News di progetto

Burkina Faso, progetto RASAD: il lavoro dei cooperanti prosegue sul campo

25/03/2020 NEWS di Progetto
Il progetto RASAD, Reti d’acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora burkinabé d’Italia (AID 10912), progetto di cui Tamat NGO è capofila finanziato dall'Agenzia Italiana per…

"Tunka, l'aventure", la partecipazione di giovani e ragazzi: il lavoro nelle scuole, il concorso per il tema e il disegno migliore

11/03/2020 NEWS di Progetto
Il progetto AwartMali, progetto coordinato da Tamat NGO, cofinanziato da Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF)della Commissione Europea, in partenariato con Fondazione ISMU, Giusti Eventi,…

"TUNKA, l’aventure" arriva a Yelekebougou per festeggiare il successo di un viaggio emozionante

07/03/2020 NEWS di Progetto
Il sindaco di Yelekebougou Con un momento di grande festa si conclude la tournée della carovana teatrale tra le comunità rurali del Mali Dopo le rappresentazioni, fra il 29 gennaio e il 20 febbraio,…

La Carovana “TUNKA, l’aventure” in viaggio tra i villaggi rurali del Mali

24/02/2020 NEWS di Progetto
Lo spettacolo è il cuore del progetto AwArtMali, progetto coordinato da Tamat NGO Momenti della spettacolo teatrale Tunka - L'aventure nel villaggio rurale di GuilY Dopo il debutto a Ouagadougou e le…

Tamat NGO, agricoltura sociale: a Montemorcino si è svolto un incontro internazionale per presentare il catalogo delle buone pratiche

23/02/2020 NEWS di Progetto
da sx Carolina Rocha Barreto (Robert F. Kennedy Human Right Italia), Cecilia Lindenberg (Fondazione ISMU), Edoardo Todeschini (Rob de Matt), Domenico Lizzi (Tamat NGO), Elisa Occhipinti e Adriana…

Fattore sociale, agricoltura e immigrazione per l’innovazione sociale: Tamat intervista Lorenzo Calzuola

14/02/2020 NEWS di Progetto
Lorenzo Calzuola Conosciamo Lorenzo nelle vie del centro storico di Perugia, precisamente in via Cartolari nella sede dell’associazione Fiorivano le Viole, dove ogni mercoledì i produttori del GAS…

Fattore sociale, agricoltura e immigrazione per l’innovazione sociale: Tamat intervista Chiara Pontecorvo

13/02/2020 NEWS di Progetto
Abbiamo conosciuto Chiara qualche mese fa nel giardino agri-solidale di Montemorcino a Perugia dove Tamat sta portando avanti il progetto Coltiviamo l’integrazione in partenariato con Fondazione…

Coltiviamo l’integrazione, intervista a Ylenia Pepe

13/02/2020 NEWS di Progetto
Ylenia Pepe, è una giovane fotografa partenopea, una giornalista ed un’aspirante insegnante che vive a Perugia da 5 anni, dove nell’anno accademico 2017/2018 ha conseguito la sua laurea Magistrale in…

Tamat presenta: "Fattore sociale, agricoltura e immigrazione per l'innovazione sociale"

10/02/2020 NEWS di Progetto
Presentazione del catalogo delle buone pratiche PERUGIA - Venerdì 14 febbraio 2020 dalle ore 16.00 alle ore 18.00 presso la sala Cesare Pagani del Centro Mater Gratiae di Montemorcino (Perugia),…

"Social Start Ups", il progetto coordinato da Tamat inserito nelle Buone Pratiche del Programma Erasmus+ KA Partenariati Strategici per l'Innovazione

07/02/2020 NEWS di Progetto
"Social Start Ups", il progetto coordinato da Tamat che ha visto coinvolti come partners l’Università di East Anglia (Norwich), l'Università di Plymouth (Inghilterra), il Parco Tecnologico 3-A , il…

News di progetto

Nuove narrazioni, buone pratiche di cooperazione e inclusione

Tamat ha partecipato alla II ed. dell'evento COME L'ACQUA E LA FARINA - Laboratorio di mantecanza sociale Tavola rotonda all'interno di Come l'Acqua e la Farina Il 13 e il 15 settembre Tamat ha…

News di progetto

"Tunka, l'aventure", la partecipazione di giovani e ragazzi: il lavoro nelle scuole, il concorso per il tema e il disegno migliore

Il progetto AwartMali, progetto coordinato da Tamat NGO, cofinanziato da Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF)della Commissione Europea, in partenariato con Fondazione ISMU, Giusti Eventi,…

La Carovana “TUNKA, l’aventure” in viaggio tra i villaggi rurali del Mali

Lo spettacolo è il cuore del progetto AwArtMali, progetto coordinato da Tamat NGO Momenti della spettacolo teatrale Tunka - L'aventure nel villaggio rurale di GuilY Dopo il debutto a Ouagadougou e le…

AwArtMali: "Tunka", le tappe a Bamako dello spettacolo cuore del progetto coordinato da Tamat

Proseguono le attività del progetto AwArtMali, progetto coordinato da Tamat NGO, cofinanziato dal Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF) della Commissione Europea, in partenariato con…

AwArtMali, l’Ambasciatore della Commissione Europea a Bamako presente allo spettacolo "Tunka"

Informare e sensibilizzare sui rischi della migrazione e la ricerca di opportunità attraverso il teatro Da sx Moussa Doumbia, membro della Diaspora maliana in Italia, Mahmoud Idrissa Boune,…

"Tunka", la carovana teatrale del progetto AwArtMali arriva in Burkina Faso

da sx Domenico Bruzzone, direttore AICS Ouagadougou, Denisa Savulescu, Tamat NGO, Maurizio Schmidt, Farneto Teatro, il regista Luca Fusi e Blandine Sankara Ouagadougou (Burkina Faso) - Sabato 25…

Un videodocumentario e una tournée teatrale in Mali per sensibilizzare sui rischi della migrazione

Con questi due strumenti la campagna TAMA365 entra nel pieno del suo sviluppo La produzione del video-documentario e dello spettacolo teatrale, solo due dei principali strumenti di sensibilizzazione…

AwArtMali: "Tama365", inizia la campagna di comunicazione

Di seguito riportiamo un articolo della ONG Le Tonus Il 29 novembre, il progetto AwArtMali ha iniziato la sua campagna di sensibilizzazione sulle opportunità dell’immigrazione. Fino ad allora, ha…

AwArtMali, attività sul campo con l’équipe di animazione per discutere della campagna di comunicazione

Il lancio della campagna di comunicazione è iniziato lo scorso agosto e ora siamo in grado di condividere il primo report delle attività realizzate per promuovere la campagna sui rischi. I nostri…

AwArtMali, atelier sull'immigrazione irregolare

Le comunità sensibilizzate sulle potenziali opportunità di crescita e sviluppo in Mali Lo scorso 10 ottobre presso la sala delle conferenze del Consiglio del Circle di Kati si è tenuto un workshop…

AwArtMali, a Nicosia (Cipro) il II Meeting di Coordinamento del progetto

II Meeting di Coordinamento del progetto AwArtMali - Awarness raising and info through Art on irregular migration risks in Mali A Nicosia (Cipro ) dal 3 al 4 ottobre 2019 ha avuto luogo nella…

AWARTMALI

  • AwArtMali cover FBPERUGIA - Da domenica 14 a domenica 21 luglio dalle ore 12.00 alle ore 20.00, Tamat sarà presente al CERP - Centro espositivo della Rocca Paolina, nel centro storico della città di Perugia, all'interno della mostra "Oltre i Confini- PHOTOGRAPHY AND AUDIOVISUAL EXHIBITION" di Riccardo Truffarelli, fotografo, videomaker, documentarista e regista perugino. Non è la prima volta che l'artista decide di coniugare il suo lavoro a buone cause portate avanti da realtà del mondo no profit collaborando con Emergency, Caritas, Amnesty International, Survival International e Unicef solo per citarne alcune. Quest'anno ha scelto di dedicare uno spazio ad AwArtMali, progetto coordinato dalla Ong Tamat e cofinanziato dall'Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF) della Commissione Europea il cui obiettivo è quello di contribuire attraverso una campagna di comunicazione, che si svilupperà anche attraverso l'arte e il teatro, al cambiamento della percezione e dei comportamenti delle persone che in Mali guardano alla migrazione irregolare verso l'Europa come unica soluzione ai loro problemi sociali ed economici. Focus group con la comunità locale di YlkbougouFocus group con la comunità locale di YlkbougouAllo stesso tempo ha lo scopo di sensibilizzare e informare circa le alternative legali inerenti alla migrazione e alle opportunità economiche disponibili nel loro paese. Tamat ha deciso di rispondere all'invito dell'artista perugino partecipando con unaesposizione fotografica di Paolo Saglia, fotografo dell’agenzia di comunicazione partner Giusti Eventi, sulle attività che il progetto sta sviluppando in Mali. Un modo per raccontare attraverso volti, luoghi, momenti di vita quotidiana, il mondo di quei giovani che vogliono partire, a metà strada tra immaginario e reale.
    Non ci resta che darvi appuntamento domenica 14 luglio alle ore 18 per la vernissage. NOTE: Oltre i Confini Cittadino del mondo, profondo conoscitore degli angoli più reconditi della terra (dal cuore dell’Amazzonia all’Africa Nera), l'artista Riccardo Truffarelli in questa mostra immersiva riesce a offrire uno straordinario spaccato di vita. Uno spaccato fatto di storie di bellezza e povertà, di natura dirompente, di sguardi e sorrisi che rappresentano la summa del suo girovagare per il pianeta nei suoi 40 anni di carriera.

