunitario. All’interno delle boutique i cereali vengono acquistati e stoccati – banca di cereali – e rivenduti a costi calmierati nei periodi di forte aumento dei prezzi. Si tratta di progetto basato sull’agricoltura contrattuale, dove gli agricoltori vengono sostenuti nella fase di vendita dello loro colture – una parte viene acquistata dai centri polifunzionali ed una parte dai privati. Un’azione che sta dando risultati concreti molto importanti e prospettiva ai beneficiari. Inoltre, il progetto prevede un’azione di sostegno destinata a 5 membri della diaspora burkinabé d’Italia interessati alla reintegrazione economica e sociale nel proprio paese d’origine.

Vice Ministra visita centro polifunzionale BurkinaDelegazione del Viceministro e Ambasciatore italiano in Burkina Faso davanti al Ristorante La Jardienière, Ouagadougou (Burkina Faso), 05.05.2019Il ruolo dei giovani nell’affermazione del diritto di permanenza nelle terre originarie per Tamat è il perno della propria azione: non a caso ha sostenuto l’apertura di un ristorante pedagogico comunitario denominato La Jardinière (visitato proprio dalla Vice Ministra) a Cissin (periferia di Ouagadougou) e del Bio Resto’ del Comune di Koubri (ristorante bio comunitario gestito da un membro della diaspora burkinabé d’Italia, Association Watinoma). La Jardiniere utilizza i prodotti degli orti agro-ecologici realizzati all’interno del progetto da donne, orti che operano grazie anche alle campagne di micro-credito (nel 2019 è partita la decima annualità) sviluppate con cifre oscillanti tra i 100 e 150 euro per beneficiario all’anno: cifre che in Europa sarebbero irrisorie e che, invece, nel Sahel fanno la differenza tra poter mangiare una volta al giorno oppure nutrirsi come la vita umana richiede. 

FOTO 4 Vicemnistro alla Maison de la Femme di Cissin Ouagadougou Burkina Faso 05.05.2019Viceministro alla Maison de la Femme di Cissin, Ouagadougou (Burkina Faso) 05.05.2019Come ha spiegato la Vice Ministra Del Re durante la visita presso la missione di Tamat: “Sono convinta che l'empowerment femminile sia qualcosa di fondamentale per l'autodeterminazione e lo sviluppo di questa comunità. Qui ho trovato una passione e una professionalità che fa onore a tutto il mondo della cooperazione italiana. Tamat con il suo approccio rappresenta un'eccellenza del nostro Paese. Si tratta di un progetto molto serio ed efficace che infatti il Ministero degli Esteri ha finanziato per tre anni”. Questi sono esempi di come agiscono le organizzazioni non governative nelle zone del pianeta più svantaggiate: pur nella loro piccola dimensione (comunque garanzia di successo per i progetti) indicano l’unica strada praticabile per mantenere la pace in territori i cui abitanti chiedono solo di poter vivere dignitosamente. La visita è avvenuta quattro giorni dopo la consegna al Presidente Kaborè delle lettere credenziali del primo Ambasciatore d’Italia residente a Ouagadougou. “La recente apertura della nostra Ambasciata segna una nuova importante tappa delle nostre relazioni bilaterali e apre prospettive importanti per il rafforzamento del partenariato”, ha commentato la Vice Ministra.

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Delegazione del VicemInistro e Ambasciatore italiano in Burkina Faso davanti al Ristorante La Jardienière, Ouagadougou (Burkina Faso), 05.05.2019

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Ristorante La Jardinière Ambasciatore Andrea Romussi in primo piano davanti al Ristorante  La Jardiniére, Ouagadougou (Burkina Faso)

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Viceministro con alcuni membri dello staff e beneficiari del progetto RASAD, Ouagadougou (Burkina Faso) 05.05.2019

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Viceministro con alcune donne beneficiarie del progetto RASAD, Ouagadougou (Burkina Faso) 05.05.2019

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Viceministro alla Maison de la Femme di Cissin, Ouagadougou (Burkina Faso), 05.05.2019

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Viceministro e capoprogetto RASAD davanti ai prodotti dei siti orticoli di progetto, Ouagadougou (Burkina Faso), 05.05.2019

