News di progetto

Nuove narrazioni, buone pratiche di cooperazione e inclusione

Tamat ha partecipato alla II ed. dell'evento COME L'ACQUA E LA FARINA - Laboratorio di mantecanza sociale Tavola rotonda all'interno di Come l'Acqua e la Farina Il 13 e il 15 settembre Tamat ha…

NEWS di Progetto

 

Tanti linguaggi per la sensibilizzazione: la campagna di informazione, il teatro, la documentazione video, la musica

LOGO DEFINITIVO AWARTMALI

 

Nonostante la crisi sanitaria dilagata in tutta Europa e nonostante l’impossibilità sopravvenuta di viaggare attraverso l’Europa e le rigide disposizioni di contenimento del virus adottate dai governi di molti paesi, i partner del progetto AwArtMali, progetto coordinato da Tamat NGO, cofinanziato da Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF)della Commissione Europea, in partenariato con Fondazione ISMU, Giusti Eventi, CONGENIA, Instrategies, Cardet e Farneto Teatro, si sono comunque incontrati nel loro terzo meeting di coordinamento.

L’incontro virtuale ha toccato vari punti, tra cui: l’andamento delle attività di progetto, il monitoraggio e valutazione della campagna di comunicazione in Mali ormai al termine, lo sviluppo futuro della campagna TAMA365 e la destinazione degli strumenti di progetto, la tournée, le attività teatrali, la produzione della canzone e videoclip “TUNKA” e l’organizzazione dell’evento finale.

Il meeting ha permesso di rendere conto dello stato avanzato delle attività sul campo e in Europa. Il coordinatore infatti ha reso partecipi tutti gli altri coordinatori dello stato dell’arte di tutte le attività che nei relativamente ai primi mesi dell’anno 2020 hanno visto una fase di realizzazione di particolare intensità. Infatti, oltre ad analizzare l’andamento, i dati e i risultati della campagna di informazione e sensibilizzazione sui temi della migrazione e sulle opportunità di sviluppo in Mali i partner hanno potuto condividere anche i risultati e discutere sulle potenzialità per la sostenibilità del progetto al coinvolgimento di stakeholders strategici con la rete di relazioni e contatt venutasi a stabilire con l’attività di ateliers e workshops sulle opportunità in Mali portate a termine alla fine di gennaio.

Come ha potuto riferire e raccontare a tutti i partner Mimma Gallina, la logista di Farneto Teatro che ha curato tutti gli aspetti logistici della Tournée lo spettacolo “TUNKA” (l’”avventura” in lingua bambara) è stato sempre accolto con grande entusiasmo nei villaggi raggiunti dalla caravan teatrale, infatti, alle rappresentazioni hanno regolarmente sempre assistito i capi e i consigli di villaggio, insieme a tante donne, uomini, bambini e giovani di ogni età. Questa grande partecipazione la si è avuta grazie al sostegno logistico, materiale e soprattutto per il ruolo di mediazione culturale con le comunità locali che ha avuto la ONG locale Le Tonus lungo tutto il progetto e che, nei mesi precedenti, aveva preparato insieme ai i capi villaggio gli eventi nelle diverse comunità.

A ciò si aggiunge l’elevata attenzione data all’esibizione; i temi trattati e le importanti informazioni trasmesse hanno portato a discussioni e attirato l’attenzione dei bambini presenti, che nonostante non abbiano capito gran parte dello spettacolo, resterà sempre nella loro memoria. In relazione allo spettacolo è importante sottolineare che le persone raggiunte non parlano francese, ma bambara e che allo stesso tempo, come è risultato dagli interventi nel corso dei dibattiti animati alla fine delle rappresentazioni, si sentono ancora fortemente attratte dal mondo occidentale e dall’immagine di “Eldorado” che hanno dell’Europa.

Per rafforzare maggiormente il messaggio di sensibilizzazione e poterlo diffondere ulteriormente, tra le attività chiave che ora il progetto AwArtMali andrà ad eleborare c’è la realizzazione di un video documentario che sarà curato da Farneti Teatro. Questo prodoto finale riunirà e presenterà immagini e testimonianze raccolte fin dall’inizio del progetto attraverso interviste fatte ai migranti giunti in Europa o ritornati in Mali, negli incontri diretti con la gente dei villaggi, nei dibattiti e durante e dopo gli spettacoli. Lo scopo è quello di far raccontare ai migranti stessi la propria esperienza migratoria, le sofferenze, le difficoltà e i loro sogni. Non c’è miglior testimonianza che quella dei veri protagonisti o vissuta realmente sulla propria vita, il proèprio corpo e i propri sentimenti. 

Il video documentario sarà presentato nel corso della conferenza finale che sarà organizzata in Italia alla fine del progetto e il trailer “TUNKA” in pochi minuti vuole rappresentare l’essenza stessa del progetto, esprimendo le paure dei migranti di ritorno, le difficoltà incontrate sia nel difficile viaggio e una volta approdati in Europa dalle diaspore che sono presenti in Spagna e Italia, mostra parte del lavoro fatto finora in Mali con i giovani (target principale del progetto) e l’impatto dello spettacolo nei villaggi.

Attraverso le immagini e le dirette testimonianze il messaggio diventa più forte: non è necessario lasciare il proprio paese e rischiare la vita per avere un futuro, le possibilità ci sono anche in Mali.

Il video documentario finale lo si diffonderà attraverso tutti i canali di comunicazione dei partner, ovvero i siti web, pagine Facebook, blog, etc.; sarà inoltre proiettato a Bamako e nei villaggi coinvolti con il supporto della ONG Le Tonus e l’agenzia maliana di comunicazione Wabaria.

Il partner Giusti Eventi che ha ideato e gestito insieme alla agenzia maliana Wabaria la campagna TAMA 365 sviluppandone tutti i diversi tools come, ad esempio, la app e il blog (www.tama365.org) ha presentato ai partner un nuovo prodotto della campagna che è stato possibile sviluppare anch’esso grazie alle attività di sensibilizziazone tra i giovani maliani. Infatti il target principale del progetto è rappresentato dai giovani che costituiscono il bacino dei potenziali migranti e coloro che vedono nel viaggio verso l’Europa l’unica soluzione per costruire il proprio futuro e realizzare una vita dignitosa. A tale riguardo il lavoro svolto nelle scuole per la sensibilizzazione è stato fondamentale ed è stato facilitato dall’impegno degli insegnanti e dei dirigenti scolastici, che nonostante lo sciopero in Mali, si sono messi a disposizione per portare avanti attività di sensibilizzazione, informazione e riflessione con gli studenti. In questo contesto si inserisce il sostegno e supporto del gruppo rap maliano i cui componenti sono residenti a Kati Kira Kono, che interessatosi al progetto ha voluto contribuire alla diffusione del messaggio attraverso la realizzazione di un videoclip e una canzone creata a partire dalla campagna di comunicazione ed intitolata “Tunka”. Le riprese del videoclip sono state effettuate presso il Lycée Mamby di Kati con il supporto tecnico per l’acquisizione dei materiali video di Farneto Teatro.

Il videoclip con la canzone “Tunka” composta ed eseguita dai Kira Kono è disponibile al seguente link:

https://www.youtube.com/watch?v=kgdU7KsCtXQ&t=135s

 

AwArtMali è un progetto cofinanziato dall'Asylum Migration and Integration Fund della Commissione Europea, AMIF2017-AG-INFO_824407, coordinato dalla ONG Tamat in partenariato con Fondazione ISMU (Italia), Agenzia di Comunicazione Giusti Eventi (Italia), Farneto Teatro (Italia), CARDET (Cipro), INSTRATEGIES (Spagna), CONGENIA (Spagna), ONG Le Tonus (Mali).

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IMG 20200325 WA0008Il progetto RASAD, Reti d’acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora burkinabé d’Italia (AID 10912), progetto di cui Tamat NGO è capofila finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e dall'8x1000 della Chiesa Valdese Evangelica Italiana, non si ferma. Il lavoro dei cooperanti prosegue sul campo.

Siamo alla fine della stagione orticola ed i gruppi, prevalentemente composti da donne stanno facendo la raccolta.

Nel perimetro irriguo del progetto, a Loumbila, circa 40 km dalla capitale Ouagadougou, si raccolgono cipolle dalle butte sandwich, aiuole a cumoli coltivate con metodi d’agricoltura sostenibile e tecniche di aridocoltura.

Nelle foto si vedono le singole parcelle (butte) e gli impianti d’irrigazione a goccia. Nel nord c’è crisi alimentare, nella provincia di Kadiogo le donne delle associazioni contadine seguite da Tamat producono derrate alimentari di qualità per il mercato locale.

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AwArtMali school n 15

Il progetto AwartMali,  progetto coordinato da Tamat NGO, cofinanziato da Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF)della Commissione Europea, in partenariato con Fondazione ISMU, Giusti Eventi, CONGENIA, Instrategies, Cardet e Farneto Teatro, si propone di informare sui rischi della migrazione irregolare verso l’Europa. Lo spettacolo “Tunka/L’aventure” è destinato principalmente ai giovani che vedono nel viaggio una prospettiva per il proprio futuro.

Infatti, la pièce affronta le cause dell’emigrazione, i rischi del viaggio, le condizioni dei migranti in Europa, le difficoltà al rientro, e vuole contribuire al cambio di percezione e di comportamento stimolando la riflessione e la discussione.

A Kati e nei villaggi rurali toccati dallo spettacolo (dal 3 al 21 febbraio), la partecipazione di giovani (bambini, ragazzi, adolescenti), è stata molto ampia, in gran parte spontanea (da parte dei numerosi ragazzi che hanno terminato o lasciato lo studio), in parte stimolata dai direttori e docenti delle scuole pubbliche che sono stati sostenitori convinti e attivi del progetto. Centri didattici statali e scuole comunitarie (organizzate e sostenute direttamente dalle comunità), sono infatti presenti nei villaggi raggiunti dal viaggio della caravan teatrale: N’GOLOVALA, FANAFIE’ CORO, KAMBILA VILLAGE, SIRAMANSO, FANSIRA – CORO, GUILY,  SONINKEGNY, M’PIEBOUGOU, GORO, DIO – GARE,  SOTOLI, DIAGO VILLAGE, YELEKEBOUGOu.

La scelta dei luoghi di spettacolo ha favorito la presenza dei ragazzi, infatti spesso si è ricorso ai cortili delle scuole (spaziosi e ombreggiati, non lontani dal centro del villaggio e abitualmente frequentati da tutta la popolazione), e degli orari, concordati con le comunità e le scuole stesse in modo da favorire la partecipazione e il rientro prima del tramonto.

In tutte le scuole la preparazione è cominciata mesi prima, con incontri e presentazioni del progetto, in alcune erano state effettuate interviste ai direttori, e in tre casi in particolare è stato possibile realizzare un’attività di laboratorio più complessa con interventi prima e dopo lo spettacolo che hanno coinvolto l’autore del testo Ildeverd Meda, il regista Luca Fusi, gli attori della compagnia e Maurizio Schmidt che ha progettato, coordinato e documentato in video l’attività nelle scuole.

A Fanafié Coro (nel comune di Yelekebougou) sono state coinvolte due classi dei livelli 8 e 9 che interessa ragazzi dai 15 ai 18 anni, del complesso scolastico, il percorso è stato progettato col direttore scolastico Christophe Traoré. Alcuni mesi prima dello spettacolo (nel giugno 2019) si è presentato e discusso il progetto, e i ragazzi, stimolati da Ildeverd Meda (l’autore di “Tunka”), hanno immaginato e rappresentato una situazione che sarebbe poi stata inserita nel testo dello spettacolo: il rientro in famiglia di un migrante di ritorno. Dopo aver assistito allo spettacolo il 4 febbraio, gli stessi ragazzi e altri compagni, ne hanno discusso con i docenti. In un incontro con alcuni attori della compagnia (10 febbraio) hanno rivisitato la stessa situazione e immaginato possibili variazioni. È stata un’esperienza molto coinvolgente, che ha consentito di esplorare in modo divertente e costruttivo le dinamiche familiari rispetto al tema dell’emigrazione.

A Goro, nel comune di Diago, si sono svolti incontri di informazione e sensibilizzazione nei mesi precedenti guidati dagli animatori della ONG maliana Le Tonus. Molti studenti hanno assistito allo spettacolo (il 14 febbraio), e un incontro si è svolto qualche giorno dopo lo spettacolo (il 17 febbraio).  A causa delle lezioni sospese per lo sciopero nazionale degli insegnanti, con gli studenti che non avevano lezione quella mattina, l’appuntamento ha visto una partecipazione particolarmente ampia di ragazzi ma anche di bambini che avevano assistito allo spettacolo. Gli attori della compagnia, affiancati da alcuni professori (in particolare ha attivamente collaborato al progetto il direttore Djibril Koné), hanno verificato il livello di comprensione dello spettacolo, ma soprattutto hanno ricreato con i ragazzi più grandi alcune situazioni e con i più piccoli le azioni fisiche che erano rimaste più impresse e avevano colpito l’immaginazione: la marcia sul posto (nel deserto), il viaggio in gruppo sulla jeep, il viaggio in barca e il naufragio. Questa attività ha permesso di coinvolgere un grande numero di bambini, con loro grande soddisfazione.

In tutte le rappresentazioni, la partecipazione dei bambini di tutte le età e la loro grande attenzione è stata sorprendente: TUNKA non è infatti rivolto ai bambini, ma le azioni mimiche che costellano lo spettacolo, l’eccezionalità dell’evento, la presenza di tutta la comunità li ha coinvolti, fin dalla fase del montaggio, e pur non avendo compreso gran parte del testo, l’esperienza li ha indubbiamente segnati e resterà impressa nella memoria.

Kambila village, si è svolto un laboratorio teatrale più articolato, progettato in accordo col direttore Hamadou Traoré (già intervistato e coinvolto in tutte le fasi di AwArtMali): un gruppo teatrale locale guidato da Tata Diawara (che è anche docente di francese nel complesso scolastico), dopo aver visto due volte TUNKA e incontrato gli attori, ha lavorato con alcuni studenti delle ultime classi.  Le ragazze e i ragazzi coinvolti hanno assistito allo spettacolo l’11 febbraio, ne hanno discusso e hanno costruito la propria rappresentazione sul tema: scrivendo un testo, reinterpretando e variando le situazioni, inserendo poesie e canzoni e un’azione coreografica originale. L’esito pubblico, della durata di circa mezz’ora, è stato presentato nel cortile della scuola la mattina del 21 febbraio, presente la compagnia di Tunka e un gruppo numeroso di studenti e cittadini. A seguito si è tenuto un interessante confronto fra gli studenti e gli attori professionisti.

Anche il liceo Mamby Sidibe di Kati e il suo corpo docente guidato dal preside Seydou Coulibaly è stato coinvolto in diverse attività del progetto AwArtMali cha hanno visto la partecipazione attiva degli studenti in diversi momenti di sensibilizzazione e focus group sulla campagna TAMA 365 e le attività sviluppate dal partner Giusti Eventi.

TUNKA è stato rappresentato per gli studenti il 20 febbraio (circa 300 presenti e dibattito partecipato da ragazzi e professori), e una classe è stata coinvolta anche nella produzione di un videoclip che i musicisti del gruppo Kira Kono hanno realizzato a partire da una canzone composta per il progetto (a sua volta intitolata “TUNKA, l’aventure”). I due rapper sono di Kati, molto popolari e ex allievi di quel liceo: l’iniziativa è stata un avvenimento, molto apprezzato dagli studenti e la canzone rappresenterà un mezzo efficace di diffusione e di impatto dei messaggi e contenuti che il progetto intende sviluppare in uno dei principali gruppi target del progetto rappresentato dai giovani maliani di potenziali migranti.

Fanafié Coro, Goro, Kambila, Kati sono stati il contesto di piccoli interventi portati in profondità che i ragazzi coinvolti non dimenticheranno.

È importante ricordare che la partecipazione delle scuole pubbliche al progetto non era scontata: da mesi – e anche nel periodo in cui la tournée si è svolta – gli insegnanti in tutto il Mali stanno scioperando a settimane alterne per motivi di adeguamento salariale promessi dallo Stato ma non elargiti. In questi villaggi le scuole sono presìdi fondamentali, i direttori (sono stati spesso intervistati per il progetto e sono intervenuti nei dibattiti) e molti insegnanti sono figure autorevoli nei villaggi: affrontano i problemi di alfabetizzazione e di formazione misurandosi con situazioni di povertà e marginalità e cercano di contrastare le cause della dispersione scolastica (soprattutto la condizione delle bambine minacciata dai matrimoni precoci e dal loro ruolo di cura della famiglia). Per questo motivo, si sono sentiti molto coinvolti rispetto al tema, e hanno deciso di sensibilizzare gli studenti e organizzare gli incontri, pur restando in sciopero.  Sono le figure adulte più vicine agli adolescenti, quelle che più possono renderli consapevoli che progettare, avere aspettative, sognare non è solo legittimo ma un vero e proprio diritto. Il loro sogno può includere “l’avventura”, ma è un diritto-dovere anche conoscere i problemi e i rischi, come anche la situazione, le opportunità e i bisogni del proprio paese. Non a caso la necessità di costruire opportunità e di poterne disporre affrontando da soli il proprio futuro è stato il tema più frequentemente sollevato dai più giovani nei dibattiti.

Infine per tutte le altre scuole che hanno partecipato allo spettacolo e chiederanno di aderire, è stato lanciato un concorso di temi e disegni ispirati alla migrazione con scadenza il 13 marzo, con una selezione che premierà (in materiali didattici per gli studenti vincitori e per le scuole partecipanti) i lavori migliori entro la fine di aprile. Ciò rappresenterà un ulteriore strumento per conoscere il punto di vista dei ragazzi, ma sarà fondamentale che il lavoro di sensibilizzazione sui rischi della migrazione irregolare e sulle opportunità possibili per una vita dignitosa nel proprio paese, possa essere continuato anche dopo la fine del progetto. Perché il futuro è un diritto delle giovani generazioni che non deve conoscere confini.

AwArtMali è un progetto cofinanziato dal fondo europeo per l’asilo e l’integrazione fondo di migrazione e integrazione dell’Unione Europea (AMIF)

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coordinato da TAMAT NGO in partenariato con ISMU, GIUSTI EVENTI, FARNETO TEATRO, INSTRATEGIES, CONGENIA, CARDET
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il sindaco di YelekebougouIl sindaco di Yelekebougou

Con un momento di grande festa si conclude la tournée della carovana teatrale tra le comunità rurali del Mali

Dopo le rappresentazioni, fra il 29 gennaio e il 20 febbraio, a N’Golovala, Fanafiè Coro, Kambila Village, Siramanso, Fansira – Coro, Guily, Soninkegny, M’Piebougou, Goro, Dio – Gare, Sotoli, Diago Village (oltre Bamako e Kati), il 21 febbraio nella piazza pubblica di Yelekebougou con una grande e affollatissima festa si è conclusa la tournée nei villaggi rurali del Mali di “Tunka, l’aventure”.

Lo spettacolo teatrale è stato infatti preceduto da due emozionanti momenti artistici: le danze acrobatiche del gruppo di musica e le danze tradizionali della comunità di Fanafié Coro e l’esibizione del gruppo rap Kira Kono che ha voluto eseguire una canzone creata a partire dalla campagna di comunicazione e sensibilizzazione del progetto AwArtMali sul tema della migrazione e con un videoclip in preparazione girato insieme ai giovani studenti del Liceo Mamby e altri testimonials di Kati.

La campagna di comunicazione è stata sviluppata nel progetto AwArtMali, progetto coordinato da Tamat NGO, cofinanziato da Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF)della Commissione Europea, in partenariato con Fondazione ISMU, Giusti Eventi, CONGENIA, Instrategies, Cardet e Farneto Teatro.

Durante la festa sono intervenuti Amadou Sidibé, responsabile della ONG maliana Le Tonus che ha fornito il sostegno a tutte le attività di progetto in Mali, e il sindaco di Yelekebougou un comune particolarmente dinamico all’interno del quale si trovano molti dei villaggi coinvolti nella tourné, i quali condividono problemi economico-sociali e fiancheggiano il progetto in tutte le sue fasi, ospitando incontri, favorendo l’organizzazione di focus group e interviste. Per questo lo spettacolo era particolarmente atteso e infatti, complice anche il giorno di mercato, la partecipazione è stata al di sopra di ogni aspettativa con circa 700 persone che hanno potuto assistere alla performance della compagnia teatrale.

Fra i presenti, donne e uomini di tutte le età e moltissimi bambini – anche il sindaco di Diogare, i rappresentanti dei comuni di Kambila, Kati e Diago, gli anziani del villaggio, molti migranti di ritorno e i testimoni intervistati.
Lo spettacolo, prodotto da Farneto Teatro con il Centre Gambidi di Ouagadougou, è stato creato a partire dalle interviste che Maurizio Schmidt ha realizzato con migranti, migranti di ritorno e famiglie in Italia, Spagna e negli stessi villaggi del Mali toccati dalla tournée.

Per tutti loro è stato importante riconoscere le proprie storie e rinnovare in pubblico la propria testimonianza: le cause della partenza (in primo luogo le difficoltà economiche dei villaggi agricoli della zona), i rischi del viaggio, le difficoltà incontrate nei paesi stranieri, le espulsioni, ma anche il dramma del rientro (il senso di fallimento, il rifiuto, i problemi di reinserimento). Per il pubblico – come hanno sottolineato gli uomini e le donne intervenuti nel dibattito, che costituisce un “secondo tempo” fondamentale nel “teatro di sensibilizzazione” – è stato importante essere informato e coinvolto emotivamente attraverso il teatro e allo stesso tempo poter riflettere con gli altri e avanzare suggerimenti. Il progetto prevede infatti di rielaborare e produrre una sintesi degli interventi raccolti durante la tournée che sarà prossimamente pubblicata.

Intanto il lavoro di informazione svolto dal progetto AwArtMali, attraverso la sensibilizzazione delle popolazioni con gli strumenti della campagna e il viaggio della carovana teatrale, ha prodotto un importante risultato: a Yelekebougou è stata annunciata dai responsabili delle comunità locali di costituire un’associazione di migranti di ritorno con lo scopo di favorire la reintegrazione, avanzare progetti per il miglioramento delle condizioni economiche, collegarsi alla diaspora maliana in Europa.

La festa di Yelekebougou è stata l’occasione per un saluto e un reciproco riconoscimento de lavoro svolto fra gli operatori coinvolti nel progetto a partire dal direttore di Le Tonus Ahmadou Doumbia, al responsabile della gestione del progetto Amadou Sidibé, al coordinatore locale Moussa Souleymane Maiga, al responsabile della comunicazione Ibrahima Labass Keita e in modo particolare all’équipe di animatori composta da Aminata Traorè, Tiemoko Dembele, Satigui Cissoko che hanno avuto contatti continuativi con i villaggi per molti mesi e svolto le attività sul campo insieme alle comunità.

