Come si misura il cambiamento generato da un progetto? Come si può verificare che le attività realizzate rispondano realmente ai bisogni delle comunità? E come trasformare l’esperienza sul campo in opportunità di miglioramento continuo?
Sono queste alcune delle domande al centro della formazione sul MEAL (Monitoring, Evaluation, Accountability and Learning) organizzata da TAMAT in Burkina Faso e condotta da Monica Mazzotti.
L’iniziativa ha coinvolto l’intero team paese, con l’obiettivo di rafforzare le competenze in monitoraggio, valutazione, accountability e apprendimento, elementi fondamentali per garantire interventi efficaci, trasparenti e orientati ai risultati.
Durante la sessione, i partecipanti hanno approfondito i principi fondamentali dell’approccio MEAL/RBM (Gestione Basata sui Risultati) che si concentra sul raggiungimento e sulla misurazione dei risultati (effetti reali per i beneficiari) piuttosto che sulla semplice esecuzione delle attività, sottolineando come la raccolta e l’analisi dei dati non rappresentino soltanto un requisito di rendicontazione, ma uno strumento essenziale per comprendere i cambiamenti generati dai progetti e migliorarne continuamente la qualità.
La formazione ha affrontato temi chiave quali la definizione e il monitoraggio degli indicatori, la qualità dei dati, la costruzione delle baseline e l’utilizzo degli strumenti di raccolta delle informazioni. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo del MEAL all’interno del ciclo di progetto e alla sua funzione di supporto alle decisioni operative e strategiche.
Uno dei momenti più significativi è stato il confronto sul concetto di accountability, ovvero la responsabilità che ogni organizzazione ha nei confronti delle comunità beneficiarie, dei partner e dei donatori. Attraverso esempi pratici e discussioni partecipative, il team ha riflettuto sull’importanza dell’ascolto, della trasparenza e della creazione di meccanismi efficaci per raccogliere feedback e gestire eventuali reclami.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla dimensione del Learning, che richiama la capacità di imparare dall’esperienza. I risultati ottenuti, le sfide affrontate e le lezioni apprese rappresentano infatti una preziosa fonte di conoscenza per adattare le strategie e migliorare continuamente gli interventi.
Attraverso esempi concreti e attività pratiche, i partecipanti hanno rafforzato le proprie competenze e acquisito una visione più chiara dell’importanza di un approccio basato sui dati e sulle evidenze.
Per TAMAT, investire nello sviluppo professionale del proprio personale significa investire nella qualità dei programmi e nell’impatto generato a favore delle comunità. Rafforzare le competenze in materia di MEAL consente infatti di misurare meglio i risultati, comprendere i bisogni dei beneficiari e orientare le attività verso cambiamenti concreti e duraturi.
In un contesto in continua evoluzione come quello della cooperazione internazionale, la capacità di raccogliere informazioni affidabili, ascoltare le comunità e trasformare i dati in decisioni rappresenta una competenza fondamentale. Disporre di dati precisi e aggiornati infatti ci permette di adattare gli interventi rispondendo in modo mirato e tempestivo alla forte volatilità e alle continue mutazioni dei contesti in cui operiamo; ottimizzare le risorse allocando fondi ed energie dove c’è reale bisogno, massimizzando l’impatto sul campo e, al tempo stesso, garantendo la trasparenza e dimostrando l’efficacia degli interventi agli stakeholders e ai donatori.

Foto 1; Team de Tamat Burkina Faso

Foto 2; Formazione sul MEAL per Monica Mazzotti