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Pranzo della delegazione al Ristorante La Jardinière: ambasciatore Andrea Romussi, Viceministro, Domenico Bruzzone direttore della sede AICS di Ouagadougou coordinatrice locale progetto

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Viceministro al Ristorante La Jardinière. Da sinistra: Denisa Raluca Savulescu capoprogetto RASAD, Florentin Tougouma staff RASAD, Neewerbendin Kouad coordinatrice locale, Emanuela Carla Del Re, Viceministro

Le aziende umbre modello per l'agricoltura in Tunisia. Dall'8 al 12 aprile una delegazione tunisina sarà in Umbria per avviare partnership commerciali Cooperazione e sviluppo , la delegazione composta da imprenditori tunisini e funzionari in visita in Umbria

BERBERINA IMPRENDITORI IN VISITA IN uMBRIA

La delegazione tunisina è interessata anche a sviluppare i Gas (Gruppi di acquisto solidale) come modello di agricoltura sostenibile. Mercoledì 10 aprile è prevista la visita al Gas perugino Fuori di Zucca. Una delegazione composta da imprenditori tunisini e funzionari di alcune istituzioni della Tunisia sarà in Umbria dall’8 al 12 aprile nel quadro di un programma di visite organizzato dalla ONG Tamat di Perugia.

Tamat organizzerà una serie di incontri tra la delegazione tunisina e numerose piccole-medie imprese umbre attive nel settore dell’agro-alimentare al fine di studiare il modello di sviluppo italiano e umbro in questo settore e per sviluppare potenziali partenariati commerciali. La delegazione tunisina, interessata al modello organizzativo delle imprese umbre, farà un vero e proprio tour per studiare sul campo le caratteristiche produttive e i modelli organizzativi e commerciali delle aziende agricole. Tra gli obiettivi della visita c'è lo studio circa la replicabilità, proprio in Tunisia, dei Gas (Gruppi di acquisto solidale) come modello di agricoltura sostenibile per imprenditori e consumatori. E infatti mercoledì 10 aprile la delegazione si recherà in centro a Perugia per un confronto con il Gas Fuori di Zucca,

il gruppo di acquisto di Via della Viola che conta oltre 80 soci e che mette in connessione diretta i piccoli agricoltori dell'agro perugino con le famiglie del centro storico. Il programma del tour: martedì 9 aprile gli imprenditori tunisini visiteranno l'Azienda Agricola Moretti (produzione carne rossa) e l'Azienda Agricola La Solana (produzione casearia). Mercoledì 10 sarà la volta del 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria, del Consorzio Produttori Carne Bovina Pregiata delle Razze Italiane C.C.B.I e Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) "Fuori di Zucca". Giovedì 11 il Centro Macellazione Carni Ponte San Giovanni, Università dei Sapori e la Cooperativa PAC2000A (cooperativa associata a CONAD).

Tamat è presente nel paese nord-africano con un suo progetto di cooperazione internazionale denominato “Berberina” che mira a creare un modello innovativo nella gestione della filiera dell'allevamento ovino.  

Maurizio Smidth Farneto Teatro durante le riprese nella scuola St Laurent Ouagadougou Burkina Faso 20.03. 2019Maurizio Schmidt (Farneto Teatro) durante le riprese nella scuola St Laurent, Ouagadougou, Burkina Faso, 20/03/2019

 In questa settimana si sta realizzando a Ouagadougou la seconda fase dei twinnings (incontri multimediali a distanza tra studenti delle scuole del Burkina Faso e quelle italiane), attività inserita all'interno del progetto RASAD AID 10912 - Reti d'Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora burkinabé, coordinato da Tamat e cofinanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

I twinnings consistono nell'instaurazione di un rapporto di corrispondenza digitale tra le scuole italiane e burkinabé, basato sullo scambio di foto e video attraverso i quali gli alunni delle due realtà interagiscono, raccontando alla controparte la propria vita quotidiana in relazione ad alcune tematiche: la migrazione, il diritto al cibo e la sicurezza alimentare.