La festa è stata anche l’occasione per un saluto e un ringraziamento al presidente di Farneto Teatro, Maurizio Schmidt – ideatore e responsabile della parte di attività teatrali del progetto e del video documentario in preparazione – insieme a Mimma Gallina che ha curato gli aspetti logistici con la compagnia dei giovani attori africani di Tunka, diretta dal regista Luca Fusi che ha curato la messa in scena dello spettacolo teatrale.

Attraverso questa festa si è potuto trarre un bilancio del tutto positivo sui risultati già raggiunti e tracciare delle direzioni di sviluppo di future attività in favore delle popolazioni del Mali: un successo reso possibile dalla scelta del linguaggio teatrale, creativo ed artistico che ha segnato la campagna di sensibilizzazione che ha voluto cercare un dialogo diretto con le popolazioni toccate dal progetto.
Una soddisfazione che lo stesso Ambasciatore della Delegazione della Commissione Europea nella Repubblica del Mali, S.E. Bart Ouvry, presente a una delle rappresentazioni svolte nei quartieri di Bamako, ha voluto esprimere personalmente al direttore di Tamat ONG, coordinatore del progetto, la sua soddisfazione per il successo e la qualità dell’iniziativa in termini sia sostanziali che artistici, e inoltre la considera efficacie e portatrice di buone prospettive per le future iniziative in favore delle politiche di sviluppo per il Mali sostenute anche dai progetti finanziati dalla Commissione Europea.

AwArtMali è un progetto cofinanziato dal fondo europeo per l’asilo e l’integrazione
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Lo spettacolo è il cuore del progetto AwArtMali, progetto coordinato da Tamat NGO

tunka 5Momenti della spettacolo teatrale Tunka - L'aventure nel villaggio rurale di GuilY

 

Dopo il debutto a Ouagadougou e le rappresentazioni a Bamako, “TUNKA, l’aventure” è in tournée nei villaggi rurali dei comuni di Kambila, Dianeguebougou, Dio-Gare e Diago.

Lo spettacolo è il cuore del progetto AwArtMali, progetto coordinato da Tamat NGO, cofinanziato da Asylum, Migration and Integration Fund  (AMIF)della Commissione Europea, in partenariato con Fondazione ISMU, Giusti Eventi, CONGENIA, Instrategies, Cardet e Farneto Teatro.

Prodotto da Farneto Teatro con il Centre Gambidi di Ouagadougou, “TUNKA, l’aventure” è stato realizzato a partire dalle interviste che Maurizio Schmidt ha realizzato con migranti, migranti di ritorno e famiglie in Italia, Spagna e in Mali. Dopo un periodo di improvvisazione con gli attori, diretti da Luca Fusi, lo scrittore Ildeverd Meda ha messo a punto il testo, che presenta con chiarezza le cause dell’emigrazione, i rischi del viaggio, le condizioni dei migranti in Europa, le enormi difficoltà al rientro.

Le rappresentazioni nei villaggi rurali si sono svolte dal 3 al 17 febbraio e hanno toccato i villaggi di N’golovala, Fanafie' Coro, Siramanso, Fansira-Coro, Guily, Soninkegny, M'piebougou, Dianeguebougou. Goro, Dio-Gare, Sotoli, Diago Village.

I villaggi hanno accolto lo spettacolo nelle piazze pubbliche o nei cortili delle scuole come un importante avvenimento e come una festa spesso anche con musica e danze (come, ad esempio, a Siramanso e Guilly) e con uno spettacolo di maschere e acrobazie a Fansira Koro.

L’orario è stato scelto con i rappresentanti della comunità, con inizio fra le 15 e le 17, orario che ha permesso di raccogliere gran parte degli abitanti: fra le 300 e le 400 persone per ciascun villaggio, un pubblico composto di anziani e giovani, molte donne, alcuni uomini adulti e un’infinità di bambini. L’impianto scenico, molto agile e semplice, ha potuto essere montato a terra, mentre il pubblico è stato sistemato su un centinaio di sedie noleggiate sul posto, stuoie fornite dalla compagnia (per i bambini), sedili e panche portati dal pubblico stesso, mentre molti spettatori sono rimasti in piedi in semicerchio. Gli attori e i musicisti della compagnia - 9 in tutto, professionalmente molto dotati, motivati e generosi - hanno saputo conquistarsi ovunque una grande concentrazione per tutta la durata dello spettacolo (circa un’ora e dieci minuti), raccogliendo anche risate – non mancano infatti momenti divertenti - commozione e molto calore nei ringraziamenti.

Il pubblico si è quasi sempre disposto per gruppi sociali e di età: le donne separate dagli uomini, gli anziani e gli uomini adulti in gruppo (fra loro i migranti di ritorno, alcuni dei quali già intervistati nei mesi precedenti), i giovani ai bordi (ma particolarmente attenti), i bambini davanti. La grande attenzione dei bambini – anche quelli più piccoli - è stata sorprendente. TUNKA non è infatti rivolto ai ragazzi, ma le azioni fisiche che costellano lo spettacolo, probabilmente anche la percezione dell’importanza del tema, l’eccezionalità dell’evento li ha molto coinvolti, fin dalla fase del montaggio.

I ragazzi più grandi – che costituiscono uno dei principali target del progetto - sono stati preparati dagli insegnanti nelle scuole e dagli animatori della ONG maliana Le Tonus, in alcuni casi Maurizio Schmidt, Luca Fusi e Ildeverd Meda avevano incontrato i professori nei mesi precedenti lo spettacolo. A Fanafié Koro e Diago si sono tenuti incontri con la compagnia nei giorni successivi allo spettacolo e a Kambila è in corso un laboratorio teatrale sul tema che porterà a un esito pubblico il 21 febbraio. E’ stato inoltre lanciato un concorso per temi e disegni ispirati al tema dello spettacolo che premierà i migliori componimenti e i migliori disegni degli allievi con la fornitura di materiale didattico per le scuole partecipanti.

Nelle discussioni che costituiscono il fondamentale secondo tempo del “teatro di sensibilizzazione” e anche negli importanti scambi successivi (saluti, domande durante lo smontaggio), è emerso un generalizzato apprezzamento per lo spettacolo e per il messaggio. Ma soprattutto è stata sottolineata l’importanza dell’informazione (molti dichiarano che non conoscevano se non superficialmente i rischi e le difficoltà del viaggio), del coinvolgimento emotivo (più di uno spettatore ha detto di essersi sentito come un migrante) e sono stati significativi e coinvolgenti gli interventi dei migranti di ritorno (alcuni dei quali parlavano per la prima volta in pubblico, di fronte alla propria comunità). Sono emerse anche riflessioni – soprattutto da parte delle donne - sulla necessità di modificare i comportamenti rispetto alla migrazione all’interno delle famiglie, un aspetto che la performance teatrale mette bene in evidenza.

In molti villaggi, tutti caratterizzati da un’economia agricola e da gravi difficoltà economiche, è emersa con chiarezza la difficoltà di individuare alternative valide alla scelta migratoria, opportunità che possano concretamente motivare i giovani e scoraggiare l’avventura, e sono stati sottolineati bisogni precisi (barrages, pozzi, luoghi di stoccaggio, camere di raffreddamento, attrezzature per la trasformazione dei prodotti).

Infine, uno dei principali effetti del progetto – e che è stato spesso ricordato nei dibattiti – è la costituzione di associazioni dei migranti di ritorno in ciascun comune e fra loro collegate, con obiettivi molto concreti, attenti non solo ai problemi delle persone che sono rientrate, ma ai bisogni dei villaggi nel loro complesso.

Un risultato che il passaggio della carovana e il progetto AwArtMali intende lasciare a queste comunità per contribuire a creare le condizioni perché le opportunità possano davvero permettere a tutti di poter scegliere dove vivere e realizzare il proprio futuro con dignità e senza dovere esporre la propria vita al pericolo dell’avventura di una migrazione.

 

AwArtMali è un progetto cofinanziato dal fondo europeo per l'asilo e l'integrazione

fondo di migrazione e integrazione dell'Unione Europea (AMIF)
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coordinato da TAMAT NGO in partenariato con ISMU, GIUSTI EVENTI, FARNETO TEATRO, INSTRATEGIES, CONGENIA, CARDET

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Momenti della spettacolo teatrale Tunka - L'aventure nel villaggio rurale di GuilY

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altra foto convegno 1024x768da sx Carolina Rocha Barreto (Robert F. Kennedy Human Right Italia), Cecilia Lindenberg (Fondazione ISMU), Edoardo Todeschini (Rob de Matt), Domenico Lizzi (Tamat NGO), Elisa Occhipinti e Adriana Cannizzaro (Associazione I Tetti Colorati Onlus) – FOTO Marco Grossi Umbria Integra © 2020

 

PERUGIA – Venerdì 14 febbraio 2020 al Centro Mater Gratiae di Montemorcino (Perugia), Tamat NGO ha presentato l’evento “Fattore sociale, agricoltura e immigrazione per l’innovazione sociale” all’interno del progetto “ColtiviAmo l’integrazione”, coordinato da Tamat in partenariato con Fondazione ISMU (Milano), Associazione Tetti Colorati Onlus (Ragusa), Robert F. Kennedy Human Right Italia (Firenze) e Cardet (Cipro), finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 del Ministero dell’Interno e cofinanziato dall’Unione Europea. 

DSC02402 1 768x576Alessandro Moretti, presidente delle Acli Provinciali di Perugia, porta il saluto – FOTO Marco Grossi Umbria Integra © 2020 Dopo i saluti di Alessandro Moretti, presidente delle Acli Provinciali di Perugia, e la proiezione di due cortometraggi prodotti all’interno dei progetti di Tamat Urbagri4women (AMIF) e ColtiviAmo l’integrazione (FAMI) sulle esperienze di inclusione socio-lavorativa realizzata presso il Centro Mater Gratiae di Montemorcino (Perugia), il direttore di Tamat Piero Sunzini e il consigliere comunale della municipalità di Agios Athanasios Chrisphas Christophi (Cipro) hanno introdotto i lavori sottolineando l’aspetto strategico dell’agricoltura sociale come volano di un’idea di cooperazione a tutte le latitudini.DSC02406 300x225Il direttore di Tamat Piero Sunzini e il consigliere comunale della municipalità di Agios Athanasios Chrisphas Christophi – FOTO Marco Grossi Umbria Integra © 2020

Sono poi intervenuti Domenico Lizzi, coordinatore del progetto Coltiviamo l’integrazione per Tamat, Marta Lovison Cecilia Lindenberg di Fondazione ISMU (Milano), Elisa Occhipinti e Adriana Cannizzaro dell’Associazione I Tetti Colorati Onlus (Ragusa) e Carolina Rocha Barreto del Robert F. Kennedy Human Right Italia (Firenze). Gli interventi dei partners di progetto hanno condiviso con i presenti i primi positivi risultati di laboratori, esperienze concrete ed azioni svolte per integrare, attraverso il lavoro e il confronto culturale, ragazzi e ragazze provenienti da paesi terzi.
Nel corso del pomeriggio è stato poi presentato da Marios Zittis di Cardet il catalogo delle buone pratiche dell’agricoltura inclusiva alla base del progetto. In questo senso sono risultate molto interessanti le esperienze dei partners della rete associativa che sostiene il progetto.  Samanta Musarò della rete Semino – Alimentare Positivo (rete a livello nazionale nata per portare sul mercato prodotti agricoli etici, sostenibili e innovativi, e offrire occasioni di lavoro e inclusione per i migranti) ha infatti presentato la buona pratica di Kilowatt (Bologna), cooperativa di lavoro, che ha saputo riqualificare in modo innovativo le Serre dei Giardini Margherita di Bologna su una prospettiva culturale legata alla ristorazione, all’educazione e a spazi di coworking;  Edoardo Todeschini di Rob de Matt (Milano), associazione di promozione sociale, ha condiviso la propria esperienza di gestione di un ristorante sociale in cui vengono inclusi soggetti svantaggiati.

Infine, rispetto alle buone pratiche dall’Umbria sono intervenuti il professor David Grohmann del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali Università degli Studi di Perugia (DSA3), molto attento alle tematiche dell’agricoltura sociale e che sta collaborando a Perugia con l’esperienza di Montemorcino, e Alessandro Brocatelli di CIDIS Onlusche ha illustrato esperienze e prospettive possibili.

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Lorenzo CalzuolaLorenzo Calzuola

 

Conosciamo Lorenzo nelle vie del centro storico di Perugia, precisamente in via Cartolari nella sede dell’associazione Fiorivano le Viole, dove ogni mercoledì i produttori del GAS Fuori di Zucca (Lorenzo è uno dei produttori) incontrano i loro clienti e ormai amici. Dopo aver viaggiato il mondo con la sua compagna Alice, ha deciso di ricominciare da qui, dall’Umbria e dalla terra, aprendo nel 2016 l’azienda Agricola Nativa. Inoltre Lorenzo ha partecipato al progetto coordinato da Tamat e finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020 (PROG-1979) Coltiviamo l’integrazione occupandosi delle attività sul campo: dalla messa a dimora delle piante alla loro cura.

Lorenzo, parlaci un po’ di te.

Lorenzo Calzuola 29 anni, nato a Perugia, finiti gli studi ho avuto esperienze lavorative in vari ambiti (dalla ristorazione alla fabbrica) viaggiando in Italia, in Europa e fuori dall’Europa fino all’età di 25 anni. Il legame con la natura è stato sempre forte e dopo anni di viaggi e crescita personale ho sentito la necessità di trasformare la mia passione in lavoro. Insieme alla mia compagna Alice abbiamo sognato e poi progettato la nostra piccola realtà agricola che nel 2016 ha preso forma a Perugia. Inizialmente abbiamo cercato un terreno in affitto da integrare al terreno di proprietà della mia famiglia che non era stato mai utilizzato a livello agricolo. Abbiamo iniziato la coltivazione di ortaggi di stagione senza esperienze pregresse ma con l’idea di rispettare la terra e i piccoli ecosistemi in cui ci siamo trovati a lavorare. Catapultati nel mondo contadino lo stile di vita è cambiato, ci siamo adattati al ritmo naturale delle stagioni seguendo le esigenze delle piante. Attualmente coltiviamo ortaggi di qualità su una superficie di 1,5 ettari, gestiamo un uliveto di 500 piante e stiamo piantando vari alberi da frutto, il tutto seguendo principi di agricoltura naturale, quindi utilizzando varie pratiche agricole che ci permettono di evitare l’utilizzo di diserbanti e insetticidi dannosi per l’ambiente. Crediamo molto nella vendita diretta grazie alla quale riusciamo a vendere un prodotto ancora vivo, ricco di sapori e sostanze nutritive, di lunga durata e coltivato in modo sostenibile per l’ambiente. Lavorare in questa dimensione ci permette di sottrarci dalle dinamiche della grande distribuzione organizzata riuscendo a guadagnare dai nostri prodotti il giusto salario e, allo stesso tempo, a instaurare rapporti di fiducia con i nostri clienti. Continuiamo a lavorare in piccolo credendo che tante aziende di modeste dimensioni possano creare una buona economia locale con prodotti di qualità accessibili a tutti.

Che tipi di studi hai fatto?

Ho studiato al liceo scientifico G. Alessi di Perugia e successivamente ho frequentato corsi di formazione inerenti al mondo agricolo. Essendo inoltre il mio lavoro frutto di una passione, sono in continua formazione: studio da autodidatta e lascio sempre aperto il confronto pratico e lo scambio con altri agricoltori.

Quando e come hai conosciuto Tamat?

Ho conosciuto Tamat nel 2017 tramite Domenico Lizzi (project manager) dal momento in cui ho iniziato a lavorare con il gruppo di acquisto solidale Fuori di Zucca (nato dal progetto di Tamat  Social Start App e oggi associazione nel centro storico di Perugia) come produttore di ortaggi di stagione e olio d’oliva.

Raccontaci del tuo supporto al progetto “Coltiviamo l’integrazione”.

Mi sono sentito subito coinvolto nel progetto presentatomi da Domenico (Lizzi – Project Manager) e dai primi mesi del 2019 ho partecipato alle riunioni organizzative occupandomi nello specifico della reperibilità dei materiali necessari per il progetto di agricoltura inclusiva che si è tenuto presso il centro agro-solidale di Montemorcino e seguendo il lavoro in campo di messa a dimora, crescita e cura delle piante. Penso che l’inclusione di cittadini di paesi terzi attraverso il lavoro (in questo caso il lavoro nei campi) sia valida e interessante. Far parte di ColtiviAmo l’Integrazione ha rappresentato un momento di crescita sia per me sia per i ragazzi africani richiedenti asilo a Perugia che hanno così potuto accrescere le loro competenze piuttosto che che restare “parcheggiati” in strutture temporanee.

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Abbiamo conosciuto Chiara qualche mese fa nel giardino agri-solidale di Montemorcino a Perugia dove Tamat sta portando avanti il progetto Coltiviamo l’integrazione in partenariato con Fondazione ISMU, I Tetti Colorati, R.F. Kennedy Human Rights e CARDET  e finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020 (PROG-1979). Chiara è una giovane educatrice impegnata da anni nell’ambito dell’inclusione di cittadini provenienti da paesi terzi, interessata alle tematiche dell’accoglienza e della cittadinanza attiva.

La festa dellOkraLa festa dellOkraAll’interno del progetto ha seguito e coordinato le attività del laboratorio di agricoltura inclusiva interessandosi nello specifico alle attività inerenti alla sperimentazione e alla gestione di un’associazione di nome Lambè (che nella lingua mandinka significa “dignità”), in cui richiedenti asilo e volontari collaborano per programmare e attivare iniziative pratiche finalizzate alla condivisione di valori e culture con la comunità locale.

Chiara, parlaci un po’ di te.

Mi chiamo Chiara, ho 26 anni e vengo da Capri. La mia più grande passione è la musica, in particolare la musica tradizionale e popolare di diverse latitudini. Questa fascinazione per le culture a me lontane e le loro espressioni artistiche mi ha portato a impegnarmi nell’ambito dell’intercultura in forme e modalità diverse, dall’insegnamento dell’italiano a stranieri alla progettazione di laboratori interculturali basati sulle arti rivolti alle scuole, collaborando con più associazioni fra Napoli, Roma e Perugia. Sono membro del direttivo di un’associazione di Roma, Destination West Africa, che si occupa di promozione e valorizzazione della cultura dell’Africa occidentale, in particolare di tutto ciò che concerne la musica e le danze, tramite l’organizzazione di eventi, workshop, corsi settimanali e di un festival, AfroFest.

Che tipi di studi hai fatto?

Ho studiato Scienze dell’Educazione a Roma Tre, laureandomi con 110 e lode con una tesi in pedagogia interculturale intitolata “L’integrazione linguistica e sociale dei migranti a Roma”. Ho scelto poi di continuare gli studi a Perugia iscrivendomi alla specialistica in Consulenza pedagogica e coordinamento di interventi formativi.

Quando e come hai conosciuto Tamat?

Ho conosciuto Tamat lo scorso aprile, quando cercavo un ente presso cui svolgere il tirocinio universitario.

Costruiamo InsiemeCostruiamo InsiemeRaccontaci del tuo supporto al progetto “Coltiviamo l’integrazione”.

Fra le attività di “Coltiviamo l’Integrazione” mi sono impegnata particolarmente nell’ambito del laboratorio di associazionismo “Lambè”.

Qui ho potuto dare il mio contributo collaborando con Domenico Lizzi (project manager) nella programmazione delle attività, ma anche più operativamente come facilitatrice all’interno del percorso laboratoriale, proponendo attività di icebreacking e teambuilding, mediando dibattiti, stimolando riflessioni, coinvolgendo beneficiari, volontari e membri dell’equipe nella co-costruzione di un ambiente di confronto, di crescita e di scambio.

Fra i tanti momenti gratificanti che ho vissuto in questa esperienza, porto nel cuore la nostra festa dell’okra, in cui abbiamo deciso di adottare alcune ritualità delle celebrazioni agricole nigeriane per festeggiare la fine del raccolto all’orto di Montemorcino, luogo in cui si è svolto il progetto. Penso che per i ragazzi abbia rappresentato una possibilità, un tempo e uno spazio per dare un senso di continuità al loro percorso, e trovo molto significativo il fatto che abbiano proposto loro stessi di rivisitare la loro tradizione per tenerla viva in questo nuovo contesto.

Forse il mio supporto al progetto si può riassumere in questo: il tentativo di agevolare la creazione di momenti significativi, di un luogo di incontro in cui beneficiari, volontari e equipe di progetto potessero sentirsi accolti, partecipi e protagonisti, preparando il terreno per la costruzione di relazioni autentiche.

Sogni nel cassetto?

Mi viene in mente una frase scritta in via della Viola a Perugia: “I sogni nel cassetto…fanno la muffa!”

Ylenia Pepe

Ylenia Pepe, è una giovane fotografa partenopea, una giornalista ed un’aspirante insegnante che vive a Perugia da 5 anni, dove nell’anno accademico 2017/2018 ha conseguito la sua laurea Magistrale in Filosofia ed Etica Delle Relazioni presso l’Università degli studi di Perugia.

fe02be5a d70d 43f2 86de d34b018aa09a 300x225Ylenia Pepe con beneficiari del progettoLa sua adolescenza l’ha trascorsa in giro per concerti e musei tra: Napoli, Salerno e Roma, in quanto, le sue più grandi passioni, sono l’arte, la musica e la fotografia. Così da circa 10 anni scrive articoli e fa live report per diverse webzine musicali e culturali. Inoltre, fin da piccola, ha nutrito un forte interesse per la politica e i diritti umani, temi forti per lei che sono stati anche oggetto delle sue due tesi di laurea in Filosofia. Collabora con Tamat da due anni e i progetti dov’è stata coinvolta principalmente sono stati: Umbriamico (progetto coordinato da Tamat e cofinanziato da AICS) con il laboratorio Biografie In Viaggio e Coltiviamo l’Integrazione, progetto coordinato da Tamat e finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020 (PROG-1979).

Ylenia, parlaci un po’ di te.

Attualmente scrivo articoli che riguardano tematiche di migrazione e integrazione per una rivista online; inoltre faccio lezione di italiano come volontaria a ragazzi/e stranieri per un’associazione che si trova vicino al quartiere in cui vivo.

Dal 2017 faccio parte del team dei fotografi dell’International Journalism Festival e di quello della radio dell’Università degli studi di Perugia: dal marzo 2019, invece, sono diventata membro delle diverse associazioni fotografiche della città.

Tra i diversi festival culturali e musicali a cui ho preso parte come fotografa ci sono: il PerSo (Perugia Sociale Film Festival) ; i Cortili di Francesco di Assisi; Il Lars Festival di Chiusi; il TODAYS Festival di Torino e tantissimi altri..

Il mio rapporto con la fotografia nasce da una ricerca estetica mirata a cogliere la bellezza nella sua totalità che è quella sia fisica che morale; riferendomi al concetto di kalòs kai agathòs espresso da Platone.

