News di progetto

“ColtiviAmo l’Integrazione”: i primi risultati di un progetto di cooperazione a tutte le latitudini

“ColtiviAmo l’Integrazione” sta proseguendo con risultati davvero importanti. Il progetto (PROG-1979), finanziato a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione del Ministero dell’Interno…

"ColtiviAmo l’Integrazione", un progetto di agricoltura urbana e integrazione finanziato dal Ministero dell'Interno

Coinvolte quattro città: Perugia, Milano, Firenze e Ragusa Illustrazione del progetto e avvio selezione beneficiari Da Tamat: “Sicurezza e integrazione: l'inclusione e il lavoro sono gli strumenti…

News di progetto

Tamat apre la sua sede in Mali e incontra la delegazione UE in Mali e il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana

Tamat e Le Tonus presso il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana con Boulaye Keita, Consigliere Tecnico del Ministero Lo staff di Tamat con gli stagisti della ong locale Le…

AwArtMali: esperti italiani della ONG Tamat in missione in Mali

Una nuova missione per la mappatura degli stakeholder e l'identificazione delle opportunità di auto-sviluppo in Mali a favore delle persone a rischio migrazione 29 Luglio, riunione con agenzia di…

Tamat all'interno della mostra fotografica "Oltre i Confini" di Riccardo Truffarelli con AwArtMali

PERUGIA - Da domenica 14 a domenica 21 luglio dalle ore 12.00 alle ore 20.00, Tamat sarà presente al CERP - Centro espositivo della Rocca Paolina, nel centro storico della città di Perugia,…

Un progetto europeo per contrastare l'immigrazione gestita dai trafficanti e offrire opportunità in Mali

Esperti italiani della ONG Tamat e dell’agenzia di comunicazione Giusti Eventi già operativi sul terreno Da sabato 28 aprile a martedì 7 maggio una missione di esperti italiani dell’Ong Tamat e…

AwArtMali: contrastare l’esodo gestito dai trafficanti con informazione e cultura

Conclusa con successo la prima missione operativa di coordinamento a Bamako. Al via il progetto di Tamat Ong in Mali

AwArtMali: al meeting di Bruxelles inizia il progetto di Tamat

Dopo una fase di studio, si metteranno in campo le azioni di informazione attraverso le testimonianze della diaspora maliana in Europa

agro-ecologia

  • zabreZabré, una località situata a 187 chilometri a sud-est di Ouagadougou, è stata il contesto scelto per la formazione sul tema dell’agricoltura biologica tenuta a favore di un gruppo di donne agricoltrici.

    Condotta da #Tamat Ong, nell'ambito del progetto Reti d’Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della diaspora burkinabé d'Italia #RASAD questa formazione è stata voluta dalle donne stesse che hanno espresso il desiderio di fare dell’orticoltura la loro attività principale.

    Tutto è partito da un membro della diaspora burkinabé d'Italia, Gérard Gouba, che ha ricevuto, nel quadro del progetto RASAD, un accompagnamento finanziario e una formazione in microimpresa e agroecologia, con la prospettiva di un ritorno volontario e un’integrazione socio-economica nel suo paese d’origine. Mentre stava avviando il suo progetto di fattoria ecologica nella città natia, a Zabré, ha sensibilizzato i vicini agricoltori sui vantaggi dell’agro-ecologia e il tema ha incuriosito anche uno degli strati sociali più attivi della società: le donne.

    Messa a conoscenza dell’interesse delle donne per l’agricoltura biologica, Tamat ha inviato una squadra per formare le intraprendenti donne e accompagnarle nella realizzazione dei loro progetti.

    Una sala piena è quello che ha accolto Tamat al suo arrivo nella scuola pubblica primaria di Mangagou, che ha ospitato la formazione. Per tre ore, più di sessanta donne, alcune con i propri bambini in braccio, hanno seguito con grande attenzione la formazione del giovane ingegnere agronomo di Tamat, Yacouba ZI, assistito dall'interprete Florent, consigliere comunale a Mangagou. Dal concetto di agricoltura biologica, alla tecnica di costruzione delle buttes sandwiches, passando per il controllo e la gestione di parassiti e delle malattie delle colture orticole, tutto è stato analizzato in dettaglio per una migliore comprensione dell’agro-ecologia. Domande puntuali e richieste di spiegazioni ulteriori sono state sollevate molte volte, il che dimostra l'interesse delle donne pressenti per le tecniche agro-ecologiche.

    Dopo la formazione teorica, è stato il momento della dimostrazione pratica, sul terreno. Applicando ciò che avevano imparato nella seduta di formazione, le donne hanno scavato e riempito delle buttes sandwich, con grande soddisfazione dell’ingegnere agronomo.

    Dopo un'intervista individuale, in vista della preparazione di una proposta di microcredito, sono emersi alcuni dati interessanti, come ad esempio il fatto che il 75% delle donne sta crescendo i propri figli da sola, mentre il marito è emigrato all’estero. Inoltre, il 65% delle donne intervistate ha una media di 4 bambini di età compresa tra i 2 e i 15 anni. Di questi, soltanto 1 va a scuola; gli altri 2 non ne hanno la possibilità a causa della mancanza di mezzi finanziari e l’altro è ancora troppo piccolo per andare. In aggiunta a questo, solo l’8% delle donne svolge attività generatrice di reddito.

    Quello che è chiaro è che le donne incontrate sono sì vulnerabili ma allo stesso tempo dotate di un grande spirito, sono infatti desiderose di mettere in pratica quanto detto dal formatore di Tamat. Zabré inoltre si trova in una posizione potenzialmente favorevole per intraprendere attività nel campo dell’orticoltura; a due passi dal confine del Ghana, che si rifornisce di verdura fresca in Burkina Faso. Il mercato c’è. Anche il terreno di 4 ha dove coltivare, messo a disposizione del groupement. L'unico lato negativo è l'acqua. L'unica pompa disponibile si trova a 150 metri dal sito e viene utilizzata per l’approvvigionamento idrico del villaggio. Il 95% delle donne vuole fare dell’orticoltura la propria attività principale. In attesa di una soluzione che risolva la mancanza di acqua, le donne non si fanno trovare impreparate per l’inizio delle loro attività

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