Prove di economia sociale e solidale in Umbria e in Europa

Il 30 Aprile 2025 si è concluso a Bruxelles il progetto Planning SE(E)Ds, finanziato nell’ambito del programma Erasmus plus, KA 2 – Educazione degli adulti. Il progetto, che ha visto la partecipazione in Umbria di Tamat ETS e il Dipartimento di scienze agrarie (DSA 3) dell’Università degli studi di Perugia, ha affrontato il tema dell’Economia sociale e solidale in Italia, Cipro, Grecia, Belgio e Romania. I partner, nei due anni di progetto, hanno affrontato il tema dell’economia sociale e solidale, declinandola in azioni formative rivolte a giovani tra i 18 e i 35 anni e gli over 65, nell’ottica di avere una base di persone formate che possano implementare azioni qualificate nei territori di propria competenza.

Trattandosi di un Erasmus, il progetto non ha visto la realizzazione delle idee progettuali nate dai gruppi di lavoro costituiti nei diversi paesi ma ha piantato semi di conoscenza che potrebbero portare alla realizzazione di interventi di economia sociale e solidale, quali ad esempio la creazione di distretti di economia sociale nella regione Umbria, con una regia pubblica (Regione, Comune e Università) e privata (Tamat – Aiab) potrebbe tentare di unificare gli stakeholder coinvolti nel progetto con altri attori che stanno ragionando sugli stessi temi nella nostra Regione.

Tamat sta lavorando da molti anni nell’ambito dell’economia sociale e solidale legata anche all’inserimento socio-lavorativo dei più vulnerabili (donne e migranti in primis). Dal 2014, ha progettato e implementato il progetto Social Start Ups, un progetto finanziato dal programma Erasmus + KA2, con l’obiettivo di sviluppare, testare e validare una metodologia d’apprendimento per adulti sperimentando i Gruppi di acquisto solidale (G.A.S.) come veri e propri laboratori per l’acquisizione di competenze chiave. Proprio da questo progetto è nato il GAS Fuori di Zucca, che dal 2017 è un’associazione che si occupa di sovranità alimentare e svolge attività di Gruppo d’acquisto solidale nel centro storico di Perugia. Attualmente riunisce oltre 100 soci e una rosa di 10 piccoli produttori locali.

Nel 2016, Tamat ha presentato e gestito come capofila il progetto Urbagri4women, finanziato nell’ambito del Programma AMIF. L’iniziativa transnazionale della durata di due anni mirava a sviluppare le competenze pratiche di donne migranti nel settore dell’orticoltura e dell’imprenditoria in sette paesi dell’Unione Europea. L’Italia, e in particolare Perugia, ne ha fatto parte attraverso Tamat, in collaborazione con Acli, Arci, Caritas Perugia, Orto Sole e Cooperativa Perusia, che hanno coinvolto le donne e uomini migranti nella realizzazione di orti urbani. A Perugia, il progetto si è concluso con la creazione di una associazione che ha coltivato, prodotto e commercializzato il gombo.

Nel 2018 il progetto ColtiviAmo l’Integrazione finanziato dal programma FAMI ha dato l’opportunità di proseguire il laboratorio di agricoltura inclusiva già attivato a Montemorcino, con l’obiettivo di rafforzare i risultati già raggiunti con Urbagri4women e analizzarne ulteriormente il potenziale e le prospettive future. Nel 2021, Tamat ha proseguito il lavoro sui temi dei Gas, attraverso un partenariato a capofila ARCS: Reti di comunità solidali e competenti, con l’obiettivo di rafforzare le reti territoriali nella capacità di programmare e pianificare strategie di intervento in grado di produrre cambiamenti sociali, economici e ambientali radicati, duraturi e sostenibili.

A seguire, Tamat ha progettato e implementato il progetto Planning SE(E)Ds, dove attraverso incontri tra beneficiari della formazione, stakeholders e formatori, sono stati anche realizzati due documenti: la social economy voluntary local review (che descrive come l’economia sociale e solidale può supportare gli obiettivi di sviluppo del millennio) e Linee guida per gli amministratori pubblici sull’economia sociale e solidale (che indica alcune proposte da implementare per migliorare la realizzazione di interventi di economia sociale e solidale nella nostra regione). Tali strumenti sono stati validati durante incontri con stakeholder e amministratori pubblici locali, al fine di porre le basi per la futura implementazione di un Distretto di economia sociale e solidale che possa mettere insieme le realtà del territorio incontrate durante il progetto con le nuove persone formate e con l’Università di Perugia.

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