Home > cooperazione allo sviluppo in Africa > ‘Sete di civiltà’ la prima raccolta fondi di Tamat supera le aspettative

Si è chiusa con successo la prima raccolta fondi ufficiale promossa da Tamat. L’obiettivo economico – fissato a 10.000 € – è stato raggiunto e superato.

La nostra organizzazione, nel ringraziare quanti hanno deciso di appoggiare l’iniziativa di solidarietà internazionale, sottolinea come e quanto il valore di un’iniziativa di fundraising come quella in oggetto, non si esaurisca esclusivamente nel perseguimento di finalità di matrice meramente economica.

Se Tamat ha inaugurato una stagione di sensibilizzazione del proprio pubblico è per strutturare un network. Una rete che oltre a seguire le iniziative promosse, ne diventi in qualche modo promotore, oltre che interlocutore privilegiato.

In un’epoca in cui siamo tutti chiamati ad un impegno esplicito e in prima persona, costituirsi come soggetto portatore di buone prassi e artefice di progettualità pragmatiche in luoghi che palesano mancanze di risorse primarie come l’acqua, significa assumersi un impegno che contribuisca a definire, ancor più esplicitamente, la fisionomia di una piccola grande Ong che vuole fare e sa fare la differenza.

In occasione del 27° anno dalla fondazione di Tamat, il direttore Piero Sunzini, insieme alla referente maliana Denisa Raluca Savulescu e alla responsabile del comparto Raccolta fondi Manuela Vena, ha consegnato la targa, elaborata per l’occasione, ai referenti delle coltivatrici del villaggio di Nioron Were, nel circondario di Baroueli, nella regione di Segou.

Campagna raccolta fondi sete di civiltà tamat
La responsabile della raccolta fondi Manuela Vena e il direttore di Tamat Piero Sunzini consegnano la targa ai referenti delle coltivatrici del villaggio di Nioron Were, nel circondario di Baroueli, nella regione di Segou.

L’importanza della raccolta fondi ‘Sete di civiltà’

«Non potevamo celebrare in maniera più adeguata un anniversario importante. A quasi 30 anni dalla sua nascita, Tamat, è capace di esprimere un’energia rinnovata, che vuole coinvolgere – ed evidentemente sa coinvolgere – quanti ne condividano obiettivi fondanti e quanto più contemporanei. Alla luce del buon risultato raggiunto, siamo convinti sia importante continuare a palesare l’impego congiunto dei nostri addetti ai lavori e dei nostri sostenitori. Questo per esplicitare un’alleanza vocata al sostegno della popolazione di una delle aree più svantaggiate e trascurate al mondo quale è il Sahel”.

Con queste parole il direttore Sunzini, tra i fondatori di Tamat nel dicembre del 1997, lascia intuire il lancio di una nuova campagna di raccolta fondi che permetta a quanti vorranno aderirvi di sostanziare un impegno crescente, con ricadute concrete, in direzione di una piccola comunità maliana.

raccolta fondi sete di civiltà, pozzo realizzato
Il pozzo realizzato grazie alla campagna di raccolta fondi ‘Sete di civiltà’

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