Per me “fotografare” significa cogliere un’emozione che, attraverso l’immagine, si protrae nel tempo: a mio avviso, quindi, la cosa più importante di tutte è il ricordo che viene rappresentato e la sua storia.

Le mie foto devono raccontare e “raccontare”, secondo me, significa non soltanto parlare di qualcosa ma soprattutto renderne testimonianza.

Per esempio, all’interno del progetto “Coltiviamo l’integrazione” (in cui sono stata coinvolta sia come insegnante che come fotografa) credo che i miei scatti abbiano testimoniato tutti i progressi di questo lavoro, oltre che tutte le difficoltà, ricompensate però sempre da grandi insegnamenti umani e di confronto che custodirò sempre con me.

Mi viene in mente anche una mia foto intitolata Alberi danzanti che è stata scelta per la prima mostra fotografica contemporanea di Todi: quest’ultima narra di uno dei momenti più belli trascorsi insieme ad una persona che è stata molto importante nella mia vita.

Oltre agli eventi, infatti, amo fotografare natura ed luoghi poco conosciuti, tanto che l’anno scorso ho viaggiato per sette mesi in Irlanda proprio per immortalare posti simili.

e1e8d5a8 aa50 46a3 b34d a213c9286822 300x258Ylenia Pepe con beneficiari del progettoChe tipi di studi hai fatto?

Ho sempre avuto una passione per le materie letterarie ed umanistiche, infatti mi sono diplomata al Liceo Classico; poi mi sono laureata alla triennale in Filosofia alla Federico II di Napoli e la Magistrale l’ho conseguita, invece, in Filosofia ed Etica delle Relazioni presso l’università degli studi di Perugia dove mi sono specializzata per diventare un’insegnante di Storia e di Filosofia. Attualmente sto progettando di fare un master per insegnare la Lingua Italiana agli stranieri.

Quando e come hai conosciuto Tamat?

Sono venuta a conoscenza di Tamat grazie al mio caro amico maliano Moussa che due anni e mezzo fa mi propose di recitare per uno spettacolo promosso da Tamta e diretto dalla bravissima regista Elisabetta Vergani intitolato Biografie in Viaggio: alla fine scelsi di seguire insieme a lei quelle storie, facendo da supporto tecnico e media anziché diventare una delle protagoniste; inoltre ho realizzato le foto utilizzate per la brochure del progetto Urbagri4women.

Raccontaci del tuo supporto al progetto “Coltiviamo l’integrazione”.

Da maggio 2019 sono entrata a far parte di questo progetto insieme ad un team di persone a cui ora sono tanto legata. Il progetto ha l’obiettivo di favorire l’inclusione economica e sociale di cittadini di Paesi terzi grazie al rafforzamento delle loro competenze. Ho quindi tenuto lezioni di italiano a richiedenti asilo affiancando Andrea Ciribuco (ricercatore della NUI Galway – Irlanda) e ho anche partecipato alle lezioni pratiche sul campo di Montemorcino (il progetto infatti utilizza l’agricoltura come mezzo di inclusione) facendo foto e aiutando e motivando i ragazzi coinvolti in queste attività. È stata una delle esperienze più belle della mia vita che mi ha aiutato tanto a crescere e a cambiare il mio modo di pensare. Ho vissuto momenti bellissimi di condivisione, ma ci sono stati anche momenti di sconforto perché pensavo che il mio aiuto non fosse abbastanza per loro: insieme agli altri, però, ho capito che a fare la differenza in questo “oceano di difficoltà” sono proprio quelle gocce di sorrisi e di solidarietà, rivalutando così anche l’importanza del mio piccolo contributo. Ho compreso che il vero fallimento sta solo nel non agire e nel non provare a fare qualcosa di utile per migliorare questa realtà.

Sogni nel cassetto.

Il mio desiderio più grande è quello di poter viaggiare intorno al mondo per conoscere e confrontarmi con tante culture diverse dalla mia.

A piccoli passi lo sto realizzando! A fine Aprile partirò per un lungo viaggio. Destinazione: Islanda. Sono infatti stata selezionata come fotografa e giornalista all’interno del progetto Life on Land di AIESEC.

Ma il mio grande sogno nel cassetto rimane poter visitare l’Africa, in particolar modo vorrei esplorare e fotografare la natura incontaminata e selvaggia della Namibia e dell’isola Madagascar.

 

Presentazione del catalogo delle buone pratiche

seminario coltiviamo 14feb a4PERUGIA - Venerdì 14 febbraio 2020 dalle ore 16.00 alle ore 18.00 presso la sala Cesare Pagani del Centro Mater Gratiae di Montemorcino (Perugia), Tamat NGO presenta l'evento "Fattore sociale, agricoltura e immigrazione per l'innovazione sociale" all'interno del progetto ColtiviAmo l'integrazione, coordinato da Tamat in partenariato con Fondazione ISMU, Associazione Tetti Colorati Onlus, Robert F. Kennedy Human Ringht Italia e Cardet; finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 del Ministero dell'Interno e cofinanziato dall'Unione Europea. Dopo i saluti di Alessandro Moretti, presidente delle Acli Provinciali di Perugia, e la proiezione di due cortometraggi prodotti all'interno dei progetti di Tamat Urbagri4women (AMIF) e ColtiviAmo l'integrazione (FAMI) sulle esperienze di inclusione socio-lavorativa realizzata presso il Centro Mater Gratiae di Montemorcino (Perugia), il direttore di Tamat Piero Sunzini e il consigliere comunale della municipalità di Agios Athanasios Chrisphas Christophi (Cipro) introdurranno i lavori. Nello specifico al seminario interverranno Domenico Lizzi, coordinatore del progetto Coltiviamo l'integrazione per Tamat Ngo, e Omar Barrie, mediatore culturale, Marta Lovison e Cecilia Lindenberg di Fondazione ISMU Iniziative sulla multietnicità (Milano), Elisa Occhipinti e Adriana Cannizzaro di Tetti Colorati Onlus (Ragusa) e Carolina Rocha Barreto del Robert F. Kennedy Human Ringht Italia (Firenze). Nel corso del pomeriggio verrà presentato da Marios Zittis di Cardet e da Samanta Musarò della rete Semino - Alimentare Positivo (rete a livello nazionale nata per portare sul mercato prodotti agricoli etici, sostenibili e innovativi, e offrire occasioni di lavoro e inclusione per i migranti) il catalogo delle buone pratiche Si parlerà inoltre delle Buone Pratiche dall’Umbria con David Grohmann del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali Università degli Studi di Perugia (DSA3), Eros Labanca di Associazione Orto Sole e con CIDIS Onlus. Il seminario è aperto e dedicato anche alla rete Umbriamico e tutti gli attori in Umbria impegnati sul valore sociale del settore primario.

social start up"Social Start Ups", il progetto coordinato da Tamat che ha visto coinvolti come partners l’Università di East Anglia (Norwich), l'Università di Plymouth (Inghilterra), il Parco Tecnologico 3-A , il Comune di Verteneglio (Croazia) e l’ONG Amsed (Francia), è stato inserito nelle Buone Pratiche del Programma Erasmus+ KA Partenariati Strategici per l'Innovazione ed ha ricevuto per questo anche una targa.

targa buona pratica social start upsSi tratta davvero di un'ottima notizia per un progetto che è stato capace di sviluppare, testare e validare una metodologia d’apprendimento per adulti sperimentando i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.) come veri e propri laboratori per l’acquisizione di competenze chiave.

Proprio grazie a questo progetto è nata l'esperienza di "Fuori di Zucca", oggi associazione che si occupa di un Gruppo d’Acquisto Solidale nel quartiere di Via della Viola a Perugia, un gruppo d'acquisto che interessa oramai 100 famiglie del centro della città grazie all'attività sociale e attraverso il coinvolgimento di produttori locali..

Ai seguenti link sono consultabili i Quaderni pubblicati dall'INDIRE (Agenzia Italiana Erasmus+) in cui figura il progetto coordinato da Tamat. Buona lettura. 

http://www.erasmusplus.it/wp-content/uploads/2019/02/Erasmus-2-X-WEB-def.pdf (versione Italiano)

http://www.erasmusplus.it/wp-content/uploads/2019/10/Erasmus-2-ENG-X-WEB.pdf (versione Inglese).

 

 

tunka bamakoProseguono le attività del progetto AwArtMali, progetto coordinato da Tamat NGO, cofinanziato dal Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF) della Commissione Europea, in partenariato con Fondazione ISMU, Giusti Eventi, CONGENIA, Instrategies, Cardet e Farneto Teatro.

Dopo due rappresentazioni a Oagadougou, in Burkina Faso, “TUNKA. L’aventure”, lo spettacolo creato e organizzato dal partner Farneto Teatro per informare e sensibilizzare sui rischi dell’emigrazione, è approdato in Mali. Le prime quattro date si sono svolte in quattro diversi spazi della città: quartieri e pubblici diversi che hanno consentito un’ulteriore messa a punto e verifica della messa in scena.

Mercoledì 29 gennaio, lo spettacolo è stato allestito sulla terrazza del Théâtre Acte Sept, -organizzazione storica della città - accolto con grande favore da un pubblico numeroso, soprattutto giovani, ma anche operatori della cultura e dello spettacolo, e dal direttore del centro: una delle personalità più importanti della scena maliana, Adama Traoré, grande sostenitore e pioniere - fra l’altro - del teatro di intervento sociale in Mali. Traoré è intervenuto a fine spettacolo sottolineando la modalità adottata per trattare un tema così delicato, coinvolgente e sensibile (mostrare e informare), e la qualità interpretativa.

Giovedì 30 gennaio, è stata la volta di Théâtre Blomba, una multisala attiva in tutte le discipline e molto frequentata: allo spettacolo - in tarda serata, dopo uno stimolante incontro sulle problematiche connesse a Internet (pregi e limiti della rete) promosso dall’Institut Français (“La nuit des idées”) - hanno partecipato oltre cento persone, studenti universitari ma anche famiglie del quartiere.

Venerdì 31 gennaio, al mattino, lo spettacolo è stato accolto con grande entusiasmo dagli studenti del Conservatoire des Arts et Métiers Multimédia Balla Fasséké Kouyaté (assieme a quelli di un vicino liceo). Il Conservatorio è un bellissimo complesso di strutture, giardini e spazi aperti che “assicura la formazione artistica e professionale dei creatori nel campo delle arti plastiche, della danza, del design, dei mestieri multimediali, della musica, del teatro e dell’ingegneria culturale”. Il dottor Fofana direttore generale, intervenuto dopo lo spettacolo ha insistito con commozione sull’importanza che il teatro tratti questi temi ad alti livelli di qualità interpretativa e ha auspicato future collaborazioni (l’équipe teatrale del progetto ripasserà infatti dal Conservatoire prima della fine della tournée). Gli studenti del dipartimento di arti drammatiche - presente anche il direttore amministrativo Diakité, e il capo del dipartimento di Kulibali - si sono fermati a lungo a interrogare appassionatamente il regista Luca Fusi e gli attori sulla costruzione della drammaturgia, il metodo di lavoro, le scelte interpretative.

Sabato 1 febbraio, alle 17.30, è si è infine toccato un quartiere particolarmente popolare della città, Dialakorodji, dove lavora da qualche anno il gruppo Happy Theater: un complesso giovane, che produce e ospita, lavora nelle scuole con gli insegnanti e anima il quartiere. Assitan Tangara, regista che dirige il gruppo, assieme a Honorine Diama (a sua volta regista, autrice e attrice), non ha solo organizzato lo spettacolo nel quartiere scegliendo lo spazio CinemaSo (casa del cinema), ma ha collaborato al complesso dell’organizzazione della tournée a Bamako. Allo spettacolo erano presenti numerosi bambini e famiglie, che hanno seguito con grande attenzione (anche i bambini!) e partecipazione, applaudendo con calore. Era presente, ed è intervenuto a fine spettacolo, l’Ambasciatore della Delegazione dell’Unione Europea nella Repubblica del Mali, Bart Ouvry: l’apprezzamento per lo spettacolo e i suoi obiettivi, la sua stessa presenza sono stati un segno importante per il progetto e anche per il quartiere, sottolineato dalla cordialità della gente.

TUNKA” prepara ora la tounée a Katy e nei 14 villaggi rurali individuati, e tornerà a Bamako giovedì 20 febbraio all’Institut Français.

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Informare e sensibilizzare sui rischi della migrazione e la ricerca di opportunità attraverso il teatro

ambasciatoreDa sx Moussa Doumbia, membro della Diaspora maliana in Italia, Mahmoud Idrissa Boune, Presidente dell'Alto Consiglio dei Maliani all'estero per l'italia, Simone Foresi, capoprogetto AwArtMali, Bart Ouvry, Ambasciatore presso la Delegazione della Commissione Europea per il Mali, Maurizio Schmidt, presidente Farneto Teatro e direttore artistico della tournée teatrale del progetto, Luca Fusi, regista dello spettacolo teatrale "Tunka"

Bamako (MALI) - Il giorno 1 febbraio 2020, presso lo spazio all’aperto CinemaSo nel quartiere periferico Dialakorodji di Bamako, si è svolta la rappresentazione teatrale “TUNKA – L’aventure” prodotta nell’ambito del progetto AwArtMali finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (AMIF) della Commissione Europea e coordinato da Tamat ONG.

Allo spettacolo sono stati presenti S.E l’Ambasciatore della Delegazione della Commissione Europea presso la Repubblica del Mali Bart Ouvry e il Presidente dell’Alto Consiglio dei Maliani all’estero per l’Italia Mahmoud Idrissa Boune.

IMG 20200202 WA0001L’Ambasciatore della Delegazione della Commissione Europea presso la Repubblica del Mali Bart Ouvry durante il suo interventoAlla fine della rappresentazione l’Ambasciatore Bart Ouvry ha voluto rivolgere ai presenti il suo più sentito ringraziamento per avere assistito a una rappresentazione veramente efficace per la sua forza comunicativa della realtà ancora non pienamente conosciuta in tutti i suoi aspetti di drammaticità come quella della migrazione.

L’Ambasciatore ha voluto poi complimentarsi personalmente con l’équipe di progetto per il lavoro svolto, invitando Tamat e tutti i suoi partner, insieme alla Unione Europea, in quanto finanziatrice del progetto, a consolidare e dare seguito a quanto già finora realizzato con il progetto AwArtMali auspicandone la continuazione con lo sviluppo di nuove attività in grado di portare la forza del messaggio di “Tunka” fuori dal Mali e anche in Europa dove l’informazione sulla realtà del fenomeno migratorio è ancora troppo parziale o incompleta. “Tunka” è uno spettacolo teatrale prodotto e coordinato da Maurizio Schmidt, presidente del partner di progetto associazione Farneto Teatro. Questa attività, preparata da un laboratorio teatrale presso il Centro Culturale Gambidi a Ougadougou in Burkina Faso, sviluppata a partire da un testo del drammaturgo Ildevert Meda, allestita e diretta Luca Fusi, dal 29 gennaio è stata rappresentata in diversi teatri e spazi culturali della capitale del Mali Bamako.

A partire dal 3 febbraio “Tunka” si trasformerà in uno spettacolo itinerante attraverso una carovana teatrale che toccherà 14 villaggi del Circondario (Cercle) di Kati, la zona di intervento in cui si sta svolgendo e sviluppando la campagna “multicanale” di sensibilizzaizone e comunicazione realizzata dal progetto.

 

ALCUNE FOTO DELLO SPETTACOLO

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Il progetto “Nuove narrazioni per la cooperazione”, coordinato da ActionAid e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, promuove il rilancio e la diffusione di una narrativa positiva sullo sviluppo sostenibile presso i rappresentanti delle istituzioni e i decisori politici a livello europeo, nazionale e locale. Il progetto si pone l’obiettivo di fornire un’informazione corretta e basata su dati ed evidenze per rafforzare il dibattito pubblico sul tema, contribuendo alla crescita di una comunità inclusiva, aperta al mondo e alle diversità. Nel video le esperienze realizzate nelle aree interne di Umbria e Marche.

 

da sx Domenico Bruzzone direttore AICS Ouagadougou Denisa Savulescu Tamat NGO Maurizio Schmidt Farneto Teatro il regista Luca Fusi e Blandine Sankara 1da sx Domenico Bruzzone, direttore AICS Ouagadougou, Denisa Savulescu, Tamat NGO, Maurizio Schmidt, Farneto Teatro, il regista Luca Fusi e Blandine Sankara 

 

Ouagadougou (Burkina Faso)  - Sabato 25 gennaio 2020 la carovana teatrale del progetto AwArtMali è arrivata a Ouagadougou (Burkina Faso), presso lo spazio Gambidi, centro  che raccoglie attori e musicisti provenienti da diversi paesi dell’Africa occidentale, e ha messo in scena Tunka, lo spettacolo che costituisce il cuore di un progetto che mira a sensibilizzare sui rischi della migrazione. da sx Mme Pilar Palmero Vaquero capo sezione cooperazione della delegazione dellUnione Europea in Burkina Faso Denisa Savulescu Tamat NGO e Maurizio Schmidt Farneto Teatroda sx Mme Pilar Palmero Vaquero, capo sezione cooperazione della delegazione dell'Unione Europea in Burkina Faso, Denisa Savulescu, Tamat NGO, e Maurizio Schmidt, Farneto TeatroAlla presenza di Mme Pilar Palmero Vaquero, capo sezione cooperazione della delegazione dell'Unione Europea in Burkina Faso, di Domenico Bruzzone, direttore AICS  Ouagadougou, di Blandine Sankara, sorella di Thomas Sankara (Presidente del Burkina Faso dal 4 agosto 1983 al 15 ottobre 1987), e di Denisa Savulescu, rappresentante in Africa di Tamat NGO,  gli attori e i musicisti guidati dal regista Luca Fusi affiancato dal drammaturgo Ildeverd Meda, sulla base delle testimonianze raccolte e filmate in Mali, in Spagna e in Italia da Maurizio Schmidt (Farneto Teatro), hanno riportato un vero e proprio successo con una parte del pubblico in piedi perchè esauriti i posti a sedere. Segno evidente che anche attraverso il teatro è possibile  affrontare un tema così importante per le comunità e i paesi dell’Africa occidentale come quello legato ai rischi della migrazione. 

AwArtMali è infatti un progetto cofinanziato dal fondo europeo per l'asilo e l'integrazione fondo di migrazione e integrazione dell'Unione Europea (AMIF) AMIF2017-AG-INFO_824407 coordinato da TAMAT NGO in partenariato con ISMU, GIUSTI EVENTI, FARNETO TEATRO, INSTRATEGIES, CONGENIA, CARDET.  
I prossimi appuntamenti saranno consultabili su www.awartmali.org.
 
Pubblico       momenti dello spettacolo

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Di seguito il cortometraggio dedicato agli orti di Lambé, un lavoro fatto a Perugia prima con il progetto Urbagri4women e oggi con ColtiviAmo l’Integrazione negli orti di Montemorcino con i ragazzi richiedenti asilo: una sperimentazione agricola che ha visto come protagonista l’okra, alimento tipico africano.
Coltivare l’okra ha permesso ai ragazzi anche di raccontarsi, di loro stessi e della loro cultura agroalimentare. Da quest’anno la produzione di Montemorcino si è allargata: sono stati coltivati anche pomodori, zenzero, peperoni e altri alimenti tipici della cucina italiana in modo da poterli inserire nel mercato locale e poter dare sostenibilità al progetto.

 

la jardiniereOUAGADOUGOU - A Ouagadougou, Burkina Faso, presso il ristorante sociale e solidale "La Jardinière", si è tenuta venerdì 17 gennaio 2019 "La celebrazione della giornata mondiale della cucina italiana"L'iniziativa, che ha visto un importante successo di pubblico, non solo ha riproposto il tema dell'amicizia tra Burkina Faso ed Italia, ma ha anche messo al centro l'importanza dell'interculturalità e del confronto a partire dal cibo, dalla musica, dalla socialità. 
 
la jardinere 2Ricordiamo che “La Jardinière” è stato ed è frutto di un progetto di ristorante a vocazione sociale comunitaria, un progetto di cooperazione internazionale, RASAD, finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, di cui Tamat NGO è capofila con partner locale l’associazione ICCV/Nazemse.
 
A “La Jardinière” si mangia cibo buono, pulito e alla portata di tutti, un  un modello “virtuoso” di lavoro collettivo e di pratiche agroecologiche, un esempio concreto di cooperazione a tutte le latitudini".

Struttura coperta e coibentata suddivisa in centro incubazione uova magazzino centro macellazione e ufficioStruttura coperta e coibentata suddivisa in centro incubazione uova magazzino centro macellazione e ufficio

 


Dettaglio mattatoioDettaglio mattatoioIl 28 novembre 2019 si è tenuta la Cerimonia inaugurale del Centro Avicolo e agro-ecologico “NA TILGE” (nome scelto dagli stessi beneficia-ri del progetto, che in lingua more significa “ero in difficoltà e tu mi hai sostenuto”) all’interno del progetto “Allevamento contrattuale e agricoltura familiare: sostegno alle resilienza delle popolazioni più vulnerabili della zona rurale di Loumbila (già Komsilga) Burkina Faso”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dello Stato italiano con il fondo dell’otto per mille dell’IRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale per l’anno 2016.

La cerimonia d’inaugurazione ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei rappresentanti dei Ministeri dell’Agricoltura, dell’Allevamento e della Direzione Generale della Produzione Animale, della rappresentante dell’Ufficio di Monitoraggio delle ONG, del direttore di Tamat, il dott. Piero Sunzini, del sindaco del Comune di Loumbila, della Rappresentante paese TAMAT in Burkina Faso e Mali, Denisa R. Savulescu, oltre allo staff locale. Alla cerimonia hanno preso parte oltre cento-cinquanta (150) persone: rappresentanti di istituzioni locali, partner di Tamat, popolazione locale, avicoltori e agricoltori beneficiari del progetto.

Beneficiaria al lavoroQuesto progetto, che vede come capofila TAMAT e tra i partner coinvolti anche ARCS Culture Solidali, si rivolge a 130 piccoli avicoltori e a 130 agricoltori delle famiglie vulnerabili di Loumbila, in Burkina Faso, un comune rurale a 37km dalla capitale Ouagadougou. Il progetto vuole essere un sostegno all’avicoltura contrattuale e all'agro-ecologia familiare, con lo scopo di creare un’integrazione tra allevatori e agricoltori, facilitando anche l'accesso ai prodotti agroalimentari, al pollame e alle uova per la popolazione più povera e vulnerabile della zona. Una vera e propria filiera avicola e agroalimentare. Prodotti sani e buoni a prezzo equo per i consumatori e guadagno etico per i produttori nel pieno della filosofia sankarista di “produrre, trasformare e consumare burkinabé”.