    La mappa dei percorsi di migrazione ridisegnata dai partecipanti al focus group di YlkbougouLa mappa dei percorsi di migrazione ridisegnata dai partecipanti al focus group di Ylkbougou

  • AwArtMali school n 15

    Il progetto AwartMali,  progetto coordinato da Tamat NGO, cofinanziato da Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF)della Commissione Europea, in partenariato con Fondazione ISMU, Giusti Eventi, CONGENIA, Instrategies, Cardet e Farneto Teatro, si propone di informare sui rischi della migrazione irregolare verso l’Europa. Lo spettacolo “Tunka/L’aventure” è destinato principalmente ai giovani che vedono nel viaggio una prospettiva per il proprio futuro.

    Infatti, la pièce affronta le cause dell’emigrazione, i rischi del viaggio, le condizioni dei migranti in Europa, le difficoltà al rientro, e vuole contribuire al cambio di percezione e di comportamento stimolando la riflessione e la discussione.

    A Kati e nei villaggi rurali toccati dallo spettacolo (dal 3 al 21 febbraio), la partecipazione di giovani (bambini, ragazzi, adolescenti), è stata molto ampia, in gran parte spontanea (da parte dei numerosi ragazzi che hanno terminato o lasciato lo studio), in parte stimolata dai direttori e docenti delle scuole pubbliche che sono stati sostenitori convinti e attivi del progetto. Centri didattici statali e scuole comunitarie (organizzate e sostenute direttamente dalle comunità), sono infatti presenti nei villaggi raggiunti dal viaggio della caravan teatrale: N’GOLOVALA, FANAFIE’ CORO, KAMBILA VILLAGE, SIRAMANSO, FANSIRA – CORO, GUILY,  SONINKEGNY, M’PIEBOUGOU, GORO, DIO – GARE,  SOTOLI, DIAGO VILLAGE, YELEKEBOUGOu.

    La scelta dei luoghi di spettacolo ha favorito la presenza dei ragazzi, infatti spesso si è ricorso ai cortili delle scuole (spaziosi e ombreggiati, non lontani dal centro del villaggio e abitualmente frequentati da tutta la popolazione), e degli orari, concordati con le comunità e le scuole stesse in modo da favorire la partecipazione e il rientro prima del tramonto.

    In tutte le scuole la preparazione è cominciata mesi prima, con incontri e presentazioni del progetto, in alcune erano state effettuate interviste ai direttori, e in tre casi in particolare è stato possibile realizzare un’attività di laboratorio più complessa con interventi prima e dopo lo spettacolo che hanno coinvolto l’autore del testo Ildeverd Meda, il regista Luca Fusi, gli attori della compagnia e Maurizio Schmidt che ha progettato, coordinato e documentato in video l’attività nelle scuole.

    A Fanafié Coro (nel comune di Yelekebougou) sono state coinvolte due classi dei livelli 8 e 9 che interessa ragazzi dai 15 ai 18 anni, del complesso scolastico, il percorso è stato progettato col direttore scolastico Christophe Traoré. Alcuni mesi prima dello spettacolo (nel giugno 2019) si è presentato e discusso il progetto, e i ragazzi, stimolati da Ildeverd Meda (l’autore di “Tunka”), hanno immaginato e rappresentato una situazione che sarebbe poi stata inserita nel testo dello spettacolo: il rientro in famiglia di un migrante di ritorno. Dopo aver assistito allo spettacolo il 4 febbraio, gli stessi ragazzi e altri compagni, ne hanno discusso con i docenti. In un incontro con alcuni attori della compagnia (10 febbraio) hanno rivisitato la stessa situazione e immaginato possibili variazioni. È stata un’esperienza molto coinvolgente, che ha consentito di esplorare in modo divertente e costruttivo le dinamiche familiari rispetto al tema dell’emigrazione.

    A Goro, nel comune di Diago, si sono svolti incontri di informazione e sensibilizzazione nei mesi precedenti guidati dagli animatori della ONG maliana Le Tonus. Molti studenti hanno assistito allo spettacolo (il 14 febbraio), e un incontro si è svolto qualche giorno dopo lo spettacolo (il 17 febbraio).  A causa delle lezioni sospese per lo sciopero nazionale degli insegnanti, con gli studenti che non avevano lezione quella mattina, l’appuntamento ha visto una partecipazione particolarmente ampia di ragazzi ma anche di bambini che avevano assistito allo spettacolo. Gli attori della compagnia, affiancati da alcuni professori (in particolare ha attivamente collaborato al progetto il direttore Djibril Koné), hanno verificato il livello di comprensione dello spettacolo, ma soprattutto hanno ricreato con i ragazzi più grandi alcune situazioni e con i più piccoli le azioni fisiche che erano rimaste più impresse e avevano colpito l’immaginazione: la marcia sul posto (nel deserto), il viaggio in gruppo sulla jeep, il viaggio in barca e il naufragio. Questa attività ha permesso di coinvolgere un grande numero di bambini, con loro grande soddisfazione.

    In tutte le rappresentazioni, la partecipazione dei bambini di tutte le età e la loro grande attenzione è stata sorprendente: TUNKA non è infatti rivolto ai bambini, ma le azioni mimiche che costellano lo spettacolo, l’eccezionalità dell’evento, la presenza di tutta la comunità li ha coinvolti, fin dalla fase del montaggio, e pur non avendo compreso gran parte del testo, l’esperienza li ha indubbiamente segnati e resterà impressa nella memoria.

    Kambila village, si è svolto un laboratorio teatrale più articolato, progettato in accordo col direttore Hamadou Traoré (già intervistato e coinvolto in tutte le fasi di AwArtMali): un gruppo teatrale locale guidato da Tata Diawara (che è anche docente di francese nel complesso scolastico), dopo aver visto due volte TUNKA e incontrato gli attori, ha lavorato con alcuni studenti delle ultime classi.  Le ragazze e i ragazzi coinvolti hanno assistito allo spettacolo l’11 febbraio, ne hanno discusso e hanno costruito la propria rappresentazione sul tema: scrivendo un testo, reinterpretando e variando le situazioni, inserendo poesie e canzoni e un’azione coreografica originale. L’esito pubblico, della durata di circa mezz’ora, è stato presentato nel cortile della scuola la mattina del 21 febbraio, presente la compagnia di Tunka e un gruppo numeroso di studenti e cittadini. A seguito si è tenuto un interessante confronto fra gli studenti e gli attori professionisti.

    Anche il liceo Mamby Sidibe di Kati e il suo corpo docente guidato dal preside Seydou Coulibaly è stato coinvolto in diverse attività del progetto AwArtMali cha hanno visto la partecipazione attiva degli studenti in diversi momenti di sensibilizzazione e focus group sulla campagna TAMA 365 e le attività sviluppate dal partner Giusti Eventi.

    TUNKA è stato rappresentato per gli studenti il 20 febbraio (circa 300 presenti e dibattito partecipato da ragazzi e professori), e una classe è stata coinvolta anche nella produzione di un videoclip che i musicisti del gruppo Kira Kono hanno realizzato a partire da una canzone composta per il progetto (a sua volta intitolata “TUNKA, l’aventure”). I due rapper sono di Kati, molto popolari e ex allievi di quel liceo: l’iniziativa è stata un avvenimento, molto apprezzato dagli studenti e la canzone rappresenterà un mezzo efficace di diffusione e di impatto dei messaggi e contenuti che il progetto intende sviluppare in uno dei principali gruppi target del progetto rappresentato dai giovani maliani di potenziali migranti.

    Fanafié Coro, Goro, Kambila, Kati sono stati il contesto di piccoli interventi portati in profondità che i ragazzi coinvolti non dimenticheranno.

