Immagina di stare in una radura, e dopo lungo tempo che passi nella ricerca di una rotta,
trovi un sentiero; esso magari non è quello che pensavi di trovare, magari pensavi ad una
salita o ad una discesa, a una via piena di rovi o totalmente spianata, e invece trovi un
percorso, un percorso che sovverte le tue aspettative, che ha sorprendentemente più
senso di quello che cercavi; esso è il tuo “dua”, ma ne superà persino le aspettative.
“Dua” in arabo è una invocazione, un desiderio espresso, e la ricompensa a questo
desiderio può essere diverso dalle aspettative, ma se lo è, lo è soltanto in meglio.
Il servizio civile qui a Tamat è quello, magari cercavi qualcosa che ti guidasse fuori dalla
radura, e incontri questo luogo un po’ diverso da quello che ti aspettavi, ma sempre pieno
di novità, di vità e di sogni.
Io ho incontrato il servizio civile tramite amicizie, ma Tamat l’ho seguita per istinto.
Allora feci una chiamata per capire se questo era il luogo dove volevo passare i prossimi
12 mesi, e a quella chiamata rispose Stefanina, una mia cara collega di lavoro; il modo in
cui lei si espresse mi convinse quasi immediatamente, perché attraverso lei sentivo la
voce di un luogo dove c’era energia e lavoro, dove c’era accoglienza e partecipazione per
un giovane come me.
A voi che leggete potrebbero sembrare parole rifinite per abbellire il messaggio, ma
credetemi se vi dico che ho percepito questo da quella chiamata, e con il senno di poi,
queste sensazioni hanno corrisposto al vero.
A Tamat io mi occupo attualmente di raccolta dati creando vari database su partner e
beneficiari, ma occasionalmente mi occupo di qualcosa che va fuori il mio quotidiano,
come per esempio adesso scrivere questo testo, o magari un’altra volta è stato andare ad
appendere dei volantini con un amica e collega, e in futuro chissà cos’altro mi aspetta,
magari cose più grandi e in apparenza più difficili, persino oltre le mie capacità, ma la cosa
di cui sono certo è che se affronterò queste sfide con la stessa passione e energia che
questo luogo mi lascia nel cuore, niente sarà imbattibile per me.
Tra le tante cose però mi voglio soffermare ad apprezzare anche la compagnia; posso di
per certo dire questo, il lavoro occupa una buona parte della tua giornata lavorativa, ma
quei pochi istanti in cui si chiacchera e ride con un collega, quelle pause pranzo in cui ci
siede tutti attorno allo stesso tavolo finendo con un sorriso e un caffè, quell’accoglienza e
supporto che si esprime e si dà l’un l’altro, tutti questi momenti sono quelli che ti fanno
alleggerire qualsiasi stanchezza, che ti fanno sentire entusiasta di iniziare il giorno dopo,
che ti danno carica ed energia per far ancor di più e ancora meglio ogni volta.
Tamat è un luogo umano, con tanta motivazione, tanto significato e tanta prospettiva, ed è
reso possibile dalle persone che lo arricchiscono ogni giorno con la loro presenza.
Se posso dare un consiglio, lanciatevi e fate questa prova, troverete sicuramente qualcosa
che ne varrà la pena se siete decisi ad apprezzare e ad accogliere ogni possibilità e sfida
davanti a voi, e magari chi lo sa, potremmo diventare colleghi civilisti, o forse invece no,
ma se così non fosse spero che la mia presenza qui abbia lasciato anche solo un briciolo
di qualcosa che guidi voi in un sentiero ancor più ricco di speranza e felicità.
Vi auguro buona fortuna con qualsiasi cosa farete e diventerete, e spero di vedervi
diventare miei colleghi, e più in la miei, e nostri amici.




