Home > news > Burkina Faso: i risultati concreti del microcredito per formazione e lavoro

di Piero Sunzini, Direttore Generale Tamat NGO 

Tamat NGO opera oramai da più di venti anni in Burkina Faso, uno degli Stati più poveri al mondo, con progetti di cooperazione internazionale soprattutto negli ambiti della sicurezza alimentare e dello sviluppo sostenibile. La maggior parte delle azioni svolte si sono concentrate nel sostenere l’imprenditorialità inclusiva di donne, giovani, contadini ed allevatori e nell’accompagnare la reintegrazione socioeconomica della diaspora Burkinabé d’Italia.  

Creazione di reti d’acquisto per assicurare la sicurezza alimentare alle popolazioni vulnerabili nella logica dell’agricoltura contrattuale, servizio mensa ai bambini e ragazze delle scuole, passaggio da “un’agricoltura tradizionale” a un’agricoltura ecologica, rientri volontari: sono tutte attività che sono state possibili anche grazie al microcredito. Bisogna sempre tener ben presente come in Burkina Faso la parte più debole della società abbia una grande determinazione per uscire dalla condizione di povertà. Le donne soprattutto ne sono il motore. Nello stesso tempo, però, il fenomeno che si sviluppa è quello dell’esclusione dai circuiti finanziari tradizionali. Non potendo offrire garanzie, il rischio resta quello di non ricevere il credito per iniziare percorsi di autonomia.  

Questo è il contesto reale in cui possono intervenire positivamente i progetti di cooperazione internazionale e la microfinanza per sostenere l’accesso al credito in favore delle popolazioni svantaggiate. Non solo per avviare le attività, ma soprattutto per garantirne la continuità.  

Alcuni esempi. All’interno del progetto RASAD – Reti d’Acquisto per la Sicurezza Alimentare con il supporto della Diaspora Burkinabé d’Italia – AID 10912, co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), e coordinato da Tamat, nell’ottobre del 2017 è stato lanciato il primo programma di microcredito erogando 57.218,70 € ai beneficiari per l’avvio della produzione agricola nei siti orticoli e il lancio di attività generatrici di reddito legate alla sicurezza alimentare. Nei successivi due programmi, nel biennio 2019 – 2020, sono stati erogati altri 58.046,49 € a ben 414 beneficiari di progetto che ne hanno fatto richiesta: 130 agricoltrici e agricoltori dei groupement contadini, 278 donne imprenditrici e 3 migranti della disposta Burkinabé. Il tasso di rimborso del microcredito degli ultimi due programmi è stato del 93,90%. Non solo.  Durante il corso del progetto si è deciso di scegliere per realizzare in maniera efficace questa attività una struttura – riconosciuta come associazione dal Ministero dell’Amministrazione Territoriale, della Decentralizzazione e della Sicurezza Burkinabé – e ufficialmente iscritta al registro dei sistemi finanziari decentralizzati del Ministero dell’Economia e delle Finanze Burkinabéé, l’associazione Micro Start/Action des Femmes pour le Développement (AFD). L’associazione, partner locale di progetto in Burkina Faso, ha garantito assistenza tecnica continua ai beneficiari per monitorare i tempi di restituzione del credito e le necessità dei beneficiari.  

Risultati.  Numerosi beneficiari appartenenti ai differenti groupement contadini del villaggio di Lao (comune di Komki-Ipala) e Lougsi (comune di Tanghin-Dassouri) e nei comuni di Komsilga, Koubri e Loumbilagrazie al microcredito erogato hanno potuto sfruttare al meglio le loro parcelle orticole sposando la tecnica, appresa durante la formazione tecnica, della buttes sandwich (aiuola a cumulo con stratificazioni di differenti tipologie di sostanza organica sulla quale seminare). Un groupement de Zabre composto da 60 donne del villaggio di origine di un migrante di rientro hanno richiesto di essere formate in agro-ecologia, dopo aver visto l’avvio dell’attività orticola e di allevamento suino del proprio concittadino. Hanno poi richiesto anche l’accesso a un fondo di microcredito di 8.194,13 €, che hanno restituito per il 99,19 %.  

Nel comune rurale di Koubri e nel quartiere di Cissin della capitale Ougadougou sono nati due Centri Polifunzionali del progetto RASAD. In queste realtà donne particolarmente svantaggiate, generalmente capofamiglia e/o disoccupate, con un numero elevato di figli, ma soprattutto tutte escluse dai canali di credito ordinario, sono state formate in creazione d’impresa per l’avvio delle loro attività micro-imprenditoriali (piccola trasformazione, ristorazione etc), e, quindi, hanno anche ricevuto una formazione in gestione di microcredito, prima di ottenere il prestito.   

Tre migranti burkinabé della diaspora italiana che hanno preso parte al progetto pilota di Rientro Volontario Assistito, all’interno al progetto RASAD, volto al reinserimento socioeconomico in Burkina Faso attraverso l’avvio di attività micro-imprenditoriali, oltre ad ottenere un fondo perduto di 1.500,00 €, hanno anche richiesto l’erogazione del microcredito. Sia B. Nikiema, che ha avviato una piccola azienda avicola a Karpala nella periferia di Ouagadougou, sia G. Gouba, che ha cominciato a costruire la sua azienda familiare di allevamento di suini e un sito orticolo a Zabre, sia S. Guibre che ha aperto una boutique alimentare nel centro della sua città a Niaogho, hanno ricevuto un microcredito di 2.000,00 € per portare avanti il loro business.  

Tamat continua a collaborare con l’associazione Micro Start/Action des Femmes pour le Développement (AFD), anche in un altro progetto in Burkina Faso, l’iniziativa denominata Allevamento avicolo e agricoltura familiare: sostegno alla resilienza delle popolazioni più vulnerabili della zona rurale di Loumbila (già  Komsilga), co-finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dello Stato italiano con il fondo dell’otto per mille dell’IRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale per l’anno 2016, sostenendo 130 piccoli allevatori e 130 famiglie vulnerabili impegnate nel Centro Avicolo e Agro Ecologico “Na Tilge” di Loumbila creato con il progetto. I primi di febbraio del 2021 si è concluso il primo programma di microcredito: dei 17 piccoli allevatori e 25 agricoltori che avevano domandato e ottenuto il credito, il 100% lo ha restituito nei modi e tempi concordati. A marzo scorso è stato lanciato il II programma di microcredito, grazie a cui gli stessi richiedenti e anche altri nuovi beneficiari, potranno accedere per portare avanti al meglio le loro attività generatrici di reddito nel campo agricolo e zootecnico.  

Questi esempi concreti possono  contribuire a testimoniare che il microcredito funziona nei progetti di cooperazione internazionale e rimane uno strumento efficiente per costruire azioni di fiducia e responsabilizzazione in beneficiarie e beneficiari che diventano protagonisti autonomi del loro futuro. Del resto, la riduzione della povertà estrema è il primo degli «obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030». In questo senso il microcredito non significa solo sviluppo economico, ma anche sviluppo sociale ed umano.  

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