 

 

Le foto

Zona-riproduttori-interno

Zona riproduttori (interno)​

Incubatrici-e-camere-di-schiusa

Incubatrici e camere di schiusa

Frigorifero-per-la-conservazione-della-carne

Frigorifero per la conservazione della carne

Foto-dal-centro-agro-ecologico

Foto dal centro agro ecologico

Dettaglio-mattatoio

Dettaglio mattatoio

Da-sx-parcella-a-sperimentazione-GOUMAT-e-butte-sandwich

Da sx parcella a sperimentazione GOUMAT e butte sandwich

Coltivazione-tradizionale

Coltivazione tradizionale

Beneficiarie-al-lavoro

Beneficiarie al lavoro

Beneficiaria-al-lavoro

Beneficiaria al lavoro

Beneficiaria-sul-campo

Beneficiaria sul campo

Il centro avicolo e agro-ecologico

mappa del centro avicolo

- in altro a sinistra il centro riproduttori: una zona recintata (47x25m) con ricovero coperto (10x3m);

- nella zona centrale: il forage (pozzo profondo 70-80 m) per garantire la disponibilità di acqua durante tutto l’anno, con uno chateau d’eau e 4 bacini di circa 25mc e pompa fotovoltaica automatica e manuale; una struttura coperta e coibentata (14x4m) comprendente un ufficio, un magazzino, un zona incubazione uova e un mattatoio; una struttura svezzamento pulcini (4x4m).

- in basso: il centro allevamento (suddiviso in 4 pollai) dotato di ricoveri.

Nello specifico, per quanto riguarda la zona “allevamento riproduttori”, essa è stata costruita nel punto più distante alla zona allevamento/ingrasso, per una questione essenziale di igiene sanitaria e prevenzione infezioni. La zona prevede un parchetto esterno (25x47 m) con un ricovero coperto (10x3 m, provvisto di mangiatoie, cassette/nido, posatoi) all’interno del quale sono state collocate 130 femmine di razza Harco (a 1 giorno di vita) arrivate gli ultimi giorni di ottobre 2019. Queste sono state opportunamente vaccinate secondo le indicazioni dello zootecnico e una volta arrivate a maturazione, tra 5 mesi di vita, potranno produrre a pieno ritmo le uova. I 15 maschi di razza locale, saranno invece acquistati all’età di 4 mesi, già maturi e inseriti insieme alle femmine mature.

Il “centro allevamento”, con un parchetto alberato e una recinzione perimetrale anti-predatore di 170x48 m e suddiviso in 4 pollai, dove saranno messi ciclicamente i polli (ogni 60-70 giorni se si considera anche il vuoto sanitario) per una produzione stimata di 500 polli/mese. Oltre al centro riproduttori e centro allevamento, il CA è stato dotato di una struttura coperta e coibentata suddivisa in: centro incubazione uova, magazzino, centro macellazione e ufficio.

Per il funzionamento delle attività avicole e di agro-ecologia, è stata prevista la costruzione di un forage (pozzo profondo 70-80 m) per garantire la disponibilità di acqua durante tutto l’anno, con uno chateau d’eau e 4 bacini di circa 25mc e pompa fotovoltaica automatica e manuale.

Nelle zone non interessate dal centro avicolo sono state destinate alla coltivazione: sono state effettivamente realizzate dai beneficiari 30 butte sandwich, 25 mini-rigole, 48 parcelle tradizionali - senza utilizzo di prodotti chimici, 696 poquet de zaï e la sperimentazione GOUMAT (insetticida biologico) su 20 parcelle tradizionali. I tipi di speculazioni sono: pomodoro, cavolo, barbabietola, lattuga, peperone, carote, amaranto, romice, cipolla e menta (sulle butte sandwich), romice e fagiolini (sulle parcelle tradizionali), e anguria e cetriolo (su poquet de zaï ),fagiolini (sulle mini-rigole) e cavolo, pomodoro, melanzana e lattuga.

  

La solidarietà dall’Umbria al Burkina Faso

A tutto ciò, costruito con il fondo dell’otto per mille dell’IRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale per l’anno 2016 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel mese di novembre 2019 con una donazione pervenuta grazie a Gian Luigi Carboni, suo figlio Alessandro, familiari e amici, sono stati coperti i costi per l'acquisto di un mototriciclo e delle casse isotermiche necessarie per il trasporto della carne. L’importo raccolto durante l’evento di solidarietà presso il Centro Shalom Parrocchia di Santo Spirito Perugia, ammonta a Euro 3.020,00. Tamat ringrazia tutta la famiglia Carboni in Italia e Spagna e i loro amici per il sostegno ricevuto. Presto altri aggiornamenti dal centro avicolo e agro-ecologico di Loumbila su polli in moto-triciclo la versione di Tamat su tre ruote di poulet-bicyclette.

 

 

Con questi due strumenti la campagna TAMA365 entra nel pieno del suo sviluppo

teatro awartmali

La produzione del video-documentario e dello spettacolo teatrale, solo due dei principali strumenti di sensibilizzazione del progetto AwArtMali, è nel pieno del suo sviluppo. Attraverso la produzione di un video documentario la campagna TAMA 365 racconterà la migrazione tramite voci e immagini: storie vissute, racconti di chi ha già intrapreso il viaggio, quali sono i passaggi, le difficoltà che si incontrano, i sogni che si hanno e le sofferenze che si vivono. Ma anche un modo per raccontare in positivo come si possa riuscire ad intraprendere percorsi di reale integrazione e trovare la possibilità di crescere, o acquisire capacità e competenze da poter rimettere in gioco in un progetto di vita dignitosa e sicura nel proprio paese, per sé e per la propria famiglia.

Il materiale raccolto rappresenta allo stesso tempo la base su cui verrà costruito l’altro fondamentale strumento della campagna di sensibilizzazione: uno spettacolo teatrale itinerante che, spostandosi di città in città e di villaggio in villaggio, contribuirà a realizzare gli obiettivi del progetto e a raggiungere le persone in maniera più diretta ed efficace. Uno spettacolo teatrale in cui il pubblico possa riconoscersi, sentirsi partecipe e interagire in modo da creare uno scambio di informazioni riguardanti le diverse possibilità esistenti in campo migratorio. Si costruirà una carovana teatrale “panafricana”, composta da attori maliani e non solo, musicisti ma anche educatori, il cui compito sarà quello di catturare l’attenzione della popolazione creando canali di comunicazione attraverso il linguaggio artistico, linguaggio universale per eccellenza.

Per la progettazione sia del video che dello spettacolo ci si è avvalsi della raccolta di interviste tra le popolazioni del Mali e quelle raccolte in Europa.

Dal 9 al 16 giugno 2019 sono state realizzate 40 interviste e 4 interventi in 4 scuole nei comuni di Dio-Gare, Diago, Kambila, Yelekebougou ad opera di Maurizio Schmidt, Luca Fusi, Ildevert Meda con la mediazione dell’equipe di animazione della ONG locale Le Tonus. Il campione intervistato è composto da migranti potenziali, migranti di ritorno (da altri paesi africani o da Spagna e Italia), griot, capi villaggio, direttori di scuola, insegnanti ed allievi delle scuole secondarie dei quattro comuni.

Dal 28 luglio al 4 agosto il partner di progetto Farneto Teatro si è invece spostato in Spagna, in particolare ad Albacete, Madrid, Recas, Valencia, Mataro e, a partire dalla collaborazione con l’Alto Consejo de la Diaspora Maliana (Haute Conseildes Maliens à l’Exterieur), ha realizzato 28 interviste a migranti residenti o lavoratori stagionali.

Durante l’estate 2019 sono state realizzate anche interviste in Italia che continueranno fino a marzo 2020. Grazie all’Alto Consiglio Maliano in Italia sono stati intervistati in Sardegna 20 giovani arrivati in Italia da 1 o 2 anni, altri a Bologna e Padova. Sono stati intervistati 5 operai di origine maliana della Fincantieri a Trieste, ospiti e operatori della Comunità di Sant’Egidio a Milano e operatori del Patronato San Vincenzo di Bergamo. Sempre a Milano è stato intervistato Pierfrancesco Majorino e sarà presto intervistato Pietro Bartolo,
ex medico del Centro di Prima accoglienza a Lampedusa, entrambi attualmente
europarlamentari. Un altro giro di interviste è stato fatto allo staff della nave di soccorso Mare Jonio, in particolare ai volontari, al legal team, al rescue team e al primo ufficiale. A marzo, in previsione di una importante ripresa degli sbarchi sulle nostre coste, si realizzeranno delle interviste a Lampedusa, sulle navi di ONG che prestano soccorso in mare e alla Marina Militare Italiana.

Le interviste realizzate fino ad ora sono state messe a disposizione dell’equipe di lavoro teatrale in Burkina Faso che dal 24 novembre al 20 dicembre 2019 ha organizzato un primo periodo di prove dello spettacolo presso lo Spazio Gambidi di Ouagadougou con la collaborazione del direttore dello stabile, del gruppo teatrale Maaya di Bamako diretto da Gaoussou Yah Touré, del drammaturgo Ildevert Meda e del regista Luca Fusi.
Dal 20 dicembre 2019 al 5 gennaio 2020 ha avuto luogo la fase di scrittura del testo dello spettacolo teatrale da parte del drammaturgo Ildevert Meda mentre dal 5 gennaio al 18 gennaio 2020 avrà luogo la seconda fase di prove dello spettacolo allo Spazio Gambidi di Ouagadougou e il montaggio dello spettacolo. Lo spettacolo verrà costruito in modo da poter dare spazio a momenti di improvvisazione e discussione sul tema migrazione.

Dal 20 al 25 gennaio 2020 lo spettacolo teatrale verrà presentato a Ouagadougou e dal 25 gennaio al 28 febbraio ci sarà la tournee in Mali. L’obbiettivo è quello di realizzare tre repliche nei teatri a Bamako, due nelle banlieue di Bamako, una replica a Kati e quattordici repliche nei villaggi intorno a Kati.

Infine, tra marzo e maggio 2020 verrà concluso il montaggio del video-documentario che verrà poi presentato a conclusione del progetto AwArtMali.

logo tama 365

Di seguito riportiamo un articolo della ONG Le Tonus

Il 29 novembre, il progetto AwArtMali ha iniziato la sua campagna di sensibilizzazione sulle opportunità dell’immigrazione. Fino ad allora, ha condotto una campagna di comunicazione sui rischi legati all’immigrazione mettendo informazioni utili sul blog (www.tama365.orgpagina facebook) e producendo messaggi che sono stati pubblicati sui canali radio locali di Kati, manifesti, volantini e affissioni.

AwArtMali tiene in considerazione che i flussi migratori sono, attualmente, al centro di controversie in Occidente. Sebbene la politica e i media sottolineino spesso i costi della migrazione in termini di sicurezza o integrazione degli stranieri, spesso non si conosce l’impatto che essa può avere sullo sviluppo. In particolare, le famiglie rimaste nel paese (come il paese stesso) possono vedere il loro tenore di vita cambiare completamente grazie alla migrazione internazionale.

Il fenomeno migratorio può ridurre la povertà e stimolare la crescita agendo sull’offerta di lavoro, aumentando la produttività e il trasferimento di denaro. Ma altri due fattori spiegano l’aumento delle partenze di persone altamente qualificate: il degrado delle condizioni di lavoro e il basso accesso al credito rispetto ai paesi di destinazione, spingono individui e famiglie a emigrare per migliorare il loro tenore di vita.

Inoltre, la circolazione delle informazioni è notevolmente migliorata, in modo che i potenziali emigranti dispongano di ottimi strumenti per prepararsi alla partenza. Questi miglioramenti sono dovuti alla tecnologia dell’informazione, ma anche alle reti sociali create progressivamente dalla diaspora. Altri parametri sembrano avere una grande influenza sull’emigrazione di persone qualificate, in particolare alcune caratteristiche del paese d’origine: il ritardo in materia di scolarizzazione, la dimensione relativa, i legami ereditati dall’era coloniale, i problemi di stabilità politica o le differenze tra paesi d’origine e paesi d’accoglienza in termini di sanità e di infrastrutture mediche.Il progetto (ha messo online il suo blog) non mancherà di orientare i potenziali migranti e migranti di ritorno sulle opportunità offerte dal paese.

Ricordiamo che il progetto AwArtMali della ONG, “Le Tonus”, mira a sensibilizzare il pubblico sui rischi della migrazione e informarli sulle opportunità economiche che possono avere in Mali. È finanziato dalla DG Affari interni, dal Fondo per la migrazione e la sicurezza delle risorse finanziarie e il monitoraggio delle azioni dell’Unione europea attraverso il Fondo per l’asilo e l’integrazione (AMIF) del Ministero dell’Interno italiano, che vede Tamat come capofila, una ONG impegnata da 20 anni in progetti di cooperazione internazionale decentrata, in partenariato con imprese italiane come la Fondazione ISMU (Istituto di studi sulla multietnicità), l’agenzia di comunicazione Giusti Eventi specializzata nella comunicazione sui progetti del settore terziario e senza scopo di lucro e l’Associazione, Farneto Teatro. Il progetto comprende anche due partner spagnoli attivi nella promozione delle opportunità per i migranti in Spagna, Congenia e Instrategies e l’organizzazione cipriota per la ricerca e lo sviluppo, Cardet.

 

IL PROGETTO

Un grupoo di beneficiarie durante la formazione tecnica Loumbila Burkina FasoUn gruppo di beneficiarie durante la formazione tecnica Loumbila Burkina Faso

Giovedì 28 novembre 2019, alla presenza del Ministro dell’Agricoltura e dell’Allevamento del Burkina Faso, Sommanogo KOUTOU, e del Sindaco di Loumbila, si terrà la cerimonia inaugurale del Centro Avicolo e agro-ecologico “NA TILGE”, all’interno del progetto “Allevamento contrattuale e agricoltura familiare: sostegno alle resilienza delle popolazioni più vulnerabili della zona rurale di Loumbila (già Komsilga) Burkina Faso”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dello Stato italiano con il fondo dell’otto per mille dell’IRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale per l’anno 2016.

Area riproduttori Centro Avicolo LoumbilaArea riproduttori Centro Avicolo LoumbilaQuesto progetto, che vede come capofila TAMAT e tra i partner coinvolti anche ARCS Culture Solidali, si rivolge ai piccoli avicoltori e agli agricoltori delle famiglie vulnerabili di Loumbila, in Burkina Faso, un comune rurale a due passi dalla capitale Ouagadougou. Vuole essere un sostegno all’avicoltura contrattuale e all'agro-ecologia familiare, con lo scopo di creare un’integrazione tra allevatori e agricoltori, facilitando anche l'accesso ai prodotti agroalimentari, al pollame e alle uova per la popolazione più povera e vulnerabile della zona. Una vera e propria filiera avicola e agroalimentare. Prodotti sani e buoni a prezzo equo per i consumatori e guadagno etico per i produttori! Nel pieno della filosofia sankarista di “produrre, trasformare e consumare burkinabé”.

Buttes sandwich sul sito orticolo di progetto Loumbila Burkina FasoButtes sandwich sul sito orticolo di progetto Loumbila Burkina Faso

 

Avviato il 13 giugno scorso, con la prima missione sul campo degli esperti internazionali, lo zootecnico Luca Piottoli (ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari dell’Università degli studi di Perugia con il prof. Cesare Castellini) e il direttore di Tamat e agronomo Piero Sunzini. Insieme con il personale locale, con la Rappresentante Paese di TAMAT in Burkina Faso, Denisa R. Savulescu e la capo progetto Nadia Zangarelli, hanno definito le attività riguardanti le produzioni vegetali e animali e avviato le formazioni tecniche dei 260 beneficiari (130 piccoli avicoltori e 130 famiglie vulnerabili).

Nei mesi scorsi si è provveduto all’istallazione di un pozzo profondo con pompa manuale e automatica, dotato di pannello solare e 4 bacini, essenziali per garantire il pieno funzionamento del sito orticolo e avicolo, che insieme contano 2 ha di terreno.

Buttes sandwich sul sito orticolo di progetto Loumbila Burkina Faso Buttes sandwich sul sito orticolo di progetto Loumbila Burkina Faso

 

 

È stata quindi terminata la prima fase di implementazione di progetto attraverso la realizzazione delle buttes sandwich (aiuola a cumulo) e la messa a coltura del sito orticolo e la costruzione del Centro Avicolo con le differenti strutture (cinque pollai, un’aerea riproduttori, un centro incubazione uova, un ufficio, un magazzino, un’area per la macellazione).

 

 

Ad ottobre sono arrivati i primi pulcini e il Centro è già stato equipaggiato con i materiali e i macchinari per la sua piena messa in funzione. L’incubatrice e una camera per la schiusa delle uova, sono stati commissionati a un’impresa locale di un giovane burkinabé, che insieme ai sui dipendenti realizza, con materiali di recupero, strumentazione per allevamento. Questo a dimostrazione del circolo positivo che si sta già mettendo in moto con le attività di progetto, coinvolgendo anche piccole realtà produttive locali nell’aerea rurale del paese saheliano.

I primi pulcini del Centro Avicolo NA TILGE Loumbila Burkina FasoI primi pulcini del Centro Avicolo NA TILGE Loumbila Burkina FasoIn più, questo progetto innovatore, i cui beneficiari diretti sono ben 260 donne e uomini burkinabé tra famiglie vulnerabili e piccoli allevatori, oltre a includere una formazione tecnica su moderne tecniche di allevamento e agro-ecologia, con un coordinamento e monitoraggio continuo da parte di TAMAT, e la costruzione del Centro Avicolo e agro-ecologico “NA TILGE”, prevede anche una formazione in microcredito e gestione di impresa a favore degli stessi beneficiari. Difatti, sarà data la possibilità di ottenere un microcredito per sviluppare le loro attività e garantire quindi la piena sostenibilità futura del progetto.

 

 

Centro Aviclo in costruzione Loumbila Burkina FasoCentro Aviclo in costruzione Loumbila Burkina Faso

 

Formazione in agro ecologia costruzione buttes sandwich Loumbila Burkina FasoFormazione in agro ecologia costruzione buttes sandwich Loumbila Burkina Faso 

Scheda progettuale, link: https://www.tamat.org/index.php/africa/1688-polli-in-loumbila-burkina-faso

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BURKINA FASO, PARTITO IL PROGETTO DI ALLEVAMENTO CONTRATTUALE E AGRICOLTURA FAMILIARE A LOUMBILA, link: https://www.tamat.org/index.php/news-di-progetto/1673-burkina-faso-partito-il-progetto-di-allevamento-contrattuale-e-agricoltura-familiare-a-loumbila

POLLI A LUMBILA, PARTONO I LAVORI DI COSTRUZIONE DEL CENTRO AVICOLO DEL PROGETTO, link: https://www.tamat.org/index.php/news-di-progetto/1703-polli-a-lumbila-partono-i-lavori-di-costruzione-del-centro-avicolo-del-progetto

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Il lancio della campagna di comunicazione è iniziato lo scorso agosto e ora siamo in grado di condividere il primo report delle attività realizzate per promuovere la campagna sui rischi. I nostri partner sul campo – Le Tonus ONG e l’agenzia Wabaria consulting – hanno consegnato volantini, poster e roll-up, realizzati in collaborazione con l’agenzia di comunicazione italiana Giusti Eventi.

Di seguito, alcuni numeri relativi ai materiali condivisi e un report sintetico delle aree che sono state coinvolte nella condivisione.

I numeri
300 FLYERS
200 POSTERS
3/4 ROLL-UP

Distribuzione di volantini per comune e villaggio
Il numero totale di volantini consegnati al momento è di 300 e sono stati distribuiti in 12 comuni, come riportato di seguito:

➢ Kambila, 4 villaggi, 25 volantini per villaggio
➢ Yélékékébougou, 4 villaggi, 25 volantini per villaggio
➢ Diogare, 2 villaggi, 25 volantini per villaggio
➢ Diago, 2 villaggi, 25 volantini per villaggio

Distribuzione di manifesti per comune e paese
Il numero totale di manifesti consegnati al momento è di 200 e sono stati distribuiti in 20 comuni, come riportato di seguito:

➢ Kambila 7 villaggi, 10 manifesti per villaggio
➢ Yélékékébougougou 7 villaggi, 10 manifesti per villaggio
➢ Diogare 3 villaggi, 10 manifesti per villaggio
➢ Diago 3 villaggi, 10 manifesti per villaggio

Situazione dei comuni, dei villaggi, dei siti di affissione, dei gruppi target e del numero di persone raggiunte dalla distribuzione di manifesti e volantini
Per ognuno dei seguenti villaggi, i materiali di comunicazione sono stati condivisi nelle piazze, nella casa del capo villaggio, nelle scuole e nel municipio con insegnanti, studenti, rimpatriati e potenziali migranti.

KAMBILA
➢ Kambila villaggio – 300 persone

➢ Fanafiècoro – 320 persone
➢ Soninkegnv – 250 persone
➢ Gorongodij – 350 persone

YÉLÉKÉKÉBOUGOU
➢ Villaggio di Yélékékébougou – 200 persone

➢ Siramanso – 250 persone
➢ Soungalobougou – 120 persone
➢ Guily – 320 persone

DIOGARE
➢ Dio gare – 400 persone

➢ Villaggio Dio – 100 persone

DIAGO
➢ Diago villaggio – 400 persone

➢ Goro – 100 persone

PRESENTAZIONE DRC 041119 OK 01

Martedì 5 novembre scorso presso la sede della Regione Umbria abbiamo partecipato all’incontro per il DIGIPass dove abbiamo parlato della nostra esperienza come ong impegnata in progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo e di educazione alla cittadinanza globale anche attaverso il digitale per favorire una crescita più equa giusta e responsabile

in Regione Umbria con la rete DIGIPassin Regione Umbria con la rete DIGIPassAbbiamo portato la recentissima esperienza con e per la scuola primaria e secondaria di primo grado finanziata dal programma Erasmus+ DRC Digital Responsible Citizenship in a Connected World, partita nell’ottobre del 2017 e conclusasi a Ottobre scorso, che ha coinvolto 3 istituti comprensivi (Istituto Comprensivo Perugia 4, Istituto Comprensivo Gentile da Foligno e Istituto Comprensivo Bevagna-Cannara), con l’obiettivo di sviluppare le competenze e il livello di alfabetizzazione in campo digitale dei giovani, per renderli cittadini digitali responsabili nel nostro nuovo mondo interconnesso.

Il progetto ha visto la realizzazione di 6 percorsi educativi innovativi a cura delle scuole e il supporto degli esperti di DENSA con il coinvolgimento di 13 educatori e oltre 135 studenti. La dimensione territoriale e regionale del Progetto è stata vitale per creare connessioni sviluppare reti e disseminare a livello transnazionale  le buone pratiche portate avanti da insegnanti, animatori digitali ed esperti della regione Umbria

in Regione Umbria con la rete DIGIPass 2in Regione Umbria con la rete DIGIPass 2Tra i risultati del progetto messi a disposizione della rete regionale del DIGIPass presente in 12 città dell’Umbria, il MOOC per insegnanti, animatori ed educatori e l’app DRC Digital Heroes.

