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Il mercato di Kati, a 25 km dalla capitale Bamako, è conosciuto come uno dei migliori mercati di frutta e verdura della zona. A ottobre, appena conclusasi la stagione delle piogge, con i pozzi e i canali pieni di acqua tutta la comunità è impegnata nella coltivazione lungo le vie cittadine, in prossimità dei canali d’acqua, di piccoli appezzamenti di terra per la produzione di ortaggi locali, come i gombo e l’insalata.

Anche le donne della Cooperativa orticola di Kambila sono impegnate nella produzione dei loro prodotti: gombo, arachidi e pomodori. Il raccolto di gombo è già iniziato a metà del mese di ottobre, mentre per quanto riguarda i pomodori e le arachidi bisogna aspettare ancora qualche settimana.

Nel mese di settembre alcune coltivazioni di pomodori hanno subito un attacco da parte di un parassita chiamato comunemente mosca bianca. Il progetto è riuscito a trattare la maggior parte delle coltivazione delle donne con prodotti naturali; in alcuni appezzamenti però l’entità dell’attacco è stata grave ed alcuni contadini hanno deciso di ricorrere a trattamenti chimici per non perdere totalmente il prodotto.

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Nelle prossime settimane, prima dell’inizio delle vera stagione orticola, la “contresaison”, da dicembre a marzo, le beneficiarie del progetto seguiranno un corso di formazione sulla produzione e l’utilizzo di bio-pesticidi, organizzato dal progetto. Particolare attenzione sarà dedicata dai formatori di Le Tonus, ONG maliana partner di Tamat, all’utilizzo di vari prodotti a base di neem: un albero (Azadirachta indica) molto diffuso in tutti i Paesi del Sahel. Questi prodotti, olio e polvere di neem in particolare, sono conosciuti fin da tempi remoti per le innumerevoli qualità benefiche: ottimi insetticidi naturali - studiati scientificamente come insetticidi e larvicidi; l’olio è un repellente che protegge le piante da attacchi parassitari.

Generalmente sono le donne che lavorano la pianta per estrarne l’olio mantenendo inalterate tutte le proprietà. Il corso di formazione sui bio-pesticidi mira alla diffusione di queste buone pratiche ecologiche rendendo i produttori locali non più dipendenti dai prodotti chimici d’importazione.

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