    È importante ricordare che la partecipazione delle scuole pubbliche al progetto non era scontata: da mesi – e anche nel periodo in cui la tournée si è svolta – gli insegnanti in tutto il Mali stanno scioperando a settimane alterne per motivi di adeguamento salariale promessi dallo Stato ma non elargiti. In questi villaggi le scuole sono presìdi fondamentali, i direttori (sono stati spesso intervistati per il progetto e sono intervenuti nei dibattiti) e molti insegnanti sono figure autorevoli nei villaggi: affrontano i problemi di alfabetizzazione e di formazione misurandosi con situazioni di povertà e marginalità e cercano di contrastare le cause della dispersione scolastica (soprattutto la condizione delle bambine minacciata dai matrimoni precoci e dal loro ruolo di cura della famiglia). Per questo motivo, si sono sentiti molto coinvolti rispetto al tema, e hanno deciso di sensibilizzare gli studenti e organizzare gli incontri, pur restando in sciopero.  Sono le figure adulte più vicine agli adolescenti, quelle che più possono renderli consapevoli che progettare, avere aspettative, sognare non è solo legittimo ma un vero e proprio diritto. Il loro sogno può includere “l’avventura”, ma è un diritto-dovere anche conoscere i problemi e i rischi, come anche la situazione, le opportunità e i bisogni del proprio paese. Non a caso la necessità di costruire opportunità e di poterne disporre affrontando da soli il proprio futuro è stato il tema più frequentemente sollevato dai più giovani nei dibattiti.

    Infine per tutte le altre scuole che hanno partecipato allo spettacolo e chiederanno di aderire, è stato lanciato un concorso di temi e disegni ispirati alla migrazione con scadenza il 13 marzo, con una selezione che premierà (in materiali didattici per gli studenti vincitori e per le scuole partecipanti) i lavori migliori entro la fine di aprile. Ciò rappresenterà un ulteriore strumento per conoscere il punto di vista dei ragazzi, ma sarà fondamentale che il lavoro di sensibilizzazione sui rischi della migrazione irregolare e sulle opportunità possibili per una vita dignitosa nel proprio paese, possa essere continuato anche dopo la fine del progetto. Perché il futuro è un diritto delle giovani generazioni che non deve conoscere confini.

    AwArtMali è un progetto cofinanziato dal fondo europeo per l’asilo e l’integrazione fondo di migrazione e integrazione dell’Unione Europea (AMIF)

    AMIF2017-AG-INFO_824407
    coordinato da TAMAT NGO in partenariato con ISMU, GIUSTI EVENTI, FARNETO TEATRO, INSTRATEGIES, CONGENIA, CARDET
    #EUfundshomeAffairs
    #migrationEU
    #EUandME
    #migration
    #awartmali
    #Tama365

    FOTOGALLERY SUL SITO DI PROGETTO

  • da sx Domenico Bruzzone direttore AICS Ouagadougou Denisa Savulescu Tamat NGO Maurizio Schmidt Farneto Teatro il regista Luca Fusi e Blandine Sankara 1da sx Domenico Bruzzone, direttore AICS Ouagadougou, Denisa Savulescu, Tamat NGO, Maurizio Schmidt, Farneto Teatro, il regista Luca Fusi e Blandine Sankara 

     

    Ouagadougou (Burkina Faso)  - Sabato 25 gennaio 2020 la carovana teatrale del progetto AwArtMali è arrivata a Ouagadougou (Burkina Faso), presso lo spazio Gambidi, centro  che raccoglie attori e musicisti provenienti da diversi paesi dell’Africa occidentale, e ha messo in scena Tunka, lo spettacolo che costituisce il cuore di un progetto che mira a sensibilizzare sui rischi della migrazione. da sx Mme Pilar Palmero Vaquero capo sezione cooperazione della delegazione dellUnione Europea in Burkina Faso Denisa Savulescu Tamat NGO e Maurizio Schmidt Farneto Teatroda sx Mme Pilar Palmero Vaquero, capo sezione cooperazione della delegazione dell'Unione Europea in Burkina Faso, Denisa Savulescu, Tamat NGO, e Maurizio Schmidt, Farneto TeatroAlla presenza di Mme Pilar Palmero Vaquero, capo sezione cooperazione della delegazione dell'Unione Europea in Burkina Faso, di Domenico Bruzzone, direttore AICS  Ouagadougou, di Blandine Sankara, sorella di Thomas Sankara (Presidente del Burkina Faso dal 4 agosto 1983 al 15 ottobre 1987), e di Denisa Savulescu, rappresentante in Africa di Tamat NGO,  gli attori e i musicisti guidati dal regista Luca Fusi affiancato dal drammaturgo Ildeverd Meda, sulla base delle testimonianze raccolte e filmate in Mali, in Spagna e in Italia da Maurizio Schmidt (Farneto Teatro), hanno riportato un vero e proprio successo con una parte del pubblico in piedi perchè esauriti i posti a sedere. Segno evidente che anche attraverso il teatro è possibile  affrontare un tema così importante per le comunità e i paesi dell’Africa occidentale come quello legato ai rischi della migrazione. 

    AwArtMali è infatti un progetto cofinanziato dal fondo europeo per l'asilo e l'integrazione fondo di migrazione e integrazione dell'Unione Europea (AMIF) AMIF2017-AG-INFO_824407 coordinato da TAMAT NGO in partenariato con ISMU, GIUSTI EVENTI, FARNETO TEATRO, INSTRATEGIES, CONGENIA, CARDET.  
    I prossimi appuntamenti saranno consultabili su www.awartmali.org.
     
    Pubblico       momenti dello spettacolo
  • ph. Paolo Saglia II meeting coordinamento AwArtMali a NicosiaII Meeting di Coordinamento del progetto AwArtMali - Awarness raising and info through Art on irregular migration risks in Mali

    A Nicosia (Cipro ) dal 3 al 4 ottobre 2019 ha avuto luogo nella capitale cipriota il II Meeting di Coordinamento del progetto AwArtMali - Awarness raising and info through Art on irregular migration risks in Mali.Un incontro importante in quanto il valutatore esterno Vanessa Conigli ha potuto presentare e discutere la Mid term evaluation report (Rapporto di valutazione di medio periodo) e il piano di monitoraggio del progetto.

    L'intervento della dott.ssa Conigli ha fornito spunti per la discussione e ha permesso ai partner di avanzare nella programmazione delle attività che a partire da agosto hanno visto l’avvio della campagna di comunicazione TAMA 365 che mira a sensibilizzare i giovani maliani, ma anche tutte le persone in procinto di emigrare, sui rischi della migrazione irregolare offrendo informazioni mirate sulla possibilità di restare nel proprio paese.
    Per questo scopo, con la collaborazione della agenzia di comunicazione maliana Wabaria è stata sviluppata una strategia di comunicazione che interesserà il centro urbano di Kati, alcuni quartieri della capitale Bamako e i villaggi rurali del Cercle di Kati attraverso una campagna di diffusione di spot diffusi dalle radio locali, di affissioni di poster nei villaggi ed in città, di diffusione di diffusione di informazioni attraverso dépliant informativi distribuiti nelle principali scuole di Kati e del Cercle e nei centri comunitari.
    In contemporanea sono stati ideati, sviluppati e creati sia una APP che il Blog di progetto www.tama365.org che creerà contenuti specifici sia per raccontare il fenomeno della migrazione dalla voce diretta dei protagonisti con testimonianze dirette di persone che hanno fatto tale esperienza ma soprattutto saranno strumenti in grado di dare informazioni dettagliate sulle opportunità per il sostegno allo sviluppo in Mali e sulle possibilità offerte per restare nel proprio paese.

    Nel corso del meeting di progetto sono stati dunque analizzati e discussi i contenuti dell'applicazione e del blog, contenuti creati grazie al lavoro sul campo dei partner Le Tonus (partner locale) e Congenia che hanno completato il lavoro di ricognizione e analisi dei risultati ottenuti a seguito della ricerca su opportunità di sviluppo sul territorio e della catalogazione di quest'ultime all’interno di uno specifico Catalogo delle Opportunità.
    Tamat e Le Tonus hanno presentato e discusso l'organizzazione di un lavoro di costruzione di un network degli stakeholder strategici identificati all'interno del progetto in grado di garantirne in futuro la sostenibilità e la durata nel tempo. Verranno pertanto organizzati 5 diversi workshop tematici, che toccheranno i temi della informazione e sensibilizzazione sulle opportunità di sviluppo in Mali, del ruolo della formazione e dell’apprendistato, di quello fondamentale dell’agricoltura, di quello delle imprese e delle possibilità di autoimpiego, al ruolo che possono rivestire i progetti di organizzazioni della cooperazione internazionale o delle agenzie e altri soggetti istituzionali.

    I workshop prevedranno anche momenti di dialogo e contatto con la diaspora maliana in Italia, che parteciperà a distanza ai lavori, allo scopo di investire energie e indirizzare competenze per la costruzione di una rete solida di soggetti capace di agire coerentemente e efficacemente nella costruzione di opportunità di sviluppo in territorio maliano. Lavorare in questo senso vuole essere un modo per dare continuità a questa rete nel lungo periodo.
    Il primo workshop, incentrato sul tema dell’informazione e sensibilizzazione sulle opportunità da offrire ai giovani in Mali, verrà organizzato e gestito dal partner maliano Le Tonus e avrà luogo il 10 ottobre a Kati nella Sala del Consiglio alla presenza di una delegazione di Tamat costituita da Simone Foresi, coordinatore di progetto e Nadia Zangarelli, esperta di cooperazione internazionale allo sviluppo, che saranno presenti in Mali per svolgere una missione di coordinamento delle attività di progetto.