Nella prima fase
, a febbraio scorso, i ragazzi della II B e II C dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Cavour - Marconi - Pascal" di Perugia e le classi II A, IIIA e IIID della Scuola secondaria "Benedetto Bonfigli" di Corciano (PG) hanno realizzato dei video inviati poi alla controparte in Burkina Faso, con la collaborazione delle insegnanti, dei dirigenti scolastici e il supporto dell'esperto cooperazione nelle scuole TAMAT, Pietro Tundo. Florentin Tougouma staff RASAD e Maurizio Smidth Farneto Teatro durante le riprese nella scuola Tarwende Ouagadougou Burkina Faso 21.03. 2019Florentin Tougouma staff RASAD e Maurizio Schmidt Farneto Teatro durante le riprese nella scuola Tarwende Ouagadougou Burkina Faso 21/03/2019

In questa seconda fase gli alunni delle classi dell'Istituto "Tarwende" e le classi III, V e VI della scuola "St. Laurent" di Ouagadougou stanno visionando il materiale prodotto in Italia.La prossima settimana saranno i ragazzi in Italia a vedere il prodotto girato dai loro amici burkinabé. L'ultima fase, da realizzare ad aprile, vedrà l'organizzazione di un incontro live via Skype tra le classi italiane e quelle burkinabé.

Il percorso di incontri nelle scuole di Ouagadougou è realizzato dai membri del progetto RASAD AID 10912 in Burkina Faso (Florentin Tougouma, Eta Onka Claude YAYA), in coordinamento con la capo-progetto Denisa Raluca Savulescu, la coordinatrice locale Neerbewendin Kouad e con la collaborazione del Teatro Farneto, partner di progetto, nella persona del regista Maurizio Schmidt.

 

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Alunni della Scuola St Laurent, Ouagadougou, Burkina Faso, 20.03.2019

Alunni-della-Scuola-Tarwende-Ouagadougou-Burkina-Faso-21-marzo-2019

Alunni della Scuola Tarwende, Ouagadougou, Burkina Faso, 21.03.2019

Tre continenti e tre organizzazioni insieme per sostenere l'imprenditoria femminile nel turismo responsabile basato sulla comunità

entouree casa


Un'iniziativa che vede capofila Tamat Ong in collaborazione con le associazioni D’Antilles et D’Ailleurs (Martinica) e C-For-C (Madagascar), finanziato dalla Commissione europea con il programma Erasmus+

Lo sviluppo del turismo responsabile basato sulle comunità per contrastare l'insufficiente sviluppo economico locale e la vulnerabilità socioeconomica delle donne. Questo, in sintesi, l'obiettivo di fondo del progetto transnazionale Entourée (Entrepreneuriat pour un tourisme responsable, engagé et feminin), che vede come capofila la Ong perugina Tamat, a cui collaborano attivamente le associazioni D’Antilles et D’Ailleurs (Martinica) e C-For-C (Madagascar), finanziato dalla Commissione europea con il programma Erasmus+.

Un progetto della durata di 16 mesi che ha coinvolto tre Paesi in tre diversi continenti, l'Italia, il Madagascar e la Martinica, attraverso azioni di mobilità transnazionali volte allo scambio di buone pratiche, allo scambio di esperienze e all'analisi di casi di successo in ambito turistico.

Nel corso del progetto il team di Entourée ha lavorato per sostenere il rafforzamento delle capacitàà tra i professionisti, operatori giovanili e attori locali e la consapevolezza sull'importanza critica dell'imprenditoria femminile nel turismo responsabile e, in particolare, turismo comunitario; per promuovere il collegamento tra l'uguaglianza di genere nel turismo e lo sviluppo sostenibile; per aumentare la consapevolezza sulle sfide che il settore del turismo crea per le donne; stabilire e sviluppare una rete internazionale di individui - accademici, tecnici, attivisti e politici - con un interesse comune per l'emancipazione femminile e il turismo responsabile e definire uno scopo comune per affrontarli.

