I BARA prende il via in Burkina Faso: istituzioni, partner e apicoltori condividono la tabella di marcia del progetto

Gli attori del progetto LI BARA si sono riuniti presso la Scuola Nazionale di Zootecnia e Salute Animale (ENESA), in questo fine settembre 2026, per condividere le finalità, il metodo di lavoro e lo stato di avanzamento di un’iniziativa della durata di 24 mesi. L’obiettivo è modernizzare l’apicoltura burkinabè e trasformare il miele in una fonte più importante di reddito e di sicurezza alimentare.

Il workshop di informazione e confronto è stato presieduto dal Direttore generale delle Produzioni Animali, Émilien Emmanuel Yisso Bakone. Ha riunito autorità regionali, partner tecnici e rappresentanti della filiera apistica per definire il coordinamento dei numerosi attori coinvolti nel progetto per perseguire efficacemente le priorità identificate. I partecipanti hanno esaminato i principali orientamenti di LI BARA, la sua logica di intervento e i primi passi compiuti dall’avvio del progetto, nel mese di luglio.

Un progetto inserito in una strategia più ampia

LI BARA, il cui titolo completo è «Apiculture moderne et durable pour la sécurité alimentaire et nutritionnelle du Burkina Faso», si inserisce nel PADDA/BF, il Progetto di sostegno allo sviluppo sostenibile dell’apicoltura in Burkina Faso, promosso dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) insieme al Ministero dell’Agricoltura, dell’Acqua, delle Risorse Animali e Alieutiche (Maerah).

La logica è quella della continuità. Il progetto valorizza quanto realizzato nella prima fase del PADDA, in particolare i moduli di formazione destinati agli operatori dei centri di lavorazione del miele per poi riferire al comitato tecnico e di pilotaggio dell’iniziativa, nei quali il Maerah svolge un ruolo centrale. LI BARA, quindi, non parte da zero: si fonda sulle politiche nazionali di settore, dalla strategia nazionale per l’apicoltura alla politica di sviluppo sostenibile della zootecnia, con l’obiettivo di rafforzare quanto già esiste.

L’iniziativa è finanziata dall’AICS e coordinata da Tamat ETS, che si avvale di tre partner le cui competenze si integrano lungo l’intero ciclo del progetto: i) l’ONG italiana CIPA che apre il percorso con gli studi diagnostici iniziali per individuare i beneficiari e i fabbisogni formativi delle unioni di apicoltori; ii)  l’ENESA che, come istituzione pubblica di riferimento per la formazione zootecnica, è responsabile di tutte le attività formative del progetto; iii) l’ONG burkinabè Wend Puiré che sostiene la realizzazione e le forniture dei centri di lavorazione del miele e la loro gestione.

Questa distribuzione dei ruoli è completata dalla partecipazione delle direzioni tecniche del Ministero, dell’Interprofessione del Miele (IP-Miel) e delle sue unioni provinciali di apicoltori, affinché le decisioni del progetto vengano prese insieme agli attori principali della filiera apistica.

Cosa farà LI BARA in 24 mesi

L’obiettivo del progetto è migliorare la competitività dell’apicoltura burkinabè favorendo la transizione verso pratiche moderne. Al termine dei 24 mesi, la produzione di miele nell’area di intervento sarà aumentata di almeno il 10% e almeno l’80% dei campioni analizzati risulterà conforme agli standard di qualità nazionali e internazionali. L’obiettivo è contribuire così all’aumento dei redditi degli apicoltori e all’apertura di nuove opportunità di esportazione.

Per raggiungere questi risultati, il progetto opererà in dodici province seguendo un percorso che va dall’alveare al mercato. Il punto di partenza sono le persone: 900 apicoltori e 100 tecnici del Ministero riceveranno una formazione tecnica, con particolare attenzione a giovani, donne e persone con disabilità. La formazione sarà accompagnata dagli strumenti necessari per mettere in pratica quanto appreso: ogni apicoltore riceverà un kit comprendente arnie, dispositivi di protezione, contenitori per la raccolta e attrezzature, mentre i tecnici disporranno di materiali per il monitoraggio e l’accompagnamento dei produttori sul campo.

Il secondo anello della filiera riguarda la trasformazione. LI BARA costruirà ed equipaggerà quattro centri di lavorazione del miele utilizzando materiali locali ed ecocompatibili, destinati all’estrazione e alla trasformazione del miele, e fornirà tricicli per agevolare il trasporto dai produttori. Queste infrastrutture saranno di proprietà collettiva di quattro unioni provinciali di apicoltori, che il progetto accompagnerà anche nella gestione con la creazione di appositi comitati di gestione. Per garantire anche la sostenibilità economica, ogni centro disporrà di un fondo di capitale circolante, mentre il personale riceverà una formazione sulla qualità e sull’igiene in conformità con la normativa burkinabè relativa al miele.

Infine, il progetto investire una platea che vada oltre i beneficiari diretti. I workshop di inaugurazione dei centri di lavorazione del miele, un video di capitalizzazione e una serie di programmi trasmessi dalle radio comunitarie serviranno a sensibilizzare la popolazione sull’uso responsabile dei pesticidi, che rappresentano una minaccia diretta per gli alveari. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di piantumazione di specie mellifere, finalizzata a studiare il ruolo delle api come indicatori del cambiamento climatico e a favorire la biodiversità locale.

Un punto di partenza condiviso

Il workshop organizzato da Tamat segna l’avvio di un metodo di lavoro che il progetto intende mantenere per i 24 mesi: costruire ogni fase insieme alle istituzioni e alle organizzazioni dei produttori. Presentare il piano di lavoro alle autorità regionali e alle unioni degli apicoltori prima dell’avvio delle attività formative e dei lavori permette di chiarire le responsabilità di ciascun attore, allineare le aspettative ed evitare sovrapposizioni con altri interventi nella filiera apistica.

Le prossime settimane saranno dedicate allo studio diagnostico, che consentirà di individuare e caratterizzare gli apicoltori partecipanti nelle dodici province e di preparare i primi cicli di formazione. Da quel momento, LI BARA inizierà a trasformare i propri obiettivi in alveari gestiti in modo più efficace, centri di lavorazione del miele operativi e un miele burkinabè migliore, nelle mani di chi lo produce.

Il progetto «LI BARA – Apicoltura moderna e sostenibile per la sicurezza alimentare e nutrizionale del Burkina Faso» – AID 11639/01/4, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) nell’ambito dell’iniziativa PADDA/BF e realizzato da TAMAT ETS insieme ai partner CIPA, ENESA e ONG WEND PUIRE, contribuisce al rafforzamento della filiera apistica in Burkina Faso. L’iniziativa promuove un’apicoltura moderna e sostenibile, in grado di migliorare la qualità del miele, il reddito dei produttori e la sicurezza alimentare e nutrizionale, con un’attenzione particolare a donne, giovani e persone con disabilità.

«Questa pubblicazione è stata realizzata con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. I contenuti di questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità di TAMAT e non rappresentano necessariamente il punto di vista dell’Agenzia».

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Foto: Desiré Yameogo, rappresentante IP-Miel

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Foto: Marta Carminatti, rappresentante AICS

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Foto: Florentin Tougouma, rappresentante paese Tamat

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Foto: Émilien Emmanuel Yisso Bakone, DGPA

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Foto: Juan Sandes, coordinatore del progetto Tamat

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