Si è parlato inoltre delle buone pratiche dell’e-Twinning per lavorare in classe sull’educazione alla cittadinanza globale, del progetto su Agenda 2030 UmbriaMiCo Festival del Mondo in Comune, di percorsi di apprendimento sul digitale a sostegno delle comunità rurali nel comparto del turismo rurale in America Latina a supporto dei piccoli produttori e produttrici a favore di crescita e sviluppo e di e-commerce come chiave per la parità di genere.

 

 

 

 

 

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berberina natale giustaCiao sono Berberina e arrivo dall’immenso mare di sabbia del Grande Erg Orientale. Dagli “uomini liberi “ i berberi, ero molto apprezzata per le mie capacità di adattamento e la mia coda grassa di qui vado molto fiera!

Mi trovate sotto l’albero di Tamat questo Natale!

Con l’acquisto di un panettone artigianale aiuterai i giovani allevatori della comunità di Jmel a Sidi Bouzid, cuore della Tunisia, a costruire il loro futuro e migliorare le loro condizioni di vita.

Il panettone può essere acquistato presso i punti vendita della pasticceria artigianale Deliziosi Pasticci in Via della Pallotta 14/e e Corso Cavour 27 Perugia. Potete ordinare il panettone inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o un whatsapp: +39 347 9762589 con oggetto Natale 2019 Tamat

Con l’acquisto di un panettone renderai possibile questo piccolo miracolo!

Il Progetto

Con Berberina, razza ovina autoctona apprezzata per la sua capacità di adattamento alle alte temperature e alla mancanza d’acqua, Tamat vuole implementare una soluzione a molteplici problemi: fragilità delle condizioni di vita delle comunità rurali, impoverimento della terra in zone marginali, esodo delle nuove generazioni verso altri Paesi.

Il progetto prevede la formazione di 50 giovani allevatori, uomini e donne, uniti in una cooperativa con una dotazione iniziale di 1000 pecore di razza Berberina. Ulteriori obiettivi saranno il miglioramento dei pascoli e delle condizioni igienico-sanitarie e la valorizzazione e tutela del prodotto locale di qualità tramite l’ottenimento della Denominazione di Origine Controllata.

Il Panettone

Tradizione, qualità e sostenibilità: il panettone buono, giusto e sano in due ricette tradizionali a cura di Deliziosi Pasticci, piccola pasticceria artigianale di Perugia con una passione per le materia prime di alta qualità! Due versioni: panettone tradizionale agrumato e profumato con uvetta, scorze di agrumi canditi – scorzone d’arancia e cedro diamante e Panettone con gocce di cioccolato fondente nell’impasto soffice e goloso!

Tamat non ha fini di lucro e si avvale dell’aiuto di privati cittadini, imprese e istituzioni,

per maggiori informazioni sul Progetto berberinaintunisia.org

Le comunità sensibilizzate sulle potenziali opportunità di crescita e sviluppo in Mali

meeting mali

Lo scorso 10 ottobre presso la sala delle conferenze del Consiglio del Circle di Kati si è tenuto un workshop organizzato da Tamat e dalla ong locale partner di progetto Le Tonus per sensibilizzare la comunità sulle potenziali opportunità di crescita e sviluppo in Mali. Si tratta del primo di un ciclo di workshop previsti nelle attività di progetto per aumentare la consapevolezza dei partecipanti, condividere informazioni, know-how e buone pratiche, per attivare dialogo, strategie e sinergie tra i principali stakeholders, per migliorare la loro conoscenza su politica nazionale e internazionale in merito alla migrazione.

All’atelier hanno partecipato più di trenta persone, dalle istituzioni ai privati cittadini. Hanno partecipato in videoconferenza anche due rappresentanti della diaspora maliana in Italia. Presente per l’occasione, e per portare avanti le azioni di progetto, una delegazione di Tamat composta nello specifico da Simone Foresi (coordinatore di progetto) e Nadia Zangarelli (esperta di  cooperazione internazionale allo sviluppo).

Molti i temi affrontati. Le Tonus ha presentato alla comunità gli obiettivi generali e specifici del progetto spiegando inoltre le varie strategie intraprese affinché si possa creare un’alternativa concreta all’immigrazione irregolare e ai problemi socio economici che la causano.

L’agenzia di comunicazione locale Wabaria insieme allo staff di Tamat hanno invece presentato gli strumenti che sono stati creati all’interno del progetto per sensibilizzare e informare i giovani maliani circa le opportunità di sviluppo che esistono e si possono creare decidendo di restare. Nello specifico la campagna di comunicazione TAMA365 si avvale di due supporti digitali, un app e un blog, con l’obiettivo di continuare a informare il gruppo target sui tipi di progetti / opportunità per lo sviluppo socio-economico in Mali. E sul concetto di opportunità si è discusso lungamente: che cos’è, che tipi di opportunità esistono o si possono creare e che ruolo ha nella diminuzione dei flussi migratori.

La parte finale dell’incontro è stata dedicata a un momento di lavoro di gruppo in cui gli argomenti svolti sono stati dibattuti in gruppi di lavoro, animati da dei moderatori, che hanno elaborato linee di indirizzo da rivolgere a stakeholders e policy makers ed hanno proposto ulteriori opportunità da proporre e diffondere attraverso la campagna TAMA365. Alla fine tutti i materiali sono stati raccolti dall’équipe che ha organizzato le attività e costituiranno la base su cui costruire e incrementare i contenuti informativi della campagna e sarà la base per assicurare sostenibilità del progetto.

Ricordiamo che AwArtMali è un progetto co-finanziato da Fondo Asilo Migrazioni e Integrazione (AMIF) della Commissione Europea, coordinato da Tamat in parternariato con Fondazione ISMU, l’Agenzia di Comunicazione Giusti EventiFarneto TeatroCARDETINSTRATEGIESCONGENIA e la ong maliana Le Tonus.

IL PROGETTO

 

 

 

Delegazione professori Università del Maryland in visita a MontemorcinoDelegazione professori Università del Maryland (USA) in visita a Montemorcino

PERUGIA - Nei giorni scorsi una delegazione di professori dell'Università del Maryland (USA) ha compiuto una study visit anche presso Montemorcino (Perugia) dove Tamat sta portando avanti "ColtiviAmo l'integrazione", progetto (PROG-1979), finanziato a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione del Ministero dell’Interno 2014-2020 – Obiettivo Specifico: 2.Integrazione / Migrazione legale – Obiettivo nazionale: ON 3 – Capacity Building lett. m) – Scambio di Buone Pratiche – Inclusione sociale ed economica SM, che vede proprio Tamat Ong come capofila e che coinvolge le città di PerugiaMilano e Ragusa, in collaborazione con la Fondazione ISMU di Milano, l’Associazione I Tetti Colorati la Robert F. Kennedy Human Rights Italia.

MontemorcinoMontemorcinoLa delegazione di professori dell'Università del Maryland ha potuto visitare direttamente ed insieme a rappresentanti della Facoltà di Agraria dell'Università di Perugia e dell'UmbraInstitute lo stato di avanzamento del progetto, buone pratiche di agricoltura urbana che hanno la finalità di integrare, attraverso il lavoro, lezioni di italiano e momenti di riflessione, ragazzi e ragazze provenienti da paesi terzi. Nel confronto è emerso anche che, grazie a questo progetto di agricoltura urbana, si stanno costruendo reti territoriali che supportano il progetto e ne aumentano l’impatto rispetto alle comunità locali, un vero e proprio modello di cooperazione a tutte le latitudini.

 

 

IL PROGETTO

 

ph. Paolo Saglia II meeting coordinamento AwArtMali a NicosiaII Meeting di Coordinamento del progetto AwArtMali - Awarness raising and info through Art on irregular migration risks in Mali

A Nicosia (Cipro ) dal 3 al 4 ottobre 2019 ha avuto luogo nella capitale cipriota il II Meeting di Coordinamento del progetto AwArtMali - Awarness raising and info through Art on irregular migration risks in Mali. Un incontro importante in quanto il valutatore esterno Vanessa Conigli ha potuto presentare e discutere la Mid term evaluation report (Rapporto di valutazione di medio periodo) e il piano di monitoraggio del progetto.

L'intervento della dott.ssa Conigli ha fornito spunti per la discussione e ha permesso ai partner di avanzare nella programmazione delle attività che a partire da agosto hanno visto l’avvio della campagna di comunicazione TAMA 365 che mira a sensibilizzare i giovani maliani, ma anche tutte le persone in procinto di emigrare, sui rischi della migrazione irregolare offrendo informazioni mirate sulla possibilità di restare nel proprio paese.
Per questo scopo, con la collaborazione della agenzia di comunicazione maliana Wabaria è stata sviluppata una strategia di comunicazione che interesserà il centro urbano di Kati, alcuni quartieri della capitale Bamako e i villaggi rurali del Cercle di Kati attraverso una campagna di diffusione di spot diffusi dalle radio locali, di affissioni di poster nei villaggi ed in città, di diffusione di diffusione di informazioni attraverso dépliant informativi distribuiti nelle principali scuole di Kati e del Cercle e nei centri comunitari.
In contemporanea sono stati ideati, sviluppati e creati sia una APP che il Blog di progetto www.tama365.org che creerà contenuti specifici sia per raccontare il fenomeno della migrazione dalla voce diretta dei protagonisti con testimonianze dirette di persone che hanno fatto tale esperienza ma soprattutto saranno strumenti in grado di dare informazioni dettagliate sulle opportunità per il sostegno allo sviluppo in Mali e sulle possibilità offerte per restare nel proprio paese.

Nel corso del meeting di progetto sono stati dunque analizzati e discussi i contenuti dell'applicazione e del blog, contenuti creati grazie al lavoro sul campo dei partner Le Tonus (partner locale) e Congenia che hanno completato il lavoro di ricognizione e analisi dei risultati ottenuti a seguito della ricerca su opportunità di sviluppo sul territorio e della catalogazione di quest'ultime all’interno di uno specifico Catalogo delle Opportunità.
Tamat e Le Tonus hanno presentato e discusso l'organizzazione di un lavoro di costruzione di un network degli stakeholder strategici identificati all'interno del progetto in grado di garantirne in futuro la sostenibilità e la durata nel tempo. Verranno pertanto organizzati 5 diversi workshop tematici, che toccheranno i temi della informazione e sensibilizzazione sulle opportunità di sviluppo in Mali, del ruolo della formazione e dell’apprendistato, di quello fondamentale dell’agricoltura, di quello delle imprese e delle possibilità di autoimpiego, al ruolo che possono rivestire i progetti di organizzazioni della cooperazione internazionale o delle agenzie e altri soggetti istituzionali.

I workshop prevedranno anche momenti di dialogo e contatto con la diaspora maliana in Italia, che parteciperà a distanza ai lavori, allo scopo di investire energie e indirizzare competenze per la costruzione di una rete solida di soggetti capace di agire coerentemente e efficacemente nella costruzione di opportunità di sviluppo in territorio maliano. Lavorare in questo senso vuole essere un modo per dare continuità a questa rete nel lungo periodo.
Il primo workshop, incentrato sul tema dell’informazione e sensibilizzazione sulle opportunità da offrire ai giovani in Mali, verrà organizzato e gestito dal partner maliano Le Tonus e avrà luogo il 10 ottobre a Kati nella Sala del Consiglio alla presenza di una delegazione di Tamat costituita da Simone Foresi, coordinatore di progetto e Nadia Zangarelli, esperta di cooperazione internazionale allo sviluppo, che saranno presenti in Mali per svolgere una missione di coordinamento delle attività di progetto.

LE FOTO (di Paolo Saglia dell'Agenzia di comunicazione partner di progetto Giusti Eventi)

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Foto 1L'equipe di progetto intervista i potenziali beneficiari

Il progetto “Berberina in Tunisia – AID 11421” entra nel vivo: nella prima metà di ottobre TAMAT ONG, insieme all’equipe locale, ha concluso la fase di raccolta dati per la selezione dei 50 beneficiari del progetto. Nel corso delle due ultime settimane sono stati infatti intervistati 63 giovani residenti nella comunità di Jmel (Municipalità di Faidh, Governatorato di Sidi Bouzid) interessati a partecipare al progetto. Foto 2L'equipe di progetto intervista i potenziali beneficiariI dati verranno ora elaborati e saranno oggetto di un’attenta analisi da parte di una Commissione di valutazione, composta dai rappresentati dei vari partner di progetto. I criteri di scelta sono i seguenti: età inferiore ai 35 anni, parità di genere (50% uomini, 50% donne), titolo di studio (preferenza verrà data ai giovani diplomati o laureati) ed appartenenza ad una famiglia di piccoli allevatori al fine di favorire il ricambio generazionale.

L’iniziativa, finanziata dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e gestito da TAMAT ONG come organizzazione capofila,mira a contrastare il fenomeno dell’esodo rurale che vede centinaia di giovani abbandonare ogni anno la regione di Sidi Bouzid per emigrare verso l’Europa. Foto 4L'equipe di progetto intervista i potenziali beneficiari

A tal fine, il progetto prevede la distribuzione di 20 pecore ed un montone di razza Berberina per ogni giovane beneficiario, oltre che la formazione professionale e l’assistenza tecnica per i primi tre anni. La creazione di un Centro Multifunzionale, composto da un centro d’ingrasso per gli agnelli, un’unità di produzione del mangime, un centro di miglioramento genetico ed un mattatoio, permetterà d’intervenire in tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla commercializzazione. Il centro verrà gestito dai 50 beneficiari riuniti in una cooperativa agricola con l’obiettivo di accorciare la filiera e aumentare il “potere contrattuale” del singolo allevatore. In questo senso, il progetto prevede anche l’ottenimento di una Denominazione di Origine Controllata della carne prodotta per certificarne la qualità e favorire lo sviluppo di una strategia di marketing adeguata.

 

Francesco Lorenzini
Capo progetto Berberina in Tunisia, TAMAT ONG

 

IL PROGETTO "BERBERINA IN TUNISIA"

 

Foto 9Sullo sfondo, uno scorcio della comunità di Jmel, località dove sono basate le attività di progetto

La campagna di comunicazione di AwArtMali è ora iniziata con spot TV e Radio in Mali e un’APP dedicata a chi è in cerca di informazioni per mettersi in viaggio.

 awart

Dal mese di agosto ha preso il via la campagna di comunicazione Awart Mali
La campagna ha tratto spunto dalla ricerca svolta sulle caratteristiche del target svolta da ISMU (direttamente sul campo e presso la diaspora in Italia) ed Instrategies (che ha analizzato il fenomeno a livello migratorio nel contesto spagnolo ed europeo), dal lavoro di mappatura degli stakeholders e di ricognizione sul catalogo delle opportunità in Mali svolta da CONGENIA insieme a LE TONUS organizzazione di supporto.

BLOGTAMA365 2Il blog TAMA 365Una specifica missione di GIUSTI EVENTI e una missione di FARNETO TEATRO di contatto diretto con le popolazioni delle comunità locali e operatori della comunicazione maliana (l’agenzia di comunicazione maliana WABARIA, gli animatori dell’équipe di LE TONUS, gli animatori delle radio comunitarie del Cercle de Kati) ha permesso di raccogliere attraverso interviste e focus group informazioni dalla viva voce del target maliano.
Tutti questi elementi sono poi stati rielaborati da Giusti Eventi che ha lavorato a stretto contatto con l’agenzia di comunicazione maliana Wabaria e ha prodotto un Piano Strategico di Comunicazione sviluppando i diversi prodotti della campagna che consisteranno in

– Spot radio presso le radio comunitarie dei villaggi del Cercle de Kati;
– Campagna di comunicazione attraverso depliant informativi e affissioni presso le comunità e il centro di Kati;
– il Blog TAMA365 che conterrà tutti i contenuti della campagna e raccoglierà storie e testimonianze dirette di migrazione e di ritorno raccolte presso il target maliano, fornendo tutte le informazioni necessarie per avere le informazioni complete per una migrazione informata;
– una APP TAMA 365, sviluppata dal partner cipriota CARDET, che anch’essa svilupperà contenuti della campagna e darà tutte le informazioni necessarie a una decisione consapevole su rischi e opportunità della decisione di migrare.

Doc strategia DEF 1Nel corso dell’ultima missione di Tamat il Piano Strategico è stato presentato alla delegazione della Commissione Europea in Mali e al Ministero des Maliens a l’Exterieur che hanno invitato Tamat e i partner di AwArtMali a sviluppare la campagna sul territorio.
La campagna si svolgerà in due fasi, la prima concentrata sui RISCHI, mentre la seconda focalizzerà i messaggi sulle OPPORTUNITA’ da offrire ai giovani Maliani per decidere in maniera informata e con piena consapevolezza delle loro scelte di vita.

La campagna culminerà nei mesi di gennaio e febbraio attraverso il viaggio di una carovana teatrale organizzata dal partner FARNETO TEATRO e che toccherà i quartieri di Bamako, il centro di Kati e 14 villaggi del Cercle di Kati.
Inoltre la campagna si arricchirà dagli spunt che perverranno nelcorso di 5 ateliers tematici di confronto sulle tematiche legate ai rischi della migrazione irregolare e all’informazione da dare ai maliani sulle opportunità di sviluppo e di vita dignitosa nel proprio paese.

Tamat ha partecipato alla II ed. dell'evento COME L'ACQUA E LA FARINA - Laboratorio di mantecanza sociale

Panel tavola rotonda allinterno di Come lacqua e la FarinaTavola rotonda all'interno di Come l'Acqua e la Farina

Il 13 e il 15 settembre Tamat ha partecipato alla II ed. di COME L'ACQUA E LA FARINA a Configni di Acquasparta (TR), evento organizzato da Paolo Antonio Manetti di Bottegart – Bottega artigiana della creatività e dei diritti umani e Andrea Ciribuco, ricercatore dell’università NUI Galway (Irlanda).

Sara Marcucci assessore con delega ai servizi sociali di Acquasparta con Simona Botondi responsabile migrazione di Arci TerniSara Marcucci assessore con delega ai servizi sociali di Acquasparta con Simona Botondi responsabile migrazione di Arci TerniCOME L’ACQUA E LA FARINA è innanzitutto un laboratorio didattico che analizza tecniche di apprendimento linguistico e inserimento culturale dei migranti in un territorio. Il progetto ha uno sguardo particolare al modello di integrazione proposto dai piccoli centri urbani in cui, da secoli, vige la regola non scritta della condivisione. Per il secondo anno di fila, ciò si traduce in un momento d’incontro nella piccola frazione di Configni, in Acquasparta. Gli organizzatori, Paolo Antonio Manetti e Andrea Ciribuco, hanno scelto di partire dalla memoria culturale degli abitanti di Configni, in particolare la tipica pasta fatta a mano della zona, il picchiarello. Alcuni residenti di Configni si sono offerti di tramandare l’arte del picchiarello fatto a mano ad un gruppo di giovani che comprendeva sia ragazzi e ragazze nativi della zona che gli ospiti dei centri di accoglienza di Acquasparta e della vicina Massa Martana (PG). Il risultato sono stati tre giorni di scambio, incontro e condivisione che, partendo dal cibo e dalla terra, ha incrociato temi come il bisogno di integrazione di rifugiati e richiedenti asilo con il bisogno dei piccoli borghi del territorio di ripopolarsi e recuperare la vitalità economica, sociale e culturale di un tempo.

L’evento si inserisce nell’ambito del progetto LINCS (Language Integration and New Communities in a Multicultural Society), finanziato da Irish Research Council e Consiglio Europeo, di cui Tamat è partner e per cui Bottegart ha curato la direzione artistica degli eventi.

Roberta residente di Configni con Jacopo Gasparri delle Canapaie con in mano il canapone panno tradizionale utilizzato per la conservazione del paneRoberta residente di Configni con Jacopo Gasparri delle Canapaie con in mano il canapone panno tradizionale utilizzato per la conservazione del paneIl 13 settembre, Tamat ha preso parte a una tavola rotonda e dedicata a accoglienza, inclusione, tradizione & innovazione e buone pratiche di cooperazione che si è svolta nei vicoli di Configni. Insieme a Tamat, nella persona di Colomba Damiani, hanno partecipato alla tavola rotonda Lamine Kidiera dell'associazione Diamante Nocera Umbra e Africa Insieme, Nicolò Benedetti di Cidis Onlus di Terni, Simona Botondi, responsabile immigrazione di Arci Terni, Jacopo Gasparri della Società agricola Le Canapae. Hanno partecipato inoltre tre amministrazioni locali: il Comune di Acquasparta che ha patrocinato l'evento con Sara Marcucci, assessore con delega per servizi sociali, scuola e sanità, il Comune di San Giustino con Andrea Guerrieri, assessore per i servizi sociali, sport, politiche giovanili, eventi, sicurezza, commercio e cooperazione allo sviluppo e il Comune di Nocera Umbra con il sindaco Giovanni Bontempi.

Emozionante e pregna di significato è stata la storia che Lamine Kidiera ha voluto condividere. Lamine viene dal Senegal, e arrivato in Italia, trovandosi in accoglienza a Nocera Umbra, chiese al proprietario dell’abitazione che fungeva da centro di accoglienza di poter coltivare un orto nel giardino. Purtroppo, prima di cominciare a coltivare, le lamentele e il timore dei vicini convinsero l’amministrazione a trasferire Lamine e altri ospiti. Ma quando poi Lamine ebbe di nuovo occasione di trasferirsi nello stesso appartamento, cominciò anche a condividere i prodotti del suo orto con i vicini; così nacque l’amicizia fra il gruppo di richiedenti asilo e il quartiere che inizialmente aveva provato diffidenza per loro.

Paolo Antonio Manetti di BottegartPaolo Antonio Manetti di BottegartDurante la serata è stato inoltre proiettato il cortometraggio di Lambè sull’esperienza di coltivazione di ortaggi africani da parte di richiedenti asilo e rifugiati negli orti agro-solidali di Montemorcino, a Perugia. Anche questa è una storia di incontro fra culture mediato dal cibo e dall’agricoltura. Quando lo staff di Tamat iniziò a pensare cosa si potesse coltivare come parte del progetto di formazione Urbagri4Women arrivò l'idea: chiedere ai beneficiari del progetto quale fosse l'ortaggio della loro terra che più mancava loro: l'okra. E anche qui lo scambio, un intreccio di colture e culture: i ragazzi africani hanno insegnato ai nostri agronomi come si pianta, si cura, si raccoglie l'okra e viceversa, i nostri agronomi hanno insegnato loro abilità tecniche di coltivazione che si sono aggiunte al loro bagaglio di conoscenze. Il documentario è stato presentato in abbinamento con la proiezione del film “Styx” (2018) di Wolfgang Fischer, una riflessione sui salvataggi in mare e sulla solidarietà.