Tra le azioni principali realizzate dal progetto c'è il supporto alla formazione di un'organizzazione locale per il turismo responsabile (LORT) in Madagascar, la creazione di una guida metodologica sull'imprenditoria femminile nel turismo responsabile in 4 lingue per la replicabilitàà in Italia e in Martinica, la convenzione sul turismo responsabile e l'imprenditoria femminile e la creazione di un sito web sul turismo responsabile/comunitario per dare visibilità a piccole medie imprese turistiche (www.community4tourism.net)

Risultato tangibile del percorso, è stato il supporto ad una quindicina, tra imprese e iniziative in ambito turistico, nella parte centrale del Madagascar.

Venendo al programma della Settimana internazionale del turismo responsabile

I lavori della due giorni si apriranno, giovedì 21 marzo, con l'intervento di Simona Formica, Tamat Ong, coordinatrice del progetto e con l'introduzione di scenario a cura di Daniela Campora di Aitr (Associazione Italiana Turismo Responsabile). Jacopo Sforzi, ricercatore presso l'Istituto europeo di ricerca sulle cooperative e le imprese sociali, interverrà sul tema dell'accoglienza diffusa e dei sui modelli. A seguire si andrà ad analizzare l'impatto socio-economico del turismo responsabile nella Martinica settentrionale con Madelaine Jouy De Grandmaison (Autore di "Le nord mon terroir - Martinica my country") e il tema dell'artigianato quale una leva per lo sviluppo del turismo con l'intervento di Yvonne Ulric della Camera dei mestieri e dell'artigianato. La seconda sessione sarà dedicata all'occupazione dei giovani. In particolare: formazione internazionale e supporto per l'imprenditorialità e l'educazione alle microimprese con Jean-Michel Loutoby, direttore della missione locale della Martinica settentrionale e Lavinia Ruscigni, coordinatore del progetto - Indie occidentali e altrove. In chiusura è previsto l'intervento di Geraldine De Thore - Associaltion Culture Equality su imprenditoria femminile: un'opportunità per ridurre la discriminazione contro l'occupazione. Focus della terza sessione del 21 marzo saranno le esperienze vere e proprie in questo ambito. Occupazione di giovani donne nel settore del turismo responsabile in Madagascar con il sostegno di EnTOURÉE, a cura di Sariaka Nantenaina, direttore esecutivo dell'ONG C-For-C Coach and Trainer in Entrepreneurship. Ferme du Moulin: esperienza agrituristica, alloggi rurali, agro trasformazione, esperienza turistica a cura di Richard Exurville, manager Farm Mill - Gros Morne.Raphael Concept: presentazione di un'esperienza turistica legata alla pesca, Bellefontaine con Louise Renard, manager di Raphael Concept- Bellefontaine. Percorsi di solidarietà: ecoturismo e gioventù - Buone pratiche da Lefkadas in Grecia con Mohamed Chaabouni, direttore delle iniziative sociali Solidarietà Treks.

Turismo rurale in Bulgaria - rete di alloggi specializzati nel turismo naturale e culturale. Buone pratiche dalla Bulgaria, a cura di Eleonora Yosifova, associazione bulgara per il turismo alternativo. La due giorni si concluderà il 22 marzo con il tavolo sul turismo nei Caraibi: quali proposte e strategie per un turismo sostenibile nel contesto della Martinica coordinato da Ines Bouchaut Choisy, presidente del gruppo Overseas al CESE, relatore del documento che promuove il turismo sostenibile nelle regioni oltremare e con gli interventi di Karine Mousseau, presidente della Martinica Tourism Committee, sulle prospettive per il settore nei prossimi anni e Franck Hoarau, consulente d'affari West Indies. Le conclusioni sono affidate a Marie-Thérèse Casimirius, presidente della Missione locale della Martinica settentrionale.

 

 

Le donne giocano un ruolo sempre più importante nel turismo. In particolare, il turismo responsabile offre loro l’opportunità di creare impresa e contribuire al cambiamento. La Giornata internazionale della donna è un’occasione per fare il punto in un settore con una presenza femminile significativa: quante imprese sono guidate da donne? Quali sono le maggiori sfide, in Italia e non solo?

