Prevista una carovana teatrale per sensibilizzare la popolazione dei rischi potenziali e un'App per informarli delle opportunità

Migranti: anche il teatro nei villaggi del Mali per contrastare l’esodo gestito dai trafficanti. Per le popolazioni locali una campagna di informazioni su rischi e opportunità con protagonisti rappresentanti della diaspora maliana in Europa

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Creare consapevolezza in merito ai rischi della migrazione tra la popolazione del Mali e i migranti dei paesi limitrofi in transito dal territorio maliano e informarli sulle opportunità economiche disponibili per loro in Mali. Questi in sintesi gli obiettivi del progetto AwArtMali che ha preso il via con il meeting tenutosi a Bruxelles il 4 febbraio. Un progetto, finanziato dalla DG Home Affairs, DG Home Affairs, Migration and Security Funds, Financial Resources and Monitoring, Union actions attraverso il fondo Asilo Integrazione e Migrazione (AMIF), che vede come capofila Tamat, Ong impegnata da 20 anni in progetti di cooperazione internazionale e decentrata, in partnership con alcune realtà italiane come Fondazione ISMU (Istituto di studi sulla Multietnicità), l’agenzia di comunicazione Giusti Eventi specializzata nella comunicazione su progetti del Terzo Settore e No-Profit, l’Associazione culturale Teatro Farneto. Partecipano poi al progetto due partner spagnoli attivi nella promozione di opportunità per migranti in Spagna, Congenia e Intrategies e il partner cipriota Cardet, specializzato nelle applicazione tecnologiche nella formazione e informazione in favore delle persone migranti.

AwArtMali con tamatLa presidente di Tamat Patrizia Spada e il direttore di Tamat Piero Sunzini con l'ambasciatore del Mali in Italia

Dopo una fase di ricerca sul campo, utile a comprendere il potenziale profilo migratorio, le attività prevedono la realizzazione di un video-documentario per raccogliere testimonianze delle diaspore maliane in Europa (Italia e Spagna), descrivendo il loro viaggio, i motivi che li hanno spinti a partire, mostrando la loro vita quotidiana e i costi della loro scelta. Una vera e propria campagna di comunicazione che ha l'obiettivo di informare i maliani e le altre popolazioni in transito in Mali dei rischi della migrazione gestita dai trafficanti e circa le opportunità presenti in loco. All'interno del programma è previsto anche un tour teatrale sul tema, che coinvolge attori e musicisti pan-africani che utilizzano linguaggi locali e che girerà villaggi e territori dell’interno del Mali con l'obiettivo di stimolare un'interazione un dibattito sul tema della migrazione tra pubblico e attori. Tra gli strumenti più interessanti del progetto c'è la creazione di un'App da dove sarà possibile per la popolazione locale informarsi sulle possibilità di investire nei loro territori le rimesse delle diaspore e sulle opportunità di lavoro e di ricongiungimento regolare.

AwArtMali intende contribuire al cambiamento delle percezioni e dei comportamenti delle persone maliane che cercano di migrare attraverso canali non sicuri e gestiti in maniera illegale verso l'UE come unica soluzione ai loro problemi socio-economici. Un approccio innovativo che mira alla concretezza coinvolgendo i connazionali delle diaspore, che è stato molto apprezzato dalla Commissione per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza dell'Unione Europea che ha voluto ascoltare lo scorso 5 febbraio in un’audizione dedicata dal Gruppo di lavoro europeo sulle campagne di informazione per il contrasto all’immigrazione illegale presso l’European Migration Network istitutito dal Consiglio d’Europa. Il progetto è stato poi presentato anche nel meeting tra tutti i coordinatori di progetto finaziati dalla Direzione Generale Home affairs a cui è stato presente all'audizione anche il Commissario Dimitris Avramopoulos. che ha colto l’occasione per richiamare l’importanza di formare solide partnership che portino avanti progetti come quelli finanziati per mettere in pratica sul terreno le policies che la Commissione sviluppa. Una politica che ha l’obbligo di supportare azioni dentro e fuori la EU per supportare lo sviluppo socio-economico anche di cittadini dei Paesi Terzi come, ad esempio, il Mali.

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