    LE FOTO (di Paolo Saglia dell'Agenzia di comunicazione partner di progetto Giusti Eventi)

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  • Le comunità sensibilizzate sulle potenziali opportunità di crescita e sviluppo in Mali

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    Lo scorso 10 ottobre presso la sala delle conferenze del Consiglio del Circle di Kati si è tenuto un workshop organizzato da Tamat e dalla ong locale partner di progetto Le Tonus per sensibilizzare la comunità sulle potenziali opportunità di crescita e sviluppo in Mali. Si tratta del primo di un ciclo di workshop previsti nelle attività di progetto per aumentare la consapevolezza dei partecipanti, condividere informazioni, know-how e buone pratiche, per attivare dialogo, strategie e sinergie tra i principali stakeholders, per migliorare la loro conoscenza su politica nazionale e internazionale in merito alla migrazione.

    All’atelier hanno partecipato più di trenta persone, dalle istituzioni ai privati cittadini. Hanno partecipato in videoconferenza anche due rappresentanti della diaspora maliana in Italia. Presente per l’occasione, e per portare avanti le azioni di progetto, una delegazione di Tamat composta nello specifico da Simone Foresi (coordinatore di progetto) e Nadia Zangarelli (esperta di  cooperazione internazionale allo sviluppo).

    Molti i temi affrontati. Le Tonus ha presentato alla comunità gli obiettivi generali e specifici del progetto spiegando inoltre le varie strategie intraprese affinché si possa creare un’alternativa concreta all’immigrazione irregolare e ai problemi socio economici che la causano.

    L’agenzia di comunicazione locale Wabaria insieme allo staff di Tamat hanno invece presentato gli strumenti che sono stati creati all’interno del progetto per sensibilizzare e informare i giovani maliani circa le opportunità di sviluppo che esistono e si possono creare decidendo di restare. Nello specifico la campagna di comunicazione TAMA365 si avvale di due supporti digitali, un app e un blog, con l’obiettivo di continuare a informare il gruppo target sui tipi di progetti / opportunità per lo sviluppo socio-economico in Mali. E sul concetto di opportunità si è discusso lungamente: che cos’è, che tipi di opportunità esistono o si possono creare e che ruolo ha nella diminuzione dei flussi migratori.

    La parte finale dell’incontro è stata dedicata a un momento di lavoro di gruppo in cui gli argomenti svolti sono stati dibattuti in gruppi di lavoro, animati da dei moderatori, che hanno elaborato linee di indirizzo da rivolgere a stakeholders e policy makers ed hanno proposto ulteriori opportunità da proporre e diffondere attraverso la campagna TAMA365. Alla fine tutti i materiali sono stati raccolti dall’équipe che ha organizzato le attività e costituiranno la base su cui costruire e incrementare i contenuti informativi della campagna e sarà la base per assicurare sostenibilità del progetto.

    Ricordiamo che AwArtMali è un progetto co-finanziato da Fondo Asilo Migrazioni e Integrazione (AMIF) della Commissione Europea, coordinato da Tamat in parternariato con Fondazione ISMU, l’Agenzia di Comunicazione Giusti EventiFarneto TeatroCARDETINSTRATEGIESCONGENIA e la ong maliana Le Tonus.

    IL PROGETTO

     

     

     

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    Il lancio della campagna di comunicazione è iniziato lo scorso agosto e ora siamo in grado di condividere il primo report delle attività realizzate per promuovere la campagna sui rischi. I nostri partner sul campo – Le Tonus ONG e l’agenzia Wabaria consulting – hanno consegnato volantini, poster e roll-up, realizzati in collaborazione con l’agenzia di comunicazione italiana Giusti Eventi.

    Di seguito, alcuni numeri relativi ai materiali condivisi e un report sintetico delle aree che sono state coinvolte nella condivisione.

    I numeri
    300 FLYERS
    200 POSTERS
    3/4 ROLL-UP

    Distribuzione di volantini per comune e villaggio
    Il numero totale di volantini consegnati al momento è di 300 e sono stati distribuiti in 12 comuni, come riportato di seguito:

    ➢ Kambila, 4 villaggi, 25 volantini per villaggio
    ➢ Yélékékébougou, 4 villaggi, 25 volantini per villaggio
    ➢ Diogare, 2 villaggi, 25 volantini per villaggio
    ➢ Diago, 2 villaggi, 25 volantini per villaggio

    Distribuzione di manifesti per comune e paese
    Il numero totale di manifesti consegnati al momento è di 200 e sono stati distribuiti in 20 comuni, come riportato di seguito:

    ➢ Kambila 7 villaggi, 10 manifesti per villaggio
    ➢ Yélékékébougougou 7 villaggi, 10 manifesti per villaggio
    ➢ Diogare 3 villaggi, 10 manifesti per villaggio
    ➢ Diago 3 villaggi, 10 manifesti per villaggio

    Situazione dei comuni, dei villaggi, dei siti di affissione, dei gruppi target e del numero di persone raggiunte dalla distribuzione di manifesti e volantini
    Per ognuno dei seguenti villaggi, i materiali di comunicazione sono stati condivisi nelle piazze, nella casa del capo villaggio, nelle scuole e nel municipio con insegnanti, studenti, rimpatriati e potenziali migranti.

    KAMBILA
    ➢ Kambila villaggio – 300 persone

    ➢ Fanafiècoro – 320 persone
    ➢ Soninkegnv – 250 persone
    ➢ Gorongodij – 350 persone

    YÉLÉKÉKÉBOUGOU
    ➢ Villaggio di Yélékékébougou – 200 persone

    ➢ Siramanso – 250 persone
    ➢ Soungalobougou – 120 persone
    ➢ Guily – 320 persone

    DIOGARE
    ➢ Dio gare – 400 persone

    ➢ Villaggio Dio – 100 persone

    DIAGO
    ➢ Diago villaggio – 400 persone

    ➢ Goro – 100 persone

  • Informare e sensibilizzare sui rischi della migrazione e la ricerca di opportunità attraverso il teatro

    ambasciatoreDa sx Moussa Doumbia, membro della Diaspora maliana in Italia, Mahmoud Idrissa Boune, Presidente dell'Alto Consiglio dei Maliani all'estero per l'italia, Simone Foresi, capoprogetto AwArtMali, Bart Ouvry, Ambasciatore presso la Delegazione della Commissione Europea per il Mali, Maurizio Schmidt, presidente Farneto Teatro e direttore artistico della tournée teatrale del progetto, Luca Fusi, regista dello spettacolo teatrale "Tunka"

    Bamako (MALI) - Il giorno 1 febbraio 2020, presso lo spazio all’aperto CinemaSo nel quartiere periferico Dialakorodji di Bamako, si è svolta la rappresentazione teatrale “TUNKA – L’aventure” prodotta nell’ambito del progetto AwArtMali finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (AMIF) della Commissione Europea e coordinato da Tamat ONG.

    Allo spettacolo sono stati presenti S.E l’Ambasciatore della Delegazione della Commissione Europea presso la Repubblica del Mali Bart Ouvry e il Presidente dell’Alto Consiglio dei Maliani all’estero per l’Italia Mahmoud Idrissa Boune.

    IMG 20200202 WA0001L’Ambasciatore della Delegazione della Commissione Europea presso la Repubblica del Mali Bart Ouvry durante il suo interventoAlla fine della rappresentazione l’Ambasciatore Bart Ouvry ha voluto rivolgere ai presenti il suo più sentito ringraziamento per avere assistito a una rappresentazione veramente efficace per la sua forza comunicativa della realtà ancora non pienamente conosciuta in tutti i suoi aspetti di drammaticità come quella della migrazione.

    L’Ambasciatore ha voluto poi complimentarsi personalmente con l’équipe di progetto per il lavoro svolto, invitando Tamat e tutti i suoi partner, insieme alla Unione Europea, in quanto finanziatrice del progetto, a consolidare e dare seguito a quanto già finora realizzato con il progetto AwArtMali auspicandone la continuazione con lo sviluppo di nuove attività in grado di portare la forza del messaggio di “Tunka” fuori dal Mali e anche in Europa dove l’informazione sulla realtà del fenomeno migratorio è ancora troppo parziale o incompleta. “Tunka” è uno spettacolo teatrale prodotto e coordinato da Maurizio Schmidt, presidente del partner di progetto associazione Farneto Teatro.Questa attività, preparata da un laboratorio teatrale presso il Centro Culturale Gambidi a Ougadougou in Burkina Faso, sviluppata a partire da un testo del drammaturgo Ildevert Meda, allestita e diretta Luca Fusi, dal 29 gennaio è stata rappresentata in diversi teatri e spazi culturali della capitale del Mali Bamako.

