TITOLO DEL PROGETTO JArdins de PLUie: Stratégies basées sur la nature contre le risque hydrogéologique (JA PLUS) 

PAESE Italia, Città Metropolitana di Palermo e Tunisia, Governatorato di Biserta  

DURATA 36 mesi (dal 01/10/2025 al 30/09/2028) 

DONOR: INTERREG EU, NEXT Italie  – Tunisie 

PARTENARIATO Comune di Altofonte (capofila), Università di Palermo, ECCO APS, L’Association pour la Promotion de l’Emploi et du Logement (APEL), Tamat Tunisie. Associati: Città Metropolitana di Palermo, Regione Sicilia – Dipartimento dello sviluppo rurale e territoriale, Association Promotion & Appui a Développement d’Initiatives Locales (PADIL), Association Tunisienne pour les Objectifs du Développement Durable (ATODD)  

SDG’s 13, 11, 6, 15, 17 

RISULTATI  

  • Aumento della consapevolezza di cittadini e operatori economici sul rischio idrogeologico e sulle soluzioni low‑tech basate sulla natura. 
  • Miglioramento delle competenze tecniche di operatori pubblici, professionisti e ricercatori nella progettazione, gestione e manutenzione di interventi naturali per la riduzione del rischio. 
  • Elaborazione e adozione di una strategia transfrontaliera condivisa tra Italia e Tunisia sulle soluzioni low‑tech per il contrasto al rischio idrogeologico. 
  • Creazione di un modello di gestione comunitaria dei giardini di pioggia, replicabile e integrabile nelle politiche locali. 

BENEFICIARI 

  • Municipalità di Metline e almeno 10 municipalità della Città Metropolitana di Palermo e del Governatorato di Biserta 
  • 20 operatori delle autorità pubbliche di Metline e Altofonte 
  • 25 operatori di altre municipalità e servizi locali/regionali 
  • 150 professionisti attivi nella gestione ambientale e territoriale 
  • 40 operatori economici dei due territori 
  • 100 cittadini e rappresentanti della società civile della Città Metropolitana di Palermo e del Governatorato di Biserta  

Il progetto JAPLUS nasce con l’obiettivo di aiutare i territori della Città Metropolitana di Palermo e del Governatorato di Biserta ad adattarsi meglio ai cambiamenti climatici e a prevenire i rischi idrogeologici, puntando su soluzioni a bassa tecnologia che siano semplici, economiche e facilmente replicabili su qualunque scala. L’idea centrale è quella di combinare la realizzazione di due interventi pilota – i giardini di pioggia – con l’elaborazione e l’adozione condivisa di una strategia transfrontaliera che possa diffondere in modo partecipativo queste soluzioni basate sulla natura. 

Il progetto mira a coinvolgere direttamente cittadini, operatori economici, tecnici, ricercatori e istituzioni locali, migliorando la loro consapevolezza riguardo ai fenomeni idrogeologici e fornendo loro competenze pratiche per affrontarli. Questo percorso porterà allo sviluppo e all’adozione di una strategia comune tra Italia e Tunisia, che includerà anche un modello di gestione comunitaria dei giardini di pioggia come strumento di prevenzione diffusa. 

Le attività si articolano in tre fasi principali. Nella prima, dedicata al coinvolgimento delle comunità e alla progettazione, il progetto avvia il coordinamento interno, presenta l’iniziativa ad Altofonte e Metline, organizza esposizioni pubbliche per sensibilizzare la popolazione e raccogliere contributi, e sviluppa le analisi e i progetti preliminari ed esecutivi dei giardini. Parallelamente viene avviata la comunicazione ufficiale e si partecipa ai primi eventi di capitalizzazione. 

La seconda fase è dedicata alla realizzazione concreta e partecipata. Si procede con la formazione tecnica degli operatori pubblici, con la costruzione dei due giardini pilota e con la definizione, attraverso incontri locali e transfrontalieri, di un modello condiviso di gestione comunitaria. A questa fase si affiancano una nuova campagna di comunicazione e ulteriori attività di capitalizzazione, comprese iniziative scientifiche e partecipazioni a fiere di settore. 

Infine, la terza fase consolida i risultati ottenuti attraverso un sistema di monitoraggio scientifico che valuta l’efficacia dei giardini nel filtrare e gestire le acque meteoriche, monitora la salute delle piante e confronta i risultati tra i due territori. I dati raccolti alimentano una nuova serie di esposizioni pubbliche e momenti di confronto, oltre a seminari rivolti ad altre autorità pubbliche. Questa fase culmina nella definizione e diffusione della strategia transfrontaliera lowtech contro il rischio idrogeologico, accompagnata da una campagna di comunicazione finale. 

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