L'agricoltura e/o agri-cultura (come a noi piace chiamarla) come buona pratica di inclusione a tutte le latitudini e come strumento di rilancio della nostra terra: è il caso delle Canapaie, azienda agricola di Nocera Umbra, che dal 2014 sta rilanciando un prodotto tipico dell'Umbria, la canapa. E ancora Paolo Antonio Manetti di Bottegart ha raccontato di come l'agricoltura sia stata un tassello importante anche nel progetto di rilancio del centro storico di Acquasparta, che dal 2012 rappresenta uno degli scopi centrali dell’attività e della progettualità di Bottegart. All’inizio delle loro attività, una vigna semi-abbandonata nel borgo fu rimessa a frutto, da cui poi è stato prodotto del vino.

Nicolò Benedetti di Cidis Onlus di Terni residente di ConfigniNicolò Benedetti di Cidis Onlus di Terni con una residente di ConfigniAnche l'assessore Andrea Guerrieri del Comune di San Giustino ci ha tenuto a sottolineare, tramite una nota (data la sua impossibilità ad essere presente), come l'agricoltura nel nostro territorio rappresenta un elemento di crescita e integrazione augurandosi collaborazioni future partendo dalle disponibilità di aree agricole di pregio incolte e non utilizzate del Comune di San Giustino da mettere a disposizione di soggetti e operatori che puntino a progetti educati e a quelle buone pratiche che favoriscono l'interazione e la crescita delle comunità.

Questo momento di dialogo e confronto con amministrazioni locali, associazioni e cittadini si inserisce all’interno del progetto su educazione alla cittadinanza globale “Nuove Narrazioni”, cofinanziato dall’ Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo coordinato da Action Aid Italia e che Tamat porta avanti nella nostra Regione. L’inserimento in COME L’ACQUA E LA FARINA, e il dialogo con Bottegart e NUI Galway, hanno consentito di portare nei vicoli del borgo un insieme di voci e idee differenti su temi centrali per la cittadinanza globale, in un ambiente che solitamente da questi discorsi viene tagliato fuori.

Desia residente di configniDesia, residente di configniInfine, il 15 settembre invece i protagonisti sono stati le ragazze e i ragazzi migranti e richiedenti asilo beneficiari del progetto Coltiviamo l'integrazione, coordinato da Tamat e cofinanziato dal fondo FAMI del Ministero dell'Interno Italiano, che hanno voluto partecipare alla manifestazione replicando la rappresentazione proposta a Montemorcino qualche giorno prima della "Festa del raccolto della Yam (igname)", in Nigeria la festa più importante legata all’agricoltura, con musica e danze tipiche. Anche qui l'incontro e lo scambio: le danze africane si sono incontrate e mischiate con una danza tipica del folklore del centro Italia, il saltarello; mentre gli abitanti di Configni hanno anche potuto commemorare l’antica tradizione della festa del raccolto dell’uva.


Tutte queste attività hanno avuto lo scopo di creare piccole comunità basate sulla pratica e sulla condivisione di attività, con in mente il benessere collettivo dei piccoli centri umbri e l’integrazione di chi vi è arrivato da poco.

 

da sx Traore Mali Ali Costa dAvorio Colomba Damiani di Tamat e Francesca di Bottartda sx Kalilou Traore Mali, Ali Costa d'Avorio, Colomba Damiani di Tamat e Francesca di Bottart

da sx Andrea Ciribuco NUI Galway Ali e Lamine Traore di Diamante Nocera Umbra e Africa Insiemeda sx Andrea Ciribuco NUI Galway EIRE, Ali e Lamine Kidiera Diamante Nocera Umbra e Africa Insieme

Andrea Ciribuco e AliAndrea Ciribuco e Ali

Tamat con le scuole: Istituto Comprensivo Perugia 4, Istituto Comprensivo Gentile da Foligno e Istituto Comprensivo Bevagna-Cannara

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Never too young to be… super Cittadini Digitali! Mercoledì 18 settembre, doppio appuntamento al Centro Mater Gratiae di Montemorcino, a Perugia, per una giornata dedicata all’uso del digitale nelle scuole, individuando le fake news, scoprendo la natura in modo interattivo attraverso “frottage” e scatti fotografici, con attività di agricoltura urbana… e molto altro!

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Il 18 settembre, a partire dalle ore 9.30, si terrà presso il Centro Mater Gratiae di Montemorcino, a Perugia, l’evento conclusivo del progetto DRC - Digital Responsible Citizenship in a Connected World. Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea e partito nell’ottobre del 2017, è stato portato avanti da un partenariato internazionale tra Cipro, Grecia, Irlanda e Italia. In Italia, ha coinvolto gli Istituti Comprensivi: Istituto Comprensivo Perugia 4, Istituto Comprensivo Gentile da Foligno e Istituto Comprensivo Bevagna-Cannara, con l’obiettivo di sviluppare le competenze e il livello di alfabetizzazione in campo digitale dei giovani studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, per renderli cittadini digitali responsabili nel nostro nuovo mondo interconnesso.

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Sulle scuole coinvolte

L’Istituto comprensivo di Perugia 4 annovera un riconoscimento nazionale in materia di problem solving, avendo partecipato al concorso Le Olimpiadi del Problem Solving, ed essendosi posizionata sul podio nelle categorie di: primo posto nella Gara a Squadre per la Scuola Primaria; terzo posto nella Gara a Squadre per la Scuola Secondaria di Primo Grado; terzo punteggio nazionale per la Gara Individuale. La Scuola Secondaria di primo grado Carducci Purgotti ha inoltre partecipato alla Settimana del Coding Europea (CodeWeek.org).

La Scuola Media Gentile da Foligno vanta un’ampia esperienza nel campo del digitale, avendo partecipato a progetti, concorsi ed eventi a livello nazionale. Uno fra tanti, il progetto Penelope to Code, che coniuga esperienze di programmazione e attività manuali come il ricamo, il disegno, la danza e la musica, ed è rivolto non solo agli studenti dai 3 ai 14 anni, ma anche alle loro famiglie e agli insegnanti delle scuole. Il progetto è stato presentato all’evento nazionale #FuturaGenova2019, settimana dedicata alla comprensione e attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale.

La Scuola Primaria di Cannara presenta un approccio multidisciplinare volto a costruire un legame con il territorio, condividendo i progetti e le conoscenze sviluppati nel corso del lavoro scolastico con la comunità di Cannara. Il contributo della scuola al progetto DRC si è incentrato sull’uso consapevole dell’acqua come risorsa, nell’ottica di promuovere gli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030, e nello specifico gli obiettivi 6 - Acqua pulita e servizi igienico-sanitari e 12 - Consumo e produzione responsabili.

Sull’evento

L’evento del 18 settembre sarà una giornata dedicata all’inclusione del digitale nelle scuole, e prevederà:

● La presentazione dei progetti che Tamat porta avanti con le scuole del territorio, con focus specifico sul progetto DRC e su ciò che le scuole hanno realizzato nel corso del suo svolgimento;

● Interventi da parte di:

○ Sonia Montegiove, della Rete Animatori Digitali Umbria;

○ Michele Carpentieri, del Telefono Azzurro, che racconterà il progetto Vivi Internet al meglio, in merito a cittadinanza digitale per un uso consapevole e maturo della rete;

○ Alessandro Moretti, Presidente di ACLI Perugia, che presenterà il concorso per le scuole “Naturalmente Bambini 2019”

● Visita guidata del parco agro-solidale creato all’interno del progetto ColtiviAmo l’Integrazione, finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione del Ministero degli Interni, e coordinato da Tamat insieme alla start up SE Lambe’ gestita da giovani migranti e rifugiati;

● Due attività laboratoriali per gli studenti delle scuole primarie e secondarie a cura della Cooperativa DENSA:

1. Se vedo, credo? Per contrastare la diffusione di false notizie.

2. Paesaggi Personali - Per la composizione visiva e la realizzazione di brevi animazioni video a tema naturalistico.

Sui partner del progetto

Il progetto DRC - Digital Responsible Citizenship in a Connected World, è frutto della collaborazione di un partenariato internazionale: CARDET, partner cipriota e coordinatore del progetto, InnovADE Ltd. partner cipriota, Tamat NGO partner italiano, La Scuola Primaria di Rafina partner greco e Future in Perspective Limited partner irlandese.

 

LA SCHEDA PROGETTO

 

Waiting for… DRC multiplier events!

Never too young to be... super Digital Citizens! Wednesday the 18th of September, a double appointment at Mater Gratiae Center of Montemorcino Perugia, for a day dedicated to the use of digital technology in education, with detecting fake news, frottage and photography, unplugged urban agriculture activities… and much more!

On September 18th, starting at 9:00 a.m., a double appointment for the DRC Project will take place at the Mater Gratiae Center of Montemorcino, Perugia. The project, Digital Responsible Citizenship in a Connected World, financed by the European Commission, begun in October 2017, and was led by an international partnership connecting the European countries of Cyprus, Greece, Ireland and Italy. In Italy, the project involved primary and secondary school students from the 3 different comprehensive institutions of IC Perugia 4, IC Gentile da Foligno and IC Bevagna-Cannara, with the aim to develop their competences and digital literacy, making them responsible digital citizens of our new connected world.

About the Schools involved

Istituto comprensivo Perugia 4 achieved national recognition in the field of problem solving, for its participation in the national contest Olympics of Problem Solving. The Institute positioned itself on the podium for the following categories: first place for the Team Competition for Primary School category; third place for the Team Competition for Secondary School of Primary Degree category; third place for the Individual Competition category. The Secondary School of First Degree Carducci Purgotti also participated to the European CodeWeek.

The secondary school (middle school) of IC Gentile da Foligno has extensive experience in the field of digital education, having participated in projects, contests and events at national level. One of the many projects that can be mentioned in Penelope to Code, that combines programming with hands on activities such as embroidery, drawing, dancing and playing music, and is addressed not only to students aged 3 to 14, but also to their families and the teachers of primary and secondary school. The project was presented within the event #FuturaGenova2019, a week dedicated to understanding and enacting the Italian National Plan for a Digital School (Piano Nazionale Scuola Digitale).

The Primary School of Cannara adopts a multidisciplinary approach aimed at building a connection with its territory, by sharing projects and knowledge matured within the scholastic year with the community of Cannara. The contribution given to the DRC project by the school focused on the aware use of water as a resource, promoting the 2030 Agenda and its Sustainable Development Goals (SDGs), and specifically SDG 6 - Clean Water and Sanitation - and SDG 12 - Responsible Consumption and Production.

About the events

September 18th will be a day dedicated to the use of digital tools in the school, and it foresees:

  • A presentation of the projects that Tamat carries on together with the schools of the territory, with a specific focus on the DRC project and on the results of the works of the schools;

  • Interventions by:

  • Field activities Creating seed bed and sowing seed in the community agriculture park , organized by ACLI Perugia and Tamat;

  • A guided tour of an urban agriculture lab within the project ColtiviAmo l’Integrazione funded by the Fondo Asilo Migrazione e Integrazione of the Italian Ministry of the Interior coordinated by Tamat with the start up SE Lambe’ led by young migrants and refugees

  • 2 workshops for primary and secondary school students, organized by DENSA Cooperative:

  1. If I see, do I believe? Workshop dedicated to the use of tools for collecting proof, in order for the young students to develop abilities to identify and prevent the spread of fake news;

  2. Personal Landscapes - workshop dedicated to recognizing and classifying the natural elements, through visual composition and by making short animated videos.

Costruzione della recinzione del sito di progetto 2Costruzione della recinzione del sito di progettoIl 13 giugno scorso, con la prima missione del personale internazionale in Burkina Faso composto dallo zootecnico Luca Piottoli, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari dell’Università degli studi di Perugia e Piero Sunzini, agronomo senior, è stato ufficialmente avviato il progetto denominatoAllevamento contrattuale e agricoltura familiare: sostegno alle resilienza delle popolazioni più vulnerabili della zona rurale di Loumbila (già Komsilga)”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dello Stato italiano con il fondo dellotto per mille dellIRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale per lanno 2014.

Costruzione della recinzione del sito di progetto 3Costruzione della recinzione del sito di progetto Il progetto, tra i cui partner coinvolti anche ARCS Culture Solidali, mira a sostenere i piccoli avicoltori e agli agricoltori delle famiglie vulnerabili di Loumbila, un comune rurale a due passi dalla capitale del Burkina Faso, Ouagadougou, con lo scopo di creare unintegrazione tra avicoltura contrattuale e agro-ecologia familiare, facilitando così l'accesso ai prodotti agroalimentari, al pollame e alle uova per la popolazione più povera e vulnerabile della zona.

Costruzione della recinzione del sito di progetto 4Costruzione della recinzione del sito di progetto A fine giugno è stata condotta una formazione agli agronomi locali sui moderni metodi di allevamento e macellazione di pollame e definite le attività riguardanti le produzioni vegetali da implementare nei mesi prossimi.

incubatrice uova 2019 08 26 at 10.39.04Incubatrice di uova Nel mese di luglio, la capo progetto, insieme con la rappresentante paese Tamat in Burkina Faso e il supporto del coordinatore locale, hanno individuato due groupement di donne, riconosciute ufficialmente come associazione nella zona rurale di Loumbila, da inserire tra i beneficiarie del progetto insieme alle loro famiglie.

Contestualmente, sono iniziati i lavori nel sito di progetto, con la costruzione del pozzo profondo dotato di pannelli fotovoltaici ed equipaggiato con quattro bacini per la raccolta dell’acqua, fondamentali per il pieno funzionamento e la sostenibilità del Centro Avicolo e per la produzione orticola della zona che sarà messa a coltura con la tecnica delle buttes sandwich, già utilizzata con successo nel progetto triennale co-finanziato dall’AICS di cui Tamat è capofila, denominato RASAD AID 10912 - Reti d’Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il con il supporto della Diaspora Burkinabé d’Italia.

Pannello FotovoltaicoPannello FotovoltaicoÈ stata inoltre realizzata lintera recinzione del perimetro del sito di progetto di 17.500 metri quadrati di terreno e al momento si stanno ultimando i lavori per la costruzione del Centro Avicolo con la suddivisione della struttura tra zona dei riproduttori e quella dello svezzamento e ingrasso dei polli con i vari ricoveri e pacchetti all’aperto annessi, oltre all’ufficio, al magazzino e alla zona macellazione. Sono state già acquistate alcune attrezzature necessarie (come incubatrice e camera di schiusa per le uova) e predisposti materiali tra cui mangiatoie e abbeveratoi con sistema goccia a goccia.

 

 

Pannello Fotovoltaico 2Pannello Fotovoltaico PozzoPozzo

 

A metà settembre, a lavori ultimati, è prevista la messa in funzione del centro avicolo con l’arrivo delle 130 galline di razza sassò e i 15 galletti di razza locale, e l’avvio del primo ciclo di allevamento dei polli e produzione delle uova per la futura commercializzazione.

 

 

 

pozzo profondo con serbatoio e pannello fotovoltaico 2019 08 26 at 10.39.08 1Pozzo profondo con serbatoio e pannello fotovoltaico

 

 

 

 

     

 

2019 07 31Nikiema Boukare con il fratelloSi chiama Boukaré Nikiema, era partito da Karpala, un quartiere periferico di Ouagadougou, nel 2007 si è fermato con le sue valigie in Italia, a Monza, in cerca di una vita migliore. La motivazione principale della sua partenza per l’Italia era quella di unirsi alla sua compagna dell'epoca, un'italiana conosciuta a Ouagadougou che nel frattempo era tornata in Italia per dare alla luce il loro bambino.

Inizialmente viaggia tra l'Italia e il Burkina Faso, ma dopo un po' di tempo Bouba (diminutivo che la sua famiglia utilizza affettuosamente per chiamarlo) decide di stabilirsi in Italia. Ottiene qualche lavoro stagionale e poi il suo primo lavoro in un'azienda che opera nel settore dell'imballaggio alimentare. Passano più di dieci anni, la relazione con la madre di suo figlio cambia e l'idea iniziale di costruire una famiglia viene pian piano abbandonata. La nostalgia del Burkina Faso si fa sempre più forte e l'idea di tornare inizia sempre più a prendere forma. Come lui stesso ci ha detto: "Può sembrare strano che dopo anni in Italia scegliamo di tornare in un villaggio senza elettricità o acqua corrente, lasciando un lavoro retribuito e un ambiente di lavoro familiare”. Boukaré NIKIEMA oggi è uno dei cinque migranti selezionati per il progetto pilota di rientro volontario e reinserimento socio- economico portato avanti all’interno del progetto RASAD - "Reti d’Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora burkinabé d’Italia" coordinato da Tamat e co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Rientrato in Burkina Faso, dopo un primo momento di formazione prevista dal progetto, in microimpresa, tecniche agro-ecologiche e allevamento ha ricevuto il contributo a fondo perduto di € 1.500,00 per l’avvio dell’attività imprenditoriale autonoma, per l’acquisto di attrezzature, consulenza e/o manodopera, il 12 settembre 2018. Da dx Denisa Savulescu Responsabile Tamat e Nikiema BoukareDa dx Denisa Savulescu Responsabile Tamat e Nikiema BoukareRispetto ai 7 polli iniziali, Bouba ha oggi nel suo pollaio più di 250 pulcini che crescono sotto la sua supervisione e quella del fratello quando lui si reca in Italia. L'obiettivo è raggiungere almeno 300 polli le cui uova possono essere rivendute e ampliare l’allevamento a piccoli ruminanti. Per consentirgli di sviluppare le sue attività Bouba ha richiesto anche un microcredito di 2.000 euro, previsto dal progetto, che gli è stato consegnano dalla capo progetto di RASAD e Rappresentante paese Tamat in Burkina Faso e Mali, Raluca Denisa Savulescu, il 29 luglio scorso. Tamat, attraverso il progetto RASAD, continuerà a sostenere i membri della diaspora burkinabé rientrati dall’Italia, per il loro reinserimento socio-economico nel loro territorio.

“ColtiviAmo l’Integrazione”  sta proseguendo con risultati davvero importanti. Il progetto (PROG-1979), finanziato a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione del Ministero dell’Interno 2014-2020 – Obiettivo Specifico: 2.Integrazione / Migrazione legale – Obiettivo nazionale: ON 3 – Capacity Building lett. m) – Scambio di Buone Pratiche – Inclusione sociale ed economica SM, vede come capofila Tamat Ong, coinvolge le città di PerugiaMilano e Ragusa, in collaborazione con la Fondazione ISMU di Milano, l’Associazione I Tetti Colorati la Robert F. Kennedy Human Rights Italia ed ha la finalità di integrare, attraverso il lavoro, ragazzi e ragazze provenienti da paesi terzi. Proprio i tre lab di Perugia, Milano e Ragusa in questi mesi estivi stanno lavorando con grande entusiasmo.

Montemorcino Perugia la pacciamaturaMontemorcino, Perugia, la pacciamatura

 

 

A Perugia, dopo le prime coltivazioni, i destinatari del progetto, con il sostegno di agronomi, hanno praticato la pacciamatura dei terreni della curia a Montemorcino, cioè è stata passata la paglia tra le piante per evitare la ricrescita di erbacce e per trattenere l'acqua sul terreno.

 

 

Milano laboratorio di cucinaMilano, laboratorio di cucina

 

Milano non solo proseguono le lezioni di agronomia che vengono messe in pratica con il laboratorio di falegnameria e orto, ma vengono anche insegnate le tecniche della cucina italiana.

 

 

 

Ragusa i primi ortaggiRagusa, i primi ortaggi

 

 

Ragusa sono nati i primi ortaggi, frutto dell'impegno a delle cure dei destinatari e dello staff del progetto. 

 

 

 

Questi sono i primi risultati concreti di un progetto capace di costruire reti territoriali e di stare nelle comunità locali attraverso il lavoro, la cultura, il dialogo. Un vero e proprio modello di cooperazione a tutte le latitudini.  

gregge berberina 3Si è tenuta la prima riunione del Comitato d’Indirizzo del progetto “Berberina in Tunisia – Sviluppo dell’allevamento ovino come azione di resilienza delle giovani generazioni di Sidi Bouzid per contrastare la povertà e la migrazione – AID 11421”, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Tamat, capofila dell’iniziativa, è stata rappresentata dal Direttore Generale, Piero Sunzini, e da Francesco Lorenzini, responsabile del progetto in Tunisia.

Inoltre, hanno partecipato all’incontro in qualità di rappresentanti dei partner italiani di progetto:

  • Massimiliano Brilli e Stefano Briganti, rispettivamente amministratore unico e responsabile dell’unità progetti Internazionali del 3A Parco Tecnologico Agro-alimentare dell’Umbria (3A-PTA). Nel quadro del progetto, 3A-PTA si occuperà delle attività inerenti alla registrazione della Denominazione di Origine Controllata che certificherà la qualità della carne ovina prodotta dai beneficiari del progetto sotto il marchio “Agnello di Sidi Bouzid”;

  • Wladimiro Boccali, Presidente di Solving BFM s.r.l, società commerciale con esperienza nel settore dell’internazionalizzazione delle imprese italiane all’estero. Solving BFM faciliterà i contatti tra imprenditori tunisini e italiani delle filiere agricole interessate dal progetto, organizzando degli incontri specifici sia in Tunisia che in Italia;

  • I Professori Francesco Panella e Francesca Sarti del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali (DSA3); Il Prof. Oliviero Olivieri ed il ricercatore Gabriele Acuti in rappresentanza del Dipartimento di Medicina Veterinaria. Le due strutture dell’Università degli Studi di Perugia si occuperanno nello specifico della formazione in loco dei beneficiari del progetto;

  • Ugo Francia, presidente della Onlus D.A.S.S ed esperto zootecnico responsabile del monitoraggio degli allevamenti a Sidi Bouzid.

La riunione ha avuto come obiettivo l’organizzazione delle attività che i vari partner realizzeranno in Tunisia nel corso del I anno di progetto. Infine, il Comitato d’Indirizzo ha stabilito la data di inaugurazione del progetto in Italia, che si terrà il 30 ottobre 2019 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia. Per l’occasione, Tamat e i due dipartimenti dell’Università organizzeranno un seminario centrato ad evidenziare le opportunità di cooperazione tra Italia e Tunisia nel settore dell’allevamento ovino, al quale parteciperanno anche personalità di spicco del panorama zootecnico tunisino.

 

LA SCHEDA PROGETTO 

IL SITO DEL PROGETTO

67550888 892689371078736 2787404947283509248 nTamat e Le Tonus presso il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana con Boulaye Keita, Consigliere Tecnico del Ministero

Lo staff di Tamat con gli stagisti della ong locale Le TonusLo staff di Tamat con gli stagisti della ong locale Le TonusIl 29 luglio il Ministero dell'amministrazione territoriale e delle decentralizzazione del Mali ha ufficialmente riconosciuto Tamat come associazione straniera senza scopo di lucro.

