31506822 1971277813201393 305067687334117376 nFiera dell’Artigianato di Tunisi. Il nuovo ambasciatore dell'Italia Lorenzo Fanara (al centro) visita lo stand del marchio TATAOUI. http://www.arcsculturesolidali.org/it/2018/05/10/ter-re-lambasciatore-italiano-a-tunisi-assiste-al-lancio-del-marchio-tataoui/

Seconda parte dell'intervista ad Alberto Sciortino (nella foto, il secondo da sinistra), Capo-progetto per ARCS di Ter-re: progetto volto a supportare la micro-imprenditoria rurale e a creare occasioni di socialità e incontro a favore delle donne della regione di Tataouine (nel Sud della Tunisia) ritagliando e rafforzando, così, un loro ruolo sociale ed economico ben definito e riconoscibile.

Dopo aver illustrato la situazione delle donne in questa area della Tunisia, Alberto scende nel dettaglio dei 5 Groupements de Développement Agricole (GDA) femminili formati con il progetto - "tra i pochi esempi di gruppi costituiti interamente da donne e che, con le mansioni di coordinamento economico che comportano e la possibilità di avere relazioni sociali che offrono, le stanno facendo venir fuori dal ruolo sociale imposto loro dalla tradizione"- e della griffe dei prodotti da questi realizzati, TATAOUI.

Cosa sono esattamente i GDA e come si svolgono le loro attività?

Si tratta di veri e propri gruppi di sviluppo agricolo: una realtà formale, espressamente prevista dall'ordinamento tunisino da molti anni. Formalmente, nascono come associazioni per la gestione del territorio e delle attività connesse all'agricoltura, ma nel nostro caso (come in altri in Tunisia) sono diventati gruppi di persone che lavorano sulla produzione e commercializzazione di prodotti derivati da quelli agricoli primari. Abbiamo scelto questa forma costitutiva perchè è la struttura offerta dall'ordinamento locale, ma la nostra intenzione è formare piccole imprese. Tra le motivazioni, sicuramente la più rilevante è la finalità: nella legislazione tunisina, i GDA non hanno fini di lucro, ma di gestione del territorio, mentre con Ter-re, vorremmo giungere a una struttura che permetta a queste donne di essere a pieno titolo degli operatori economici.

31369562 1970390853290089 500537507310469120 nDue beneficiarie di Ter-Re.

Cos'è TATAOUI? Il marchio dei prodotti realizzati o qualcosa di più?

Per rispondere alla tua domanda, parto dall'idea di fondo che regge il progetto, ovvero valorizzare i prodotti fatti da queste donne. Per riuscirvi, non basta sostenere i prodotti stessi, è necessario invece valorizzarli come prodotti culturali del territorio. Quindi, in ultima analisi, la priorità diventa la valorizzazione di quest'ultimo. Tieni presente che siamo in una Regione decisamente affascinante della Tunisia: una zona arida pre-desertica, con interessanti testimonianze del passato, come gli antichi granai collettivi della cultura berbera e i villaggi in parte (e persino ancora abitati) scavati nella roccia e un notevole panorama naturalistico, della flora e della fauna. Quindi, una zona ad alto potenziale turistico, ancora poco sviluppato. Potenziale che si accresce, se si aggiunge il fatto che, dei 5 villaggi interessati da Ter-re, 3 sono a cultura berbera e gli altri araba, diverse tra loro, ognuna con le proprie caratteristiche e peculiarità. Entrambe, però, sono accomunate da un'esigenza: richiedono valorizzazione, per poter fare dei prodotti realizzati in questa zona dei veri e propri prodotti della cultura. Questo era ed è il nostro obiettivo. e, per riuscirvi, avevamo bisogno di un marchio che non fosse quello dei soli prodotti, ma della produzione culturale del territorio. Lo abbiamo trovato in TATAOUI. Per spiegarmi meglio, faccio un esempio: in occasione della nostra partecipazione alla Fiera Nazionale dell'artigianato, nello stand non avevamo solo i prodotti dei nostri 5 GDA, ma anche realizzazioni d'arte di un paio di artisti della zona e delle fotografie che rendessero (almeno un po') l'idea di che cos'è questa regione; perchè la valorizzazione del territorio in tutte le sue potenzialità e quella dei prodotti si sostengono a vicenda. Noi non vendiamo prodotti. Vendiamo cultura.

Ter-Re è alla fine del suo secondo anno e sta per entrare nel terzo. Puoi farci un bilancio di questi primi due anni di attività e dirci quali sono i prossimi obiettivi?

Oltre alla formalizzazione dei 5 GDA, in primo luogo, abbiamo standardizzato i prodotti: un passo necessario ai fini della vendita sul mercato. Ogni famiglia realizza i prodotti tradizionali a suo modo; è stato necessario uniformarli.
In secondo luogo, abbiamo costituito in ogni villaggio un centro - prendendo, sistemando e attrezzando dei locali, spesso forniti anche gratuitamente - destinato alla all'attività produttiva, per assicurare gli standard igienici, aumentare la produttività e offrire a queste donne un'occasione di socialità, dando loro la possibilità di lavorare insieme. In terzo luogo, abbiamo ridisegnato il packaging dei prodotti, realizzandone uno che fosse più accattivante anche per un pubblico di livello internazionale, e abbiamo iniziato a costruirne il marketing. Direi che questa è proprio questa la vera sfida per i prossimi mesi.
Abbiamo ormai un bagaglio di contatti in tutto il paese di commercianti che vorrebbero rappresentare i nostri prodotti; ora dobbiamo trasformarli in contratti. Sperando, inoltre, di iniziare a verificare anche la possibilità di portarli all'estero, chiederemo i certificati sanitari e incontreremo a breve l'ufficio del commercio estero. In conclusione e riassumendo, posso dire che la sfida dei prossimi mesi è stabilire una rete fissa di rappresentanza e qualche punto vendita specifico per il marchio Tataouine.

Donne, ruoli sociali, empowerment, impresa, sviluppo locale: tutto questo è Ter-Re, progetto ARCS, in collaborazione con Tamat e Institut des Règions Arides (IRA), supportato da Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Grazie ad Alessandro Perugini, DOTRadio, con il quale è stata realizzata l'intervista.

 

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