Laboratori artistici e performance di giovani migranti creano un “ponte” tra Orvieto e il Mali

E’ antica come l’umanità l’arte che porta alla creazione di una maschera e le popolazioni africane  ne sono portatrici elette: conferma è arrivata dai risultati ottenuti dal laboratorio “Le forme che attraversano la storia”, promosso a Orvieto dall’associazione Aìtia e dalla comunità per minori stranieri Xenia.

Un laboratorio i cui risultati hanno dato vita all’ Aperimostra che ha animato (venerdì 5 dicembre) la galleria del centro commerciale Porta di Orvieto grazie all’iniziativa promossa dalla cooperativa Quadrifoglio che ha coinvolto anche Tamat Ets come ong beneficiaria dei fondi raccolti dall’apericena (1.935 euro) per sostenere il progetto “Sene Ni Soro – Agricoltura e agroalimentare a sostegno dell’imprenditoria e dello sviluppo locale del Mali”*, finanziato dal Ministero dell’Interno italiano.

L’iniziativa si è rivelata un momento di grande convivialità e partecipazione con l’asta per la vendita delle maschere ad animare ulteriormente l’atmosfera grazie anche alla musica e alle performance messe in scena. I giovani ospiti internazionali della comunità Xenia, in particolare, hanno coinvolto il pubblico raccontando le loro storie e i ricordi più cari attraverso performance teatrali e di danza, frutto dei laboratori realizzati.

Nel corso dell’asta, Renata Nicole Gamboa Gomez, capo-progetto di Sene Ni Soro, ha illustrato in che modo i fondi raccolti andranno a supportare concretamente i beneficiari dell’intervento 

Infine, prima dei saluti finali, i ragazzi e gli operatori hanno consegnato simbolicamente l’assegno dei fondi raccolti a Tamat. La serata si è conclusa in un clima festoso, con musica e balli che hanno visto i ragazzi della comunità trascinare sulla pista gli operatori e tutti i partecipanti.

“L’iniziativa di Orvieto e la scelta della cooperativa Quadrifoglio di attivare una collaborazione con Tamat – sottolinea il presidente dell’ong Luciano Della Vecchia – ci offre l’opportunità di allargare la nostra rete regionale di solidarietà e sostegno”.

E ancora: “L’iniziativa di Orvieto ci ha permesso di conoscere da vicino i ragazzi della comunità, ascoltando le loro storie e i sogni che vorranno realizzare in Italia magari costruendo ipotesi per un futuro rientro in patria come protagonisti di possibili trasformazioni”.

Per Tamat Ets la serata del 5 dicembre va pensata come l’inizio di una collaborazione fruttuosa e persistente; l’impegno è quello di mantenere vivo il contatto con la “Quadrifoglio” e i ragazzi della comunità anche per fornire aggiornamenti su come il contributo economico dell’Aperimostra  impatterà positivamente sulla vita dei loro coetanei in Mali.

*“Il progetto “SENE NI SORO – Agricoltura e agroalimentare a sostegno dell’imprenditoria e dello sviluppo locale del Mali” (CUP F41D24000140008), cofinanziato dal Ministero dell’Interno italiano attraverso l’Avviso Pubblico MININT_RELINT 2024,  è coordinato da Tamat E.T.S. in partenariato con la Fondazione Iniziative e Studi sulla Multietnicità – ISMU, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (UCSC), Centro Edile Per La Sicurezza e la  Formazione – CESF, Le Tonus, Secrétariat National de Caritas Mali (SNCM) e Haut Conseil des Maliens de l’Extérieur (H.C.M.E).”

Nelle foto: 

1) Consegna virtuale della donazione di 1935 euro realizzata durante l’Aperimostra;

2) Performance nella galleria della “Porta di Orvieto”.

3) Una delle “Forme che attraversano la storia” (titolo dell’Aperimostra).

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Consegna virtuale della donazione di 1935 euro realizzata durante l’Aperimostra
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Performance nella galleria della “Porta di Orvieto”
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Una delle “Forme che attraversano la storia”

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