Le donne, da sempre, sono una presenza rilevante nel mondo del turismo. In Italia, quelle impiegate nel settore sono oltre 500 000, di cui un numero sempre più consistente occupa posizioni imprenditoriali: secondo l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche (ISNART), nel comparto turistico guidano un’impresa su tre, mentre negli altri settori economici una su cinque. Le imprese turistiche a gestione femminile – concentrate perlopiù al Sud, dove sono oltre 40 000 – costituiscono per l’81,3% attività di ristorazione, per il 13,8% servizi di alloggio e per il 5% servizi di intermediazione svolti da agenzie di viaggio e tour operator.

donne turismo

Fonte: Elaborazioni Isnart su dati Osservatorio Imprenditoria Femminile di Unioncamere – Infocamere, al 30 giugno 2017

In particolare, è nel turismo responsabile che le donne sembrano trovare la propria vocazione: come sostiene il presidente dell’Associazione Italiana Turismo responsabile (AITR) Maurizio Davolio, “le donne sono le maggiori protagoniste del turismo responsabile, come viaggiatrici, come imprenditrici, come studentesse”.
Lo confermano gli organizzatori di viaggi responsabili dell’AITR, secondo i quali a livello europeo il 60% dei partecipanti è di sesso femminile. Proprio dal Tavolo di Genere di AITR è scaturita l’iniziativa Gender Responsible Tourism (GRT), volta a rafforzare, tramite la comunicazione, il ruolo delle donne nel turismo e a combattere le discriminazioni nei loro confronti. Il sito dell’Associazione GRT è un magazine on line che presenta le iniziative di turismo responsabile a guida femminile nel mondo e che vuole essere un mezzo per creare connessioni, scambiare conoscenze e raccontare storie.

A livello transnazionale, esistono progetti supportati dalla Commissione Europea, come EnTOURée – progetto Tamat – che facendo leva su innovazione, formazione e scambio di esperienze, vuole favorire lo sviluppo dell’imprenditoria femminile nel turismo responsabile in Italia, Martinica e Madagascar. A livello globale, un altro segno positivo è la premiazione, da parte dell’International Institute for Peace through Tourism, di cinque donne imprenditrici nel turismo responsabile e sostenibile.

Le donne hanno grandi capacità e competenze per creare, commercializzare, promuovere e gestire lo sviluppo del turismo: valorizzare le loro potenzialità può contribuire allo sviluppo della società e dell’economia locale e globale.

articolo tratto da DEAlive Geografia

Sabato 9 marzo alle ore 11,30 presso il Cinema Teatro Astra di San Giustino si terrà la presentazione del progetto "Comunità attive per la sovranità alimentare".

Interverranno Paolo Fratini, Sindaco del Comune di San Gustino, Luciano Della Vecchia, Tamat NGO, Domenico Lizzi, Fuori di Zucca, Enrico Flamini, Cooperativa Sangiustinese.

Il progetto “Comunità attive per la sovranità alimentare”, di cui è capofila Tamat NGO, nasce con l’obiettivo di “stimolare la partecipazione attiva della cittadinanza e favorirne la sensibilizzazione sulle tematiche della sovranità alimentare, della produzione sostenibile e del contrasto alle forme di sfruttamento del lavoro, attivando una dispensa solidale di quartiere sostenibile partendo dal modello del G.A.S.. “Comunità attive per la sovranità alimentare” è un progetto che si colloca all'interno di diverse aree di intervento in quanto mira a “sviluppare e rafforzare il ruolo della cittadinanza attiva” stimolandola attraverso il coinvolgimento diretto in un attività di supporto ai soggetti svantaggiati. Attraverso l’avvio di una dispensa solidale di quartiere il progetto prevede la realizzazione di un intervento volto a soggetti svantaggiati e a rischio di marginalità socio-economica.  Il progetto parte quindi da un’iniziativa già presente e ben funzionante a Perugia (Fuori di Zucca) per ampliarne l’impatto mantenendone inalterata la sostenibilità. I soggetti che sono stati inclusi nella rete di partenariato sono quelli che già supportano le attività del G.A.S. e che potrebbero rappresentare un valore aggiunto per il raggiungimento di ulteriori risultati.
 
 

Conclusa con successo la prima missione operativa di coordinamento a Bamako. Al via il progetto di Tamat Ong in Mali

Dopo una fase di studio, si metteranno in campo le azioni di informazione attraverso le testimonianze della diaspora maliana in Europa

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