Dal 3 al 5 ottobre 2023 Tamat, lieta di accogliere in Burkina Faso dopo 3 anni di assenza Patrizia Spada, Direttrice della progettazione, ha realizzato una carrellata di incontri di valutazione finale del progetto “RIIBO – Sostegno alla produzione avicola per la sicurezza alimentare in Burkina Faso” Réf. 134/19 ed ex-post dei progetti conclusi, gestiti attraverso l’approccio trasformativo di genere. 

I beneficiari dei vari progetti si sono seduti insieme ai loro rispettivi coniugi e all’equipe Tamat, per dialogare come le varie iniziative hanno contribuito al cambiamento nelle loro famiglie. Uomini e donne al centro di uno stesso dibattito, che dopo iniziali momenti di imbarazzo e titubanza hanno avviato un dialogo fluido e torrenziale per scambiare idee, difficoltà, proposte e per definire possibili percorsi futuri.   

La prima visita sul terreno è stata a Loumbila, presso il Centro avicolo e agroecologico Natilgé, realizzato nell’ambito del progetto “Polli a Loumbila”, finanziato dalla Presidenza italiana del Consiglio dei ministri, e del progetto ” Pour un impact communautaire positif autour du Centre de Formation Polyvalent de Loumbila (CFPL) “, finanziato dalla Croce Rossa monegasca. Il Centro ha formato oltre 300 agricoltori nell’allevamento di polli e nelle tecniche di produzione biologica. Sotto il grande albero del Centro, i beneficiari e i loro rappresentanti, tra cui il presidente dell’associazione locale, Issoufou Ilboudo, e il dottor Moussa Ouédraogo, formatore e risorsa di Tamat, hanno dato il benvenuto alla delegazione di Tamat guidata dalla rappresentante paese di Tamat in Burkina Faso, Fabiola Bedini.  

Prendendo la parola, il coordinatore locale del progetto si è rallegrato per l’effettiva presenza di tutti gli attori a questo incontro di scambio, spiegando lo scopo prima di passare la parola all’ospite della giornata. Patrizia Spada manifesta con entusiasmo l’interesse e la gioia di conoscere finalmente di persona i beneficiari e di poter ascoltare l’impatto che ogni progetto ha avuto su ciascuno di loro e quali siano stati i punti di forza e di debolezza del progetto. 

La stessa cerimonia di apertura è avvenuta il giorno successivo a Tanlargo, nel Centro Bangr Baoore realizzato con il progetto “Sviluppo della filiera cunicola e dell’agroecologia familiare: iniziative di lotta contro l’insicurezza alimentare e l’esodo rurale in Burkina Faso” finanziato anch’esso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri dell’Italia. L’apertura dell’incontro è avvenuta con il saluto ai bambini della scuola elementare che hanno ricevuto la realizzazione di un orto agro ecologico scolastico dove oltre ad apprendere le tecniche produttive bio, hanno potuto raccogliere gli ortaggi per contribuire alla mensa scolastica. A seguire i beneficiari e il loro rappresentante nonché capo del villaggio Ilboudo Boniface hanno ricordato come il progetto abbia permesso a 400 persone del villaggio di migliorare le possibilità di accedere al cibo di qualità, 40 famiglie di agricoltori di ricevere formazione professionale in agroecologia con la possibilità di produrre nelle parcelle del Centro e altre 40 famiglie di allevatori di ricevere formazione professionale nella gestione degli allevamenti di conigli e avviare allevamenti domestici ricevendo in dotazione kit iniziali per l’avvio. Anche qui le difficoltà non sono state poche in termini di mortalità dei conigli e mancanza di acqua nella stagione secca, ma certamente il cambiamento è iniziato e i beneficiari si dicono pronti a continuare la sfida. 

Il terzo giorno si è concluso nella sede dell’Associazione Manegdbzanga, partner locale consolidato di Tamat con il quale sono stati realizzati tutti i progetti, per parlare del progetto RIIBO che ha schierato tutti i beneficiari che attivamente hanno contribuito alla discussione proponendo possibili suggerimenti per i progetti futuri dichiarandosi disponibili a mettersi ancora alla prova con altri progetti per migliorare le condizioni delle proprie famiglie. 

Nel corso dei tre giorni, i beneficiari hanno ringraziato a turno Tamat per i numerosi progetti di cui hanno beneficiato; sia gli uomini che le donne hanno visto migliorare le loro condizioni di vita grazie a tali progetti. Hanno sviluppato iniziative per vendere i loro prodotti; ogni seconda domenica del mese viene organizzato un mercato di prodotti biologici. Sono stati firmati contratti di produzione con i clienti. A seguito dei progetti attraverso le competenze acquisite, le donne hanno iniziato a produrre burro di karité dalle noci raccolte sul posto. La tecnica di produzione biologica utilizzata è stata divulgata e molte persone sono venute al centro per impararla.   

Per quanto riguarda le difficoltà, i beneficiari hanno chiesto a Patrizia Spada di tenere conto della realtà del territorio prima di acquistare macchinari per i progetti; hanno inoltre chiesto ulteriori processi di formazione e aggiornamento sulla zootecnia e sull’orticoltura. Per quanto riguarda le donne si sono mostrate interessate ad ampliare le loro competenze manifestando l’interesse di imparare la produzione del sapone, la tessitura e la trasformazione dei pomodori. Sarebbe gradito anche un magazzino di stoccaggio per conservare le cipolle. Hanno chiesto il rinnovo del programma di microcredito, per poter incrementare le loro attività. Patrizia Spada ha dichiarato di aver preso nota dei suggerimenti e delle preoccupazioni emerse durante la riunione. Si è impegnata a tenerne conto nei progetti futuri. 

Tali giornate sono state uno scambio fruttuoso tra i vari beneficiari che hanno potuto apprezzare il ruolo di ciascun componente della famiglia nel miglioramento delle proprie condizioni di vita, che nella maggior parte dei casi ha visto anche la possibilità di mandare a scuola i propri figli oltre che di avere almeno 1 pasto assicurato al giorno. È stata anche occasione fruttuosa per Tamat per comprendere i punti di forza da replicare e i punti di debolezza da evitare per i prossimi progetti. 

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