    A partire dal 3 febbraio “Tunka” si trasformerà in uno spettacolo itinerante attraverso una carovana teatrale che toccherà 14 villaggi del Circondario (Cercle) di Kati, la zona di intervento in cui si sta svolgendo e sviluppando la campagna “multicanale” di sensibilizzaizone e comunicazione realizzata dal progetto.

     

    ALCUNE FOTO DELLO SPETTACOLO

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    Di seguito riportiamo un articolo della ONG Le Tonus

    Il 29 novembre, il progetto AwArtMali ha iniziato la sua campagna di sensibilizzazione sulle opportunità dell’immigrazione. Fino ad allora, ha condotto una campagna di comunicazione sui rischi legati all’immigrazione mettendo informazioni utili sul blog (www.tama365.orgpagina facebook) e producendo messaggi che sono stati pubblicati sui canali radio locali di Kati, manifesti, volantini e affissioni.

    AwArtMali tiene in considerazione che i flussi migratori sono, attualmente, al centro di controversie in Occidente. Sebbene la politica e i media sottolineino spesso i costi della migrazione in termini di sicurezza o integrazione degli stranieri, spesso non si conosce l’impatto che essa può avere sullo sviluppo. In particolare, le famiglie rimaste nel paese (come il paese stesso) possono vedere il loro tenore di vita cambiare completamente grazie alla migrazione internazionale.

    Il fenomeno migratorio può ridurre la povertà e stimolare la crescita agendo sull’offerta di lavoro, aumentando la produttività e il trasferimento di denaro. Ma altri due fattori spiegano l’aumento delle partenze di persone altamente qualificate: il degrado delle condizioni di lavoro e il basso accesso al credito rispetto ai paesi di destinazione, spingono individui e famiglie a emigrare per migliorare il loro tenore di vita.

    Inoltre, la circolazione delle informazioni è notevolmente migliorata, in modo che i potenziali emigranti dispongano di ottimi strumenti per prepararsi alla partenza. Questi miglioramenti sono dovuti alla tecnologia dell’informazione, ma anche alle reti sociali create progressivamente dalla diaspora. Altri parametri sembrano avere una grande influenza sull’emigrazione di persone qualificate, in particolare alcune caratteristiche del paese d’origine: il ritardo in materia di scolarizzazione, la dimensione relativa, i legami ereditati dall’era coloniale, i problemi di stabilità politica o le differenze tra paesi d’origine e paesi d’accoglienza in termini di sanità e di infrastrutture mediche.Il progetto (ha messo online il suo blog) non mancherà di orientare i potenziali migranti e migranti di ritorno sulle opportunità offerte dal paese.

    Ricordiamo che il progetto AwArtMali della ONG, “Le Tonus”, mira a sensibilizzare il pubblico sui rischi della migrazione e informarli sulle opportunità economiche che possono avere in Mali. È finanziato dalla DG Affari interni, dal Fondo per la migrazione e la sicurezza delle risorse finanziarie e il monitoraggio delle azioni dell’Unione europea attraverso il Fondo per l’asilo e l’integrazione (AMIF) del Ministero dell’Interno italiano, che vede Tamat come capofila, una ONG impegnata da 20 anni in progetti di cooperazione internazionale decentrata, in partenariato con imprese italiane come la Fondazione ISMU (Istituto di studi sulla multietnicità), l’agenzia di comunicazione Giusti Eventi specializzata nella comunicazione sui progetti del settore terziario e senza scopo di lucro e l’Associazione, Farneto Teatro. Il progetto comprende anche due partner spagnoli attivi nella promozione delle opportunità per i migranti in Spagna, Congenia e Instrategies e l’organizzazione cipriota per la ricerca e lo sviluppo, Cardet.

     

    IL PROGETTO

  • tunka bamakoProseguono le attività del progetto AwArtMali, progetto coordinato da Tamat NGO, cofinanziato dalAsylum, Migration and Integration Fund(AMIF) della Commissione Europea, in partenariato con Fondazione ISMU, Giusti Eventi, CONGENIA, Instrategies, Cardet e Farneto Teatro.

    Dopo due rappresentazioni a Oagadougou, in Burkina Faso, “TUNKA. L’aventure”, lo spettacolo creato e organizzato dal partner Farneto Teatro per informare e sensibilizzare sui rischi dell’emigrazione, è approdato in Mali. Le prime quattro date si sono svolte in quattro diversi spazi della città: quartieri e pubblici diversi che hanno consentito un’ulteriore messa a punto e verifica della messa in scena.

    Mercoledì 29 gennaio, lo spettacolo è stato allestito sulla terrazza delThéâtre Acte Sept, -organizzazione storica della città - accolto con grande favore da un pubblico numeroso, soprattutto giovani, ma anche operatori della cultura e dello spettacolo, e dal direttore del centro: una delle personalità più importanti della scena maliana,Adama Traoré, grande sostenitore e pioniere - fra l’altro - del teatro di intervento sociale in Mali. Traoré è intervenuto a fine spettacolo sottolineando la modalità adottata per trattare un tema così delicato, coinvolgente e sensibile (mostrare e informare), e la qualità interpretativa.

    Giovedì 30 gennaio, è stata la volta diThéâtre Blomba, una multisala attiva in tutte le discipline e molto frequentata: allo spettacolo - in tarda serata, dopo uno stimolante incontro sulle problematiche connesse a Internet (pregi e limiti della rete) promosso dall’Institut Français (“La nuit des idées”) - hanno partecipato oltre cento persone, studenti universitari ma anche famiglie del quartiere.

    Venerdì 31 gennaio, al mattino, lo spettacolo è stato accolto con grande entusiasmo dagli studenti delConservatoire des Arts et Métiers Multimédia Balla Fasséké Kouyaté (assieme a quelli di un vicino liceo).Il Conservatorio è un bellissimo complesso di strutture, giardini e spazi aperti che “assicura la formazione artistica e professionale dei creatori nel campo delle arti plastiche, della danza, del design, dei mestieri multimediali, della musica, del teatro e dell’ingegneria culturale”. Il dottorFofana direttore generale, intervenuto dopo lo spettacolo ha insistito con commozione sull’importanza che il teatro tratti questi temi ad alti livelli di qualità interpretativa e ha auspicato future collaborazioni (l’équipe teatrale del progetto ripasserà infatti dalConservatoire prima della fine della tournée). Gli studenti del dipartimento di arti drammatiche - presente anche il direttore amministrativo Diakité, e il capo del dipartimento di Kulibali - si sono fermati a lungo a interrogare appassionatamente il registaLuca Fusi e gli attori sulla costruzione della drammaturgia, il metodo di lavoro, le scelte interpretative.

    Sabato 1 febbraio, alle 17.30, è si è infine toccato un quartiere particolarmente popolare della città, Dialakorodji, dove lavora da qualche anno il gruppo Happy Theater: un complesso giovane, che produce e ospita, lavora nelle scuole con gli insegnanti e anima il quartiere.Assitan Tangara, regista che dirige il gruppo, assieme aHonorine Diama (a sua volta regista, autrice e attrice), non ha solo organizzato lo spettacolo nel quartiere scegliendo lo spazioCinemaSo (casa del cinema), ma ha collaborato al complesso dell’organizzazione della tournée a Bamako. Allo spettacolo erano presenti numerosi bambini e famiglie, che hanno seguito con grande attenzione (anche i bambini!) e partecipazione, applaudendo con calore. Era presente, ed è intervenuto a fine spettacolo, l’Ambasciatore della Delegazione dell’Unione Europea nella Repubblica del Mali, Bart Ouvry: l’apprezzamento per lo spettacolo e i suoi obiettivi, la sua stessa presenza sono stati un segno importante per il progetto e anche per il quartiere, sottolineato dalla cordialità della gente.

    TUNKA” prepara ora la tounée a Katy e nei 14 villaggi rurali individuati, e tornerà a Bamako giovedì 20 febbraio all’Institut Français.

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  • Dopo una fase di studio, si metteranno in campo le azioni di informazione attraverso le testimonianze della diaspora maliana in Europa

  • Conclusa con successo la prima missione operativa di coordinamento a Bamako. Al via il progetto di Tamat Ong in Mali

  • Una nuova missione per la mappatura degli stakeholder e l'identificazione delle opportunità di auto-sviluppo in Mali a favore delle persone a rischio migrazione

    29 Luglio Riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria29 Luglio, riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria

     

    29 Luglio Riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria II29 Luglio, riunione con agenzia di comunicazione maliana WabariaDal 25 luglio al 2 agosto 2019, una équipe della ong Tamat ha svolto una missione in Mali nel Cèrcle de Kati , regione di Koulikoro, nell’ambito del progetto europeo AwArtMali, coordinato da Tamat NGO e finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (AMIF) della Commissione Europea il cui obiettivo principale è quello di sensibilizzare le popolazioni del Mali sui rischi dell’immigrazione irregolare e contemporaneamente informare sulle opportunità socioeconomiche disponibili nel paese africano.