Rappresentata da Denisa R. Savulescu, nella figura di Rappresentante paese Mali e Burkina Faso, la nostra Ong ha aperto la sua sede locale nel comune di Kati, a 15 chilometri dalla capitale Bamako.

Inoltre la presenza di una delegazione di Tamat nel paese per una missione d’implementazione del progetto AwArtMali, è stata l’occasione per presentare ufficialmente Tamat, insieme al partner locale di sostegno Le Tonus, alla Delegazione dell’Unione Europea in Mali e al Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana, che hanno accolto con molto entusiasmo il riconoscimento ufficiale di Tamat, dichiarando il loro pieno appoggio al progetto in corso.

Nello specifico il 1 agosto a Bamako, presso la sede della Delegazione della Commissione Europea, lo staff di Tamat composto da Simone Foresi, capo progetto AwArtMali, Nadia Zangarelli, esperta di Cooperazione Internazionale allo Sviluppo e Amadou Doumbia, direttore esecutivo della Ong maliana Le Tonus sono stati ricevuti dal Liason Officer per le politiche sulle Migrazioni e da Anne Catherine Claude, responsabile per i progetti in Mali per il fondo fiduciario di urgenza per l’Africa.

 

67583766 892689347745405 4441412495244001280 nSimone Foresi (capo progetto AwArtMali) presso il il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione AfricanaIl 2 agosto Tamat insieme a una delegazione di Le Tonus composta questa volta oltre al direttore esecutivo Ahmadou Doumbia anche dal coordinatore locale per il progetto AwArtMali Moussa Souleymane è stata ricevuta da Boulaye Keita, Consigliere Tecnico del Ministero per le politiche in tema di migrazioni presso il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana a Bamako.

Nell’incontro è stato presentato il progetto AwArtMali ed illustrato nel dettaglio il piano strategico di comunicazione elaborato in collaborazione con l’agenzia maliana di comunicazione Wabaria definendo la campagna che dovrà essere svolta a partire dal mese di agosto tra le popolazioni maliane del Cercle di Kati.

 

 

67952252 892689477745392 6243461462749085696 nLo staff di Tamat e quello di Le Tonus impegnati nel porgetto AwArtMaliSia il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana che la delegazione UE hanno espresso il proprio compiacimento per le azioni di progetto finora svolte e per l’ufficializzazione della presenza operativa di Tamat nel paese. Allo stesso tempo questi incontri hanno permesso di creare le condizioni per una fattiva collaborazione con le istituzioni europee e maliane per la realizzazione del progetto, mettendo a disposizione dello staff di progetto tutte le conoscenze in proprio possesso.

Tamat, insieme all’Ong maliana Le Tonus sviluppa ormai da molti anni progetti a supporto delle popolazioni locali per lo sviluppo sostenibile in ambito sociale, culturale ed economico. Ricordiamo a questo proposito il progetto La Dignità ha il volto di Donna (DVD) del 2014, cofinanziato dall'Otto per Mille della Chiesa Valdese il cui obiettivo è stato quello di identificare due gruppi di donne, uno proveniente dalla zona rurale di Kambila e una dalla zona urbana di Kati, per la concessione di microcredito per lo sviluppo dell’orticoltura, da una parte, e la produzione/vendita di prodotti alimentari trasformati, dall’altra.

E oggi AwArtMali – Awareness raising and info through art on irregular migration risks in Mali, un progetto cofinanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (AMIF) della Commissione Europea il cui obiettivo è contribuire al cambiamento di percezioni e di comportamenti dei maliani riguardo alla migrazione irregolare rendendoli consapevoli e informandoli sulle alternative legali alla migrazione e sulle opportunità economiche in Mali.

Sia DVD che AwArtMali sono realizzati con la fruttuosa collaborazione con la Ong locale Le Tonus con la quale la nostra organizzazione si augura di continuare a collaborare in futuro.

Una nuova missione per la mappatura degli stakeholder e l'identificazione delle opportunità di auto-sviluppo in Mali a favore delle persone a rischio migrazione

29 Luglio Riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria29 Luglio, riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria

 

29 Luglio Riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria II29 Luglio, riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria Dal 25 luglio al 2 agosto 2019, una équipe della ong Tamat ha svolto una missione in Mali nel Cèrcle de Kati , regione di Koulikoro, nell’ambito del progetto europeo AwArtMali, coordinato da Tamat NGO e finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (AMIF) della Commissione Europea il cui obiettivo principale è quello di sensibilizzare le popolazioni del Mali sui rischi dell’immigrazione irregolare e contemporaneamente informare sulle opportunità socioeconomiche disponibili nel paese africano.

Durante la missione l'equipe di Tamat composta da Simone Foresi (capo-progetto) e Nadia Zangarelli (esperta di cooperazione internazionale) hanno incontrato gli animatori della ong maliana Le Tonus e insieme lavoreranno per la mappatura degli stakeholder locali e per l'identificazione delle possibili opportunità di auto-sviluppo a beneficio di persone a possibile rischio migrazione. Il progetto AwartMali infatti, vuole trasmettere alla popolazione maliana attraverso una campagna di comunicazione mirata non solo informazioni sui rischi della migrazione irregolare, ma un panorama delle opportunità possibili per decidere di restare in Mali.29 Luglio Riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria III29 Luglio, riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria

Obiettivo ulteriore della missione è stato quello di preparare le attività di futuri workshop da tenere nelle comunità locali con stakeholders in grado di costruire un network sempre più solido di soggetti in grado di affrontare la problematica della migrazione a partire dalle sue radici che sono nella mancanza di opportunità valide e solide per i giovani oggi intenzionati a intraprendere il viaggio verso un futuro migliore. Entro il mese di agosto verrà messa a punto e avviata la campagna di comunicazione del progetto che sarà multicanale: i contenuti viaggeranno attraverso spot radio, affissioni, divulgazione di materiale informativo. Nel mese di luglio inoltre, dal 14 al 21, il progetto in Italia ha goduto di un'importante vetrina all'interno della mostra “Oltre i Confini - photography and audiovisual exhibition” dell'artista perugino Riccardo Truffarelli, mostra tenutasi durante uno dei più importanti festival di musica jazz in Italia e in Europa: Umbria Jazz. Per l'occasione Tamat ha presentato un'esposizione fotografica con alcuni scatti di Paolo Saglia, fotografo dell’agenzia di comunicazione partner di progetto Giusti Eventi, sulle attività che il progetto sta sviluppando in Mali. Un modo per raccontare attraverso volti, luoghi, momenti di vita quotidiana, il mondo di quei giovani che vogliono partire.

Foto 1Cerimonia d’inaugurazione - Da sinistra verso destra: Ali BRAHMI - Presidente URAP (Unione Regionale Agricoltori e Pescatori di Sidi Bouzid); Mohamed Sedki BOUAOUN - Governatore di Sidi Bouzid; Francesco Lorenzini - assitente capo progetto; Piero Sunizini – Direttore di Tamat; Laura Burani – Rural development officer AICS Tunisi ; Omran BEN JEMAA - Responsabile Direzione Sviluppo dell’Allevamento Intensivo di OEP

Foto 2Cerimonia d’inaugurazione – Il Presidente di Green Univiersity, ONG tunisina controparte locale di Tamat nel progetto, mostra al Governatore di Sidi Bouzid un gregge di pecore razza “Berberina”Mercoledì 10 luglio 2019 alle ore 10, presso la Comunità di Jmel (Municipalità di Faidh, Governatorato di Sidi Bouzid) si è tenuta la cerimonia d’inaugurazione del progetto “Berberina in Tunisia – Sviluppo dell’allevamento ovino come azione di resilienza delle giovani generazioni di Sidi Bouzid per contrastare la povertà e la migrazione – AID 11421” gestito dall’ONG Tamat e cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). La presenza delle autorità locali tunisine è stata del massimo livello: Mohamed Sedki BOUAOUN (Governatore di Sidi Bouzid), Chaouki ELBOUZIDI (sindaco della Municipalità di Faidh) e Omran BEN JEMAA (Responsabile Direzione Sviluppo dell’Allevamento Intensivo dell’Office de l’Elevage e des Pâturages – OEP -del Ministero dell’Agricoltura tunisino), insieme agli esponenti delle agenzie regionali coinvolte nell’iniziativa. Come ente finanziatore del progetto, AICS ha inviato Laura Burani e Enrica Hoffer, responsabili rispettivamente dei settori sviluppo rurale e educazione in Tunisia.

 

 Foto 4Cerimonia d’inaugurazione – Per l’apertura della cerimonia, la comunità ha organizzato dei giochi equestTamat ed il suo partner locale, Green University (ONG tunisina), erano rappresentati da Piero Sunzini (Direttore di Tamat) e Francesco Maria Lorenzini, assistente del capo progetto Ugo Francia, e da M’naouer DJEMALI (Presidente di Green University). L’evento di lancio ha visto la partecipazione di tutta la comunità di Jmel ed ha rappresentato un momento di aggregazione attorno al progetto attraverso la manifestazione di danze e canti tradizionali ed uno spettacolo di cavalieri in sella a cavalli arabi. Al termine della presentazione, sempre a Jmel, i rappresentanti di Tamat e Green University, nella conferenza stampa organizzata dal Sindaco di Faidh, hanno risposto alle domande dei giornalisti, rappresentanti le principali testate giornalistiche tunisine e provenienti da diverse realtà del Paese. La cerimonia si è poi conclusa con un pranzo conviviale.

 

Foto 5Conferenza stampa – Al termine della cerimonia d’inaugurazione è stata organizzata una conferenza stampa alla presenza delle principali testate nazionali tunisine. Da sinistra verso destra: Mohamed ZOUARI – Direttore regionale di APIA; Omran BEN JEMAA - Responsabile Direzione Sviluppo dell’Allevamento Intensivo di OEP; M’naouer DJEMALI – Presidente dell’ONG tunisina Green University; Piero Sunzini – Direttore di Tamat; Chaouki ELBOUZIDI - sindaco della Municipalità di FaidhIl progetto “Berberina in Tunsia” si propone di sostenere il miglioramento delle condizioni socio-economiche di giovani e donne del Governatorato di Sid-Bouzid, contrastando al contempo la disoccupazione e la conseguente migrazione verso l’Europa, attraverso la razionalizzazione dell’allevamento di agnelli di qualità della razza “Berberina “e lo sviluppo della filiera corta.  

 

AwArtMali cover FBPERUGIA - Da domenica 14 a domenica 21 luglio dalle ore 12.00 alle ore 20.00, Tamat sarà presente al CERP - Centro espositivo della Rocca Paolina, nel centro storico della città di Perugia, all'interno della mostra "Oltre i Confini- PHOTOGRAPHY AND AUDIOVISUAL EXHIBITION" di Riccardo Truffarelli, fotografo, videomaker, documentarista e regista perugino. Non è la prima volta che l'artista decide di coniugare il suo lavoro a buone cause portate avanti da realtà del mondo no profit collaborando con Emergency, Caritas, Amnesty International, Survival International e Unicef solo per citarne alcune. Quest'anno ha scelto di dedicare uno spazio ad AwArtMali, progetto coordinato dalla Ong Tamat e cofinanziato dall'Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF) della Commissione Europea il cui obiettivo è quello di contribuire attraverso una campagna di comunicazione, che si svilupperà anche attraverso l'arte e il teatro, al cambiamento della percezione e dei comportamenti delle persone che in Mali guardano alla migrazione irregolare verso l'Europa come unica soluzione ai loro problemi sociali ed economici. Focus group con la comunità locale di YlkbougouFocus group con la comunità locale di YlkbougouAllo stesso tempo ha lo scopo di sensibilizzare e informare circa le alternative legali inerenti alla migrazione e alle opportunità economiche disponibili nel loro paese. Tamat ha deciso di rispondere all'invito dell'artista perugino partecipando con unaesposizione fotografica di Paolo Saglia, fotografo dell’agenzia di comunicazione partner Giusti Eventi, sulle attività che il progetto sta sviluppando in Mali. Un modo per raccontare attraverso volti, luoghi, momenti di vita quotidiana, il mondo di quei giovani che vogliono partire, a metà strada tra immaginario e reale.
Non ci resta che darvi appuntamento domenica 14 luglio alle ore 18 per la vernissage. NOTE: Oltre i Confini Cittadino del mondo, profondo conoscitore degli angoli più reconditi della terra (dal cuore dell’Amazzonia all’Africa Nera), l'artista Riccardo Truffarelli in questa mostra immersiva riesce a offrire uno straordinario spaccato di vita. Uno spaccato fatto di storie di bellezza e povertà, di natura dirompente, di sguardi e sorrisi che rappresentano la summa del suo girovagare per il pianeta nei suoi 40 anni di carriera.

La mappa dei percorsi di migrazione ridisegnata dai partecipanti al focus group di YlkbougouLa mappa dei percorsi di migrazione ridisegnata dai partecipanti al focus group di Ylkbougou

Il 13 giugno scorso è stato ufficialmente avviato il progetto denominato “Allevamento contrattuale e agricoltura familiare: sostegno alle resilienza delle popolazioni più vulnerabili della zona rurale di Loumbila”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dello Stato italiano con il fondo dell’otto per mille dell’IRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale per l’anno 2016.

Luca Piottoli agronomo produzioi animali e Piero Sunzini agronomo produzioni vegetali insieme ad alcuni esperti agronomi locali durante la formazione su metodi moderni di allevamento avicolo Burkina Faso giLuca Piottoli, agronomo produzioni animali, e Piero Sunzini, direttore Tamat, insieme ad alcuni esperti agronomi locali durante la formazione su metodi moderni di allevamento avicolo in Burkina Faso

Questo progetto, tra i cui partner coinvolti vede anche ARCS Culture Solidali, si rivolge ai piccoli avicoltori e agli agricoltori delle famiglie vulnerabili di Loumbila, in Burkina Faso, un comune rurale a due passi dalla capitale Ouagadougou. Vuole essere un sostegno all’avicoltura contrattuale e agro-ecologia familiare, con lo scopo di creare un’integrazione tra allevatori e agricoltori, facilitando così l'accesso ai prodotti agroalimentari, al pollame e alle uova per la popolazione più povera e vulnerabile della zona. Prodotti sani e buoni a prezzo equo per i consumatori e guadagno etico per i produttori!

Tra gli obiettivi centrali dell’iniziativa ci sono quelli della lotta contro l'insicurezza alimentare, il degrado del suolo e la malnutrizione infantile, ma anche il contrasto alla disuguaglianza di genere, attraverso il coinvolgimento delle famiglie nel progetto e la generazione di reddito derivanti dalle attività.

 

Il progetto che vede Tamat capofila si pone in linea con il piano di sviluppo del Consiglio Comunale di Loumbila, presieduto dal Sindaco Paul Taryam Ilboudo, ed è ben legato al programma per uno sviluppo sostenibile del comune volto al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione particolarmente vulnerabile.

Luca Piottoli agronomo produzioi animali incontri con aziende agricole e visite di terreno Burkina Faso giugno 2019Luca Piottoli agronomo produzioni animali: incontri con aziende agricole e visite di terreno, Burkina Faso giugno 2019

Per raggiungere questi obiettivi, saranno messe in atto molteplici attività, tra cui la selezione e la formazione tecnica di oltre cento piccoli avicoltori sui moderni metodi di allevamento e macellazione di pollame, la selezione e la formazione tecnica di un centinaio di famiglie vulnerabili sui metodi di produzione agro-ecologica, oltre alla formazione di tutti i beneficiari di progetto sulla creazione di micro-impresa e gestione del micro-credito, che verrà erogato ai richiedenti per lo sviluppo della propria attività di piccola trasformazione agro-alimentare o commercializzazione in loco di carne e uova.

In questo momento è in corso la prima missione del personale internazionale in Burkina Faso: lo zootecnico Luca Piottoli, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari dell’Università degli studi di Perugia con il prof. Cesare Castellini, si sta occupando della parte avicola, mentre Piero Sunzini, come agronomo senior, sta definendo le attività riguardanti le produzioni vegetali. Insieme con Denisa Raluca Savulescu, rappresentante paese Tamat in Burkina Faso, stanno già lavorando con riunioni di inquadramento, visite di terreno e di gruppo, incontri con aziende agricole, scambi con i professionisti del settore e le prime formazioni tecniche.

Polli Burkina Faso progetto PCM TAMAT

 

Con il supporto dell’agronomo e del coordinatore locale, sotto la supervisione del capo progetto, si stanno ora definendo i prossimi step per l’implementazione delle attività di questa iniziativa appena avviata grazie al finanziamento dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dello Stato italiano con il fondo dell’otto per mille dell’IRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale per l’anno 2016.

Esperti italiani della ONG Tamat e dell’agenzia di comunicazione Giusti Eventi già operativi sul terreno

Missione3

Da sabato 28 aprile a martedì 7 maggio una missione di esperti italiani dell’Ong Tamat e dell'agenzia di comunicazione italiana Giusti Eventi ha soggiornato in Mali per lo sviluppo di una campagna di comunicazione a favore delle popolazioni maliane sui temi del contrasto all’immigrazione gestita dai trafficanti verso l’Europa.

Missione1La delegazione, composta dal capo progetto Simone Foresi e da Denisa Savulescu, rappresentante paese per il Mali dell’ONG italiana Tamat, insieme ad Elena Elia e Paolo Saglia, esperti dell’agenzia di comunicazione Giusti Eventi di Torino, è stata supportata nelle attività in loco dallo staff di progetto di una Ong maliana.

Sono stati svolti tre focus group a Kati (comune urbano), a Yélékébougou e a Kambila (comuni rurali del circondario di Kati).

I tre focus hanno permesso di coinvolgere, dialogare e interagire con persone già migrate di ritorno nel paese, con giovani che desiderano prendere la via dell’emigrazione, ma anche con persone che non hanno per niente voglia di lasciare il Mali.

Questi focus group sono stati animati in francese ed in lingua Bamanan e si sono basati su attività interattive allo scopo di incrociare “immaginario e reale” con questionari di sociometria. L'obiettivo è stato quello di conoscere in profondità il desiderio reale di ogni partecipante utile per poi elaborare una campagna di comunicazione per il contrasto all'immigrazione gestita dai trafficanti.

La discussione ha permesso di far emergere il carattere estremamente pericoloso dell'immigrazione e la necessità di mettere gradualmente fine a tali comportamenti.

Missione2Gli immigranti di ritorno al paese hanno avuto l'opportunità, durante le attività, di spiegare le loro differenti disavventure sia intraprendendo la “via terrestre” con il lungo viaggio attraverso il Sahara, sia la “via mediterranea” a bordo soprattutto di imbarcazione più o meno di fortuna, per avviarsi a raggiungere l’Europa.

I partecipanti hanno affermato di avere vissuto e condiviso il “calvario” con numerosi migranti, vedendo morire donne e uomini sia nella traversata del Sahara che in quella mediterranea. Hanno raccontato degli imprigionamenti, delle torture e di avere subito pratiche razziste, non solo in Europa ma anche nei centri di detenzione e nei paesi di transito del Nord Africa. La delegazione di esperti italiani ha potuto mettere a profitto il soggiorno anche per visitare le famiglie delle persone emigrate che hanno deciso di tornare, volontariamente, in Mali.

Momenti molto forti e emozionanti che hanno permesso agli esperti e cooperanti italiani di conoscere meglio e in maniera più profonda la vita di queste persone che nonostante tutto non hanno perso la speranza e che continuano a condurre la propria vita in Mali.

Elena Elia e Paolo Saglia hanno approfittato, anche, della loro presenza nel Mali per incontrare i responsabili della Radio Bèlèkan di Kati, degli artisti locali e dirigenti dell'Associazione Maliana per l’Assistenza degli Espulsi (AME). Gli scambi hanno riguardato la strategia di creazione della campagna di comunicazione contro l'immigrazione clandestina. Tutti gli interlocutori incontrati hanno annunciato la loro disponibilità a dare il proprio contributo al progetto AwArtMali.

missione4Il progetto AwArtMali rappresenta un'azione congiunta tra i partner di Italia, Spagna e Cipro, con l’assistenza e il supporto dell’agenzia maliana Le Tonus, che ha l'obiettivo di contribuire al cambiamento delle percezioni e del comportamento dei cittadini maliani, che considerano l’immigrazione verso l’UE come l’unica soluzione ai loro problemi economici e sociali. Il progetto si prefigge di informare i maliani sui rischi della migrazione gestita dai trafficanti e sulle possibili alternative sicure di migrazione.

 

 

 

 

Missione 5

Coinvolte quattro città: Perugia, Milano, Firenze e Ragusa 

Illustrazione del progetto e avvio selezione beneficiari 1Illustrazione del progetto e avvio selezione beneficiari

 

Da Tamat: “Sicurezza e integrazione: l'inclusione e il lavoro sono gli strumenti migliori”

Agricoltura urbana per favorire l'integrazione economica e sociale dei cittadini di Paesi terzi presenti in Italia. Si stanno selezionando in questi giorni i beneficiari che dal mese di giugno avvieranno una vera e propria coltivazione nel cuore della città. A Montemorcino sorgerà infatti l'orto urbano per la coltivazione di prodotti bio che ha la finalità di integrare, attraverso il lavoro, ragazzi e ragazze provenienti dall'Africa presenti a Perugia.

Un progetto, promosso da Tamat Ong, in collaborazione con la Fondazione ISMU di Milano, finanziato dal Ministero dell'Internobasato su un modello già sperimentato a Perugia con successo dalla Ong perugina grazie ad una precedente iniziativa (Urbagri4women) e di cui Coltiviamo l'integrazione rappresenta la continuazione e lo sviluppo. Sviluppo perché la nuova azione coinvolgerà 4 città italiane e favorirà lo scambio e l'implementazione di buone pratiche tra luoghi diversi del Paese. Nei giorni scorsi si è tenuto a Montemorcino il primo incontro utile a individuare i beneficiari dell'iniziativa e a illustrarne le finalità.

Il progetto punta al rafforzamento delle competenze tecniche e relazionali dei cittadini presenti in Italia attraverso azioni di agricoltura inclusiva in città e attraverso un percorso di formazione che include anche lo studio della lingua italiana.

Con la supervisione della Fondazione ISMU di Milano si arriverà a definire, attraverso l’esperienza di progetto, un modello di agricoltura inclusiva replicabile in altri contesti.

Visita sullarea dove sorgerà lorto 1Montemorcino, visita sull'area dove sorgerà l'orto

Coltiviamo l'integrazionecoinvolgerà 45 beneficiari diretti. Ben quattro le città coinvolte: Perugia, Milano, Ragusa e Firenze. Il progetto ColtiviAmo l’Integrazione (PROG-1979) è finanziato a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione del Ministero dell'Interno 2014-2020 - Obiettivo Specifico: 2.Integrazione / Migrazione legale - Obiettivo nazionale: ON 3 – Capacity Building lett. m) – Scambio di Buone Pratiche – Inclusione sociale ed economica SM.