    Durante la missione l'equipe di Tamat composta da Simone Foresi (capo-progetto) e Nadia Zangarelli (esperta di cooperazione internazionale) hanno incontrato gli animatori della ong maliana Le Tonus e insieme lavoreranno per la mappatura degli stakeholder locali e per l'identificazione delle possibili opportunità di auto-sviluppo a beneficio di persone a possibile rischio migrazione. Il progetto AwartMali infatti, vuole trasmettere alla popolazione maliana attraverso una campagna di comunicazione mirata non solo informazioni sui rischi della migrazione irregolare, ma un panorama delle opportunità possibili per decidere di restare in Mali.29 Luglio Riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria III29 Luglio, riunione con agenzia di comunicazione maliana Wabaria

    Obiettivo ulteriore della missione è stato quello di preparare le attività di futuri workshop da tenere nelle comunità locali con stakeholders in grado di costruire un network sempre più solido di soggetti in grado di affrontare la problematica della migrazione a partire dalle sue radici che sono nella mancanza di opportunità valide e solide per i giovani oggi intenzionati a intraprendere il viaggio verso un futuro migliore. Entro il mese di agosto verrà messa a punto e avviata la campagna di comunicazione del progetto che sarà multicanale: i contenuti viaggeranno attraverso spot radio, affissioni, divulgazione di materiale informativo. Nel mese di luglio inoltre, dal 14 al 21, il progetto in Italia ha goduto di un'importante vetrina all'interno della mostra “Oltre i Confini - photography and audiovisual exhibition” dell'artista perugino Riccardo Truffarelli, mostra tenutasi durante uno dei più importanti festival di musica jazz in Italia e in Europa: Umbria Jazz. Per l'occasione Tamat ha presentato un'esposizione fotografica con alcuni scatti di Paolo Saglia, fotografo dell’agenzia di comunicazione partner di progetto Giusti Eventi, sulle attività che il progetto sta sviluppando in Mali. Un modo per raccontare attraverso volti, luoghi, momenti di vita quotidiana, il mondo di quei giovani che vogliono partire.

  • La campagna di comunicazione di AwArtMali è ora iniziata con spot TV e Radio in Mali e un’APP dedicata a chi è in cerca di informazioni per mettersi in viaggio.

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    Dal mese di agosto ha preso il via la campagna di comunicazione Awart Mali
    La campagna ha tratto spunto dalla ricerca svolta sulle caratteristiche del target svolta da ISMU (direttamente sul campo e presso la diaspora in Italia) ed Instrategies (che ha analizzato il fenomeno a livello migratorio nel contesto spagnolo ed europeo), dal lavoro di mappatura degli stakeholders e di ricognizione sul catalogo delle opportunità in Mali svolta da CONGENIA insieme a LE TONUS organizzazione di supporto.

    BLOGTAMA365 2Il blog TAMA 365Una specifica missione di GIUSTI EVENTI e una missione di FARNETO TEATRO di contatto diretto con le popolazioni delle comunità locali e operatori della comunicazione maliana (l’agenzia di comunicazione maliana WABARIA, gli animatori dell’équipe di LE TONUS, gli animatori delle radio comunitarie del Cercle de Kati) ha permesso di raccogliere attraverso interviste e focus group informazioni dalla viva voce del target maliano.
    Tutti questi elementi sono poi stati rielaborati da Giusti Eventi che ha lavorato a stretto contatto con l’agenzia di comunicazione maliana Wabaria e ha prodotto un Piano Strategico di Comunicazione sviluppando i diversi prodotti della campagna che consisteranno in

    – Spot radio presso le radio comunitarie dei villaggi del Cercle de Kati;
    – Campagna di comunicazione attraverso depliant informativi e affissioni presso le comunità e il centro di Kati;
    – il Blog TAMA365 che conterrà tutti i contenuti della campagna e raccoglierà storie e testimonianze dirette di migrazione e di ritorno raccolte presso il target maliano, fornendo tutte le informazioni necessarie per avere le informazioni complete per una migrazione informata;
    – una APP TAMA 365, sviluppata dal partner cipriota CARDET, che anch’essa svilupperà contenuti della campagna e darà tutte le informazioni necessarie a una decisione consapevole su rischi e opportunità della decisione di migrare.

    Doc strategia DEF 1Nel corso dell’ultima missione di Tamat il Piano Strategico è stato presentato alla delegazione della Commissione Europea in Mali e al Ministero des Maliens a l’Exterieur che hanno invitato Tamat e i partner di AwArtMali a sviluppare la campagna sul territorio.
    La campagna si svolgerà in due fasi, la prima concentrata sui RISCHI, mentre la seconda focalizzerà i messaggi sulle OPPORTUNITA’ da offrire ai giovani Maliani per decidere in maniera informata e con piena consapevolezza delle loro scelte di vita.

    La campagna culminerà nei mesi di gennaio e febbraio attraverso il viaggio di una carovana teatrale organizzata dal partner FARNETO TEATRO e che toccherà i quartieri di Bamako, il centro di Kati e 14 villaggi del Cercle di Kati.
    Inoltre la campagna si arricchirà dagli spunt che perverranno nelcorso di 5 ateliers tematici di confronto sulle tematiche legate ai rischi della migrazione irregolare e all’informazione da dare ai maliani sulle opportunità di sviluppo e di vita dignitosa nel proprio paese.

  • Lo spettacolo è il cuoredel progettoAwArtMali,progettocoordinato da Tamat NGO

    tunka 5Momenti della spettacolo teatrale Tunka - L'aventure nel villaggio rurale di GuilY

     

    Dopo il debutto a Ouagadougou e le rappresentazioni a Bamako, “TUNKA, l’aventure”è in tournée nei villaggi rurali dei comuni di Kambila, Dianeguebougou, Dio-Gare e Diago.

    Lo spettacolo è il cuoredel progettoAwArtMali,progettocoordinato da Tamat NGO, cofinanziato daAsylum, Migration and Integration Fund  (AMIF)della Commissione Europea, in partenariato con Fondazione ISMU, Giusti Eventi, CONGENIA, Instrategies, Cardet e Farneto Teatro.

    Prodotto da Farneto Teatro con il Centre Gambidi di Ouagadougou,“TUNKA, l’aventure”è stato realizzato a partire dalle interviste che Maurizio Schmidt ha realizzato con migranti, migranti di ritorno e famiglie in Italia, Spagna e in Mali. Dopo un periodo di improvvisazione con gli attori, diretti da Luca Fusi, lo scrittore Ildeverd Meda ha messo a punto il testo, che presenta con chiarezza le cause dell’emigrazione, i rischi del viaggio, le condizioni dei migranti in Europa, le enormi difficoltà al rientro.

    Le rappresentazioni nei villaggi rurali si sono svolte dal 3 al 17 febbraio e hanno toccato i villaggi di N’golovala, Fanafie' Coro, Siramanso, Fansira-Coro, Guily, Soninkegny, M'piebougou, Dianeguebougou. Goro, Dio-Gare, Sotoli, Diago Village.

    I villaggi hanno accolto lo spettacolo nelle piazze pubbliche o nei cortili delle scuole come un importante avvenimento e come una festa spesso anche con musica e danze (come, ad esempio, a Siramanso e Guilly) e con uno spettacolo di maschere e acrobazie a Fansira Koro.

    L’orario è stato scelto con i rappresentanti della comunità, con inizio fra le 15 e le 17, orario che ha permesso di raccogliere gran parte degli abitanti: fra le 300 e le 400 persone per ciascun villaggio, un pubblico composto di anziani e giovani, molte donne, alcuni uomini adulti e un’infinità di bambini. L’impianto scenico, molto agile e semplice, ha potuto essere montato a terra, mentre il pubblico è stato sistemato su un centinaio di sedie noleggiate sul posto, stuoie fornite dalla compagnia (per i bambini), sedili e panche portati dal pubblico stesso, mentre molti spettatori sono rimasti in piedi in semicerchio. Gli attori e i musicisti della compagnia - 9 in tutto, professionalmente molto dotati, motivati e generosi - hanno saputo conquistarsi ovunque una grande concentrazione per tutta la durata dello spettacolo (circa un’ora e dieci minuti), raccogliendo anche risate – non mancano infatti momenti divertenti - commozione e molto calore nei ringraziamenti.