Come spiegano da Tamat: “Questa prima fase sarà fondamentale per costruire reti territoriali che supportino il progetto e ne aumentino l’impatto nelle comunità locali”.

L'area del Sahel luogo chiave per la nuova strategia dell'Italia

Incontro presso un centro polifunzionale del progetto Rasad che coinvolge 600 donne in agricoltura

Vice ministro VicemInistro con alcune donne beneficiarie del progetto RASAD, Ouagadougou (Burkina Faso), 05.05.2019

FOTO 6 Vicemnistro con alcuni mebri dello staff e beneficiari del progetto RASAD Ouagadougou Burkina Faso 05.05.2019Viceministro con alcuni membri dello staff e beneficiari del progetto RASAD, Ouagadougou (Burkina Faso) 05.05.2019

La Vice Ministra agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Emanuela Del Re, durante la sua visita in Burkina Faso il 4 e 5 maggio scorsi, è stata ricevuta dal Presidente Roch Kaborè, con cui ha affrontato i temi delle relazioni bilaterali Italia-Burkina Faso e dell’impegno italiano nel Paese. “Sicurezza, cooperazione allo sviluppo, ambiente, collaborazione economica, sono i campi principali in cui ci impegneremo”, ha dichiarato la Vice Ministra al termine del colloquio. Concetti ripresi nei diversi incontri avuti con membri del governo di Ouagadougou: il Ministro degli Esteri e quelli dell’Agricoltura, della Salute, del Commercio e dell’Artigianato, della Donna e il Ministro della Sicurezza. La Vice Ministra ha poi incontrato i rappresentanti in loco della diaspora burkinabè d’Italia. “Quella tra Italia e Burkina Faso è innanzitutto una relazione umana derivante dalla consolidata presenza delle ONG italiane qui e dalla laboriosa presenza nel nostro Paese della più grande diaspora burkinabè d'Europa”, ha sottolineato.

FOTO 3 Vicemnistro e capoporgettto RASAD davanti ai prodotti dei siti orticoli di progetto Ouagadougou Burkina Faso 05.05.2019Viceministro e capoprogettto RASAD davanti ai prodotti dei siti orticoli di progetto, Ouagadougou (Burkina Faso) 05.05.2019La Vice Ministra ha quindi incontrato le ONG italiane che operano nel Paese. Tra queste, Tamat, Ong attiva da 20 anni proprio nella “Terra degli uomini integri” (questo significa Burkina Faso). Tamat è impegnata proprio in Burkina con il progetto Reti d’Acquisto per Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora burkinabé d’Italia (RASAD/AID 10912) - cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Rasad rappresenta un grande progetto di micro-credito in agricoltura che coinvolge 600 tra donne e uomini – con un occhio di riguardo verso i giovani. Il progetto prevede la creazione di due centri polifunzionali, costituiti ciascuno da una boutique sociale di cereali e ortaggi e da un ristorante pedagogico comunitario. All’interno delle boutique i cereali vengono acquistati e stoccati – banca di cereali – e rivenduti a costi calmierati nei periodi di forte aumento dei prezzi. Si tratta di progetto basato sull’agricoltura contrattuale, dove gli agricoltori vengono sostenuti nella fase di vendita dello loro colture – una parte viene acquistata dai centri polifunzionali ed una parte dai privati. Un’azione che sta dando risultati concreti molto importanti e prospettiva ai beneficiari. Inoltre, il progetto prevede un’azione di sostegno destinata a 5 membri della diaspora burkinabé d’Italia interessati alla reintegrazione economica e sociale nel proprio paese d’origine.

Vice Ministra visita centro polifunzionale BurkinaDelegazione del Viceministro e Ambasciatore italiano in Burkina Faso davanti al Ristorante La Jardienière, Ouagadougou (Burkina Faso), 05.05.2019Il ruolo dei giovani nell’affermazione del diritto di permanenza nelle terre originarie per Tamat è il perno della propria azione: non a caso ha sostenuto l’apertura di un ristorante pedagogico comunitario denominato La Jardinière (visitato proprio dalla Vice Ministra) a Cissin (periferia di Ouagadougou) e del Bio Resto’ del Comune di Koubri (ristorante bio comunitario gestito da un membro della diaspora burkinabé d’Italia, Association Watinoma). La Jardiniere utilizza i prodotti degli orti agro-ecologici realizzati all’interno del progetto da donne, orti che operano grazie anche alle campagne di micro-credito (nel 2019 è partita la decima annualità) sviluppate con cifre oscillanti tra i 100 e 150 euro per beneficiario all’anno: cifre che in Europa sarebbero irrisorie e che, invece, nel Sahel fanno la differenza tra poter mangiare una volta al giorno oppure nutrirsi come la vita umana richiede. 

FOTO 4 Vicemnistro alla Maison de la Femme di Cissin Ouagadougou Burkina Faso 05.05.2019Viceministro alla Maison de la Femme di Cissin, Ouagadougou (Burkina Faso) 05.05.2019Come ha spiegato la Vice Ministra Del Re durante la visita presso la missione di Tamat: “Sono convinta che l'empowerment femminile sia qualcosa di fondamentale per l'autodeterminazione e lo sviluppo di questa comunità. Qui ho trovato una passione e una professionalità che fa onore a tutto il mondo della cooperazione italiana. Tamat con il suo approccio rappresenta un'eccellenza del nostro Paese. Si tratta di un progetto molto serio ed efficace che infatti il Ministero degli Esteri ha finanziato per tre anni”. Questi sono esempi di come agiscono le organizzazioni non governative nelle zone del pianeta più svantaggiate: pur nella loro piccola dimensione (comunque garanzia di successo per i progetti) indicano l’unica strada praticabile per mantenere la pace in territori i cui abitanti chiedono solo di poter vivere dignitosamente. La visita è avvenuta quattro giorni dopo la consegna al Presidente Kaborè delle lettere credenziali del primo Ambasciatore d’Italia residente a Ouagadougou. “La recente apertura della nostra Ambasciata segna una nuova importante tappa delle nostre relazioni bilaterali e apre prospettive importanti per il rafforzamento del partenariato”, ha commentato la Vice Ministra.

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Delegazione del VicemInistro e Ambasciatore italiano in Burkina Faso davanti al Ristorante La Jardienière, Ouagadougou (Burkina Faso), 05.05.2019

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Ristorante La Jardinière Ambasciatore Andrea Romussi in primo piano davanti al Ristorante  La Jardiniére, Ouagadougou (Burkina Faso)

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Viceministro con alcuni membri dello staff e beneficiari del progetto RASAD, Ouagadougou (Burkina Faso) 05.05.2019

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Viceministro con alcune donne beneficiarie del progetto RASAD, Ouagadougou (Burkina Faso) 05.05.2019

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Viceministro alla Maison de la Femme di Cissin, Ouagadougou (Burkina Faso), 05.05.2019

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Viceministro e capoprogetto RASAD davanti ai prodotti dei siti orticoli di progetto, Ouagadougou (Burkina Faso), 05.05.2019

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Pranzo della delegazione al Ristorante La Jardinière: ambasciatore Andrea Romussi, Viceministro, Domenico Bruzzone direttore della sede AICS di Ouagadougou coordinatrice locale progetto

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Viceministro al Ristorante La Jardinière. Da sinistra: Denisa Raluca Savulescu capoprogetto RASAD, Florentin Tougouma staff RASAD, Neewerbendin Kouad coordinatrice locale, Emanuela Carla Del Re, Viceministro

Le aziende umbre modello per l'agricoltura in Tunisia. Dall'8 al 12 aprile una delegazione tunisina sarà in Umbria per avviare partnership commerciali Cooperazione e sviluppo , la delegazione composta da imprenditori tunisini e funzionari in visita in Umbria

BERBERINA IMPRENDITORI IN VISITA IN uMBRIA

La delegazione tunisina è interessata anche a sviluppare i Gas (Gruppi di acquisto solidale) come modello di agricoltura sostenibile. Mercoledì 10 aprile è prevista la visita al Gas perugino Fuori di Zucca. Una delegazione composta da imprenditori tunisini e funzionari di alcune istituzioni della Tunisia sarà in Umbria dall’8 al 12 aprile nel quadro di un programma di visite organizzato dalla ONG Tamat di Perugia.

Tamat organizzerà una serie di incontri tra la delegazione tunisina e numerose piccole-medie imprese umbre attive nel settore dell’agro-alimentare al fine di studiare il modello di sviluppo italiano e umbro in questo settore e per sviluppare potenziali partenariati commerciali. La delegazione tunisina, interessata al modello organizzativo delle imprese umbre, farà un vero e proprio tour per studiare sul campo le caratteristiche produttive e i modelli organizzativi e commerciali delle aziende agricole. Tra gli obiettivi della visita c'è lo studio circa la replicabilità, proprio in Tunisia, dei Gas (Gruppi di acquisto solidale) come modello di agricoltura sostenibile per imprenditori e consumatori. E infatti mercoledì 10 aprile la delegazione si recherà in centro a Perugia per un confronto con il Gas Fuori di Zucca,

il gruppo di acquisto di Via della Viola che conta oltre 80 soci e che mette in connessione diretta i piccoli agricoltori dell'agro perugino con le famiglie del centro storico. Il programma del tour: martedì 9 aprile gli imprenditori tunisini visiteranno l'Azienda Agricola Moretti (produzione carne rossa) e l'Azienda Agricola La Solana (produzione casearia). Mercoledì 10 sarà la volta del 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria, del Consorzio Produttori Carne Bovina Pregiata delle Razze Italiane C.C.B.I e Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) "Fuori di Zucca". Giovedì 11 il Centro Macellazione Carni Ponte San Giovanni, Università dei Sapori e la Cooperativa PAC2000A (cooperativa associata a CONAD).

Tamat è presente nel paese nord-africano con un suo progetto di cooperazione internazionale denominato “Berberina” che mira a creare un modello innovativo nella gestione della filiera dell'allevamento ovino.  

Maurizio Smidth Farneto Teatro durante le riprese nella scuola St Laurent Ouagadougou Burkina Faso 20.03. 2019Maurizio Schmidt (Farneto Teatro) durante le riprese nella scuola St Laurent, Ouagadougou, Burkina Faso, 20/03/2019

 In questa settimana si sta realizzando a Ouagadougou la seconda fase dei twinnings (incontri multimediali a distanza tra studenti delle scuole del Burkina Faso e quelle italiane), attività inserita all'interno del progetto RASAD AID 10912 - Reti d'Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora burkinabé, coordinato da Tamat e cofinanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

I twinnings consistono nell'instaurazione di un rapporto di corrispondenza digitale tra le scuole italiane e burkinabé, basato sullo scambio di foto e video attraverso i quali gli alunni delle due realtà interagiscono, raccontando alla controparte la propria vita quotidiana in relazione ad alcune tematiche: la migrazione, il diritto al cibo e la sicurezza alimentare.


Nella prima fase
, a febbraio scorso, i ragazzi della II B e II C dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Cavour - Marconi - Pascal" di Perugia e le classi II A, IIIA e IIID della Scuola secondaria "Benedetto Bonfigli" di Corciano (PG) hanno realizzato dei video inviati poi alla controparte in Burkina Faso, con la collaborazione delle insegnanti, dei dirigenti scolastici e il supporto dell'esperto cooperazione nelle scuole TAMAT, Pietro Tundo. Florentin Tougouma staff RASAD e Maurizio Smidth Farneto Teatro durante le riprese nella scuola Tarwende Ouagadougou Burkina Faso 21.03. 2019Florentin Tougouma staff RASAD e Maurizio Schmidt Farneto Teatro durante le riprese nella scuola Tarwende Ouagadougou Burkina Faso 21/03/2019

In questa seconda fase gli alunni delle classi dell'Istituto "Tarwende" e le classi III, V e VI della scuola "St. Laurent" di Ouagadougou stanno visionando il materiale prodotto in Italia.La prossima settimana saranno i ragazzi in Italia a vedere il prodotto girato dai loro amici burkinabé. L'ultima fase, da realizzare ad aprile, vedrà l'organizzazione di un incontro live via Skype tra le classi italiane e quelle burkinabé.

Il percorso di incontri nelle scuole di Ouagadougou è realizzato dai membri del progetto RASAD AID 10912 in Burkina Faso (Florentin Tougouma, Eta Onka Claude YAYA), in coordinamento con la capo-progetto Denisa Raluca Savulescu, la coordinatrice locale Neerbewendin Kouad e con la collaborazione del Teatro Farneto, partner di progetto, nella persona del regista Maurizio Schmidt.

 

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Alunni della Scuola St Laurent, Ouagadougou, Burkina Faso, 20.03.2019

Alunni-della-Scuola-Tarwende-Ouagadougou-Burkina-Faso-21-marzo-2019

Alunni della Scuola Tarwende, Ouagadougou, Burkina Faso, 21.03.2019

Tre continenti e tre organizzazioni insieme per sostenere l'imprenditoria femminile nel turismo responsabile basato sulla comunità

entouree casa


Un'iniziativa che vede capofila Tamat Ong in collaborazione con le associazioni D’Antilles et D’Ailleurs (Martinica) e C-For-C (Madagascar), finanziato dalla Commissione europea con il programma Erasmus+

Lo sviluppo del turismo responsabile basato sulle comunità per contrastare l'insufficiente sviluppo economico locale e la vulnerabilità socioeconomica delle donne. Questo, in sintesi, l'obiettivo di fondo del progetto transnazionale Entourée (Entrepreneuriat pour un tourisme responsable, engagé et feminin), che vede come capofila la Ong perugina Tamat, a cui collaborano attivamente le associazioni D’Antilles et D’Ailleurs (Martinica) e C-For-C (Madagascar), finanziato dalla Commissione europea con il programma Erasmus+.

Un progetto della durata di 16 mesi che ha coinvolto tre Paesi in tre diversi continenti, l'Italia, il Madagascar e la Martinica, attraverso azioni di mobilità transnazionali volte allo scambio di buone pratiche, allo scambio di esperienze e all'analisi di casi di successo in ambito turistico.

Nel corso del progetto il team di Entourée ha lavorato per sostenere il rafforzamento delle capacitàà tra i professionisti, operatori giovanili e attori locali e la consapevolezza sull'importanza critica dell'imprenditoria femminile nel turismo responsabile e, in particolare, turismo comunitario; per promuovere il collegamento tra l'uguaglianza di genere nel turismo e lo sviluppo sostenibile; per aumentare la consapevolezza sulle sfide che il settore del turismo crea per le donne; stabilire e sviluppare una rete internazionale di individui - accademici, tecnici, attivisti e politici - con un interesse comune per l'emancipazione femminile e il turismo responsabile e definire uno scopo comune per affrontarli.

Tra le azioni principali realizzate dal progetto c'è il supporto alla formazione di un'organizzazione locale per il turismo responsabile (LORT) in Madagascar, la creazione di una guida metodologica sull'imprenditoria femminile nel turismo responsabile in 4 lingue per la replicabilitàà in Italia e in Martinica, la convenzione sul turismo responsabile e l'imprenditoria femminile e la creazione di un sito web sul turismo responsabile/comunitario per dare visibilità a piccole medie imprese turistiche (www.community4tourism.net)

Risultato tangibile del percorso, è stato il supporto ad una quindicina, tra imprese e iniziative in ambito turistico, nella parte centrale del Madagascar.

Venendo al programma della Settimana internazionale del turismo responsabile

I lavori della due giorni si apriranno, giovedì 21 marzo, con l'intervento di Simona Formica, Tamat Ong, coordinatrice del progetto e con l'introduzione di scenario a cura di Daniela Campora di Aitr (Associazione Italiana Turismo Responsabile). Jacopo Sforzi, ricercatore presso l'Istituto europeo di ricerca sulle cooperative e le imprese sociali, interverrà sul tema dell'accoglienza diffusa e dei sui modelli. A seguire si andrà ad analizzare l'impatto socio-economico del turismo responsabile nella Martinica settentrionale con Madelaine Jouy De Grandmaison (Autore di "Le nord mon terroir - Martinica my country") e il tema dell'artigianato quale una leva per lo sviluppo del turismo con l'intervento di Yvonne Ulric della Camera dei mestieri e dell'artigianato. La seconda sessione sarà dedicata all'occupazione dei giovani. In particolare: formazione internazionale e supporto per l'imprenditorialità e l'educazione alle microimprese con Jean-Michel Loutoby, direttore della missione locale della Martinica settentrionale e Lavinia Ruscigni, coordinatore del progetto - Indie occidentali e altrove. In chiusura è previsto l'intervento di Geraldine De Thore - Associaltion Culture Equality su imprenditoria femminile: un'opportunità per ridurre la discriminazione contro l'occupazione. Focus della terza sessione del 21 marzo saranno le esperienze vere e proprie in questo ambito. Occupazione di giovani donne nel settore del turismo responsabile in Madagascar con il sostegno di EnTOURÉE, a cura di Sariaka Nantenaina, direttore esecutivo dell'ONG C-For-C Coach and Trainer in Entrepreneurship. Ferme du Moulin: esperienza agrituristica, alloggi rurali, agro trasformazione, esperienza turistica a cura di Richard Exurville, manager Farm Mill - Gros Morne.Raphael Concept: presentazione di un'esperienza turistica legata alla pesca, Bellefontaine con Louise Renard, manager di Raphael Concept- Bellefontaine. Percorsi di solidarietà: ecoturismo e gioventù - Buone pratiche da Lefkadas in Grecia con Mohamed Chaabouni, direttore delle iniziative sociali Solidarietà Treks.

Turismo rurale in Bulgaria - rete di alloggi specializzati nel turismo naturale e culturale. Buone pratiche dalla Bulgaria, a cura di Eleonora Yosifova, associazione bulgara per il turismo alternativo. La due giorni si concluderà il 22 marzo con il tavolo sul turismo nei Caraibi: quali proposte e strategie per un turismo sostenibile nel contesto della Martinica coordinato da Ines Bouchaut Choisy, presidente del gruppo Overseas al CESE, relatore del documento che promuove il turismo sostenibile nelle regioni oltremare e con gli interventi di Karine Mousseau, presidente della Martinica Tourism Committee, sulle prospettive per il settore nei prossimi anni e Franck Hoarau, consulente d'affari West Indies. Le conclusioni sono affidate a Marie-Thérèse Casimirius, presidente della Missione locale della Martinica settentrionale.

 

 

Le donne giocano un ruolo sempre più importante nel turismo. In particolare, il turismo responsabile offre loro l’opportunità di creare impresa e contribuire al cambiamento. La Giornata internazionale della donna è un’occasione per fare il punto in un settore con una presenza femminile significativa: quante imprese sono guidate da donne? Quali sono le maggiori sfide, in Italia e non solo?

Le donne, da sempre, sono una presenza rilevante nel mondo del turismo. In Italia, quelle impiegate nel settore sono oltre 500 000, di cui un numero sempre più consistente occupa posizioni imprenditoriali: secondo l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche (ISNART), nel comparto turistico guidano un’impresa su tre, mentre negli altri settori economici una su cinque. Le imprese turistiche a gestione femminile – concentrate perlopiù al Sud, dove sono oltre 40 000 – costituiscono per l’81,3% attività di ristorazione, per il 13,8% servizi di alloggio e per il 5% servizi di intermediazione svolti da agenzie di viaggio e tour operator.

donne turismo

Fonte: Elaborazioni Isnart su dati Osservatorio Imprenditoria Femminile di Unioncamere – Infocamere, al 30 giugno 2017

In particolare, è nel turismo responsabile che le donne sembrano trovare la propria vocazione: come sostiene il presidente dell’Associazione Italiana Turismo responsabile (AITR) Maurizio Davolio, “le donne sono le maggiori protagoniste del turismo responsabile, come viaggiatrici, come imprenditrici, come studentesse”.
Lo confermano gli organizzatori di viaggi responsabili dell’AITR, secondo i quali a livello europeo il 60% dei partecipanti è di sesso femminile. Proprio dal Tavolo di Genere di AITR è scaturita l’iniziativa Gender Responsible Tourism (GRT), volta a rafforzare, tramite la comunicazione, il ruolo delle donne nel turismo e a combattere le discriminazioni nei loro confronti. Il sito dell’Associazione GRT è un magazine on line che presenta le iniziative di turismo responsabile a guida femminile nel mondo e che vuole essere un mezzo per creare connessioni, scambiare conoscenze e raccontare storie.

A livello transnazionale, esistono progetti supportati dalla Commissione Europea, come EnTOURée – progetto Tamat – che facendo leva su innovazione, formazione e scambio di esperienze, vuole favorire lo sviluppo dell’imprenditoria femminile nel turismo responsabile in Italia, Martinica e Madagascar. A livello globale, un altro segno positivo è la premiazione, da parte dell’International Institute for Peace through Tourism, di cinque donne imprenditrici nel turismo responsabile e sostenibile.

Le donne hanno grandi capacità e competenze per creare, commercializzare, promuovere e gestire lo sviluppo del turismo: valorizzare le loro potenzialità può contribuire allo sviluppo della società e dell’economia locale e globale.

articolo tratto da DEAlive Geografia

Sabato 9 marzo alle ore 11,30 presso il Cinema Teatro Astra di San Giustino si terrà la presentazione del progetto "Comunità attive per la sovranità alimentare".

Interverranno Paolo Fratini, Sindaco del Comune di San Gustino, Luciano Della Vecchia, Tamat NGO, Domenico Lizzi, Fuori di Zucca, Enrico Flamini, Cooperativa Sangiustinese.

Il progetto “Comunità attive per la sovranità alimentare”, di cui è capofila Tamat NGO, nasce con l’obiettivo di “stimolare la partecipazione attiva della cittadinanza e favorirne la sensibilizzazione sulle tematiche della sovranità alimentare, della produzione sostenibile e del contrasto alle forme di sfruttamento del lavoro, attivando una dispensa solidale di quartiere sostenibile partendo dal modello del G.A.S.. “Comunità attive per la sovranità alimentare” è un progetto che si colloca all'interno di diverse aree di intervento in quanto mira a “sviluppare e rafforzare il ruolo della cittadinanza attiva” stimolandola attraverso il coinvolgimento diretto in un attività di supporto ai soggetti svantaggiati. Attraverso l’avvio di una dispensa solidale di quartiere il progetto prevede la realizzazione di un intervento volto a soggetti svantaggiati e a rischio di marginalità socio-economica.  Il progetto parte quindi da un’iniziativa già presente e ben funzionante a Perugia (Fuori di Zucca) per ampliarne l’impatto mantenendone inalterata la sostenibilità. I soggetti che sono stati inclusi nella rete di partenariato sono quelli che già supportano le attività del G.A.S. e che potrebbero rappresentare un valore aggiunto per il raggiungimento di ulteriori risultati.
 
 

Conclusa con successo la prima missione operativa di coordinamento a Bamako. Al via il progetto di Tamat Ong in Mali

Dopo una fase di studio, si metteranno in campo le azioni di informazione attraverso le testimonianze della diaspora maliana in Europa

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