    Il pubblico si è quasi sempre disposto per gruppi sociali e di età: le donne separate dagli uomini, gli anziani e gli uomini adulti in gruppo (fra loro i migranti di ritorno, alcuni dei quali già intervistati nei mesi precedenti), i giovani ai bordi (ma particolarmente attenti), i bambini davanti. La grande attenzione dei bambini – anche quelli più piccoli - è stata sorprendente. TUNKA non è infatti rivolto ai ragazzi, ma le azioni fisiche che costellano lo spettacolo, probabilmente anche la percezione dell’importanza del tema, l’eccezionalità dell’evento li ha molto coinvolti, fin dalla fase del montaggio.

    I ragazzi più grandi – che costituiscono uno dei principali target del progetto - sono stati preparati dagli insegnanti nelle scuole e dagli animatori della ONG maliana Le Tonus, in alcuni casi Maurizio Schmidt, Luca Fusi e Ildeverd Meda avevano incontrato i professori nei mesi precedenti lo spettacolo. A Fanafié Koro e Diago si sono tenuti incontri con la compagnia nei giorni successivi allo spettacolo e a Kambila è in corso un laboratorio teatrale sul tema che porterà a un esito pubblico il 21 febbraio. E’ stato inoltre lanciato un concorso per temi e disegni ispirati al tema dello spettacolo che premierà i migliori componimenti e i migliori disegni degli allievi con la fornitura di materiale didattico per le scuole partecipanti.

    Nelle discussioni che costituiscono il fondamentale secondo tempo del “teatro di sensibilizzazione” e anche negli importanti scambi successivi (saluti, domande durante lo smontaggio), è emerso un generalizzato apprezzamento per lo spettacolo e per il messaggio. Ma soprattutto è stata sottolineata l’importanza dell’informazione (molti dichiarano che non conoscevano se non superficialmente i rischi e le difficoltà del viaggio), del coinvolgimento emotivo (più di uno spettatore ha detto di essersi sentito come un migrante) e sono stati significativi e coinvolgenti gli interventi dei migranti di ritorno (alcuni dei quali parlavano per la prima volta in pubblico, di fronte alla propria comunità). Sono emerse anche riflessioni – soprattutto da parte delle donne - sulla necessità di modificare i comportamenti rispetto alla migrazione all’interno delle famiglie, un aspetto che la performance teatrale mette bene in evidenza.

    In molti villaggi, tutti caratterizzati da un’economia agricola e da gravi difficoltà economiche, è emersa con chiarezza la difficoltà di individuare alternative valide alla scelta migratoria, opportunità che possano concretamente motivare i giovani e scoraggiare l’avventura, e sono stati sottolineati bisogni precisi (barrages, pozzi, luoghi di stoccaggio, camere di raffreddamento, attrezzature per la trasformazione dei prodotti).

    Infine, uno dei principali effetti del progetto – e che è stato spesso ricordato nei dibattiti – è la costituzione di associazioni dei migranti di ritorno in ciascun comune e fra loro collegate, con obiettivi molto concreti, attenti non solo ai problemi delle persone che sono rientrate, ma ai bisogni dei villaggi nel loro complesso.

    Un risultato che il passaggio della carovana e il progetto AwArtMali intende lasciare a queste comunità per contribuire a creare le condizioni perché le opportunità possano davvero permettere a tutti di poter scegliere dove vivere e realizzare il proprio futuro con dignità e senza dovere esporre la propria vita al pericolo dell’avventura di una migrazione.

     

    AwArtMali è un progetto cofinanziato dal fondo europeo per l'asilo e l'integrazione

    fondo di migrazione e integrazione dell'Unione Europea (AMIF)
    AMIF2017-AG-INFO_824407

    coordinato da TAMAT NGO in partenariato con ISMU, GIUSTI EVENTI, FARNETO TEATRO, INSTRATEGIES, CONGENIA, CARDET

    #EUfundshomeAffairs
    #migrationEU
    #EUandME
    #migration

    #awartmali

    #Tama365

    Momenti della spettacolo teatrale Tunka - L'aventure nel villaggio rurale di GuilY

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  • 67550888 892689371078736 2787404947283509248 nTamat e Le Tonus presso il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana con Boulaye Keita, Consigliere Tecnico del Ministero

    Lo staff di Tamat con gli stagisti della ong locale Le TonusLo staff di Tamat con gli stagisti della ong locale Le TonusIl 29 luglio il Ministero dell'amministrazione territoriale e delle decentralizzazione del Mali ha ufficialmente riconosciuto Tamat come associazione straniera senza scopo di lucro.

    Rappresentata da Denisa R. Savulescu, nella figura di Rappresentante paese Mali e Burkina Faso, la nostra Ong ha aperto la sua sede locale nel comune di Kati, a 15 chilometri dalla capitale Bamako.

    Inoltre la presenza di una delegazione di Tamat nel paese per una missione d’implementazione del progetto AwArtMali, è stata l’occasione per presentare ufficialmente Tamat, insieme al partner locale di sostegno Le Tonus, alla Delegazione dell’Unione Europea in Mali e al Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana, che hanno accolto con molto entusiasmo il riconoscimento ufficiale di Tamat, dichiarando il loro pieno appoggio al progetto in corso.

    Nello specifico il 1 agosto a Bamako, presso la sede della Delegazione della Commissione Europea, lo staff di Tamat composto da Simone Foresi, capo progetto AwArtMali, Nadia Zangarelli, esperta di Cooperazione Internazionale allo Sviluppo e Amadou Doumbia, direttore esecutivo della Ong maliana Le Tonus sono stati ricevuti dal Liason Officer per le politiche sulle Migrazioni e da Anne Catherine Claude, responsabile per i progetti in Mali per il fondo fiduciario di urgenza per l’Africa.

     

    67583766 892689347745405 4441412495244001280 nSimone Foresi (capo progetto AwArtMali) presso il il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione AfricanaIl 2 agosto Tamat insieme a una delegazione di Le Tonus composta questa volta oltre al direttore esecutivo Ahmadou Doumbia anche dal coordinatore locale per il progetto AwArtMali Moussa Souleymane è stata ricevuta da Boulaye Keita, Consigliere Tecnico del Ministero per le politiche in tema di migrazioni presso il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana a Bamako.

    Nell’incontro è stato presentato il progetto AwArtMali ed illustrato nel dettaglio il piano strategico di comunicazione elaborato in collaborazione con l’agenzia maliana di comunicazione Wabaria definendo la campagna che dovrà essere svolta a partire dal mese di agosto tra le popolazioni maliane del Cercle di Kati.

     

     

    67952252 892689477745392 6243461462749085696 nLo staff di Tamat e quello di Le Tonus impegnati nel porgetto AwArtMaliSia il Ministero dei maliani all’Estero e dell’Integrazione Africana che la delegazione UE hanno espresso il proprio compiacimento per le azioni di progetto finora svolte e per l’ufficializzazione della presenza operativa di Tamat nel paese. Allo stesso tempo questi incontri hanno permesso di creare le condizioni per una fattiva collaborazione con le istituzioni europee e maliane per la realizzazione del progetto, mettendo a disposizione dello staff di progetto tutte le conoscenze in proprio possesso.

    Tamat, insieme all’Ong maliana Le Tonus sviluppa ormai da molti anni progetti a supporto delle popolazioni locali per lo sviluppo sostenibile in ambito sociale, culturale ed economico. Ricordiamo a questo proposito il progetto La Dignità ha il volto di Donna (DVD) del 2014, cofinanziato dall'Otto per Mille della Chiesa Valdese il cui obiettivo è stato quello di identificare due gruppi di donne, uno proveniente dalla zona rurale di Kambila e una dalla zona urbana di Kati, per la concessione di microcredito per lo sviluppo dell’orticoltura, da una parte, e la produzione/vendita di prodotti alimentari trasformati, dall’altra.

    E oggi AwArtMali – Awareness raising and info through art on irregular migration risks in Mali, un progetto cofinanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (AMIF) della Commissione Europea il cui obiettivo è contribuire al cambiamento di percezioni e di comportamenti dei maliani riguardo alla migrazione irregolare rendendoli consapevoli e informandoli sulle alternative legali alla migrazione e sulle opportunità economiche in Mali.

    Sia DVD che AwArtMali sono realizzati con la fruttuosa collaborazione con la Ong locale Le Tonus con la quale la nostra organizzazione si augura di continuare a collaborare in futuro.

  • Esperti italiani della ONG Tamat e dell’agenzia di comunicazione Giusti Eventi già operativi sul terreno

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    Da sabato 28 aprile a martedì 7 maggio una missione di esperti italiani dell’Ong Tamat e dell'agenzia di comunicazione italiana Giusti Eventi ha soggiornato in Mali per lo sviluppo di una campagna di comunicazionea favore delle popolazioni maliane sui temi del contrasto all’immigrazione gestita dai trafficanti verso l’Europa.

    Missione1La delegazione, composta dal capo progetto Simone Foresi e da Denisa Savulescu, rappresentante paese per il Mali dell’ONG italiana Tamat, insieme ad Elena Elia e Paolo Saglia, esperti dell’agenzia di comunicazione Giusti Eventi di Torino, è stata supportata nelle attività in loco dallo staff di progetto di una Ong maliana.

    Sono stati svolti tre focus group a Kati (comune urbano), a Yélékébougou e a Kambila (comuni rurali del circondario di Kati).

    I tre focus hanno permesso di coinvolgere, dialogare e interagire con persone già migrate di ritorno nel paese, con giovani che desiderano prendere la via dell’emigrazione, ma anche con persone che non hanno per niente voglia di lasciare il Mali.

    Questi focus group sono stati animati in francese ed in lingua Bamanan e si sono basati su attività interattive allo scopo di incrociare “immaginario e reale” con questionari di sociometria. L'obiettivo è stato quello di conoscere in profondità il desiderio reale di ogni partecipante utileper poi elaborare una campagna di comunicazione per il contrasto all'immigrazione gestita dai trafficanti.

    La discussione ha permesso di far emergere il carattere estremamente pericoloso dell'immigrazione e la necessità di mettere gradualmente fine a tali comportamenti.

    Missione2Gli immigranti di ritorno al paese hanno avuto l'opportunità, durante le attività, di spiegare le loro differenti disavventure sia intraprendendo la “via terrestre” con il lungo viaggio attraverso il Sahara, sia la “via mediterranea” a bordo soprattutto di imbarcazione più o meno di fortuna, per avviarsi a raggiungere l’Europa.

    I partecipanti hanno affermato di avere vissuto e condiviso il “calvario” con numerosi migranti, vedendo morire donne e uomini sia nella traversata del Sahara che in quella mediterranea. Hanno raccontato degli imprigionamenti, delle torture e di avere subito pratiche razziste, non solo in Europa ma anche nei centri di detenzione e nei paesi di transito del Nord Africa. La delegazione di esperti italiani ha potuto mettere a profitto il soggiorno anche per visitare le famiglie delle persone emigrate che hanno deciso di tornare, volontariamente, in Mali.

    Momenti molto forti e emozionanti che hanno permesso agli esperti e cooperanti italiani di conoscere meglio e in maniera più profonda la vita di queste persone che nonostante tutto non hanno perso la speranza e che continuano a condurre la propria vita in Mali.

    Elena Elia e Paolo Saglia hanno approfittato, anche, della loro presenza nel Mali per incontrare i responsabili della Radio Bèlèkan di Kati, degli artisti locali e dirigenti dell'Associazione Maliana per l’Assistenza degli Espulsi (AME). Gli scambi hanno riguardato la strategia di creazione della campagna di comunicazione contro l'immigrazione clandestina. Tutti gli interlocutori incontrati hanno annunciato la loro disponibilità a dare il proprio contributo al progetto AwArtMali.

    missione4Il progetto AwArtMali rappresenta un'azione congiunta tra i partner di Italia, Spagna e Cipro,con l’assistenza e il supporto dell’agenzia maliana Le Tonus, che ha l'obiettivo di contribuire al cambiamento delle percezioni e del comportamento dei cittadini maliani, che considerano l’immigrazione verso l’UE come l’unica soluzione ai loro problemi economici e sociali. Il progetto si prefigge di informare i maliani sui rischi della migrazione gestita daitrafficanti e sulle possibili alternative sicure di migrazione.

     

     

     

     

    Missione 5

  • Con questi due strumenti la campagna TAMA365 entra nel pieno del suo sviluppo

    teatro awartmali

    La produzione del video-documentario e dello spettacolo teatrale, solo due dei principali strumenti di sensibilizzazione del progetto AwArtMali, è nel pieno del suo sviluppo. Attraverso la produzione di un video documentario la campagna TAMA 365 racconterà la migrazione tramite voci e immagini: storie vissute, racconti di chi ha già intrapreso il viaggio, quali sono i passaggi, le difficoltà che si incontrano, i sogni che si hanno e le sofferenze che si vivono. Ma anche un modo per raccontare in positivo come si possa riuscire ad intraprendere percorsi di reale integrazione e trovare la possibilità di crescere, o acquisire capacità e competenze da poter rimettere in gioco in un progetto di vita dignitosa e sicura nel proprio paese, per sé e per la propria famiglia.

    Il materiale raccolto rappresenta allo stesso tempo la base su cui verrà costruito l’altro fondamentale strumento della campagna di sensibilizzazione: uno spettacolo teatrale itinerante che, spostandosi di città in città e di villaggio in villaggio, contribuirà a realizzare gli obiettivi del progetto e a raggiungere le persone in maniera più diretta ed efficace. Uno spettacolo teatrale in cui il pubblico possa riconoscersi, sentirsi partecipe e interagire in modo da creare uno scambio di informazioni riguardanti le diverse possibilità esistenti in campo migratorio. Si costruirà una carovana teatrale “panafricana”, composta da attori maliani e non solo, musicisti ma anche educatori, il cui compito sarà quello di catturare l’attenzione della popolazione creando canali di comunicazione attraverso il linguaggio artistico, linguaggio universale per eccellenza.

    Per la progettazione sia del video che dello spettacolo ci si è avvalsi della raccolta di interviste tra le popolazioni del Mali e quelle raccolte in Europa.

    Dal 9 al 16 giugno 2019 sono state realizzate 40 interviste e 4 interventi in 4 scuole nei comuni di Dio-Gare, Diago, Kambila, Yelekebougou ad opera di Maurizio Schmidt, Luca Fusi, Ildevert Meda con la mediazione dell’equipe di animazione della ONG locale Le Tonus. Il campione intervistato è composto da migranti potenziali, migranti di ritorno (da altri paesi africani o da Spagna e Italia), griot, capi villaggio, direttori di scuola, insegnanti ed allievi delle scuole secondarie dei quattro comuni.

    Dal 28 luglio al 4 agosto il partner di progetto Farneto Teatro si è invece spostato in Spagna, in particolare ad Albacete, Madrid, Recas, Valencia, Mataro e, a partire dalla collaborazione con l’Alto Consejo de la Diaspora Maliana (Haute Conseildes Maliens à l’Exterieur), ha realizzato 28 interviste a migranti residenti o lavoratori stagionali.

    Durante l’estate 2019 sono state realizzate anche interviste in Italia che continueranno fino a marzo 2020. Grazie all’Alto Consiglio Maliano in Italia sono stati intervistati in Sardegna 20 giovani arrivati in Italia da 1 o 2 anni, altri a Bologna e Padova. Sono stati intervistati 5 operai di origine maliana della Fincantieri a Trieste, ospiti e operatori della Comunità di Sant’Egidio a Milano e operatori del Patronato San Vincenzo di Bergamo. Sempre a Milano è stato intervistato Pierfrancesco Majorino e sarà presto intervistato Pietro Bartolo,
    ex medico del Centro di Prima accoglienza a Lampedusa, entrambi attualmente
    europarlamentari. Un altro giro di interviste è stato fatto allo staff della nave di soccorso Mare Jonio, in particolare ai volontari, al legal team, al rescue team e al primo ufficiale. A marzo, in previsione di una importante ripresa degli sbarchi sulle nostre coste, si realizzeranno delle interviste a Lampedusa, sulle navi di ONG che prestano soccorso in mare e alla Marina Militare Italiana.

    Le interviste realizzate fino ad ora sono state messe a disposizione dell’equipe di lavoro teatrale in Burkina Faso che dal 24 novembre al 20 dicembre 2019 ha organizzato un primo periodo di prove dello spettacolo presso lo Spazio Gambidi di Ouagadougou con la collaborazione del direttore dello stabile, del gruppo teatrale Maaya di Bamako diretto da Gaoussou Yah Touré, del drammaturgo Ildevert Meda e del regista Luca Fusi.
    Dal 20 dicembre 2019 al 5 gennaio 2020 ha avuto luogo la fase di scrittura del testo dello spettacolo teatrale da parte del drammaturgo Ildevert Meda mentre dal 5 gennaio al 18 gennaio 2020 avrà luogo la seconda fase di prove dello spettacolo allo Spazio Gambidi di Ouagadougou e il montaggio dello spettacolo. Lo spettacolo verrà costruito in modo da poter dare spazio a momenti di improvvisazione e discussione sul tema migrazione.

    Dal 20 al 25 gennaio 2020 lo spettacolo teatrale verrà presentato a Ouagadougou e dal 25 gennaio al 28 febbraio ci sarà la tournee in Mali. L’obbiettivo è quello di realizzare tre repliche nei teatri a Bamako, due nelle banlieue di Bamako, una replica a Kati e quattordici repliche nei villaggi intorno a Kati.

    Infine, tra marzo e maggio 2020 verrà concluso il montaggio del video-documentario che verrà poi presentato a conclusione del progetto AwArtMali.

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